Parte III comunicazione e conoscenza (capp. 1, 3) Per gli approfondimenti: U. Fabietti, Elementi di antropologia culturale


Media, cultura e immaginazione globale



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26.03.2019
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Media, cultura e immaginazione globale

La diffusione dei media su scala globale problematizza quanto si è fin qui affermato. Essi sono produttori di cultura, i loro messaggi penetrano nella cultura che li recepisce suscitando risposte non sempre prevedibili, sono fattori attivi nel processo di produzione del cambiamento culturale e influiscono potentemente sulle relazioni tra esseri umani e sulla loro immaginazione. Ai media si deve l'emersione di una "immaginazione da spostamento", che ha dato luogo alle grandi diaspore migratorie incoraggiate da nuove forme di immaginazione, dalla visione di paesi ricchi, liberi, aperti a nuove esperienze, così come appaiono nella percezione dei media.

L'amplificazione dei mezzi mediatici ha dato luogo negli anni più recenti alla produzione di "sfere pubbliche" virtuali, dove si formano supercomunità immaginate, che si riconoscono e si rafforzano nel segno di un'appartenenza virtuale.

Un contesto culturale a oralità diffusa comporta regole di apprendimento peculiari, che danno luogo a forme di percezione e cognizione non meno caratterizzate dall'ambiente di riferimento. A titolo esemplificativo: gli Inuit dell'Artico risultavano in possesso di un numero strabiliante di termini con cui indicare la neve (a seconda di come cadeva, dell'intensità, della consistenza), ma non avevano un termine equivalente al nostro generico "neve". Ciò non significa che mancassero di capacità di sintesi, ma piuttosto che le loro classificazioni rispondevano alla conoscenza dettagliata e funzionale dell'ambiente nel quale vivevano e dal quale traevano le risorse produttive essenziali.

Tutti i popoli possiedono una conoscenza ricca e complessa del mondo naturale che li circonda, il che determina la necessità di affidare i diversi saperi a una etnoscienza che studi le conoscenze delle singole culture dal punto di vista etnobotanico, etnomedico, ecc.

Che l'attività schematica sia proprietà universale della mente umana è indubbio: si tratta di comprendere e riconoscere che questa attività è culturalmente orientata (terminologia dei colori, esempi ricerche Lurjia su figure geometriche, classificazioni strumenti, schemi sillogistici).






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