Pennarelli indelebili nel linguaggio



Scaricare 33.5 Kb.
28.03.2019
Dimensione del file33.5 Kb.

Pennarelli indelebili nel linguaggio
Quando mia figlia Linda era una neonata e dopo con la mia seconda figlia Katie, spesso facevo solletico ai loro piedi dicendo che avevano piedi puzzolenti (“stinky feet” in Inglese). Quando sentivano quelle parole, anche non riuscendo a parlare, sorridevano, si prendevano i piedi, e li annusavano. Katie aveva anche preso l’abitudine di girare e annusare piedi. Ho raccontato questa storia ad una amica di famiglia, e mesi più tardi lei mi ha detto che diceva la stessa cosa a sua figlia. Mi sono chiesto come mai lei era riuscita a ricordarsi un termine astratto come “stinky feet”? Perché quella frase è rimasta nella sua memoria per così tanto tempo dopo nonostante fosse una frase non usata da lei?
Un anno più tardi ho cambiato lavoro e ho fatto un esperimento con i miei nuovi colleghi e “stinky feet”. Ho indicato i miei piedi e ho detto che erano “stinky feet”. Hanno riso, e poi quando ho controllato giorni e settimane dopo si ricordavano.
Anche i ragazzi di un centro estivo (Grest di San Polo) si ricordano ancora le parole “stinky feet”. Stavolta ho tolto la mia scarpa e calza per un effetto maggiore. Tutti quanti sanno cosa sono gli “stinky feet”. Dopo la fine del centro estivo Lucrezia mi ha detto che non dimenticherà mai “stinky feet”.
Credo che il motivo di quanto appreso sia nella capacità della mente di creare un ricordo sensoriale per “stinky feet”. La capacità di mappare velocemente parole si è accesa un’altra volta. “ Stinky feet” porta alla mente una potente vivida immagine olfattiva. Non ci vuole molta immaginazione per vedere un paio di piedi sporchi e pelosi che puzzano di formaggio putrificato. Chi non ha sentito l’odore ricco di scarpe da ginnastica sudate? E il concetto di “stinky feet” è divertente e ed imbarazzante. Rimane nella testa.
Un’altra forma di pennarello linguistico indelebile coinvolge l’apprendimento attraverso l’emozione. L’apprendimento emotivo si verifica attraverso gli incidenti linguistici. Quando si verificano il risultato è un ricordo permanente che lega una parola o serie di parole ad uno stato emotivo, di solito imbarazzo o umiliazione. Ecco qualche esempio reale che ho raccolto:
Un dirigente ecclesiastico di alto livello dagli Stati Uniti stava visitando l’Europa. Viaggiava da molto tempo e l’Italia era l’ultima tappa prima di tornare a casa. Quando raccontava del suo viaggio, un dirigente empatico Italiano disse, “Così tua moglie ti starà aspettando con le gambe aperte.” Nella silente frazione di secondo che segue, il dirigente locale si è reso conto dell’errore e ha cercato di correre ai ripari. “Braccia! Volevo dire braccia!” Il dirigente ha imparato la differenza tra gambe e braccia? Sì. Sbaglierà un’altra volta? No. L’esperienza ha lasciato una traccia indelebile che non dimenticherà.
Una signora italiana viaggiava in Irlanda. A causa di una circostanza inspiegabile un costoso paio di pantaloni è scomparso dalla sua stanza. Ha fatto una bella scenata con la signora dell’accettazione per riavere i suoi pantaloni. Continuava a ripetere le parole “stolen pants” per farsi capire. Ha ottenuto un rimborso. Tornata a casa e pensandoci, la signora si è resa conto che “pants” non sono “pantaloni” in Irlanda. “Pants” corrispondono all’abbigliamento intimo nel U.K. e Irlanda.
La mia amica era in Inghilterra negli anni 80 e aveva una collega ammalata. Volendo essere di aiuto la mia amica ha offerto di preparare un po’ di brodo di pollo per farla sentire meglio. La sua collega ha gentilmente rifiutato, ma la mia amica insisteva nella sua volontà di cucinare “kitchen soap”. Quando lo sguardo terrorizzato accompagnava il suo rifiuto la mia amica si è resa conto che “kitchen soap” (sapone di cucina) non è “chicken soup” (brodo di pollo).
Mio padre è di discendenza danese. Spesso a tavola ci diceva in danese, “Mangiate i miei maialini perché domani andrete dal macellaio.” I miei orecchi e la mia lingua ricordano una versione corrotta che assomigli a: “Spees mean grease emoins scanna sclactus.” La versione reale è “Spis min gris i morgen skal du slagtes”, ma la prima frase è un mio ricordo della fanciullezza.
Un’altra frase che mi ricordo bene viene dai Tonghesi con cui lavoravo mentre provvedevamo alla pulizia del tempio mormone a Salt Lake City. Tra di loro parlavano in tonghese, e non riuscivo a comprendere quello che dicevano. Per affrontare la situazione ho imparato a dire “Lea fa’ka apalanghi. Ikai mahino.” Significa “Parla in inglese. Non capisco”, ma c’è un tocco culturale in questa frase. Il vero significato è “Parla come un uomo bianco. Non capisco.” Il termine “uomo bianco” o “apalanghi” si riferisce ai colonizzatori di Tonga che parlavano inglese. L’aspetto culturale peculiare mantiene la frase fresca nella mia mente, anche se sono passati 13 anni da quando lavoravo con loro.
L’ultimo esempio è la mia follia personale dopo 17 anni di lingua italiana. Pensavo di essere abbastanza bravo, ma c’è sempre da imparare. Nella primavera del 2008 un signore canadese è venuto in azienda con un progetto edile in mente. Siccome ero l’unico con una conoscenza perfetta dell’inglese chiacchieravo con lui mentre arrivava il capo. Ascoltavo i suoi piani, facevo domande, e preparavo nella mia testa una presentazione dei dettagli per il mio capo. Dopo l’incontro ho fatto un breve riassunto con i dettagli che non erano stati presentati nell’incontro. Volevano un edificio grande per le loro operazioni, un complesso molto ampio. Io ho messo insieme “ampio” e “complesso” per descrivere l’idea, e lunedì il mio capo ha fatto un bel commento sul tono sessuale del mio riassunto. Adesso presterò più attenzione quando faccio esperimenti linguistici.
Memorie sensoriali e emotive sono empiriche. Sono esperienze che producono memorie permanenti. Spesso i metodi attuali utilizzati per insegnare il linguaggio ignorano i metodi naturali di apprendimento biologicamente incorporati nella mente. Si insegna la dipendenza degli occhi anziché le orecchie. Si insegna la memorizzazione e non la capacità di pensare in termini di contesto. I metodi sono alla rovescia: leggere prima di ascoltare e scrivere prima di parlare. Si può ottenere risultati migliori, divertirci di più, e lasciare ricordi che durano nel tempo utilizzando il potere dei pennarelli indelebili del linguaggio nella creazione di memorie linguistiche permanenti.


Condividi con i tuoi amici:


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale