Pacchetto Energia e Ambiente Gennaio 2007: Pacchetto energia–ambiente



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Proposta di modifica della direttiva 2003/87/CE sul sistema comunitario di scambio delle quote di emissione EU Emissions Trading Scheme (1/2)

  • Obiettivo:

    • rafforzare, estendere e migliorare, per il periodo successivo al 2012, il funzionamento del sistema per realizzare l’obiettivo che l’UE ha fissato di ridurre le emissioni dei gas serra;
    • fissa una riduzione minima delle emissioni dell’UE del 20% rispetto ai livelli del 1990, da conseguire entro il 2020, e una riduzione del 30% se altri paesi industrializzati assumeranno impegni analoghi nell’ambito di un accordo globale per contrastare i cambiamenti climatici applicabile a partire dal 2012.


    ANALISI DEL PACCHETTO

    • Proposta di modifica della direttiva 2003/87/CE sul sistema comunitario di scambio delle quote di emissione EU Emissions Trading Scheme (2/2)

    • Le modifiche principali per il post 2012 sono:

    • unico tetto al numero di quote di emissione da rilasciare per tutta l’UE al posto di 27 tetti nazionali;

    • aumento della percentuale di quote messe all’asta rispetto a quelle assegnate gratuitamente;

    • introduzione di regole armonizzate per l’assegnazione gratuita delle quote;

    • estensione ad alcuni settori nuovi (ad esempio gli impianti di produzione di alluminio e ammoniaca) e ad altri due gas (il protossido di azoto e i perfluorocarburi);

    • gli Stati membri potranno escludere dal sistema i piccoli impianti, a condizione che questi siano comunque soggetti a misure equivalenti di riduzione delle emissioni.



    ANALISI DEL PACCHETTO

    • Proposta relativa alla ripartizione degli sforzi da intraprendere per adempiere all'impegno comunitario a ridurre unilateralmente le emissioni di gas serra (1/4).

    • Lo sforzo totale di riduzione delle emissioni di gas serra deve essere ripartito tra i settori rientranti nel sistema ETS e tra quelli che invece non ne fanno parte. La Commissione propone pertanto:

      • una riduzione del 21% rispetto al 2005 delle emissioni dei settori rientranti nel sistema ETS, da conseguire entro il 2020;
      • una riduzione di circa il 10% rispetto al 2005 per i settori non rientranti nel sistema ETS.
    • Complessivamente ciò significa una riduzione del 14% rispetto al 2005, il che equivale ad una riduzione del 20% rispetto al 1990.



    DELIBERA CIPE

    • Proposta relativa alla ripartizione degli sforzi da intraprendere per adempiere all'impegno comunitario a ridurre unilateralmente le emissioni di gas serra (2/4).

    • In Italia la Delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, “Revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra 2003-2010” ha approvato il Piano di azione Nazionale per la riduzione delle emissioni di gas responsabili dell’effetto serra (PNRGHG).

    • Il PNRGHG individua i programmi e le misure da attuare per rispettare l’obiettivo nazionale di riduzione delle emissioni dei gas serra stabilito dal Protocollo di Kyoto.

    • Secondo la delibera CIPE n. 123/2002 :

      • le emissioni di gas ad effetto serra (GHG) al 1990 ammontavano a 521,0 MtCO2eq. e pertanto al 2010 le emissioni di GHG non devono superare 487,1 MtCO2 eq.;
      • lo scenario tendenziale1delle emissioni di GHG al 2010 è pari a 579,7 MtCO2eq.;


    DELIBERA CIPE

    • Proposta relativa alla ripartizione degli sforzi da intraprendere per adempiere all'impegno comunitario a ridurre unilateralmente le emissioni di gas serra (2/4).

    • lo scenario di riferimento delle emissioni di GHG al 2010 è pari a 540,1 MtCO2eq. Sulla base dello scenario di riferimento sono stati indicati i livelli massimi di emissione per i diversi settori, ovvero gli obblighi di riduzione che i settori devono rispettare nel periodo (2008-2012);

    • al 2010, la riduzione di emissioni di GHG ottenibile dalle iniziative di cooperazione internazionale avviate dal Governo italiano nell’ambito del Protocollo di Kyoto è stimata in 12 MtCO2eq./anno;

    • l’assorbimento di CO2 conseguibile mediante interventi nazionali di afforestazione e riforestazione, attività di gestione forestale, di gestione dei suoli agricoli e pascoli e di rivegetazione (sinks) è stimata in 10,2 MtCO2eq.;

    • il “gap” che separa il nostro Paese dal raggiungimento dell’obiettivo di Kyoto (30,8 MtCO2eq.), deve essere “colmato” attraverso “ulteriori misure” da scegliere all’interno di un “set aperto”, che comprende azioni da attuare sia a livello nazionale che internazionale, (meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto).

    • Il set aperto delle “ulteriori misure” ha potenzialità di riduzione delle emissioni comprese tra 53,0 e 95,8 MtCO2eq.



    ULTERIORI MISURE



    ULTERIORI MISURE



    ULTERIORI MISURE



    ULTERIORI MISURE



    ANALISI DEL PACCHETTO

    • Proposta relativa alla ripartizione degli sforzi da intraprendere per adempiere all'impegno comunitario a ridurre unilateralmente le emissioni di gas serra (3/4).

    • Si tratta di un'ampia gamma di settori, costituiti da svariate fonti di emissione come i trasporti (veicoli e camion), l'edilizia (e in particolare il riscaldamento), i servizi, i piccoli impianti industriali, l'agricoltura e i rifiuti, che rappresentano attualmente circa il 60% delle emissioni totali di gas serra dell'UE.



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