Perché integrare? L’importanza di una integrazione ottimale a base di ossigeno vitamine e minerali


Difficoltà di concentrazione con turbe della memoria



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29.03.2019
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Difficoltà di concentrazione con turbe della memoria.

  • Sensazione di affaticamento o crampi muscolari, anche dopo piccoli sforzi.

  • Respiro corto o dispnea.

  • Tachicardia con soffi cardiaci da circolazione iperdinamica.

  • Turbe della visione.

  • Alterazioni dell’equilibrio e/o vertigini.

  • Aumentata suscettibilità alle infezioni.

  • Crescita stentata delle unghie e dei capelli.

  • Turbe del vuotamento gastrico e/o acidità.

  • Alterazioni della digestione e dell’assorbimento dei nutrienti.

  • Possibile compromissione della funzionalità renale.

  • Occhio languido e bocca asimmetrica (ipossia istotossica)

    Trova, dunque, la sua più ampia spiegazione la celebre affermazione del famoso fisiologo Arthur C. Guyton: “Qualunque dolore, sofferenza o malattia cronica, è causato da una insufficiente ossigenazione a livello cellulare” (Human Physiology, 1978). 


    Attenzione perché non meno pericolose dell’ipossia, ai fini del mantenimento dell’integrità funzionale e/o strutturale della cellula, risultano le oscillazioni della pressione parziale di ossigeno, il cosiddetto “danno da ischemia-riperfusione”, infatti è proprio durante la riperfusione che vengono prodotti i radicali liberi.
    In questo modello, la transitoria riduzione dell’afflusso ematico in un determinato distretto anatomico, a causa della riduzione del calibro delle arteriole (per vasospasmo, parziale trombizzazione o altro) o del clampaggio di un ramo arterioso maggiore (per interventi chirurgici di by-pass, trapianti d’organo o altro) provoca nei tessuti corrispondenti una condizione transitoria di ipossia, con:


    • viraggio del metabolismo in senso anaerobio (accumulo di cataboliti acidi – ac. lattico)

    • abbassamento del pH intracelullare

    • riduzione della sintesi di ATP con aumentata degradazione delle purine

    • alterazioni dell’omeostasi ionica e di membrana

    • liberazione di calcio dalle Cisterne del Reticolo endoplasmatico

    • attivazione di proteasi Ca-dipendenti.

    Queste proteasi hanno il compito di “tagliare” proteine ed enzimi modificandone in questo modo la funzione; in questo caso la sua azione sarà svolta sull’enzima citosolico xantina deidrogenasi (normalmente responsabile della trasformazione delle purine in acido urico) trasformandolo in un enzima totalmente diverso, la xantina ossidasi (a funzione ossidante anomala).


    Nel momento in cui l’ischemia viene a cessare e si ricostituisce un normale flusso ematico, l’ossigeno molecolare trasportato dall’emoglobina viene utilizzato dalle cellule non solo per produrre ATP ma anche per generare specie chimiche reattive dell’ossigeno (reactive oxygen species, ROS). Infatti, per l’azione catalitica della xantina ossidasi – forma anomala della xantina deidrogenasi – l’ossigeno genera due specie chimiche altamente ossidanti, quali il radicale idrossile (HO) e il perossido di idrogeno (H2O2). Saranno questi ultimi i mediatori finali del danno cellulare, detto da stress ossidativo



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