Paesaggi dal coltivato al costruito



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3. approfondimento_abstract degli interventi

Il concetto di luogo

giornate di studio sul paesaggio

2010, settima edizione



dedicate a Claude Lévi-Strauss (1908-2009)

venerdì 5 febbraio, ore 9.30-17.30 e sabato 6 febbraio, ore 9.30-13

presentazione del volume Petrarca e i suoi luoghi venerdì 5 febbraio, ore 18

conferenza su Claude Lévi-Strauss venerdì 5 febbraio, ore 21
Abstract degli interventi

Carmen Añón, Luogo come nomos

Nomos come principio dell’idea di luogo - di ordine, misura e configurazione del territorio - Società, cultura e natura come un unicum inseparabile. La società si stabilisce su di un territorio prefissato - La geometria come misura e percezione della terra - Geometria, geografia, topografia - Sociologia e natura - Della nascita dell’idea di luogo come processo cognitivo - Luogo come percezione - Luogo come memoria - Luogo come interpretazione - Luogo come struttura sociale - L’identificazione ed i valori del luogo come habitat dell’uomo sulla terra - Luogo come etica - La perdita del luogo come perdita dei valori e dei significati - Come identità ed identificazione del popolo - Luoghi utopici - La necessità dell’utopia - Il luogo come condensazione della scienza, filosofia, matematica, geografia, topografia, letteratura, mitologia, poesia, pittura - Globalizzazione e perdita del senso del luogo.
Maurizio Paolillo, “Re-invenzione” del luogo come “ritrovamento” nella tradizione cinese

L’indagine sui luoghi e sulla loro natura in Cina non può prescindere dalla comprensione della peculiare interpretazione dello spazio paesistico, elaborata dalla tradizione cinese.

Già nelle prime espressioni della letteratura cosmologica, risalenti al primo millennio a.C., gli emblemi dello Yin e dello Yang, poli del mondo manifestato, assumono connotazioni spaziali. Lo spazio come attributo viene inteso come una realtà qualitativa, percorsa da un flusso sottile che nella cosmogonia ha preceduto le forme stesse, e che vivifica il paesaggio come il microcosmo umano: il Qi.

A partire dai primi secoli dell’era volgare, questa visione si esprime nella teoria del fengshui, che interpreta il paesaggio e il territorio come una genealogia di forme animate dal Qi, i cui punti focali sono intesi come “nidi” di forza in cui edificare le dimore dei vivi (abitazioni) o dei defunti (tombe).

Il concetto di paesaggio (formatosi nel v secolo nel vocabolario cinese dall’associazione dei termini per “montagna” e “acqua”, connessi allo Yang e allo Yin) è così ineludibilmente associato a una “re-invenzione”: una riscoperta di un topos le cui qualità sono espresse dalla risonanza tra spazio esteriore e spazio interiore.

Le modalità di rappresentazione del paesaggio, dalla cartografia ai giardini alla pittura (ma anche altre “arti del pennello”, come la poesia), si configurano così nella Cina tradizionale come manifestazioni di questa lettura dello spazio, il cui “esotismo” è forse però solo un frutto della moderna interpretazione occidentale.


Tom Simons, Luogo come “radura”

Il termine che indica la “radura” è presente in ogni lingua europea con diverse connotazioni, che dipendono dal rapporto storico che ciascun gruppo linguistico ha con la foresta. Oggi per illustrare questo concetto richiamerò soprattutto i paesaggi che caratterizzano la foresta boreale nel nord Europa, dove incontriamo sia le radure naturali delle foreste, sia le radure create con il disboscamento, in una continua alternanza tra le forze della natura e le forze della cultura. In Finlandia la radura nella foresta richiama un luogo ben definito, che da sempre svolge un ruolo storico nelle arti e nella cultura del mio paese. Molti capolavori dell’architettura sono stati creati in radure, nel campo magnetico creatosi tra la foresta naturale e l’architettura. Lasciatemi presentare due casi, l’uno di Alvar Aalto, l’altro di Reima Pietilä.

Nella fulgida carriera professionale dell’architetto paesaggista danese-americano Jens Jensen la radura svolse un ruolo di prim’ordine. Per questo motivo nell’allontanarmi dalle foreste di conifere della Finlandia per raggiungere le praterie del Midwest americano, vorrei prendere ad esempio il concetto di “radura” espresso da Jens Jensen. Per lui la radura rimandava, inequivocabilmente, ad un luogo pregno della ricchezza della natura e dell’arte, luogo che lo ispirò nella sua lunga vita.

Come possiamo guardare alla radura oggi, quando il chiaro rapporto tra il paesaggio naturale delle foreste e il paesaggio urbano è quasi completamente scomparso? La radura non esiste più? Vorrei concludere il mio intervento presentando una nuova categoria: i luoghi melanconici. Forse questo ci permetterà di inserire nuovi aspetti nella nostra discussione sulla natura intrinseca dei luoghi. Di recente molti studiosi si sono rivolti alla malinconia, che descrivono non solo come uno struggente stato d’animo accompagnato da un senso di tristezza e perdita, ma anche come uno stato di euforia che ci apre gli occhi sulla realtà. In effetti essa presenta un doppio significato, tanto di sofferenza quanto di creatività. Grazie all’attività che svolgo in questa cornice, ho potuto vedere degli splendidi esempi di radure nella storia dell’arte. A volte sono stato innegabilmente sommerso da un sentimento di malinconia, dal senso della perdita di valori importanti ma, nel contempo, ho provato quella sensibilità, quella capacità di introspezione che ti fa sentire il desiderio di creare nuovamente una radura.

Per concludere, vorrei mostrare alcuni promettenti esempi moderni di radure, in cui le forze naturali e le forze della cultura interagiscno in maniera esplicita.
Margherita Azzi Visentini, Luogo come isola

L’intervento prende in considerazione la fortuna dell’isola, intesa sia come entità geografica che come metafora, e quindi del concetto di insularità (che spazia dall’arcipelago alla singola isola), che ha interessato tutti i campi della cultura occidentale (architettonico, artistico, filosofico, letterario, musicale, religioso, antropologico, naturalistico, allegorico e simbolico, etc.), dall’antichità a oggi, soffermandosi quindi su alcuni casi particolarmente emblematici, frutto di fantasia (dall’Atlantide a Utopia, dalle Isole Fortunate all’Isola di Citera, dall’isola come deserto all’isola incantata) o realmente esistenti (dall’isola intesa come rifugio dell’intellettuale all’isola destinata alla deportazione di prigionieri, a quella esotica dei mari del sud, etc.). Sarà considerato anche il significato dell’isola nelle diverse epoche e contesti, la sua rappresentazione, negli Isolari rinascimentali e barocchi, nella cartografia e nelle guide di viaggio, e il suo ruolo nell’ambito delle scoperte geografiche che si sono susseguite tra la fine del Quattrocento e l’Ottocento. Verranno quindi presi in considerazione alcuni esempi concreti, quali la città-isola (Venezia), la nazione-isola (Inghilterra e Scozia), il giardino-isola (le Isole Borromeo) e l’isola come luogo di evasione (l’Isle de Saint Pierre, che J.J. Rousseau ha trasformato in un ideale luogo della mente), etc., ma anche la nostra percezione dei luoghi, dove isola diventa sinonimo di diverso, separato, eletto, e via dicendo.


Simonetta Zanon, “Valori” del luogo

A partire dai risultati del concorso Luoghi di valore, la comunicazione intende offrire qualche annotazione in merito al legame persona-luogo e comunità-luogo, tentando di individuare alcuni degli elementi che concorrono a determinare il valore dei luoghi nel sentire comune delle persone.

A questo scopo saranno utilizzate le testimonianze scritte e i racconti orali dei partecipanti all’iniziativa, contestualizzando il metodo e i possibili risultati di Luoghi di valore nel quadro dell’attenzione generale rivolta oggi ai luoghi, in modi molto diversi, da strati sempre più ampi della società “responsabile”. Si tenterà quindi di individuare possibili direzioni utili per un contributo propositivo, in risposta agli interrogativi che la Convenzione Europea del Paesaggio apre nel momento in cui dall’enunciazione di principi condivisibili si passi a pratiche ancora non definite.
Ugo Morelli, Mindscape-landscape: luogo, eventi, paesaggio dalla mente relazionale dell’osservatore

1. Oikos ed emergenza dell’estetica del paesaggio.

2. Tre condizioni: relazionalità e risonanza empatica; selezione-riconoscimento-rientro; sensemaking ed emergenza estetica.

3. L’exaptation e l’esplosione simbolica, precondizione di ogni mindscape e del paesaggio.

4. Origine e irreversibilità e imprescindibilità della semiosi ( “io non sono Adamo”).

5. Il paesaggio come contesto della vivibilità che l’uomo si sceglie.

6. Un approccio di social neuroscience alla psicologia ecologica.

7. Dalla mente relazionale dell’osservatore.

8. Vivibilità da “contro la natura” a “con la natura” - conflitto.

9. Costituzione materiale-simbolica del rapporto persona-luogo e società-luogo.

10. L’istituente del luogo e l’emergere del paesaggio.

11. Passaggio da luogo a paesaggio mediante il filtro della mente relazionale umana.

12. Assumere un punto di vista non è una scelta.

13. Un conflitto estetico di second’ordine.

14. Appartenenza tacita e inconsapevole. Conoscenza critica volta all’utilizzo e alla tutela. Riconoscimento, percezione e fruizione estetica.

15. Corpo, emozioni ed esperienza estetica. Il ruolo delle emozioni primordiali.

16. L’idea di un uomo solo che guarda il paesaggio.

17. Autoelevazione semantica. Psiche e nascita del dualismo mente-corpo.

18. Critica al dualismo: materia-luogo; spirito-paesaggio.

19. L’emozione e la cognizione sono inscindibili e sono sempre legate al corpo e al movimento.

20. L’inclusione del paesaggio nel paradigma corporeo e in quello motorio: la frontiera della ricerca neurofenomenologica.
Luigi Latini, Luogo e modificazione

Parlare di ‘luogo’ certamente ci aiuta a immaginare forme di modificazione che, ragionando invece di paesaggio, ci apparirebbero sospette di profanazione di uno status o di spinte progettuali appartenenti a un soggetto esterno, pervase dalla persistente ossessione per la “percezione” che quest’ultimo si trascina.

Un luogo può essere espressione dell’abitare, di una visione condivisa della storia e della natura anche per le forme di modificazione che lo attraversano. Il secolo passato, comunemente considerato poco incline alle ragioni del paesaggio, ha piuttosto maturato concezioni di luogo legate a forme di modificazione che esprimono un profondo rispetto per le ragioni della natura, dell’uomo e dei suoi ideali sociali e culturali, proiettando nel futuro un’idea di “disegno” sentita come pratica in divenire e gesto rispettoso di appartenenza.
Lionello Puppi, Metamorfosi di un concetto: i luoghi dell’acqua, del fuoco, del vento

La comunicazione affronterà il quesito intorno alla sacralità (e al valore) di luogo per le culture (e le mentalità) cui la stabilità di un luogo è negata da una condizione obiettiva di mobilità, vuoi per condizione esistenziale (il nomade), vuoi per violenza e coercizione esterne (il migrante).

Ma come poteva configurarsi ed asserirsi la stabilità, che appartiene - per definizione - al concetto di luogo, con l’instabilità che - per metafora - è del fuoco, dell’acqua, del vento?

Se sarà inevitabile richiamare Ayers Rock e gli aborigeni nomadi d’Australia, la Mecca e gli arabi nomadi islamizzati, particolare insistenza sarà dedicata al tappeto come luogo (nella falsariga di una memorabile lezione di Sergio Bettini) delle popolazioni nomadi d’Asia e alla tragedia della perdita dei luoghi originari nel migrante coatto (l’africano della “Tratta”, i fuggitivi dei nostri giorni).


Tilde Giani Gallino, Luoghi di attaccamento. La Cité Internationale Universitaire de Paris

L’intervento si riallaccia al secondo capitolo del volume Luoghi di attaccamento. Identità ambientale, processi affettivi e memoria che, pubblicato nel 2007 per Raffaello Cortina Editore, riprende e approfondisce alcune delle tematiche che stanno alla base delle giornate di studio, in particolare a proposito della “tradizione paesaggistica e umanistica”.

Il soggetto Cité Internationale Universitaire de Paris si presenta infatti come “un soggetto capace di raccogliere e rappresentare i significati e le valenze del patrimonio di natura, di storia, di passioni e tensioni della comunità vivente”, e può dire e raccontare molto sul “rapporto persona-luogo e società-luogo, sulla sua universalità, sulla sua mutevolezza”.

La Cité.… è un “luogo di attaccamento” con una storia molto lunga e concreta alle spalle, ed è stata la “Casa temporanea” per molte generazioni di giovani che da vari continenti sono andati a studiare in Francia. Proprio i ragazzi appartenenti ad una delle ultime generazioni, attraverso le loro risposte ad un questionario, hanno permesso di comporre un quadro e un panorama molto significativo a proposito del rapporto persona-luogo, e persona-persona-luogo. E anche delle emozioni che questo luogo ha destato in loro, nonché dei ricordi che rimarranno.

Inoltre, ognuna delle “Case Nazionali”, per il tipo e modello di costruzione, appare estremamente interessante dal punto di vista architettonico: non a caso si sono tenuti negli anni vari convegni di architettura all’interno della Cité, che è anche continuamente visitata da gruppi di architetti.

La comunicazione comprende la presentazione di una piccola selezione della ricca documentazione di immagini accumulata durante le ricerche (edifici, paesaggi, persone).


Massimo Quaini, Dalla “coscienza di classe” alla “coscienza di luogo”. Tendenze recenti nella geografia umana e nella pratica paesaggistica europea

Negli ultimi anni, ai tre punti cardinali della geografia - ambiente, paesaggio e territorio - che rimangono al centro dell’attenzione del geografo, si è aggiunto il concetto di luogo, perché, se è vero che già la geografia classica di Vidal de la Blache ebbe a definire la disciplina “scienza dei luoghi e non degli uomini”, è anche vero che il nuovo concetto di luogo deve molto all’indirizzo umanistico e della geografia culturale, sviluppatisi nella seconda metà del XX secolo sulla convinzione che non può darsi scienza dei luoghi senza gli uomini (così come non c’è studio dell’uomo senza introdurre i luoghi).

Nella relazione si intendono mettere in evidenza e chiarire due punti diventati, a diverso titolo, essenziali nella riflessione geografica:

- quali siano le radici epistemologiche della nuova enfasi sul concetto di luogo e dell’ambivalenza di tale concetto che si basa sulla divergenza fra geometria (astratta) e topografia (concreta) più antica della geografia (in quanto affonda le sue origini nella filosofia di Platone e Aristotele);

- quale sia la portata della nuova concezione del luogo e del suo più necessario addentellato - la “coscienza di luogo” - nella pianificazione territoriale e paesaggistica. Da questo punto di vista si intende evidenziare l’apporto dato dalle geografie che, parallelamente o in contrasto con la geografia culturale e alle sue tendenze più spiritualistiche, si sono ispirate a recenti revisioni del materialismo storico-geografico che hanno portato alla integrazione o alla sostituzione della coscienza di classe con la coscienza di luogo. Questa trasformazione ha trovato un appiglio importante nella Convenzione europea del paesaggio e interessanti forme di realizzazione nelle esperienze connesse all’Observatoire citoyen du paysage.
Domenico Luciani, Luogo e misura

In un itinerario che, per la nostra cultura, trae origine dal mondo greco classico, in particolare dal pensiero di Platone, la “geometria” costituisce uno strumento imprescindibile per la conoscenza del mondo. Le proprietà meravigliose della quantità ci permettono di afferrare la forma e la metamorfosi delle cose che compongono la nostra esistenza (il corpo, la casa, il giardino, il paese) e di misurare lo spazio e il tempo dentro i quali trova posto la nostra vita (di individuo, di famiglia, di gruppo, di comunità, di nazione) e la vita dell’insieme dei patrimoni di natura e di memoria che la rendono agibile.

Appunti sull’ipotesi che le misure di luogo intelligibili e governabili dall’apparato biopsichico della specie umana (la cui evoluzione appare estremamente lenta) occupino, tra l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, un intervallo ben delimitato e molto breve.
Maguelonne Déjeant-Pons, Ricerche e sperimentazioni sui luoghi. Un panorama europeo

«Le propre de la pensée sauvage est d’être intemporelle… Elle construit des édifices mentaux qui lui facilitent l’intelligence du monde pour autant qu’ils lui ressemblent»

[Ciò che è proprio del pensiero selvaggio è di essere atemporale…Costruisce edifici mentali che gli facilitano l’intelligenza del mondo nella misura in cui gli assomigliano].

(Claude Lévi-Strauss, La pensée sauvage, Plon, Paris 1962, p. 339)

“Il concetto di paesaggio attraversa un periodo di trasformazione rapida e profonda, con significativi progressi. La Convenzione europea del paesaggio rappresenta, con i documenti per la sua adozione, una reale innovazione rispetto agli altri documenti internazionali attinenti al patrimonio culturale e naturale. È stata il motore di evoluzioni avvenute in numerosi Stati europei, indipendentemente dalla loro adesione ufficiale alla Convenzione, non solo nella loro legislazione nazionale e regionale, ma anche a diversi livelli amministrativi, persino in documenti metodologici e sperimentazioni di politiche del paesaggio, attive e partecipative.

Questa situazione si è prodotta sia negli Stati dotati da tempo di politiche e strumenti consolidati per il paesaggio, sia negli Stati che ne sono ancora sprovvisti. La Convenzione viene utilizzata come riferimento da alcuni Stati al fine di intraprendere un processo di profonda trasformazione nella loro politica paesaggistica e ha costituito o costituisce per altri Stati l’occasione per definirla.”

Raccomandazione cm/Rec(2008)3 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa agli Stati membri sugli orientamenti per l’attuazione della Convenzione europea sul paesaggio.

Presentazione del Consiglio d’Europa.

Gli obiettivi della Convenzione europea del paesaggio.

Ricerca e sperimentazione dei luoghi secondo la prospettiva europea

Sito internet della Convenzione europea del paesaggio

http://www.coe.int/Conventioneuropeennedupaysage http://www.coe.int/EuropeanlandscapeConvention


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