Osservatorio laboratorio congiunto sulla giustizia civile dell’università d I firenze implementazione della mediazione delegata nausicaa2



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12.11.2018
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Osservatorio laboratorio congiunto

sulla giustizia civile dell’università d i firenze



implementazione della mediazione delegata
NAUSICAA2

Il progetto Nausicaa2, realizzato dall’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Firenze, è giunto alla seconda edizione dedicata alla sperimentazione della mediazione delegata nell’ambito del contenzioso civile e commerciale gestito dal Tribunale di Firenze, con la collaborazione del Laboratorio Congiunto Un Altro Modo dell’Università degli Studi di Firenze, della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Firenze e dell’Organismo di Conciliazione di Firenze (OCF).


Il Laboratorio universitario Un Altro Modo propone il seguente percorso in via sperimentale, che si avvale del contributo progettuale di tutti i partecipanti al gruppo di lavoro:


  1. analisi del contenzioso di sezione

  2. organizzazione di incontri dedicati allo studio delle tipologie astratte di contenzioso in rapporto alle procedure di mediazione delegata (tavoli inter-istituzionali)

  3. implementazione delle procedure di invito alla mediazione e di gestione della fase seguente

  4. monitoraggio delle procedure di invito alla mediazione e dei relativi risultati

  5. attivazione presso il Tribunale di Firenze di un servizio di orientamento e in-formazione gestito dal Laboratorio Congiunto Un Altro Modo dell’Università degli Studi di Firenze.

L’idea è quella di creare una rete di relazioni tra i soggetti interessati alla procedura di mediazione su invito del giudice, operatori del contenzioso, enti pubblici e privati, organismi di mediazione e altre istituzioni. Attraverso la rete potrà darsi una risposta all’esigenza di gestire flussi di informazioni, sviluppare procedure efficienti, competenze di comunicazione, organizzare continue ricerche sociali e processi di apprendimento.

Il metodo è quello che favorisce lo sviluppo di prassi condivise e ripetibili, attraverso l’avvio di programmi per affrontare da diversi punti di vista le varie problematiche.



  1. Il contenzioso di sezione

Da un primo esame tassonomico del contenzioso civile e commerciale gestito dal Tribunale di Firenze è possibile ordinare le seguenti categorie generali e associare a ciascun gruppo sintetiche considerazioni.


Prima sezione civile

Successioni e donazioni; scioglimento di comunioni ordinarie e ereditarie.

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: particolare qualificazione dei rapporti personali di tipo familiare, affettivo, di durata nel tempo; legame stretto fra origine del conflitto e problemi nei rapporti personali o nelle dinamiche psicologiche a tali relazioni collegate; frequente separazione fra oggetto del conflitto e oggetto della controversia.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: parti (organizzate in associazioni di categoria) e avvocati.

Liquidazione compensi professionisti.

  • Descrizione dei benefici della mediazione rispetto alla trattazione giurisdizionale della controversia: facilitazione del riconoscimento delle competenze professionali; velocizzazione della soluzione della controversia; effetto deflattivo.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: ordini professionali (ingegneri, architetti, geometri, medici etc.); parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati.


Seconda sezione civile (Primo collegio):

Comunione e Condomini; possessorie e nunciatorie; proprietà e diritti reali; occupazioni senza titolo; comodato.

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: natura relazionale della controversia e coinvolgimento di rapporti personali nel conflitto; eventuale dissociazione fra oggetto del conflitto (personale) e oggetto della disputa (giuridico); bisogno di soluzioni che si differenzino dalla mera decisione sull’esistenza di un diritto e siano invece in grado di soddisfare i bisogni personali e relazionali che potrebbero essere all’origine del conflitto.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: associazioni di categoria; parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati.

Locazioni

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: natura relazionale del conflitto e sua inerenza a un rapporto di durata, frequente divergenza fra oggetto della controversia (tipizzato dalla norma) e interessi concreti delle parti (non sempre giuridicamente rilevanti) e bisogno di flessibilità nel disegno di soluzioni che si adattino a tali interessi e bisogni reali delle parti.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: associazioni di categoria, Pubblica Amministrazione (in primis i comuni), parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati

Controversie agrarie

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: natura relazionale del conflitto e sua inerenza a un rapporto di durata; stretto collegamento con la terra e il diritto di proprietà che in alcune culture regionali italiane vede l’identificazione fra persona e diritto reale creando un conflitto dalle dinamiche psicologiche e dagli effetti particolarmente complessi da gestire, soprattutto in un contesto giurisdizionale.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: associazioni di categoria, P.A., parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati.

Affitti di azienda

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: inerenza a rapporti familiari spesso molto complessi; forti esigenze di riservatezza; dinamiche psicologiche a volte molto complesse; bisogno di soluzioni veloci e di flessibilità.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: associazioni di categoria, P.A., parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati.


Seconda sezione civile (Secondo collegio)

responsabilità extracontrattuale; Responsabilità professionale medica anche nei confronti della P.A.; responsabilità ex 2049 e 2059;

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: conflitti spesso ad alta intensità emotiva; bisogno di ascolto e riconoscimento; bisogno di confronto del danneggiato con la struttura o con il professionista.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: associazioni di categoria, P.A. (AUSL e ASL territoriali, Regione Toscana – assessorato alla Sanità), parti (organizzate in associazioni di categoria) e avvocati


Terza sezione civile (Primo collegio):

Contratti di assicurazione; contratti bancari; contratti in generale; opposizione a decreti ingiuntivi; pagamento somme in materia contrattuale; simulazione, nullità e annullamento contratti; risoluzione e rescissione contratti; risarcimento danni da illecito contrattuale

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: conflitti spesso associati a rapporti di durata che possono rendere particolarmente vantaggioso il confronto costruttivo; grossi benefici per il privato derivanti dalla celerità della soluzione; nel caso di coinvolgimento di risparmiatori bisogno di riconoscimento e ascolto da parte dell’ente (banca e/o assicurazione); in ogni caso grossi vantaggi derivanti dalla flessibilità delle soluzioni attuabili.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: associazioni di categoria (ANIA e ABI), P.A. (in primis i comuni), parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati


Terza sezione civile (Secondo collegio): fallimentare

Tribunale Imprese

Proprietà industriale e concorrenza sleale; diritto d'autore; antitrust; società.

  • Descrizione delle caratteristiche del conflitto che rendono particolarmente appropriata la scelta della mediazione: conflitti relazionali inerenti a rapporti di durata spesso di natura economica; grande bisogno di celerità e flessibilità nelle soluzioni; coinvolgimento di dinamiche psicologiche complesse.

  • Coinvolgimento di operatori interessati: Camera di Commercio di Firenze nella persona del Conservatore del Registro Imprese, associazioni di categoria, P.A., parti (anche organizzate in associazioni di categoria) e avvocati



  1. Incontri dedicati allo studio delle tipologie astratte di contenzioso in rapporto alle procedure di mediazione delegata (tavoli inter-istituzionali)

Al fine di poter esaminare in dettaglio i problemi specifici che la prassi dell’invito a mediare da parte del giudice può incontrare, si considera l’utilità di istituire tavoli inter-istituzionali con la partecipazione delle rappresentanze delle parti interessate, facilitando quindi lo scambio di osservazioni, riflessioni, posizioni e bisogni. I partecipanti, necessariamente in numero ristretto, procederanno allo studio delle varie tipologie conflittuali in rapporto alla mediazione delegata e quindi allo studio di prassi virtuose e condivise.

I risultati dello studio così effettuato verranno successivamente diffusi pubblicamente affinché si promuova e si diffonda la cultura della mediazione presso i professionisti interessati alle singole materie e famiglie tassonomiche di controversie.

Il lavoro che sarà svolto con riferimento a ciascun settore del contenzioso civile e commerciale si rivelerà, inoltre, utile anche in riferimento alla pratica di mediazione volontaria.

Il Laboratorio Un Altro Modo si farà carico della organizzazione e gestione degli incontri privati ristretti, nonché degli incontri pubblici.

Gli incontri ristretti (in numero di cinque, uno per ciascuna sezione/collegio) saranno convocati nel mese di marzo 2013.





  1. Le procedure di invito alla mediazione e di gestione della fase seguente

La sperimentazione Nausicaa2, come è noto, intende offrire modelli standard di procedura, ossia provvedimenti di invito alla mediazione specifici secondo le diverse fasi processuali e secondo i diversi riti, nell'intento comunque di fornire modelli che tengano conto sia delle peculiarità della controversia sia degli elementi tipizzati di invito alla mediazione.

Inoltre la sperimentazione, per meglio coordinare la mediazione endo-processuale nella successione dei tempi e fasi processuali, prevede la predisposizione di una procedura, attraverso la cadenza di una o più udienze ad hoc, al fine di consentire il monitoraggio da parte del Giudice dell'adesione all'invito e la conseguente gestione delle successive fasi processuali.

Il modello di procedura di invito alla mediazione, delineato in uno specifico protocollo allegato al progetto, prevede le seguenti fasi:


Fase iniziale del processo

Con il decreto di differimento della prima udienza, previsto dall'art. 168 bis, V co., c.p.c., o di fissazione dell’udienza ex art. 447 bis c.p.c., ovvero con ordinanza di mutamento di rito ex art. 426 c.p.c., il giudice, utilizzando i poteri di direzione del processo ex art. 175 c.p.c., potrà invitare le parti a valutare le possibilità di accordo amichevole, in vista dell'udienza indicata, nonché eventualmente ad esperire un tentativo di conciliazione presso gli Organismi iscritti nel registro di cui all’art. 16 del d.lgs. n. 28 del 2010.

Nessuna indicazione sarà data con riferimento ai singoli Organismi.

Le parti saranno invitate ad acquisire le necessarie informazioni relativamente alla pratica della mediazione presso l’ufficio del Laboratorio Un Altro Modo che si trova nel Nuovo Palazzo di Giustizia.



Fase endo-processuale

Alla prima udienza ex art. 183 c.p.c., il giudice valuterà l’opportunità di disporre la comparizione personale delle parti al fine di esperire il tentativo di conciliazione ex art. 185 c.p.c., ovvero di invitare le stesse a tentare la mediazione presso gli Organismi iscritti nel registro di cui all’art. 16 del d.lgs. n. 28 del 2010.

Nell'ordinanza con cui si invitano le parti alla mediazione sarà opportuno indicare i criteri tipizzati di invito alla mediazione ovvero gli elementi peculiari del conflitto e/o della controversia specifica che ne rendano consigliabile, nel caso di specie, l'invito in mediazione (vedasi il criterio della natura della controversia indicato dall'art. 5 co. 2 d.lgs. 28/2010). Nessuna indicazione sarà data con riferimento ai singoli Organismi di mediazione.

Il giudice, tanto nel caso di tentativo giudiziale, come previsto dal terzo comma dell’art. 183 c.p.c., quanto nel caso di invito a mediare in sede stragiudiziale, fisserà in ogni caso una nuova udienza per verificare l'esito del tentativo di conciliazione.

Il giudice potrà anche rinviare la causa a breve distanza (ad esempio fino ad un massimo di trenta giorni) al solo scopo di raccogliere l'adesione delle parti all'invito, i risultati della mediazione nel caso in cui si sia già svolta, o le motivazioni della decisione delle parti di non aderire all’invito, ferma restando l’assoluta irrilevanza di tali motivazioni ai fini del giudizio.

Contestualmente il Giudice inviterà i difensori delle parti e le parti medesime ad acquisire le necessarie informazioni relativamente alla pratica della mediazione presso l’ufficio del Laboratorio Un Altro Modo che si trova nel Nuovo Palazzo di Giustizia.

Alla successiva udienza “dedicata all'invito in mediazione”, ove venga raccolta l'adesione delle parti e la mediazione non sia ancora iniziata, verrà fissata dal Giudice udienza entro un lasso di tempo che consenta alle parti di esperire la procedura di mediazione stragiudiziale, avuto riguardo a quanto previsto dall'art. 6 del D.Lgs. n.28/2010, senza pregiudizio per la durata del processo in corso.

I termini per le memorie di cui all'art. 183, 6 comma, c.p.c., in caso di insuccesso del tentativo di mediazione, possono essere concessi con decorrenza a far data da tale (seconda) nuova udienza che potrà essere fissata dal giudice. Nel provvedimento con il quale è fissata l’udienza verrà fatta espressa menzione che i termini di cui all’art. 183, sesto comma, c.p.c. decorreranno solo da tale momento. In ogni caso resteranno salvi ed impregiudicati tutti i diritti ed i termini processuali delle parti ed ogni provvedimento giudiziale.


Nel corso del processo il Giudice potrà, in ogni momento, e comunque prima dell'udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa, invitare le parti alla mediazione. In tal caso sarà opportuno che l'ordinanza di invito contenga lo specifico riferimento ai criteri tipizzati di invito al tentativo di mediazione, con riferimento alla natura della controversia, allo stato dell'istruzione ed al comportamento delle parti (cfr. art. 5 co. 2 d.lgs. 28/2010).

Nessuna indicazione sarà data con riferimento ai singoli Organismi.


Contestualmente il Giudice inviterà i difensori delle parti e le parti medesime ad acquisire le necessarie informazioni relativamente alla pratica della mediazione presso l’ufficio del Laboratorio Un Altro Modo nel Nuovo Palazzo di Giustizia.
Fase dell'eventuale accordo

In tutti i casi in cui venga raggiunto un accordo in sede stragiudiziale successivamente alla pendenza della lite, le parti potranno decidere di abbandonare la lite, oppure richiedere una declaratoria di cessazione della materia del contendere, dando atto dell’accordo raggiunto. In entrambi i casi, il verbale di conciliazione redatto in sede stragiudiziale avrà valore di titolo esecutivo nei casi in cui la legge lo prevede (art. 12, 2° co., D.Lgs. 28/2010, art. 2, 24° co., L. 14 novembre 1995, n. 481), oppure qualora l’accordo venga riprodotto nelle forme previste dall’art. 474, 2° co., n. 2 e 3 c.p.c.., e allora nei limiti indicati nella norma in questione.

Qualora le parti intendano ottenere gli effetti di cui all'art. 12 del d.lgs. n. 28/2010 (ai fini dell’espropriazione forzata, dell’esecuzione forzata in forma specifica, e dell’iscrizione di ipoteca giudiziale), proporranno ricorso per l'omologazione.
Al fine di poter agevolare il lavoro dei Giudici con riferimento alle procedure indicate, il Laboratorio Un Altro Modo propone di attivare alcune borse di studio, a proprie spese, a favore di laureati del Dipartimento delle Scienze Giuridiche dell’Università degli studi di Firenze, formati sulla mediazione civile e commerciale, i quali assisterebbero il Giudice nella fase della elaborazione di una scheda riassuntiva della causa e di quanto altro necessario per lo svolgimento agevole della procedura anche nella fase del monitoraggio.

Tale collaborazione, che verrebbe attivata su un programma che premia il merito dei laureati, concretizzerebbe, fra l’altro, un’opportunità di grande valore per i giovani giuristi che avrebbero così modo di applicarsi nella lettura e nella elaborazione di sintesi del contenzioso giudiziale. Terminata la sperimentazione, sarà possibile, in seguito al riesame della stessa, mettere a regime la collaborazione secondo le esigenze e le linee condivise.





  1. Il monitoraggio delle procedure di invito e dei relativi risultati

Il monitoraggio ha lo scopo di rilevare i risultati delle azioni descritte ai punti precedenti, soprattutto al fine di individuare eventuali criticità ed ottimizzare le azioni svolte.

Modalità: Compilazione di una scheda per ciascun procedimento nell’ambito del quale il magistrato abbia formulato l’invito in mediazione. Il soggetto idealmente deputato all’inserimento dei dati sarà il magistrato che ha in carico il procedimento. Si ipotizzano i seguenti dati da censire: 1) numero di RG; 2) materia oggetto della controversia; 3) data di formulazione dell’invito; 4) accoglimento dell’invito (si/no); 5) campo di scrittura per descrizione del riscontro all’invito ed altre osservazioni che il magistrato ritenga utili; 6) esito della mediazione (accordo/mancato accordo/domanda presentata ma non accettata dalla controparte/abbandono del processo). E’ da valutare se indicare anche l’Organismo ed il mediatore che hanno gestito la procedura di mediazione.

Tale banca dati sarà collegata alla postazione internet di ciascun magistrato del Tribunale di Firenze.

Il Servizio di Conciliazione della Camera di Commercio di Firenze si farà carico, con cadenza semestrale di raccogliere i dati, elaborarli e trasmetterli al Laboratorio Un Altro Modo per la relativa analisi.



  1. Un servizio di orientamento e in-formazione presso il Tribunale di Firenze, gestito dal Laboratorio Congiunto Un Altro Modo dell’Università degli studi di Firenze

Il servizio di orientamento e in-formazione è essenziale per consentire a tutti gli operatori di avvicinarsi allo strumento in modo semplice e veloce, senza incontrare barriere (spaziali, temporali, o ideali) a una migliore conoscenza della mediazione e dei vantaggi che essa offre. Proprio grazie alla sua collocazione all’interno del Palazzo di Giustizia, peraltro a totale carico del Laboratorio Un Altro Modo, l’ufficio offrirà a parti, avvocati e magistrati l’opportunità di una migliore conoscenza e comprensione delle dinamiche interne alle varie tipologie di conflitti; fornirà gli strumenti per acquisire la consapevolezza di ciascun ruolo in merito alla mediazione. Un servizio ben gestito potrà inoltre conseguire l’obiettivo di migliorare il rapporto dei cittadini con il sistema giustizia nel suo complesso, costituire occasione di incontro e confronto fra i diversi operatori del diritto su temi di interesse comune, aumentare le competenze di tutti gli utenti sui temi della natura del conflitto, dei suoi fattori scatenanti, e dell’importanza di una buona gestione delle relazioni interpersonali e inter-istituzionali. La gestione del servizio da parte del Laboratorio Un Altro Modo dell’Università degli Studi di Firenze garantisce, inoltre, la necessaria terzietà rispetto agli organismi di mediazione.


All’interno del servizio potranno essere organizzati seminari ristretti su specifiche tematiche attinenti al contenzioso civile e commerciale.

All.1 – Il Progetto Nausicaa2 – Implementazione 2013



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