Percorso didattico



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Breve premessa per i lettori di Matematicamente.it
Questa tesi è il risultato di un percorso didattico svolto in una terza media.

Il percorso era dedicato all'evoluzione delle specie.


I punti di forza di questa tesi credo di poter dire siano:

  • Aver presentato separatamente i vari meccanismi che portano all'evoluzione delle specie (mutazioni e variabilità, selezione naturale, tempo),

  • Aver creato durante lo svolgimento del percorso il Sito Online delle Lezioni ad uso dei ragazzi, con i materiali prodotti ed usati a scuola,

  • Aver fatto svolgere ai ragazzi un'attività (una specie di "telefono senza fili basato sui disegni") che ha portato alla creazione di varie animazioni (gif) e di un filmato che è stato poi reso pubblico su Internet per mezzo di YouTube.
    Le animazioni costituivano varie linee di discendenza di uno stesso disegno. I ragazzi durante l'attività svolgevano in certo senso, senza saperlo sul momento, il ruolo di copiatori di geni. Le varie parti del disegno venivano infatti copiate e passate ai compagni numerose volte. I vari disegni rimessi insieme portavano infine alla creazione delle animazioni.

  • Aver usato diverse simulazioni al computer per vedere e giocare con gli effetti della selezione (si veda il sito delle lezioni).

Ringrazio tutti i lettori di Matematicamente.it



Sito delle lezioni:

http://www.guzman.it/3EDinoCompagni2008/3EDinoCompagni2008.html
Filmato con le animazione prodotte con i disegni dei ragazzi:

http://www.youtube.com/watch?v=W0mgWEl2mjc

SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE

PER L’INSEGNAMENTO SECONDARIO DELLA TOSCANA

Sede di Firenze


VIII CICLO

Indirizzo: Scienze Naturali

Classe di Concorso: A059
Relazione finale di Tirocinio

e Laboratorio di Didattica

(Scienze Naturali per la Scuola Media)

Animazioni, Simulazioni e

l'Evoluzione delle Specie

Supervisore Specializzando

Letizia de Luca Guzman Tierno

ANNO ACCADEMICO 2007-2008
Indice


1. Introduzione. Riflessioni sui due anni di SSIS. 4

2. Riflessioni sull'esperienza del laboratorio di didattica 7

3. Tirocinio attivo: Percorso Didattico di Scienze.
I meccanismi dell'evoluzione. 9

Titolo del percorso didattico 10

Discipline interessate 10

Classe di riferimento e collocazione nel tempo scuola 10

Premessa e motivazioni della scelta 10

Collocazione del percorso didattico 11

Metodologie didattiche utilizzate 11

Obiettivo generale 13

Descrittori di competenze 13

Prerequisiti 13

Risorse 13

Fasi del percorso di scienze 16

Fase 1. Evoluzione: pensiamoci! (online ) 16

Fase 2. Era un pesce! (online ) 18

Fase 3. Ma chi lo dice che le specie evolvono? (online ) 22

Fase 4. La selezione? Proviamo! (online ) 24

Fase 5. Il rotolone del tempo !? (online ) 26

Fase 6. Cosa abbiamo imparato? 28

Fase 7. Vediamo se ho capito! (online ) 28

Verifica. (online ) 30

Come si sono svolte le lezioni di scienze 33

1 Discussione aperta ("brain storming") (online ) 34

2 I pesci mutanti. (online ) 42

3 Presentazione al computer (online ) 46

4 Simulazioni al computer (online ) 48

5-6 Il rotolone del tempo. (online ) 50

7 Verifica (online ) 51

Conclusioni 51

Il sito delle lezioni 53

Bibliografia e Siti Internet di riferimento 57

Siti con i materiali di questa tesi 58

1. Introduzione. Riflessioni sui due anni di SSIS.

Ho una formazione scientifica e per la precisione matematico-informatica. Mi sono dottorato in matematica e successivamente ho preso una seconda laurea in informatica. Ho tuttavia sempre coltivato un vivo interesse per le materie umanistiche ed in particolare per le discipline affini alla psicologia ed alla pedagogia. E' stato proprio questo interesse che mi ha portato a scegliere di provare a diventare un insegnante.

Anche prima di frequentare la SSIS, avevo la convinzione che per diventare insegnanti fossero necessari una formazione tecnico-disciplinare specifica piuttosto accurata ed un forte interesse per gli aspetti pedagogici, psicologici e didattici. Da questo punto di vista, i due anni di SSIS hanno prodotto su di me due principali effetti. Il primo è stato quello di aver rafforzato la suddetta convinzione ed anzi di avermi sempre più convinto dell'estrema importanza degli aspetti didattici, pedagogici e psicologici. Il secondo effetto, forse ovvio ma non scontato, è stato quello di avermi permesso, aiutato e spronato a muovere appunto i primi passi nel vasto e complesso mondo della didattica, della psicologia e della pedagogia.

Non vi è dubbio quindi, da questo punto di vista, che i due anni di SSIS si sono rivelati per me come due anni veramente importanti ed utili. Senza i corsi della SSIS sarebbe infatti stato impensabile riuscire ad affrontare la molteplicità e la varietà dei temi ai quali ho potuto invece, anche se marginalmente, avvicinarmi.

I corsi, i materiali messi a disposizione, i libri suggeriti, le scadenze e gli esami sono tutti aspetti (e ne ho citati solo alcuni) che mi hanno costretto a lavorare su determinati temi prestabiliti. Senza tali vincoli, ossia senza una scuola che conduca gli studenti attraverso un percorso, riuscire ad iniziare una propria formazione in certi settori diventa un'impresa quasi proibitiva. In altre parole, sono convinto che una "scuola per la scuola" o "scuola della scuola" sia utile è necessaria.

Il fatto che parlando di insegnamento si finisca inevitabilmente per parlare di meta-livelli (come in "scuola per la scuola") non è, io credo, un fatto casuale. E' ben noto come molti grandi pedagoghi, sociologi e psicologi abbiano posto l'accento sul fatto che per imparare e capire davvero qualcosa bisogna fare un percorso meta-cognitivo. Mi riferisco per esempio a Morin che dice "pas de connaissance sans connaissance de la connaissance"1 o a Rogers con il suo "imparare ad imparare"2 o, ancora, a Watzlawick, Beavin e Jackson quando sottolineano l'importanza semantica degli aspetti metacomunicativi della comunicazione3.

E' logico allora aspettarsi che una scuola che insegna ad insegnare debba necessariamente, nella forma e nel contenuto, mostrare ed affrontare aspetti concernenti vari meta-livelli (della conoscenza, dell'apprendimento, dell'insegnamento). La mia formazione di matematico mi porta a pensare che si tratti di aspetti molto interessanti.

Si tratta, a mio modo di vedere, di aspetti che hanno notevole importanza nel definire il ruolo stesso dell'insegnante e che, pertanto, ogni (futuro) insegnante dovrebbe affrontare.

L'indubbia fatica che ho dovuto fare (come ogni studente della SSIS) e l'iniziale smarrimento e perdita di riferimenti quando ho iniziato la SSIS, sono dovuti in gran parte, io credo, al doversi trovare ad affrontare dei livelli di pensiero sconosciuti (i meta-livelli di cui parlavo prima) per i quali non disponevo ancora degli schemi e delle strutture mentali necessarie. Lavorare su questo piano, ribadisco, è stato senz'altro formativo.
Un ruolo fondamentale lo ha giocato infine il tirocinio. Entrare nelle scuole, entrare nelle aule, interagire con i ragazzi e gli altri insegnanti, fare le prime esperienze dirette, conoscere con mano la realtà che dovrà diventare il nostro riferimento quotidiano, sono esperienze che hanno un valore incalcolabile. Le due esperienze di tirocinio che ho fatto, mi hanno portato a fare numerosi pensieri sui contenuti e le modalità della didattica e sui modi di relazionarsi con i ragazzi.
La professione dell'insegnante
La professione dell'insegnante, volendola esercitare bene, non è una professione semplice.

Se non si può discutere sul fatto che un insegnante deve conoscere ciò che insegna e deve quindi avere una formazione tecnico-disciplinare specifica, ancora meno, a mio avviso, si può discutere il fatto che l'insegnante:




  • deve intendersi di didattica in quanto disciplina che studia i processi di insegnamento-apprendimento,

  • deve intendersi di pedagogia in quanto disciplina che studia i processi educativo-formativi,

  • deve intendersi, almeno in parte, di psicologia dal momento che si ha a che fare e si gestiscono relazioni fra persone.

  • deve interessarsi di sociologia per comprendere i processi su scala sociale a cui l'istituzione scolastica partecipa.

A queste conoscenze-capacità, che ritengo assolutamente fondamentali, se ne possono aggiungere facilmente molte altre: capacità organizzative, conoscenza delle regole, delle leggi e dei meccanismi della scuola, ecc.

Possiamo ravvisare nel precedente elenco un progressivo allargamento degli orizzonti: dall'insegnare-apprendere, all'educare-formare, al relazionarsi, allo stare nella società. Il processo di insegnamento-apprendimento è in effetti un particolare processo di educazione-formazione il quale, a sua volta, è un particolare esempio di relazione e le relazioni, costituiscono, la base della società.

Questo progressivo allargamento porta con sé l'implicazione che per insegnare bisogna occuparsi anche di pedagogia, di psicologia e sociologia.

Questa catena di implicazioni non è affatto un mero gioco di astrazioni, essa infatti può essere in certo senso invertita: se la relazione che un insegnante instaura con il gruppo classe funziona bene allora tende a funzionare bene anche il processo di educazione-formazione e, a sua volta, tende funzionare bene anche il processo di insegnamento-apprendimento.

Visto l'ampio numero di conoscenze e capacità che un docente deve avere, risulta senz'altro naturale ed importante che vi sia una scuola che gestisce e si prende cura della formazione degli insegnanti. Una tale scuola permette di conoscere le pratiche migliori, di rapportarsi con le varie idee presenti in letteratura, di conoscere gli errori da evitare, di muovere i primi passi in un territorio controllato, di sperimentare. Non vi è dubbio quindi, come avviene per tutti i mestieri, che una scuola di formazione degli insegnanti porta sicuramente dei benefici a chi dovrà praticare il mestiere di insegnante, ma anche, di conseguenza, a tutto il sistema scolastico.






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