Parrocchia Trasfigurazione Bitritto Camposcuola dei Giovanissimi



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Camposcuola dei Giovanissimi

Cassano, 3-7 settembre 2015



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che fatica

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Qualche indicazione per vivere bene

il tuo campo



  1. Ci sono degli orari studiati per me: mi devo impegnare a rispettarli.




  1. Posso utilizzare il telefono cellulare per chiamare i miei genitori dopo pranzo e dopo cena. Durante il resto della giornata i cellulari saranno conservati dagli animatori.




  1. Chi c’è al campo dei miei amici ? Non lo so, ma voglio conoscere tutti... non sono state scelte le persone partecipanti, è il Signore che me le fa incontrare!




  1. Non sono in casa mia né in albergo, devo avere grande rispetto dei luoghi interni ed esterni. Devo tenere in ordine la mia roba e la camera in cui dormo! Devo impegnarmi a fondo nello svolgimento di tutti i servizi!




  1. All’interno del gruppo metto sempre il massimo impegno, anche nei giochi cerco di divertirmi rispettando le regole e gli avversari! Assolutamente vietate parolacce, prese in giro, spintoni e giochi pericolosi.




  1. Ciò che mi viene proposto è frutto di lavoro e fatica: dico grazie fin da ora e metto tutto me stesso perché il campo riesca alla grande in tutti i suoi momenti (di gioco, di riflessione, di preghiera...).




  1. Il sacerdote, gli animatori e le animatrici, le cuoche hanno un ruolo fondamentale nel campo, svolgono con gioia e con impegno il loro servizio educativo... spendono tante ore per noi: ascoltiamoli e rispettiamo loro e il ruolo che ricoprono.




  1. Infine, vietato annoiarsi: obbligatorio divertirsi!



GIOVEDI’ 3 SETTEMBRE
Arrivo presso Masseria Odegitria di Cassano

Ore 10:30 Benvenuti al campo

Ore 11:00 Segui la tua bussola

Ore 13:00 Pranzo

Ore 14:30 Tempo e gioco libero

Ore 16:00 Una canzone per riflettere

Ore 16:15 Grande gioco

Ore 18:30 Doccia

Ore 20:00 Cena

Ore 21:30 Serata “Campo’s Quiz”

Ore 23:00 Riponiamo lo zaino

Giovedì


PREGHIERA DI INIZIO CAMPO

Signore, stiamo iniziando la nostra avventura.

Ti preghiamo, veglia sul nostro campo,

come hai vegliato su Israele, tuo popolo,

accampato nel deserto.

Come allora prendi dimora tra le nostre tende

e sii per noi riposo nella fatica

e riparo da ogni pericolo,

guidaci a vivere questi giorni in amicizia profonda,

tra di noi e con te,

attenti alle necessità degli altri,

rispettosi della tua creazione,

sempre lieti per la tua amicizia.

Il campo è un’opportunità

che ci doni da vivere una sola volta l’anno.

Aiutaci a viverla intensamente,

a non sprecare alcuna occasione

che possa renderci un po’ migliori.

Per non essere di inciampo alla vita del campo

mi impegno, Signore,

a osservare volentieri “le regole del gioco”

perché si stabilisca un’armoniosa unità

e impari così a osservare

le regole della vita. Amen


Giovedì

il tema del giorno




CHI AMA CHIAMA

Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, e conversavano di tutto quello che era accaduto. Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo.


Giovedì

SEGUI LA TUA BUSSOLA



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  1. INTRODUZIONE

  2. BRANO

  3. ATTIVITA’

  4. DISCUSSIONE

  5. SIMBOLO

INTRODUZIONE

La nostra vita è pienissima di impegni. La nostra testa è pienissima di preoccupazioni. Ci capita di non andare a Messa la domenica perché abbiamo tante altre cose da fare, o, peggio, la nostra settimana è così piena, che la domenica vogliamo solo riposare e divertirci. Altre volte ci capita di andare a Messa proprio come questi due discepoli andavano a Emmaus, cioè allontanandosi anziché avvicinarsi alla città di Dio. Sarebbe bello invece rispondere tutte le domeniche alla chiamata di Dio che ci invita a far comunione con Lui. È vero, è difficile, però abbiamo un profondo motivo di speranza: dove lo trovi un altro che cammina con te persino quando stai fuggendo da Lui?

BRANO


Dal Vangelo secondo Marco

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed Egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto [dietro] al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

ATTIVITA’

Michelangelo Merisi - Caravaggio (1571-1610): VOCAZIONE DI MATTEO

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DISCUSSIONE

Lo sguardo di Gesù nella mia vita e i miei sguardi.

A che punto sono della mia vita? Ovvero, con quale dei personaggi posso sintetizzare il mio essere, stare, fare oggi? Ho gli occhiali inforcati sul naso, in modo tale che mi è impossibile vedere la luce? Oppure percepisco l'esistenza di una qualche luce ma sono convinto che essa non risplenda per me ma per qualcun altro?

Riesco a vedere lo sguardo di Gesù su di me? Quando mi sono sentito guardato con amore? E chiamato ad amare con la stessa intensità di sguardo?

Forse anche i miei sguardi, nella fede, nel mio rapporto con Gesù, sono ancora un po’ ripiegati su di me e sulle mie cose; forse mi fermo solo a considerare lo stupore, senza il coraggio di cambiare il mio sguardo in un guardare convinto e fermo, deciso…

La mano di Gesù e le mie mani.

C’è una mano tesa verso di me, una mano che mi ha scelto per un progetto da realizzare. È la mano di un Dio-Uomo, fatto uomo per essermi più vicino e per condividere tutto di me e della mia storia. Ci credo davvero? Che cosa suscita il mio stupore?

Le mie mani: sul tavolo della mia vita a “contare” quello che ho o vorrei avere, oppure disposte a mettersi in gioco lasciandosi interpellare e guidare?

I piedi di Gesù e i miei piedi.

I piedi di Gesù indicano il suo passarmi accanto, vicinissimo, e la sua voglia di camminare, di andare oltre. I miei piedi sono comodamente sistemati sotto un tavolo, ben ancorati alle mie certezze (che ho o che cerco) o hanno voglia di muoversi e di danzare la danza di una ricerca e di una pienezza che solo Lui può orientare e guidare?
SIMBOLO

Stare in piedi: durante la Messa ci sono alcuni momenti in cui ci viene chiesto di stare in piedi (Vangelo, Credo...). Perché? Perché si tratta di momenti in cui è importante la nostra particolare attenzione e partecipazione, momenti cruciali. Momenti attraverso cui il Signore ci parla, ci dice delle cose su di Sé, ci guarda negli occhi e ci coinvolge nel dialogo tra Lui e la sua Chiesa. E quindi noi, un po' come i bambini che si mettono in punta di piedi per vedere e partecipare meglio a ciò che accade, ci alziamo. Stare in piedi è segno di attenzione, prontezza, disponibilità, tensione verso un'azione e corresponsabilità, perché lo facciamo tutti insieme, nello stesso momento: il celebrante si alza e invita l’assemblea a fare altrettanto. È importante allora ricordarsi di ridestare la propria attenzione anche attraverso una postura più controllata del corpo, senza distrarsi e guardando verso l’altare, dove si compie realmente il mistero del sacrificio di Gesù per noi.


Giovedì

una canzone per riflettere



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“L’ESSENZIALE” DI MARCO MENGONI





Sostengono gli eroi: «se il gioco si fa duro, è da giocare!».

Beati loro poi

se scambiano le offese con il bene.

Succede anche a noi

di far la guerra e ambire poi alla pace

e nel silenzio mio

annullo ogni tuo singolo dolore

per apprezzare quello che non ho saputo scegliere.

Mentre il mondo cade a pezzi

io compongo nuovi spazi e desideri che...

appartengono anche a te

che da sempre sei per me

l’essenziale.

Non accetterò

un altro errore di valutazione,

l’amore è in grado di

celarsi dietro amabili parole

che ho pronunciato prima che

fossero vuote e stupide.

Mentre il mondo cade a pezzi

io compongo nuovi spazi

e desideri che

appartengono anche a te.

Mentre il mondo cade a pezzi

mi allontano dagli eccessi

e dalle cattive abitudini,

tornerò all’origine,

torno a te che sei per me

l’essenziale.

L’amore non segue le logiche,

ti toglie il respiro e la sete.

Mentre il mondo cade a pezzi

io compongo nuovi spazi

e desideri che

appartengono anche a te.

Mentre il mondo cade a pezzi

mi allontano dagli eccessi

e dalle cattive abitudini,

tornerò all’origine,

torno a te che sei per me

l’essenziale....


A volte nel nostro percorso di vita ci imbattiamo in alcuni ostacoli. Il mondo ci sembra cadere a pezzi. E quegli ostacoli ci costringono a riflettere su quanto di giusto e sbagliato abbiamo fatto finora nella nostra vita.

Quando il mondo cade a pezzi, riscopriamo il nostro più profondo bisogno: essere amati.

C’è qualcuno che ci ama veramente? Chi è la nostra origine? Chi è per noi l’essenziale? Da dove dobbiamo ripartire?

Da chi ci ha scelto per primo, da chi ha puntato su di noi e continua a farlo.

Io sono stato guardato come una persona speciale. Qualcuno mi ha notato nella mia unicità e ha espresso il desiderio di conoscermi, di avvicinarsi di più a me, di amarmi. Siamo stati guardati da Dio come esseri unici, speciali, preziosi. Da tutta l’eternità, prima ancora che tu nascessi e diventassi parte della storia, tu esistevi nel cuore di Dio. Assai prima che i tuoi genitori ti desiderassero e che i tuoi amici riconoscessero i tuoi doni, o i tuoi insegnanti ti incoraggiassero, tu eri già “scelto”. Gli occhi dell’Amore ti hanno guardato come una realtà preziosa, di suprema bellezza e di infinito valore.

Mentre il mondo cade a pezzi io compongo nuovi spazi e desideri... Sai coltivare dentro e fuori di te la speranza di riscoprire la tua origine?

Nella tua vita hai dei momenti di "deserto" dove vai all’essenziale, dove lasci parlare il Maestro e in quell'incontro ti scopri amato/a? Momenti in cui, come è accaduto ai discepoli di Emmaus, ti scopri affiancato/a da Gesù lungo la tua strada?

Chi ti ama, ti ha scelto. Chi ti ama, ti chiama in continuazione.

Giovedì

riponiamo lo zaino


SALMOhttps://immerbereit.files.wordpress.com/2012/03/zaino-comunita.gif

Benedirò il Signore in ogni tempo,

sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,

ascoltino gli umili e si rallegrino.

Celebrate con me il Signore,

esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto

e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,

non saranno confusi i vostri volti.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,

lo libera da tutte le sue angosce.

L'angelo del Signore si accampa

attorno a quelli che lo temono e li salva.

Gustate e vedete quanto è buono il Signore;

beato l'uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi,

nulla manca a coloro che lo temono.

I ricchi impoveriscono e hanno fame,

ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

Venite, figli, ascoltatemi;

v'insegnerò il timore del Signore.

C'è qualcuno che desidera la vita

e brama lunghi giorni per gustare il bene?

Preserva la lingua dal male,

le labbra da parole bugiarde.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,

cerca la pace e perseguila.

Gli occhi del Signore sui giusti,

i suoi orecchi al loro grido di aiuto.

Il volto del Signore contro i malfattori,

per cancellarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,

li salva da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,

egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto,

ma lo libera da tutte il Signore.

Preserva tutte le sue ossa,

neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l'empio

e chi odia il giusto sarà punito.

Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,

chi in lui si rifugia non sarà condannato.
RIFLESSIONE

«Vocazione. È la parola che dovresti amare di più. Perché è il segno di quanto sei importante agli occhi di Dio. È l'indice di gradimento, presso di Lui, della tua fragile vita. Sì, perché, se ti chiama, vuol dire che ti ama. Gli stai a cuore, non c'è dubbio. In una turba sterminata di gente, risuona un nome: il tuo! Stupore generale. A te non ci aveva pensato nessuno. Lui sì! Davanti ai microfoni della storia ti affida un compito su misura... per Lui! Sì, per Lui, non per te. Più che una missione, sembra una scommessa. Una scommessa sulla tua povertà. Ha scritto "Ti amo" sulla roccia, non sulla sabbia come nelle vecchie canzoni. E accanto ha messo il tuo nome. L'ha scritto di notte. Nella tua notte! Alleluia! Puoi dire a tutti: non si è vergognato di me!».



(Don Tonino Bello)
PREGHIERA

Signore Gesù, Tu sai quanto grande sia la voglia di amicizia che c’è nel nostro cuore di giovani. Per questo ci hai chiamato amici e ci inviti a camminare insieme nel tuo nome. Conoscerti, incontrarti, seguirti è sempre stato un fatto quasi scontato e per troppo tempo ci siamo dimenticati il tuo nome e il tuo volto. Ma cristiani non si nasce, si diventa solo scegliendo Te che sei l’amico più sincero e fedele.

Donaci la gioia di sentirti vicino e confidente, svelaci i segreti del Padre, il senso pieno della vita, la verità che ci fa liberi.

venerdI’ 4 SETTEMBRE
Ore 7:30 Sveglia

Ore 8:00 Leviamo le tende

Ore 8:30 Colazione

Ore 9:30 E’ l’ora di...

Ore 11:00 Segui la tua bussola

Ore 13:00 Pranzo

Ore 14:30 Tempo e gioco libero

Ore 16:00 Una canzone per riflettere

Ore 16:15 Grande gioco

Ore 18:30 Doccia

Ore 20:00 Cena

Ore 21:00 Serata a sorpresa

Ore 23:00 Riponiamo lo zaino
venerdi’

LEVIAMO LE TENDE



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SALMO


Loda il Signore, anima mia:

loderò il Signore per tutta la mia vita,

finché vivo canterò inni al mio Dio.

Non confidate nei potenti,

in un uomo che non può salvare.

Esala lo spirito e ritorna alla terra;

in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe,

chi spera nel Signore suo Dio,

creatore del cielo e della terra,

del mare e di quanto contiene.

Egli è fedele per sempre,

rende giustizia agli oppressi,

dà il pane agli affamati.

Il Signore libera i prigionieri,

il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto,

il Signore ama i giusti,

il Signore protegge lo straniero,

Egli sostiene l'orfano e la vedova,

ma sconvolge le vie degli empi.

Il Signore regna per sempre,

il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.
RIFLESSIONE

Regala ciò che non hai...


Occupati dei guai, dei problemi

del tuo prossimo.

Prenditi a cuore gli affanni,

le esigenze di chi ti sta vicino.


Regala agli altri la luce che non hai,

la forza che non possiedi,

la speranza che senti vacillare in te,

la fiducia di cui sei privo.

Illuminali dal tuo buio.

Arricchiscili con la tua povertà.


Regala un sorriso

quando tu hai voglia di piangere.

Produci serenità

dalla tempesta che hai dentro.

"Ecco, quello che non ho te lo dono".

Questo è il tuo paradosso.


Ti accorgerai che la gioia

a poco a poco entrerà in te,

invaderà il tuo essere,

diventerà veramente tua nella misura

in cui l'avrai regalata agli altri.

(Alessandro Manzoni)
PREGHIERA

Apri i nostri occhi, Signore,

perché possiamo vedere Te nei nostri fratelli e sorelle.

Apri le nostre orecchie, Signore,

perché possiamo udire le invocazioni di chi ha fame, freddo, paura, e di

chi è oppresso.

Apri il nostro cuore, Signore,

perché impariamo ad amarci gli uni gli altri come Tu ci ami.

Donaci di nuovo il tuo Spirito, Signore,

perché diventiamo un cuore solo e un'anima sola, nel tuo nome.



(Madre Teresa di Calcutta)

venerdi’


il tema del giorno


QUANDO SONO DEBOLE, ALLORA SONO FORTE


Dal Vangelo secondo Luca

Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».http://www.webalice.it/roberto.bassani0/ilvangelodioggi/images/12.jpg

venerdi’


SEGUI LA TUA BUSSOLA


  1. INTRODUZIONEhttp://thumbs.dreamstime.com/z/retro-abbozzo-della-bussola-23436258.jpg

  2. BRANO

  3. ATTIVITA’

  4. DISCUSSIONE

  5. SIMBOLO

INTRODUZIONE

Dalla reazione dei due discepoli emerge un paradosso: al Cristo Risorto (che ancora non riconoscono) imputano di non sapere nulla del Gesù Crocifisso. Questa cosa può accadere solo perché a quella croce – così evidente – si sono limitati ad assegnare un significato “secondo loro”, senza cercarne quello autentico. Ma non è quello che capita a noi quando con il segno della croce vorremmo scongiurare l’infortunio in campo o il quattro in matematica? Iniziamo oggi un percorso che ci porterà a capire qual è il significato autentico della Croce.

BRANO


L’anfora imperfetta (Bruno Ferrero)

Ogni giorno, un contadino portava l’acqua dalla sorgente al villaggio in due grosse anfore che legava sulla groppa dell’asino, che gli trotterellava accanto. Una delle anfore, vecchia e piena di fessure, durante il viaggio, perdeva acqua. L’altra, nuova e perfetta, conservava tutto il contenuto senza perderne neppure una goccia.

L’anfora vecchia e screpolata si sentiva umiliata e inutile, tanto più che l’anfora nuova non perdeva l’occasione di far notare la sua perfezione: “Non perdo neanche una stilla d’acqua, io!”.

Un mattino, la vecchia anfora si confidò con il padrone: “Lo sai, sono cosciente dei miei limiti. Sprechi tempo, fatica e soldi per colpa mia. Quando arriviamo al villaggio io sono mezza vuota. Perdona la mia debolezza e le mie ferite”.

Il giorno dopo, durante il viaggio, il padrone si rivolse all’anfora screpolata e le disse: “Guarda il bordo della strada”.

“E’ bellissimo, pieno di fiori”.

“Solo grazie a te”, disse il padrone. “Sei tu che ogni giorno innaffi il bordo della strada. Io ho comprato un pacchetto di semi di fiori e li ho seminati lungo la strada e, senza saperlo e senza volerlo, tu li innaffi ogni giorno...”.

Siamo tutti pieni di ferite e screpolature, ma se lo vogliamo, Dio sa fare meraviglie con le nostre imperfezioni.
Ho fatto tanti sogni che non si sono mai avverati. Li ho visti svanire all’alba. Ma quel poco che grazie a Dio si è attuato, mi fa venire voglia di sognare ancora.

Ho formulato tante preghiere senza ricevere risposta, pur avendo atteso a lungo e con pazienza, ma quelle poche che sono state esaudite mi fanno venire voglia di pregare ancora.

Mi sono fidato di tanti amici che mi hanno abbandonato e mi hanno lasciato a piangere da solo, ma quei pochi che mi sono stati fedeli mi fanno venire voglia di avere ancora fiducia.

Ho sparso tanti semi che sono caduti per la strada e sono stati mangiati dagli uccelli, ma i pochi covoni dorati che ho portato fra le braccia, mi fanno venire voglia di seminare ancora.




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