Origine di satana e i suoi demoni



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05.12.2017
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GLI ANGELI RIBELLI

di Don Giuseppe Tomaselli
INTRODUZIONE - Il demonio esiste! Nell'esercizio del Ministero Sacerdota­le ho incontrato alcuni ... pochi…, i quali credono che il demonio sia un nome astratto, cioè intendono per demonio l'as­sieme dei mali che si riscontrano nel mondo. Ci sono di quelli che hanno un timore esagerato del demonio; altri si ridono della sua potenza. Molti non sanno come comportarsi nel­la lotta contro il nemico spirituale; tre­mano quando c'è da stare tranquilli e vanno sicuri quando è necessario tre­pidare. Questo lavoro sarà utile a tali catego­rie d’anime.
CHI È SATANA?

Lotta in Cielo.

Iddio creò sterminate schiere d’Ange­li, cioè di Puri Spiriti, dotati di grande intelligenza e di forte volontà. Il Cielo si popolò in un attimo di questi esseri beati, che lodavano il Creatore e nello stesso tempo godevano di perfetta felicità.

Gli Angeli sono distribuiti in nove ca­tegorie, o cori; così risulta dalla Sacra Scrittura.

L'Angelo più bello era Lucifero, o Ap­portatore di luce, il quale, per così dire, eclissava gli altri col suo splendore.

Iddio, che è giusto, volle mettere alla prova la fedeltà, esigendo dagli Angeli un atto particolare d’umile sudditanza. Secondo S. Tommaso d'Aquino e secondo i più celebri Padri della Chiesa, la prova fu questa: la Seconda Persona Di­vina, il Figlio Eterno del Padre, Gesù Cristo, nella pienezza dei tempi si sarebbe fatto uomo, pur restando vero Dio, e tutti gli Angeli avrebbero dovuto adorarlo, pur vedendolo rivestito di misera carne u­mana.

A noi, esseri inferiori rispetto agli An­geli, non sarebbe costata troppo una si­mile prova; per gli Angeli invece la pro­va fu durissima.

Lucifero, dotato di qualità eccellentis­sime, pensando che un giorno avrebbe dovuto umiliarsi davanti al Figlio di Dio fatto uomo, senti in sé tanto orgoglio da dire: Non lo servirò! Se si farà uomo, sarò a lui superiore! - Altre schiere di Angeli si unirono a Lucifero, quasi per dare la scalata alla Divinità. S’iniziò la tremenda lotta in Cielo.

Noi sappiamo ciò che avvenne in quel­la lotta, perché Iddio la manifestò al Pro­feta Daniele ed a San Giovanni Evange­lista.

L'Arcangelo San Michele, a capo d'in­numerevoli Angeli, si oppose alla super­bia di Lucifero, dicendo: Chi è come Dio? -

Il Creatore alla fine della lotta inter­venne direttamente; confermò in grazia gli Angeli fedeli e punì i ribelli.


II castigo.

Dio è infinitamente buono ed infinita­mente giusto; dà a ciascuno quello che gli spetta. Verso gli uomini peccatori si com­porta con longanimità, perdonando fa­cilmente le cento e mille volte; agisce in tal modo perché conosce appieno la de­bolezza della natura umana.

Verso gli Angeli mise subito in atto la sua giustizia. Gli Angeli conoscevano la Divinità; dotati d'intelligenza eminente, erano consapevolissimi del male che sta­vano operando; per la qual cosa Iddio in un istante creò l'inferno, luogo di tor­menti, e vi precipitò gli Angeli cattivi.
Lucifero.

Il capo dei ribelli fu Lucifero e quindi divenne il più orribile. Precipitato dal Cielo nell'abisso infernale, è chiamato nella Sacra Scrittura « Satana », che si­gnifica nemico.

Lucifero perdette la sua bellezza, ma non la sua intelligenza e la sua potenza; così pure i suoi seguaci.

Passare dalla somma felicità al som­mo dolore, fu per i demoni il colmo della disperazione. Non potevano rassegnarsi a tanta perdita. L'odio contro la Divinità punitrice cominciò a divorarli; il pen­siero che un giorno gli uomini sarebbero andati in Cielo a prendere il loro posto, li faceva rodere d'implacabile gelosia.

I demoni stabilirono di vendicarsi, non di Dio direttamente, essendo ciò impos­sibile, ma delle sue creature, col tentarle a ribellarsi al Creatore, affinché un gior­no potessero anche loro cadere nell'in­ferno.

OPERA DIABOLICA



Un mistero.

Iddio avrebbe potuto rendere impoten­ti i demoni; relegati nell'abisso, non avrebbero potuto nuocere ad alcuno. Dai fatti noi sappiamo che il Signore ha la­sciato una certa libertà a Lucifero ed ai suoi subalterni, libertà limitata, ma ve­ra. Perché Iddio ha fatto così? E chi può penetrare i misteri dell'Onnipoten­te? Si può pensare che la Divina Prov­videnza voglia servirsi dell'opera dei de­moni per aumentare in Cielo la gloria dei suoi eletti. Chi, infatti, è tentato e su­pera la tentazione, guadagna un merito eterno.


La libertà.

Il Signore ha dato all'uomo la volontà libera, capace di determinarsi al bene o al male. Se la volontà si volge al bene, l'uomo merita il premio; se si volge al male, merita il castigo. È la giustizia di Dio che esige questo.

Il demonio ha il potere di suggerire il male, può tentare, ma giammai può co­stringere la volontà altrui a peccare, di­versamente l'uomo non sarebbe libero.
Potere diabolico.

I demoni, essendo puri spiriti, cioè in­telligenza e volontà, sono invisibili; però conoscendo bene gli elementi di cui sono composti i corpi, hanno il potere di agire sulle cose materiali ed anche di prende­re forma sensibile, di uomo, di donna, di animale ecc.


L'Eden.

Dio aveva creato Adamo ed Eva; li aveva posti nell'Eden, o paradiso terre­stre; li aveva arricchiti di doni naturali e preternaturali, con il potere di trasmet­terli ai discendenti. Il Creatore mise alla prova anche Adamo ed Eva, dicendo: Tutto ciò che vedete è vostro; però non dovete mangiare il frutto dell'albero della scienza del bene e del male, che è posto nel centro di questo giardino di delizie. In qualunque giorno lo mangerete, mor­rete. -

Satana, o Lucifero, geloso della feli­cità dei nostri progenitori, mise in atto la sua potenza per far peccare le prime due creature. Un demonio prese forma di serpente ed andò ad attorcigliarsi al tronco dell'albero del frutto proibito. Adamo ed Eva solevano andare a con­templare di tanto in tanto i frutti di quell'albero, ma non osavano toccarli. Un giorno il serpente infernale rivolse loro la parola per tentarli.

Un animale che parli come l'uomo?! Del resto il pappagallo non riproduce la voce umana? Ed il merlo non imita il fischio dell'uomo? Tuttavia, ancorché il serpente non abbia le corde vocali atte a riprodurre la voce umana, quel serpen­te parlò, perché conoscendo il demonio tanti segreti di natura, produsse nell'aria le vibrazioni corrispondenti alla voce dell’uomo.

Adamo ed Eva non si meravigliarono a sentir parlare un serpente? Non lo sap­piamo.

Del resto erano ancora nello stato di innocenza e forse era la prima volta che vedevano un serpente.

Dunque il demonio rivolse la parola ai nostri progenitori: Se vi piace il frut­to di quest'albero, perché non lo man­giate? È bello allo sguardo e molto soa­ve al gusto!

- Non possiamo - risposero. - Perché non potete?

- Il Signore l'ha proibito. - E perché ve l'ha proibito?

- Non lo sappiamo! Ci ha detto che se lo mangeremo, morremo!

- Questo è falso! Voi non morrete! Iddio vi ha proibito di mangiarlo, per­ché se mangerete di questo frutto, diver­rete simili a Lui! -

La tentazione era troppo forte: dive­nire simili a Dio ... Cambiare la natura umana nella divina ... Non essere più sottoposti a Lui! ... E come in Cielo Lu­cifero voleva divenire simile a Dio, pec­cando di sopraffine superbia, così nell’Eden peccarono Adamo ed Eva. Iddio che resiste ai superbi, come punì gli An­geli ribelli, così punì le prime due crea­ture umane, le quali perdettero tanti doni di cui erano state insignite.

Intanto Lucifero cantò vittoria, poiché il Cielo restava chiuso per Adamo ed Eva e per i loro discendenti.

Però il Signore usò misericordia e pro­mise che sarebbe avvenuta la redenzione con l'Incarnazione della Seconda Perso­na della Santissima Trinità.

Il serpente infernale ricevette da Dio una forte maledizione: Porrò inimicizia tra te e la donna, e tra il seme tuo e il seme di lei. Ella ti schiaccerà la testa. - Voleva Iddio far comprendere al demo­nio che sarebbe venuta dalla discendenza di Eva una Donna, contro la quale l'o­pera sua sarebbe stata nulla, anzi Costei gli avrebbe schiacciato il capo. Questa Donna è Maria Santissima, Madre del Redentore. Difatti la Madonna è raffigu­rata con il serpente sotto i piedi.
II Regno di Satana.

Il peccato di Adamo e di Eva fu la lo­ro rovina; indirettamente fu rovina an­che per i loro discendenti, i quali non poterono ereditare, per naturale discen­denza, ciò che i progenitori avevano perduto.

Il demonio approfittò di questo stato di cose per svolgere l'opera sua malvagia con più efficacia. Infatti, nei quattro mila anni che precedettero la venuta del Messia, il demonio spadroneggiava nel mon­do e signoreggiava con l'idolatria e con la disonestà più sfacciata.

Venuto Gesù Cristo, il regno dell'in­ferno fu abbattuto; rimase ancora ai de­moni una certa libertà, ma molto infe­riore alla primitiva; pertanto le anime a milioni si staccano dall'idolatria e si por­tano all'adorazione del vero Dio, lasciano la disonestà e praticano la purezza, ab­bandonano l'odio per darsi all'amore an­che dei nemici.


Diavoli in giro.

L'inferno, oltre ad essere un luogo, è anche uno stato. I demoni stanno parte nell'inferno e parte vanno in giro, va­gando per il mondo; ma ancorché essi vadano di qua e di là, tuttavia soffrono sempre le pene infernali, poiché la ma­ledizione di Dio poggia sempre sopra di loro.

La Santa Chiesa, nell'antica Liturgia, alla fine della Messa aveva una preghiera particolare, rivolta a San Michele Ar­cangelo « ... E tu, o Principe della Mi­lizia Celeste, con forza divina ricaccia nell'inferno Satana e gli altri demoni, i quali vagano per il mondo alla perdi­zíone delle anime ».
Lo missione.

Cosa possono fare i demoni andando in giro? La loro missione è rovinare l'uo­mo e quello che gli appartiene; perciò oltre che tentare l'anima al peccato, pos­sono tormentare anche il corpo umano, prendendone possesso diretto; possono tormentare gli animali, impossessarsi di un luogo, perturbare la quiete dell'aria, ecc....

Tutto ciò apparirà chiaro da quanto si verrà esponendo nel corso del lavoro.
Vario compito.

Il regno di Satana è ben organizzato. Come in Cielo San Michele Arcangelo ha il comando della Corte Angelica ed ha alla sua dipendenza degli Angeli, che a loro volta hanno altri dipendenti, così Satana ha i suoi ufficiali, i quali sono messi a capo di altri demoni.

Nell'esercito non tutti i soldati hanno lo stesso compito. Durante la guerra, quantunque tutti i militari combattano contro il nemico, tuttavia c'è chi è spe­cializzato nel combattimento aereo, chi in quello di mare e chi in quello di terra; nell'esercito di terra troviamo i fanti, gli artiglieri, ecc. Così è nell'esercito infer­nale: ci sono i demoni specializzati nella bestemmia, altri nell'omicidio, altri nel­la disonestà, ecc.
Differente forza diabolica.

I demoni sono più o meno forti nella lotta contro il bene e non tutti ottengo­no lo stesso risultato. Quando Lucifero vuole ingaggiare una grande battaglia, assegna il compito ai demoni più forti.

Gli Apostoli ebbero da Gesù il potere di cacciare i demoni dal corpo degli os­sessi; facilmente riuscivano, tanto che San Pietro in un momento di entusia­smo disse: Signore, anche i demoni ci stanno soggetti! - Una volta però gli Apostoli non riuscirono a liberare un giovane; andò Gesù e l'ossesso fu libe­rato. Quando Gesù ritornò a casa, gli Apostoli gli domandarono: Perché noi non siamo stati capaci di scacciare que­sto demonio? - Rispose loro: Questa specie di demoni non può essere altri­menti scacciata se non per mezzo della preghiera e del digiuno. -

L'Evangelista San Marco, riportando questo episodio, dice che il demonio era immondo, cioè era il demonio della di­sonestà ed aveva una forza particolare.


II numero sette.

Il sette è un numero della Sacra Scrit­tura. Sette sono gli Arcangeli che stanno continuamente al cospetto della Di­vinità; sette erano le lampade nel Tem­pio degli Ebrei; sette sono i doni dello Spirito Santo; sette sono i Sacramenti; ecc....

Anche a Lucifero è caro questo nume­ro e spesso manda in giro i demoni in drappelli di sette.

Dice Gesù: Quando il demonio esce da un uomo, va nel deserto in cerca di riposo; non trovandolo dice tornerò nella casa da dove sono stato mandato. Trova la casa spazzata ed ornata e, non riuscendo ad entrare, va a cercare altri sette demoni peggiori di lui. Dà l'assalto alla casa e, se riuscirà ad entrare, lo stato ultimo di quell'uomo sarà peggiore del primo. -

Anche lo scrivente, dovendo fare gli Esorcismi a degli ossessi, ha udito la stessa affermazione sul numero sette. Una bambina era invasa dal demonio. Mentre recitavo le preghiere del Rituale Romano, il demonio si arrabbiò e mi disse: Finiscila; diversamente chiamo altri sette compagni! ... Satana, vieni in mio aiuto! - Sull'istante entrarono nel corpo della ragazza altri sette demoni. In seguito, esorcizzando un'altra persona, il demonio mi disse: Questa volta non riu­scirai a cacciarci, perché siamo in troppi. Siamo quattordici! - cioè sette e sette, in due drappelli.
Giobbe.

Sinora si sono date nozioni generali sui demoni. Adesso scendiamo ai parti­colari, servendoci delle istruzioni che ci dà la Sacra Bibbia.

I demoni possono fare tanto male al corpo dell'uomo ed a ciò che all'uomo appartiene. Presento un fatto.

Nel paese di Us, presso la Palestina, viveva un certo Giobbe, uomo semplice, retto e timorato di Dio. Gli erano nati sette figli e tre figlie; possedeva sette mila pecore, tre mila cammelli, cinque­cento paia di buoi e gran numero di servi. Quest'uomo era celebre tra gli orien­tali.

Ogni mattina Giobbe offriva olocausti a Dio per ciascuno dei suoi figli, perché diceva: Può darsi che i miei figli abbia­no peccato e non abbiano benedetto Dio nei loro cuori. -

Si legge nella Bibbia che un giorno i figli di Dio si presentarono al Signore. La Sacra Scrittura, per farci compren­dere cose spirituali, rappresenta Dio co­me sopra un trono e gli Angeli gli stan­no davanti come servi, pronti al suo cen­no. Fra gli Angeli, dunque, si presentò anche Satana. Il Signore gli disse: Don­de vieni? - Quello rispose: Ho fatto il giro della terra e l'ho scorsa. - Ed il Si­gnore a lui: Hai notato il mio servo Giob­be e come non vi sia nulla sulla terra che gli somigli? - Satana gli rispose: Forse per nulla Giobbe teme Iddio? Non hai tu circondato di difese lui, la sua casa e tutti i suoi beni? Non hai benedette le opere delle sue mani? Non si sono mol­tiplicati i suoi beni sulla terra? Ma stendi un po' la tua mano a toccare tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledi­rà! -

Il Signore disse allora a Satana: Ecco, ogni suo bene è in tua balia; però rispar­mia la sua persona. -

Sembra strano che Iddio dia tanta con­fidenza a Satana, tenendolo a colloquio. Ma questa è una figura che esprime una realtà spirituale, cioè che Iddio governa il mondo per mezzo degli Angeli buoni e permette ai demoni di tribolare i giusti, per i suoi santi fini.

Satana, dunque, mise in atto la sua potenza infernale contro Giobbe, speran­do di farlo disperare. Pose in mente ai Sabei di andare a rubare i buoi e gli asi­ni di Giobbe. Fu consumato il furto e, siccome i servi opposero resistenza, fu­rono uccisi. Lo stesso giorno Satana, co­noscendo bene i segreti delle leggi na­turali, produsse un gran fuoco e fece bruciare le pecore ed i pastori di Giob­be. Dopo spinse tre schiere di Caldei a rubare i cammelli. Mentre i figli e le figlie di Giobbe stavano a mangiare ed a bere in casa del fratello maggiore, d'un tratto si levò dalla parte del deserto un gran vento, il quale investì i quattro an­goli della casa e questa, cadendo, schiac­ciò tutti i suoi figliuoli.

Giobbe per il dolore di tante perdite si gettò per terra ed esclamò, adorando Dio: Nudo son nato e nudo morrò! Il Si­gnore ha dato, il Signore ha tolto; sia be­nedetto il nome del Signore! -

Ora un giorno, quando gli Angeli an­darono a presentarsi al trono di Dio, vi andò anche Satana. Il Signore gli disse: Hai visto il mio servo Giobbe? ... Tu mi hai incitato contro di lui e me l'hai fat­to affliggere senza motivo. - Satana gli rispose: Pelle per pelle; l'uomo darà quanto possiede per la propria vita. Ma stendi la tua mano a toccare le sue ossa e la sua carne e vedrai allora come ti maledirà! - Il Signore pertanto disse: Ecco, egli è in tua balia; però salvagli la vita. -

Satana colpì subito Giobbe di piaghe maligne, dalla pianta dei piedi sino al vertice del capo. La moglie non volle più tenerlo in casa e lo lasciò sopra un im­mondezzaio. Il povero Giobbe, addolora­tissimo, passava i giorni a lamentarsi, raschiando la marcia delle piaghe.

Quando Iddio volle, cessò la prova; Sa­tana, arrabbiato di non avere approdato a nulla, si ritirò.

Il Signore, contento della condotta di Giobbe, gli diede la perfetta salute e gli rese il doppio di quanto Satana gli ave­va fatto perdere; ebbe pure sette figli e tre figlie. Non si trovavano sulla terra delle donne così belle come le figlie di Giobbe. Questi visse lunghi anni e poté vedere i suoi figli e i nipoti sino alla quarta generazione.

Nella storia di Giobbe risplende la vir­tù della pazienza del servo di Dio e la gelosia del demonio. Satana avrebbe vo­luto perderlo, ma il Signore si servi dell’opera diabolica per aumentare il me­rito di Giobbe e per dare all'umanità un esempio di rassegnazione e di pazienza.

L'umanità ha formulato un proverbio, quasi a memoria del fatto, dicendo: « In quest'affare ... ci vorrebbe la pazienza di Giobbe ».


Togliere la vita?

Potrebbe domandarsi: Se il demonio ha il potere di danneggiare il corpo ed í beni dell'uomo, potrebbe anche togliere la vita a qualcuno?

Se Iddio desse il permesso, i demoni potrebbero fare anche questo; ma d'or­dinario non possono uccidere alcuno, di­versamente si scaglierebbero contro i vi­venti che menano una santa vita e por­tano anime a Dio e così toglierebbero dalla faccia della terra gli apostoli del regno di Cristo. Inoltre ucciderebbero co­loro che sono in peccato mortale, per tra­scinarli all'inferno, affinché non abbiano il tempo di ritornare a Dio.

Facendo un esorcismo nel 1934, il de­monio mi disse: Non mi molestare più, se no ucciderò la fanciulla! - Io risposi: Tu non hai il potere di ucciderla! - Mi soggiunse: Però non la farò più man­giare e così la farò morire. - Infatti, la fanciulla ossessa non poteva mangiare. Appena si metteva a tavola, era invasa dal demonio e nessuna potenza umana avrebbe potuto farle ingoiare un boc­cone. Era divenuta debolissima. In se­guito il demonio la lasciò.


Danno alla salute.

Gesù un giorno di sabato, ch'era festa per gli Ebrei, ammaestrava in una sina­goga. Ecco presentarsi una donna, che aveva da diciotto anni uno spirito d'in­fermità, ed era così rattrappita da non potere guardare in su. Gesù, come l'eb­be veduta, la chiamò a sé e le disse: Don­na, sei liberata dalla tua malattia. - E le impose le mani. In quell'istante ella si raddrizzò e glorificava Dio.

Ma il capo della sinagoga, indignato perché Gesù l'aveva guarita di sabato, prese a dire al popolo: Ci sono sei giorni per lavorare; venite dunque in quelli per farvi guarire e non di sabato. - Ma il Signore gli replicò: Ipocriti, ognuno di voi non scioglie di sabato il suo bue o l'asino dalla mangiatoia e lo mena a be­re? E questa figliuola di Abramo, tenuta legata da Satana per diciotto anni, non doveva essere liberata da queste catene in giorno di sabato? - E mentre diceva questo, arrossivano i suoi nemici e tutta la folla godeva delle opere gloriose com­piute da Gesù.

Questo fatto fa comprendere che ci sono malattie, che il demonio diretta­mente apporta per far soffrire, sempre però nei limiti che Iddio permette; dall’opera diabolica il Signore sa ricavare anche del bene.

Non si pensi tuttavia che ogni soffe­renza corporale sia procurata dal demo­nio! Le malattie d'ordinario sono effetto di tante altre cause naturali.
L'ossessione.

Chiamasi ossessione il possesso che prende il demonio di un corpo umano. È possibile innanzi tutto che i demo­ni, puri spiriti, entrino in una persona? Si; la storia registra tanti e tanti casi di ossessione.

L'uomo ha il corpo; l'anima è unita in­timamente e misteriosamente al corpo. Appena un demonio prende possesso di­retto di un uomo, questi sente in sé un altro essere. Siccome il demonio è intel­ligenza e volontà, nell'ossesso troviamo l'intelligenza dell'uomo e l'intelligenza del diavolo, la volontà umana e la vo­lontà dello spirito superiore.

In base a questo si comprende come un ossesso, che non abbia studiato, parli correttamente lingue straniere oppure 1e intenda benissimo, ragioni di avvenimen­ti lontani con esattezza di circostanze, possa conoscere cose occulte ...; si com­prende pure come un ossesso possa par­lare contro le cose sante, mentre prima dell'ossessione pregava ed era tanto pio. Chi agisce non è più l'ossesso, ma il demonio che è in lui; l'anima dell'uomo resta libera e non è responsabile di ciò che il diavolo opera; il corpo dell'ossesso è un semplice strumento in potere dello spirito infernale.


Errore popolare.

Allorché qualcuno fa delle stranezze o dice delle parole anormali, il popolino crede facilmente che si tratti di osses­sione diabolica. È questo un grande errore.

Negli ammalati di nervosismo possono manifestarsi dei fenomeni curiosi, anzi molto strani. La nevrastenia e più che tutto l'isterismo nelle donne può far cre­dere che si sia invasi dal demonio. Non sempre è facile distinguere i fenomeni naturali da quelli soprannaturali. Chi scrive, essendo stato molte volte davanti a tali fatti, ha dovuto convincersi che sono pochi i casi di vera ossessione.
I segni.

Non basta un solo fenomeno per giu­dicare se trattasi di malattia o di osses­sione; non è sufficiente una sola conver­sazione con il paziente per essere esatti in simile giudizio; si richiedono diversi segni.

Innanzi tutto si sappia che il demonio fa il possibile per non manifestarsi, poi­ché teme di essere scacciato; è tanto abi­le a far questo.

È necessario conoscere se il paziente sia soggetto a malattia di nervi; la visi­ta medica è indispensabile.

Se il medico assicura che il sistema nervoso è normale, si osservino bene i segni di ossessione.

La persona invasa, prima che entri il demonio, può pregare, baciare il Croci­fisso, parlare di cose sante, ecc. Entrato il demonio, non può pregare più. Se ve­de pregare si arrabbia; se gli si presenta un'immagine sacra, vorrebbe stracciar­la; se gli si getta l'acqua benedetta anche all'insaputa, inviperisce; non è ca­pace di nominare Gesù o Maria Vergine. L'ossesso, ancorché poco istruito, può leggere anche ad occhi chiusi, compren­dere o parlare qualunque lingua e non solo dire qualche parola, ma parlare a lungo e correttamente, può sostenere di­scussioni teologiche elevate, da destare meraviglia anche nei Sacerdoti. Appena parte il demonio, il paziente torna quale era prima dell'ossessione, cioè non ha orrore per le cose sacre, prega, non com­prende lingua straniera, ecc.


Pratica.

Se nella famiglia ci fosse qualche per­sona che desse tutti i segni sopra citati, o parte di essi, i parenti invitino il Par­roco o altro Sacerdote ad assistere ai fe­nomeni importanti che avvengono; il Sa­cerdote riferirà tutto al Vescovo e que­sti stabilirà il da farsi.


Esempi Evangelici.

Nel Santo Vangelo sono registrati tan­ti esempi di ossessione. Ne riporto due. A Gesù fu presentato un indemoniato. Questi, per opera diabolica, era rimasto cieco e muto. Il Signore cacciò il nemico delle anime e subito l'uomo vide e co­minciò a parlare. Il popolo rimase me­ravigliato a vedere ciò, pensando: Gesù Nazareno dev'essere il Messia! Egli co­manda ai demoni ed essi gli ubbidiscono. I Farisei, nemici di Gesù, dicevano: Costui caccia i demoni per opera di Beel­zebub, cioè di Satana, principe dei de­moni. - Gesù rispose: Ogni regno divi­so in partiti nemici sarà devastato ed ogni città o casa divisa in parti contra­rie non potrà reggere. Se dunque Sata­na caccia Satana, egli è in discordia con se stesso. Come dunque durerà il suo re­gno? Se poi per la potenza divina io cac­cio i demoni, è segno che è giunto a voi il regno di Dio. -

Un giorno, scendendo Gesù da un monte, gli si fece incontro una grande folla ed ecco un uomo gridare: Maestro, te ne prego, volgi lo sguardo a mio figlio, l'u­nico mio. Un demonio lo invade e lo fa subito urlare, lo getta a terra, lo fa ca­dere nel fuoco o nell'acqua, lo malmena, lo fa spumare ed a stento se ne parte da lui, dopo averlo dilaniato. - Gesù rispo­se: Conducimi qua il tuo figliuolo. - E mentre questi si avvicinava, il demonio lo gettò a terra straziandolo. Gesù sgri­dò lo spirito immondo e, guarito il fan­ciullo, lo rese a suo padre.
Scacciare i Demoni.

Prima che Gesù morisse in croce, Sa­tana aveva maggior potere ed i casi di ossessione erano più frequenti; in segui­to i demoni, quantunque più debolmen­te, continuarono e continuano la loro opera malefica contro gli uomini. Gesù misericordioso ed onnipotente diede ai suoi Apostoli il potere di liberare gli invasi dal demonio, e gli Apostoli, andan­do a predicare per le città ed i villaggi, cacciavano gli spiriti infernali.

San Pietro, esercitando con frutto un tale ministero, ebbe un po' di vana com­piacenza, per cui, avendo detto a Gesù: Signore, anche i demoni ci stanno sog­getti! - gli fu risposto: Simone, ho vi­sto Satana precipitare dal Cielo come folgore! - Voleva Gesù significare: Voi Apostoli non montate in superbia per quello che andate operando. Non è me­rito vostro tutto ciò, ma è la potenza divina messa nelle vostre mani. - Gesù concluse: Non rallegratevi perché i de­moni vi ubbidiscono, ma perché i vostri nomi sono scritti in Cielo. -

Il potere di liberare gli ossessi fu eser­citato non solo dagli Apostoli, ma anche dai loro successori.


Gli Esorcisti.

Si chiama esorcismo l'assieme delle preghiere e dei riti adoperati dalla Chiesa Cattolica per cacciare i demoni; colui che può liberare gli ossessi, chiamasi Esorcista.

Tutti i Sacerdoti sono Esorcisti; nes­suno però può liberamente fare gli esor­cismi, se non riceve la facoltà dal pro­prio Vescovo per ogni singolo caso.

Chi scrive queste pagine, molte volte ha dovuto esorcizzare e crede bene ri­portare qualche episodio interessante.


Esorcismo.

La prima volta esorcizzai una bambi­na di nove anni, figlia di un ciabattino, la quale frequentava la terza elementare.

Era buona e pia; tuttavia Lucifero la prese di mira. Tre demoni furono mandati nel corpo di essa; la tormentavano orri­bilmente; alle volte erano presenti tutti e tre, alle volte due oppure uno; momen­taneamente la lasciavano e presto ritor­navano, sino a quattro o cinque volte al giorno.

La bambina era in casa; giocava o ac­cudiva a qualche faccenda; d'un tratto abbassava le palpebre per qualche istan­te e poi riapriva gli occhi: il demonio in quel momento le entrava in corpo. La bambina mi espose in seguito ciò che ac­cadeva in lei: si faceva all'improvviso un po' di penombra attorno ad essa, tutto spariva e, pur avendo gli occhi aperti, non vedeva nessuno dei presenti; in mez­zo alla penombra appariva in forma umana il demonio, il quale le parlava, la batteva sino a lasciare le lividure sul corpo.

In tale stato, quando io ero presente, facevo gli esorcismi. Riferisco qualche scena e qualche colloquio.

Entrato in casa dell'ossessa, il demo­nio per bocca della bambina disse: Via di qua, Pretaccio Cattolico! Perché vie­ni a disturbarmi? . . - Presi l'aspersorio con l'acqua Benedetta. Inferocì il demo­nio: Via queste cosacce! . . Pretaccio Cat­tolico, te la farò pagare! . . - In nome di Dio, ti comando di rispondere! – Chi sei tu che comandi a me? - Sono un povero uomo; ma come Ministro di Dio ti comando e tu devi ubbidire. - Sull'i­stante l'ossessa si sedette e rimase con le braccia conserte. Io parlavo in latino ed il demonio arrabbiato mi disse: Non voglio parlare in latino, linguaccia di voi Pretacci Cattolicacci! - Tuttavia lo tempestai di domande in lingua latina: Qual è il tuo nome? - Il mio nome? ... Non t'importa saperlo e perciò non te lo dico. - Sei solo in questa bambina? - Per il momento sono solo, ma se vuoi chiamo i compagni. - No, resta solo! - Prima di essere qui, dove ti trovavi? - Andavo in giro per le vie! - Cosa fai lungo le vie? - Cerco di far fare pecca­ti alla gente - E tu cosa ne guadagni? - Che guadagno?... Trascino all'inferno anime con me! - Siete molti nell'infer­no? - Eh! ... Sapessi, sapessi quanti sia­mo! Dunque, vuoi sapere chi sono? Io sono il demonio della disonestà! - E dimmi: Vanno molti all'inferno per l'im­purità? - Tutti quelli che sono là dentro, vi si trovano per questo peccato ed anche gli altri ci verranno per lo stesso peccato. - Passavano di lì alcuni giova­notti i quali pronunziavano parolacce di­soneste; il demonio disse: Ecco, passano i miei aiutanti. - Ora basta con le chiac­chiere! Tu devi lasciare la creatura! - No, non me ne vado. Del resto che male faccio alla bambina? - Devi subito par­tire! - Satana, Satana ... vieni in mio aiuto!. .. - In quell'istante arrivarono altri tre demoni; la bambina, finito l'esor­cismo, me lo assicurò. Avevo il Santissi­mo Sacramento, nascosto sotto il pastra­no; la ossessa mi disse: Tu nella borset­ta tieni Satana! - e stese la mano ver­so il mio petto. Le diedi una botta sulla mano e ridendo mi rispose: Tu batti la bambina; a me puoi far niente. -

Il demonio procura di chiacchierare, per impedire di pregare. Essendo presenti diverse persone, disse: Parlatemi in qua­lunque lingua, domandatemi qualunque cosa ed io risponderò. - Un professore scrisse nascostamente un bigliettino in lingua greca; lo piegò per bene e lo na­scose in un angolo. La ossessa si alzò, andò a suonare un piccolo campanello ch'era sul tavolo, e disse: Fatto già! - Nel biglietto stava scritto: Va' a suo­nare il campanello. -

Continuando la narrazione, io dissi al demonio: In nome di Gesù Nazareno, parti subito! - Intanto attaccai al pet­to della bambina un'immaginetta del Sacro Cuore. Il demonio divenne furi­bondo; si era in parecchi a tenere la bam­bina a freno. - Ve la farò pagare a tut­ti! ... Satana, Satana, manda ancora set­te compagni in mio aiuto! -

Infatti altri sette demoni entrarono in quel corpo, come mi confermò la bam­bina appena liberata. Non potendo più il demonio resistere, esclamò: Me ne va­do! Però lascerò la bambina piangente e non la farò più alzare da questa sedia. -

Sull'istante la bambina si sedette e diede in un pianto dirotto; momenta­neamente i demoni la lasciarono. Le do­mandai: Perché piangi? - Ma, non lo so! - Fa' il segno della Croce! - Non posso sollevare il braccio. - Allora, al­zati! - Non posso alzarmi! -

La bambina era rimasta come legata in tutto il corpo, impotente ad alzarsi dalla sedia; i demoni però erano usciti, poiché essa tra le lacrime pregava reci­tando il Padre Nostro.

Passato del tempo, la bambina comin­ciò a ridere ed a camminare con sveltez­za; era ritornata l'ossessione.

- Sono ancora qui, disse il demonio, e non me ne vado ... Siamo in troppi e non riuscirai a cacciarci. -

A dire il vero sentivo un po' di stan­chezza e ricorsi a diversi mezzi efficaci per riuscire nell'impresa. L'acqua bene­detta è meravigliosa negli esorcismi. Ver­sando quest'acqua sul corpo dell'ossessa, il demonio è tormentato fortemente.

- Pretaccio, smetti, smetti ... non tormentarmi più! - Se vuoi che smet­ta, lascia la bambina! - No; tu tormenti me ed io tormento essa! - Non cessai di aspergere con l'acqua santa, finché il demonio disse: Ebbene me ne vado; ma pri­ma che essa muoia, sarò di ritorno!... Noi siamo stati mandati da Lucifero in questa casa e, siccome non riusciamo nel compito, egli ci tormenta. Satana male­dice il momento in cui ci ha mandati qua e noi tremiamo a metter piede qua dentro ... Dimmi dove debbo andare me ne vado: Va' in alto mare; va' ad in­corporare qualche pesce o qualche altra bestia! - Cosa me ne faccio di questi esseri?... Io cerco uomini! ... Perché non vai tu a riposare nel corpo delle be­stie? - Ed allora, nel nome di Dio On­nipotente, vattene nell'inferno! - E me ne vado! - Però non uscire più dall'in­ferno! - Ah, in questo non posso ubbi­dirti! Lucifero mi tormenta ... son co­stretto ad uscire ed andare per il mon­do! - Te lo comando! ... Ubbidisci! - Parto subito! -

La bambina abbassò un istante le palpebre, emise un leggero sospiro ... e re­stò libera.

- Dunque, dissi alla piccina, come stai? - Oh, Padre, lei è qui?... - Ti accorgi adesso che sono qui? È tanto tempo che lotto e parlo con te! - Ma io non l'ho visto! - In questo frattem­po cosa hai visto? - Sono venuti attorno a me tanti demoni, che mi hanno battu­ta; ora se ne sono andati. - Tu che cosa facevi quando c'erano i demoni? - Pre­gavo, recitando l'Ave Maria nella mia mente. Ora sono serena, ma ho un po' di dolore nel corpo per le botte ricevute.
Rilievi pratici.

Quanto ho narrato è verità; non no­mino l'interessata, né i testimoni dei fat­ti, per misura di prudenza. Quella bam­bina oggi è madre di numerosi figli.

Faccio rilevare che quando si studia un caso di ossessione, è lecito fare degli esperimenti, per assicurarsi della pre­senza del demonio; ma quando l'osses­sione è sicura, è male mettersi in rap­porto con lo spirito maligno unicamente per curiosità, facendo domande capricciose, chiedendo notizie di cose occulte, ecc. Non si dimentichi che il demonio è padre della menzogna e perciò non tut­to quello che dice è assolutamente vero.

Allorché in una famiglia trovasi qual­cuno invaso dal demonio, appena si ma­nifesta la presenza diabolica, non si stia a chiacchierare con l'ossesso, bensì si pre­ghi da tutti i presenti, affinché Satana si trovi a disagio e parta presto.

I parenti dell'ossesso procurino di sta­re in grazia di Dio, si accostino alla Con­fessione ed alla Santa Comunione, reci­tino il Rosario, consacrino la famiglia al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immaco­lato di Maria. Se qualcuno dei parenti è in disgrazia di Dio, può darsi che il de­monio lasci la persona invasa e prenda possesso di lui.

Nei giorni e nelle ore in cui l'ossesso è libero, si approfitti per farlo confessa­re e ricevere la Santa Comunione. Alcu­ni credono che se l'ossesso riceve i Sa­cramenti, non potrà liberarsi dal demo­nio per tutta la vita; questo è falso.


Ossessione di un luogo.

Oltre che di un corpo umano, il diavolo può impossessarsi anche di un luogo. Può essere invasa da Satana una casa o una camera o qualche parte dell'abi­tazione. Difatti, durante gli esorcismi il Sacerdote dice al demonio prima di cac­ciarlo da una persona: Ti comando di dirmi se c'è in questa abitazione qualche luogo che è in tuo possesso! - A me il demonio rispose un giorno: Sta' tran­quillo che sto per andarmene e non c'è in questa casa alcun luogo in mio pos­sesso! -

Non si confondano certi disturbi na­turali che si avvertono in qualche luogo, con i veri disturbi diabolici. Certi rumo­ri notturni, che sembrano misteriosi, pos­sono essere prodotti da animali nottur­ni, da cause naturali che non si possono riscontrare subito. Facilmente il popo­lino attribuisce all'opera diabolica tali disturbi; ma non è così.

Riporto un fatto che avvenne nel 1941.

Erano presenti una decina di persone: un professore di filosofia, due padri di famiglia, due signore ed alcune signori­ne. All'improvviso si rompeva un vetro della finestra; poi un altro e poi un al­tro ancora; si avvertivano sassate sul tetto. Si tenga presente che si era in una abitazione di campagna. Si andava fuori ad osservare e non v'era alcuno. I pre­senti erano nella stanza a parlare. Vici­no al tavolo era un cesto con le masse­rizie. Senza che alcuno avesse toccato il cesto, ne uscì una veste e si distese da sola sul pavimento; poi usci una coper­ta, in seguito un asciugamano e così via ... Si rimise ogni cosa nel cesto e su­bito si ripeté il fenomeno. Nel mezzo del­la camera c'era un tavolino; questo co­minciò a muoversi e a far rumore come se ricevesse tanti pugni. Gli uomini, im­pressionati, si alzarono e facendo forza con le mani sul tavolo, riuscirono a fer­marlo; cessò il rumore. Appena si sco­starono dal tavolo, ricominciò il movi­mento ed il rumore. C'era una scarpa vicino al muro, nell'angolo. Da sola si mosse, attraversò la stanza e si fermò nella parte opposta. D'un colpo si spa­lancavano porte e finestre. In certi mo­menti una porta si scuoteva fortemente, mossa da mano invisibile; si accorreva ad essa e tutto cessava, ma cominciava lo stesso fenomeno nell'altra porta della stessa stanza. Di tanto in tanto si sen­tivano tre colpi di mazza sulla parete. Un Sacerdote Cappuccino, incaricato dal Vescovo, passò una notte dentro quella camera, ma non riuscì a trovare la causa naturale di quei colpi di mazza sulla pa­rete e sugli altri fenomeni.

Gli uomini che assistevano a questi fenomeni curiosi, si convertirono a Dio e si accostarono ai Sacramenti della Con­fessione e della Comunione, che da mol­ti anni avevano trascurato.


Ossessione di animali.

Il demonio può impossessarsi anche degli animali. Noi pensiamo: Cosa può guadagnare Satana ed il suo esercito ad entrare nel corpo di una bestia? Non riusciamo a comprendere certi perché; sappiamo però che l'ossessione degli ani­mali è un fatto storico. Prendo un esem­pio dal Vangelo.

Gli Apostoli e Gesù navigavano verso il paese dei Geraseni, che sta dirimpetto alla Galilea. E sceso che fu Gesù a terra, gli si fece incontro un uomo che da grani tempo aveva il demonio e non portava vestito e non abitava in casa, ma nei se­polcreti. Costui, appena visto Gesù, gli si prostrò dinanzi, gridando a gran vo­ce: Che ho da fare con te, o Gesù, Figlio dell'Altissimo Dio? Ti supplico non mi tormentare! - Gesù infatti comandava al demonio di uscire da quell'uomo, che da molto tempo era stato invaso, e ben­ché legato con catene e custodito in cep­pi, egli, spezzato ogni legame, era por­tato via dal demonio nei deserti. E Gesù gli domandò: Che nome hai? - Egli ri­spose: Legione! - essendo entrati molti demoni in quell'uomo. E lo supplicavano che non comandasse loro di andare nell’abisso infernale.

C'era lì a pascolare per il monte un gran branco di porci; e lo scongiurarono a permetter loro di entrare in quelli. Ge­sù lo permise. Allora i demoni usciti da quell'uomo, entrarono nei porci; e con grande impeto la mandria si precipitò nel lago ed ivi affondò.

Appena videro quanto era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la noti­zia in città e per le campagne.

La gente uscì a vedere l'accaduto e, ve­nuti a Gesù, trovarono l'uomo, dal qua­le erano usciti i demoni, seduto ai piedi di Gesù, rivestito, in sé, e s'impaurirono. E quelli che avevano vista la cosa, rac­contarono anche loro come l'ossesso era stato liberato. Tutto il popolo della re­gione dei Geraseni pregò Gesù di allon­tanarsi da loro, perché erano presi da grande spavento. Ed Egli, montato in barca, se ne tornò indietro. Ma l'uomo, dal quale erano usciti i demoni, lo pre­gava di tenerlo seco. Gesù invece lo licenziò, dicendogli: Torna a casa tua e racconta quanto Iddio ha fatto per te. -


I falsi esorcisti.

Ho detto sopra che l'ufficio di esorcista non può esercitarsi se non da chi è au­torizzato dal proprio Vescovo, e suole es­sere un Sacerdote. Gli altri non possono fare gli esorcismi. Eppure ci sono degli uomini e delle donne che si permettono di fare questo; nell'esercizio del Sacro Ministero l'ho potuto constatare. I falsi esorcisti, oltre a far male, si mettono in pericolo di essere maltrattati dal de­monio. Negli Atti degli Apostoli c'è un esempio, che dovrebbe far mettere giu­dizio a chi si azzarda a cacciare il de­monio senza autorizzazione. San Paolo, Apostolo zelantissimo, era ad Efeso. Egli faceva miracoli, tanto che si portavano agli ammalati i fazzoletti ed i grembiuli ch'erano stati sul corpo di lui e da essi partivano le malattie ed uscivano i demoni dal corpo degli ossessi. Alcuni Giu­dei facevano gli esorcisti senza averne il potere e tentarono d'invocare il nome di Gesù Cristo sopra coloro che erano in possesso del diavolo, dicendo: Vi scon­giuro per il nome di quel Gesù predicato da Paolo. . . - Quelli che facevano ciò, erano sette figli di Sceva, giudea, prin­cipe dei sacerdoti. Ma il demonio rispo­se: Conosco Gesù e so chi è Paolo. Ma voi chi siete? - Allora l'uomo, in cui era lo spirito maligno, saltando loro addos­so e sopraffattone due, li malmenò tal­mente che fuggirono da quella casa ignu­di e feriti; la cosa fu risaputa da tutti i Giudei e i Gentili di Efeso e tutti furono presi da timore.


L'UOMO IN RELAZIONE CON SATANA
Non onorare il demonio.

Essendo il demonio il nemico di Dio, non è lecito rendergli il minimo onore. È quindi grave peccato il dire « Santo » al diavolo.

È pure grave peccato il sacrificare a lui qualche cosa per renderselo propizio. Il Signore proibì questo direttamente, quando disse a Mosé: Parla ad Aronne, ai suoi figli ed a tutti i figli d'Israele e di' loro: Ecco quanto ha comandato il Signore: Non immoleranno più le loro vittime ai demoni, coi quali hanno pec­cato. Questa è una legge eterna per essi e per i loro posteri. - Non è lecito invo­care il demonio, per bisogno o per ca­priccio. Il mettersi in rapporto con lui è già un male. Esistono dei libri che con­tengono invocazioni strane per chiama­re il demonio. Non è lecito tenere tali libri.

Il diavolo è vicino a noi, più di quanto possiamo pensare. Se viene chiamato, non sempre si presenta; ma potrebbe an­che farlo. Guai però a trovarsi in simile circostanza!


Gl'indovini.

Ci sono di quelli che esercitano il me­stiere d'indovini. Fanno ciò per guada­gnarsi il pane. Non è lecito far questo!

Innanzi tutto, è possibile, umanamen­te parlando, indovinare il futuro? Ecco la risposta:

Il futuro può essere necessario o libe­ro; necessario vuol dire che in base alle leggi naturali dovrà accadere. Un esem­pio l'abbiamo nell'eclisse, di sole o di lu­na. Dato il movimento della terra e del­la luna, necessariamente verrà il mo­mento in cui siano in linea retta il sole, la luna e la terra; allora comincia l'eclisse; e siccome i movimenti di questi due pianeti sono già precisati, gli astro­nomi possono predire un'eclisse anche secoli prima.

Il futuro libero invece è quello che di­pende non da leggi fisiche, ma dalla li­bera volontà umana. Il futuro libero non può essere conosciuto che da Dio solo, il quale è onnisciente ed eterno e davanti a lui è presente tanto il passato come il futuro. Il demonio, quantunque molto intelligente, non conosce il futuro libe­ro, ma in qualche modo può arguirlo, sebbene sempre con incertezza.

Andare da un uomo o da una strega per avere predetto l'avvenire, è cosa sciocca. Si può gabbare l'ignorante, ma non chi vuole ragionare. Per frutto di pratica gl'indovini potrebbero indovinare qualche cosa, però fra cento cose che pre­dicono, potranno indovinarne qualcuna. Tuttavia si pecca a ricorrere a costoro per conoscere il futuro, essendo ciò una superstizione.

Si trovano però di quelli che sono in rapporto con il demonio. Avranno fatto qualche patto con Satana... avranno for­se venduta la loro anima ... e perciò si mantengono in comunicazione con lo spirito maligno. Il demonio rende a que­sti miserabili qualche servizio, che a suo tempo potrà far pagare caro, non solo dopo morte, ma anche durante la vita.

Chi è in rapporto con il demonio, può indovinare con certezza il passato ed il presente, anche a distanza di luogo, poi­ché il demonio in un attimo può andare da un capo all'altro della terra e comu­nicare quanto a distanza avviene ... sem­pre però nei limiti che Iddio permette.


Un esempio.

Un professore ... mio amico, degno di fede, mi narrava nel 1924. Io mi trovavo a Tunisi da diversi anni. Un pomeriggio passeggiavo lungo il mare ed, avendo vi­sto una vecchietta, mi avvicinai per chiacchierare. Parlavo in dialetto siciliano e la donna, pure siciliana, godeva a sentire il linguaggio nativo. Essa mi domandò: Qual è il suo paese? - Ma­scali, nella provincia di Catania. - So­no ancora vivi i suoi genitori? - Il pa­pà è morto; ho in casa la mamma. - Vuole sapere come sta la mamma sua? ... Aspetti un istante! - La vecchia rimase un momento seria, concentrandosi in sé, e poi mi disse: Sua mamma sta bene! Anzi in questo momento è seduta vicino alla soglia di casa e sta rattoppando un paio di calzoni. - Io non volli prestare fede. Giunto però alla mia abitazione, unicamente per curiosità, scrissi una let­tera alla mamma, chiedendole con pre­cisione dove si trovasse e che cosa faces­se in quel dato giorno e in quella data ora del pomeriggio. - Dopo parecchi giorni la mamma mi rispondeva: Ero se­duta vicino alla porta, esternamente, e rattoppavo i calzoni di tuo fratello. -

Come spiegare questo fatto? Oggi la scienza si sforza di spiegare simili feno­meni con la radiostesia; ancora però non ci sono risultati positivi con tale ritro­vato. Potrà dunque essere avvenuto, se­condo la radiostesia, che dal corpo della vecchia si siano sprigionate delle onde particolari, atte ad incontrare le onde del corpo della mamma del professore, e che per una ipersensibilità eccezionale, la vecchia abbia potuto vedere da Tu­nisi ciò che accadeva in Sicilia. Potrà darsi, ma è difficile che la cosa stia così. Può darsi invece che la vecchietta, in rapporto con il demonio, in un istante sia stata informata dallo spirito di ciò che avveniva lontano.

Comunque vadano le cose, dato il pe­ricolo dell'intervento diabolico, poiché l'effetto non è proporzionato alla causa, la Santa Chiesa proibisce di ricorrere a tale gente per avere notizie.


Un colloquio.

Seppi di un uomo che indovinava ed andai a trovarlo. M'intrattenei per più di un'ora a colloquio, per entrare a fon­do nella questione: Voi siete capace di indovinare qualunque cosa? - Sì! - Potrete dirmi ciò che capiterà a me in avvenire? - Questo no! Il futuro non posso conoscerlo; il presente sì. Stando nella mia stanza, vengo a conoscenza di ciò che voglio. - Domani io partirò per Messina, al pomeriggio, ed accompagne­rò mia sorella. Sareste in grado di cono­scere qualche cosa a mio riguardo? - Sì; ma non è necessario che mi diciate: Vado a Messina ... con la sorella ... Ba­sta dirmi: Da domani, alla data ora, sino a tale giorno... tenetemi presente! - Allora saprò ciò che vi avverrà in quel periodo ... Avvenimenti tristi, lieti, in­contri con persone, tutto... - E co­me farete a saperlo? - Domani al po­meriggio, stando in questa stanza, chia­merò uno dei diversi aiutanti miei ... - Li conoscete bene? - Certamente; appena fatta la invocazione, si presenta una persona, che io vedo e che altri non vedono. Dico: Da questo momento sino a tale giorno, segui quel Reverendo e poi ritornerai per informarmi di tutto! - Il mio aiutante vi seguirà dappertutto, senza che ve ne accorgiate; scaduto il tempo, ritornerà a me e mi dirà ciò che avrete fatto, detto o udito. - Da molto tempo fate l'indovino? - Da circa nove anni. Io prima non credevo al sopranna­turale; ora ci credo! - Com'è comin­ciato questo fenomeno in voi? - Ero di notte in campagna e stavo a letto nel­la camera dei miei genitori. Non dormivo. Sentii una voce: Perché non ti rivolgi a me? - Impressionato, mi alzai per accertarmi se avessero detto ciò i miei genitori. Li trovai addormentati. Mi ri­misi a letto, però sudavo freddo. L'in­domani notte udii la stessa voce: Ma perché non ti rivolgi a me? - Aumentò la mia paura. La terza notte si ripeté il fenomeno; allora dissi: « Insomma, chi siete? » - Si presentò ai piedi del mio letto un personaggio che mi disse: In ogni bisogno rivolgiti a me, che posso aiutarti! - D'allora in poi mi trovo in questo stato. - Potete voi citarmi qual­che fatto particolare dell'assistenza di que­sto personaggio? - Ecco! L'altra volta venne qua a trovarmi un conoscente; era preoccupato perché il suo papà era in alto mare durante il cattivo tempo. Mi disse: Vorrei sapere qualche cosa. - Risposi: Verrete domani sera a prendere notizie. - Invocai il solito personaggio e lo mandai. Mi portò queste informa­zioni: Il papà di quel giovane era sulla nave durante la tempesta. A duecento leghe dalle isole Baleari si ruppe il ti­mone della nave ed avvenne il naufragio. Nessuna vittima. Quel tale ora si trova sopra un battello ed è diretto a Palermo. Da li scriverà alla famiglia. - L'indo­mani sera al mio amico raccontai tutto. Infatti, dopo alcuni giorni arrivava alla famiglia la lettera da Palermo, dando con esattezza le stesse informazioni. - Egregio signore, soggiunsi, stando così le cose, poiché qui non trattasi di feno­meni naturali, io non voglio sapere niente a mio riguardo. Vi raccomando però di non chiamare più questi personaggi mi­steriosi; poiché commettete peccato. - Questo incontro tra me e l'indovino è avvenuto nel periodo in cui sto compo­nendo il presente lavoro.
Sedute spiritiche.

È facile sentir parlare di spiritismo, cioè di rievocazioni di spiriti o di anime di trapassati. Conosco più di una perso­na che ha riacquistato la fede in Dio e nell'altra vita, dopo avere assistito a tali fenomeni.

Innanzi tutto, lo spiritismo esiste ed e esercitato da non pochi contemporanei. Però non tutto quello che avviene nelle così dette sedute spiritiche è sopran­naturale. Certi fenomeni soni naturali e possono spiegarsi. Certi altri sono effet­to di trucco; afferma questo il Professo­re Heredia, il quale, con il permesso dell’Autorità Ecclesiastica, per diciotto an­ni ha assistito a tali sedute, anche nei grandi teatri americani, ed ha potuto smascherare tanti e tanti cultori di spi­ritismo. Altri fenomeni escono dal na­turale, poiché non c'è proporzione tra la causa e l'effetto. I veri fenomeni spiriti­stici sono rari. La Chiesa Cattolica dice che in tali casi non si tratta di Angeli buoni, i quali, chiamati da un medium si manifestino e si mettano a disposizione dell'uomo, ma di Angeli ribelli, cioè di demoni. Difatti in tali sedute sogliono trovarsi persone poco morali ed è peri­coloso intervenire con oggetti sacri ad­dosso. Può il demonio, nel camuffarsi, dare anche sani suggerimenti e così in­gannare pure i buoni. Comunque sia, la Chiesa Cattolica condanna lo spiritismo e perciò di certo pecca chi fa la rievo­cazione degli spiriti o delle anime dei trapassati e peccano pure coloro che vi assistono.
Una vendetta.

Un avvocato mi raccontava due anni or sono a Palermo: Un amico mi aveva invitato ad andare a casa sua per assi­stere a una seduta spiritica. Vi trovai un gruppo di persone. I presenti guardava­no, ma nessuno appariva, nessuna voce si udiva. Il medium, indispettito, faceva di tutto per riuscire allo scopo; ma inu­tilmente.

All'improvviso la scrivania, che era nella stanza, cominciò a sollevarsi da terra e raggiunse il tetto; ripiombò sul pavimento, fracassandosi. Tutti scap­pammo spaventati, giungendo sulla stra­da. L'amico mi disse: Altre volte tutto è proceduto bene. Questa sera abbiamo avuto una sorpresa. Forse tieni addosso qualche oggetto sacro? - Sì, ho al collo la medaglietta della Madonna. - Ora comprendo perché il medium non riu­sciva a far venire lo spirito! Si vede che per vendetta ha voluto spaventare tut­ti! -

Concludeva l'avvocato: Reverendo, non andrò più a tali inviti! Mi è bastato lo spavento di quella sera. -





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