Personaggi: Luperchico Fantasma anarchico



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" Fantasmi e no."


Commedia in tre atti

di


Antonio Sapienza

Personaggi:


Luperchico.........................Fantasma anarchico;


Don Bastiano Villa.................vecchio monarchico;
Cav. Mollica.......................padrone di casa;
Grazia D'Antoni....................tardona che non disarma;
Nelly D'Antoni.....................figlia di Grazia;
Ercole D'Antoni....................marito di Grazia;
Pupy Cacocciola....................fidanzato di Nelly;
Salvatore Villa....................nipote di don Bastiano;
Carmela............................fidanzata di Salvatore.

La vicenda si svolge in una borgata di Catania, agli inizi degli anni '80.

Atto I

Sulla scena e` stato ricostruito uno stanzone soggiorno- pranzo-cucina, di una modesta casa di periferia. A sinistra vi e`la porta d'ingresso, a destra la porta che conduce in camera da letto, e una finestra che da sull'orto. A destra, vicino alla porta, vi e` un grosso armadio a una anta, poi al centro un tavolo con qualche sedia; un piccolo fornellino a gas e` posto alla destra della parete centrale, mentre al centro di detta parete, sopra una piccola credenza, vi sara` appeso un grande ritratto di Carlo Marx, Sul tavolo sono sparsi le stoviglie con gli avanzi della cena.



All'apertura del sipario, si sente cantare un gallo: e` l'alba. Poco dopo entra in scena don Bastiano Villa. E` un vecchio ancora arzillo sulla settantina. Indossa dei vecchi pantaloni e una sdrucita camicia che porta fuori dai pantaloni stessi, pantofole vecchissime e un berretto da notte sul capo. Il vecchio, sbadigliando vistosamente e grattandosi, con movimenti lenti, si avvicina al tavolo e incomincia a

sparecchiare. Da lontano proviene un canto di operai al lavoro, frammisto con cinguettio degli uccelli, che va in sottofondo quando Bastiano inizia la tirata, per cessare dopo poche frasi della stessa.

Bas.- ( parlando a se stesso) Buon giorno Bastiano, sabbenedica don Bastiano, salute Bastiano.

(cerimonioso) Salutiamo amici, buona giornata a voi! ( pausa) E pazienza, che vuoi farci, questo e` uno dei pochi svantaggi del vivere da solo: Mi tocca darmi il buongiorno da me stesso! Certo, vivere da solo e` bello, e` la liberta`, e` la pace, insomma e` la vita. E se non fosse per chi so io, ( guarda minaccioso l'armadio) me la goderei la vita, io…Invece debbo sopportare questa innaturale convivenza...( guarda in cagnesco il ritratto di Marx) Sarei felice, io, sarei… se non fosse per qualcuno che fa l'ospite poco gradito. ( guarda l'armadio) Ho detto poco gradito! ( Quindi ripone per ultimo il bottiglione del vino nella credenza e, da dietro, tira fuori un grande ritratto del Re. Con pacati movimenti, quasi rituali, stacca dal muro il ritratto di Marx e vi mette al suo posto quello del Re. Dopo aver fatto un rapido cenno di riverenza al ritratto, dalla credenza prende una piccola caffettiera, e si dirige verso la porta di destra ed esce).

Bas.- E ora un buon caffe` per iniziare bene la giornata...-

Dall'armadio esce Luperchico, il fantasma anarchico. Egli sara` vestito da cospiratore fine ottocento e sara` tutto bianco, naturalmente. Musica appropriata. Il fantasma, in punta di piedi si avvicina al ritratto del Re lo stacca, lo ripone dietro la credenza e appende sul chiodo quello di Marx. Fatto questo, si rinchiude nell'armadio. Rientra Bastiano, canticchiando la marcia reale e reggendo in mano la caffettiera avvitata che mette sul fornello, quindi si reca nella credenza a prendere una tazzina. La prende, sta per tornare al tavolo, quando si ferma di colpo e pian piano si gira a guardare la parete.

Bas.- Vileno amaru! Ecco mi ha dato il suo buongiorno! ( stacca il ritratto dal muro e lo butta fuori dalla finestra) Quello mi vuole rovinare, ma io… ( pugno minaccioso verso l'armadio, intanto riappende il quadro del Re, e si dirige verso il tavolo) Lo zucchero… ho dimenticato lo zucchero, mamma che testa. ( si dirige verso la credenza e guarda dentro) E qui non c'e`. Lo avro` lasciato di la? E pazienza, andiamo a vedere. ( esce) Dalla porta d'ingresso, entra Luperchico con il ritratto di

Marx. E` arrabbiato nero! Stacca dal muro il Re e mette Marx, poi si dirige verso l'armadio facendo gestacci verso la porta di destra, e quindi entra nell'armadio.

Rientra Bastiano, sempre canticchiando, prende la caffettiera fumante, si siede, si versa il caffe`, lo zucchera, assaggia la bevanda, fa cenno affermativo con capo facendo capire che e` buono, e si gira verso la parete come per dire al ritratto del suo Re: vuol favorire? Ma vedendo Marx, il caffe` gli va

di traverso e lo sbuffa.

Bas.- ( alzandosi) Sangue di Giuda, vedovo e martire. Maledizione a me e a quando misi piede in questa casa! Botta di sangu a chi dico io! Ma dico io, dico io, proprio a me doveva capitare di

convivere con un fantasma anarchico e bestia? Fantasma? ma quali! brutta copia di fantasma, aborto di fantasma, insomma fantasmucolo. Ca certo, se fosse un fantasma genuino, un fantasma verace, un fantasma importante, ma quello si sarebbe piazzato in una casa ricca, in una villa signorile, in un grande castello… ( intanto rimuove il quadro di Marx) No,invece datosi che e` un fantasma di serie C, me lo debbo piangere io, io!-

Si apre di colpo l'armadio ed esce Luperchico minaccioso.-

Lup.- Io sarei fantasma di serie C, io sarei brutta copia, io sarei fantasmucolo?-

Bas.- Tu fantasma bestia! Senti bello, qui di notte comandi tu, ma di giorno comando io! Quadro compreso! Questi sono i patti.- (deciso)

Lup.- I patti, i patti. I patti a me, anarchico, non me li impone nessuno, figuriamoci tu vecchio oscurantista! Eppoi, io per te ho avuto sempre il massimo rispetto, ed esigo, dico esigo, che tu faccia altrettanto nei miei confronti. Ssi, fantasma di serie C, ma guardate cosa debbo sopportare... Io, spirito libero…(declama)-

Bas.- ...Tu fantasma bestia...-

Lup.- (Guardandolo di traverso)... Dicevo: io spirito libero, io che ha lottato per l'emancipazione, io che ha combattuto per la causa...-

Bas.- ...Persa...-

Lup.- Ma insomma! Pezzo d'asino d'un realista! Servo della corona! Lacche` del Re...-

Bas.- Aho`, aho`, non esageriamo! E che e`? Cosicche` tu saresti colui che rispetta il suo prossimo? E meno male che e` cosi`, altrimenti una bomba sotto il letto non me la toglieva nessuno! Tintu bummaru!-

Lup.- Attento a come parli, sai?-

Bas.- Perche`, senno` che mi fai? Ti trasformi in scimpanze`? Guarda che non e` necessario, tu lo sei gia! Guardati allo specchio se hai coraggio.-

Lup.- Bastianazzo, io ti... io ti...accidentaccio a te!-

Bas.- ( conciliante) Ahu, calma, calma ah?... Va bene, guarda cosa facciamo, io ritiro tintu bummaru, e tu ritira lacche` del Re, ci stai?-

Lup.- ( esitante) Va bene, ci sto, d'accordo, ritiro.-

Bas.- E non me lo dirai piu`?-

Lup.- D'accordo, d'accordo..-

Bas.- E lo rispetterai questo accordo?-

Lup.- Lo rispettero`...( eccessivamente accondiscendente)-

Bas.- Lo giuri?-

Lup.- Lo giuro.-

Bas.- E su chi lo giuri?-

Lup.- Sull'animaccia tua, Bastiano, adesso la stai facendo lunga.-

Bas.- Perche` ti conosco troppo bene. Avanti su chi lo giuri?-

Lup.- Lo giuro sulla testa di Bakunin. E ora giura anche tu.-

Bas.- (sbrigativo) Giuro, giuro...-

Lup.- Su quale testa giuri?-

Bas.- Sulla tua malanova.-

Lup.- Giura invece sulla testa di quello li`... ( indica il ritratto del Re)-

Bas.- Sulla testa do Riuzzu? Mai!-

Lup.- E allora ritiro il mio giuramento.-

Bas.- Va bene, giuro. Giuro, giuro...(sofferto) sulla testa del Re. ( velocemente) Scusatemi maesta`, ma sono in grave stato di necessita`...-

Lup.- Ma che scusa e scusa… maesta` e maesta`, quello era un uomo come te.-

Bas.- Era di sangue reale...-

Lup.- Mangiava e dormiva come te...-

Bas.- Di antica discendenza...-

Lup.- Andava al cesso, come te...-

Bas.- Ma da nobile, e con pompa magna.-

Lup.- ...Quand'era stitico...-

Bas.- Non ricominciare ad offendere.-

Lup.- ( conciliante) Non ricomincio, non ricomincio, stai tranquillo, non ti tocco il tuo idolo.-

Bas.- Quello non e` un idolo, e` il mio Riuzzo. I tuoi sono idoli... Ma, insomma, chi era questo Macchisi? e cu fu stu Bacuni? e Cropochinino, o come malanova si chiama, cu fu? Dimmi chi furono costoro? qual'e` la loro dinastia? da chi discendono? Forse dagli Staurdi? Dagli Bellinzonen? dai Savoiardi?...-

Lup.- ... Dagli amaretti...-

Bas.- .. Si, dai biscotti da' monica! Ma che bestialita` dici? Allora, chi furono i loro avi?- (pomposamente)

Lup.- Ebbero un solo avo: il popolo libero!-

Bas.- E morto di fame...-

Lup.- La liberta` val molto di piu` del pane.-

Bas.- Ca ora, quando la pancia e` vuota, la riempiamo di liberta`.-

Lup.- Fai discorsi da ciuco! Mangi, lavori e obbedisci agli ordini dei padroni.-

Bas.- Ma quali ordini. A me hanno detto sempre per favore don Bastiano di qua`, per favore don Bastiano di la`!-

Lup.- ( ironico) Rompiti il collo Bastiano di qua, ammazzati di lavoro Bastiano di la`.-

Bas.- A me m'hanno sempre rispettato, mi hanno voluto sempre bene..( pausa) Quando m'infortunai mi portarono i dolci..-

Lup.- La carotina, poi il bastone!-

Bas.- Ma insomma, bestia di un anarchico, nella societa` ci vuole chi comanda e chi obbedisce...-

Lup.- Chi lavora e chi mangia...-

Bas.- Le leggi e i giudici...-

Lup.- Per i poveri e gli affamati...-

Bas.- Ci vuole l'ordine...-

Lup.- Dei ricchi e dei potenti…-

Bas.- Ma che sei bestia? A me, per quarant'anni, chi mi ha dato lavoro? Il mio principale! Ma e` logico: lui metteva i capitali, e io il mio lavoro. E, modestamente, non e` per dire, e senza offesa per nessuno, ma ero il primo " Nzitatore" del circondario.-

Lup.- Tu innestavi e lui si arricchiva.-

Bas.- E che significa? Quello oltre ai capitali, ci metteva il rischio... e pure il lavoro, sissignore, perche` lui stava con noi, nelle campagne, dalla mattina alla sera...-

Lup.- Per il timore d'essere derubato... Senti, e adesso, dove si trova questo ...benefattore?-

Bas.- Eh, s'e` ritirato da un pezzo. Ora e` il figlio che bada all'azienda. L'ha rimodernata, l'ha ampliata..-

Lup.- E dove si e` ritirato il tuo ex principale? Forse in una piccola casupola umida e cadente, come questa, oppure in una grande villa con piscina, campi da tennis e altre moderne diavolerie?-

Bas.- Beh, effettivamente viveva in una grande villa... ma che c'entra? lui era il principale! (pausa) Eppure ci voleva bene...ci faceva tanti piccoli regali… spesso facevamo le mangiate. Mi ricordo che una volta...-

Lup.- Bastiano Villa, lascia stare i ricordi. La verita` e` che tu dopo quarant`anni di lavoro, hai appena di che vivere, mentre lui s'e` arricchito e vive da nababbo!-

Bas.- Ma quali babbu e babbu. Quello non era cretino, era un galantuomo! Peccato che e` morto.-

Lup.- Ah, e` morto? Interessante.-

Bas.- Eh, poveretto, mori` di troppo sangue... aveva troppa salute...-

Lup.- Schiatto`... di salute. Roba da infarto!-

Bas.- E gli fecero un funerale che fu uno spettacolo. C'era la banda municipale...-

Lup.- Il sindaco con gli assessori?-

Bas.- Bestia! La banda, quella che suona...poi c'era la confraternita, un tiro a sei cavalli, l'arciprete cu na pompa...poi l'accompagnamento era lungo due chilometri… E la tomba? Gli fecero una tomba...-

Lup.- Come, come?-

Bas.- Uh, roba da signoroni. Chiamarono i mastri migliori, i marmisti piu` bravi. E il materiale? Degno d'un Re: Marmo di prima qualita`, bronzo, poi sculture a non finire. Insomma, pareva una reggia! Poi era asciuttizza come un osso!-

Lup.- E non fece i vermi...-

Bas.- Bonu, va`! Sei sempre tu!-

Lup.- Sono sempre io, sissignore. Ma lo vuoi capire che siamo tutti uguali e che tutti finiamo li` sotto, mangiati dai vermi?-

Bas.- E diventiamo fantasmi bestia come te!-

Lup.- Non raccolgo l'insulto che mi proviene a un imbecille!-

Bas.- ( Inalberandosi) Ma chi mu lassanu i morti? Ma chi ce lo ha portato un tintu romagnolo in Sicilia? Senti bello, se sei venuto per insultarmi, stai attento sai? perche` io chiamo Padreapparoco, santa benedizione, e... addio fantasma bestia!-( prende la tazzina del caffe` vuota e la porta di la`, passando sotto il ritratto del Re, al quale indirizza un inchino. Intanto Luperchico saluta il ritratto di Marx, col pugno chiuso. Si odono poche note dell'Internazionale. Rientra Bastiano.)

Bas.- Eppoi io vorrei sapere perche` siamo tutti uguali. Lo vedi da te che anche da fantasmi questa uguaglianza non c'e`, non esiste! E tu ne sei l'esempio: stai con me in questo tugurio, come lo chiami tu, dividi la mia stessa sorte, mentre il fantasma di quello li` ( accenna al ritratto di Marx) chissa` dove si trova. Magari e` in una villa tedesca, oppure, meglio ancora, in un castello inglese, a fare il Lord. E a quest'ora si prende il the, magari insieme al suo amico Angelo...-

Lup.- Certamente. ( ironico) Perche`, secondo te, ora anche i fantasmi prendono il the...-

Bas.- Quelli sono fantasmi nobili, sono... (allusivo)

Bussano alla porta.

Bas.- Vengo, vengo..mizzica, ca matinata? ( Bastiano apre e entra il cav. Mollica, il padrone di casa) Oh, cavaliere Mollica, quale buon vento...-

Mol.- Buon giorno don Bastiano, posso entrare?-

Bas.- Ma certo, certo, accomodatevi.-

Mol.- Forse vi ho disturbato? Io sono sempre cosi` mattiniero...-

Bas.- Ma quale disturbo, prego sedetevi cavaliere.- ( offre una sedia).Tenete in testa, prego.-

Mol.- ( lasciandosi il cappello in testa) Grazie don Bastiano, voi siete veramente gentile. Io me lo

toglierei lo stesso il cappello dalla testa, per riguardo a voi, ma sapete, ho i reumatismi che mi

tormentano. E, parola mia, se non fosse per questi maledetti dolori, ci abiterei io in questa reggia.

Sissignore, io! Invece sono costretto a vivere in una casetta moderna, tutta piega d'aggeggi infernali,

aria condizionata che spacca i polmoni, termosifoni che soffocano l'aria, moquette a terra che fa le cimici, insomma una tortura, credetemi. Invece voi, ve ne state in questo paradiso... ah, beato voi.-

Lup.- Ma che bugiardoo, questo ha una grande e meravigliosa villa al mare e ci benissimo, lui.-

Bas.- Mi dispiace cavaliere se volete possiamo fare cambio.-

Mol.- No. Non importa, io so sacrificarmi... perche` in questa casa mi sarei sentito un Re.- ( Luperchico sta per mollargli un cazzotto in testa. Bastiano lo ferma)

Bas.- ( facendo finta i nulla) Lasciate stare i Re, cavaliere. Piuttosto a cosa debbo l'onore?-

Mol.- Don Bastiano, io, in questa casa, ai bei tempi, ci stavo da Pascia`... eh santa pazienza.. Dunque, don Bastiano, forse vi siete dimenticato che oggi e` il primo del mese? Insomma oggi, se siete comodo, dovreste pagarmi l'affitto di questo paradiso.-( Lup. freme)

Bas.- E` vero, che sbadato. Abbiate un minuto di pazienza, cavaliere, vado di la a prendere i soldi.-

Intanto il cavaliere si alza e gironzola per la stanza come se volesse accertarsi del buon stato di manutenzione del locale. Spesso si abbassa per guardare meglio, e in quei momenti, Luperchico tenta di assestargli un calcione, ma va sempre a vuoto perche` Mollica si sposta in tempo. Rientra

Bastiano.

Bas.- Ecco i soldi, cavaliere, e scusatemi se v'ho fatto aspettare.-

Mol.- ( contando i soldi) Ma... ma sono li stessi del mese scorso?-

Bas.- Cre…credo di si, perche`, non dovrebbero essere?.-

Mol.- Manca l'aumento, ecco cosa manca.-

Bas.- Scusate, quale aumento?-

Mol.- L'equo canone, don Bastiano, equo canone.-

Bas.- ( a Luperchico) Chi dissi?-

Mol.- ( con accondiscendenza) Caro don Bastiano, voi dovete sapere che esiste una legge, chiamata equo canone che stabilisce gli aumenti dei fitti dei locali in base alla inflazione, alla salita del dollaro, al deficit pubblico, alla scala mobile, al socof, al tikett, alla borsa valori di Milano, Nuova York, Tokio, Londra, e... –

Bas.- Canicattini bagni! Cavaliere, ma che mi raccontate a me?-

Mol.- Vi racconto, che in virtu` di quanto sopra, dovrete sganciarmi altre, diciamo… ( fa un calcolo mentale) duemila lire in tutto.-

Bas.- Duemila lire? Sangue di Giuda vedovo e martire, ogni giorno aumenta qualcosa.. e va be`, la legge e` legge, vado a prendervi il resto, con permesso.-

Lup.- ( fermandolo) Bastiano, questo ti sta truffando. A te, come previsto dalla legge, nr 17 emendamento B del 15 Agosto, e al successivo decreto nr 137 bis, l'equo canone non e` applicabile, perche` hai un reddito inferiore al minimo previsto.-

Bas.- ( tornando indietro e facendo segno a Luperchico d'aspettare) Cavaliere, cavaliere sentite: A causa della legge ... comandamento… approvato con discreto… L'eco cannone non e` appiccicabile all'inferiore minimu ca vistu?-

Mol.- Don Bastiano, ma che cavolate state dicendo?-

Bas.- Un momento cavaliere, abbiate pazienza... ( si avvicina a Luperchico, come se stesse riflettendo. Luperchico gli suggerisce le parole della battuta precedente, che Bastiano recita a pappagallo)-

Mol.- ( sbalordito) Ma... ma siete... sicuro?-

Bas.- ( ripetendo le parole di Luperchico) Consultate la gazzetta ufficiale del l maggio corrente anno, a pagina 22, primo capoverso, che recita cosi`: Qualora il reddito minimo previsto e` inferiore percentualmente...-

Mol.- ( in imbarazzo) Vi credo, vi credo...Don Bastiano, mi basta la vostra parola ( vedendo che il colpo non gli e` riuscito)… voi siete un galantuomo...( tra se`) Ma dove diavolo si sara` informato? Forse ha un avvocato… ( a Bastiano, che intanto si congratula con Luperchico) Don Bastiano, allora io me ne vado, vi volevo solo chiedere un'ultima cosa: Come va la salute?-

Bas.- Benissimo cavaliere, grazie per l'interessamento.-

Mol.- Ma che dite, tra di noi… Bene allora tolgo il disturbo, buona giornata don Bastiano.-

Bas.- ( accompagnandolo) Arrivederci cavaliere e statevi bene.-

Mollica esce.

Bas.- Luperchico non ti diro piu` fantasma bestia. Ti sei riscattato... Senti ma dove hai imparato la legge? Non ti sapevo cosi` ferrato.-

Lup.- Neanche io.-

Bas.- Come sarebbe; neanche io. E quelle cose che hai detto?-

Lup.- Tutto inventato! Tanto ero sicuro che quello ti voleva truffare.-

Bas.- Tutto inventato? Tintu bummaru, mi vuoi fare litigare col padrone di casa?-

Lup.- Calmati, ne`?-

Bas.- Un cavolo mi calmo! Quello mi sfratta!-

Lup.- Quello non si nuove. La legge lo vieta.-

Bas.- La legge? Quale legge, quella che non conosci?-

Lup.- La legge naturale, sissignore, quella la conosco, e come!-

Bas.- Ca comu! Ora per causa tua e della tua legge naturale, vuol dire che prossimamente dormiro` all'aperto: Sotto gli archi della Marina.- ( si dispera)

Lup.- Stai calmo, non potra` farti nulla. Quello potra` disporre di questa topaia solamente alla tua morte. Ed e` venuto proprio per questo, per vedere come stai in salute...-

Bas.- ( fa le corna) Tie`, iettatore!-

Lup.- A me?-

Bas.- No a quello! ( indica la porta da dove e` uscito Mollica).

Lup.- Adesso non ci pensare piu`. Avanti, prendi le carte che ci facciamo una scopa.-

Bas.- Con te? No, con te non gioco piu`.-

Lup.- Sono troppo forte, vero?-

Bas.- No, tu m'arrobbi, bari, imbrogli..-

Lup.- Io? ma tu sei matto. Io sono leale, sono onesto...-

Bas.- E a roba manca...( sottovoce) Insomma, tu com'e` che sai tutte le carte che ho in mano?-

Lup.- Conosco il quarant'otto!-

Bas.- No, il quarantasette sai.-

Lup.- E cosa sarebbe il quarantasette?-

Bas.- Mortu che parla!-

Lup.- Prendi le carte spiritoso… quarantasette, morto che parla... ( intanto prepara il tavole e le sedie)-

Bas.- (Porte le carte e le controlla) Prima il controllo, non si sa mai con certi tipi... -

Lup.- Io, quasi quasi, m'offendo.-

Bas.- Offenditi pure, ma intanto tieni le mani sopra il tavolo...-

Lup.- Ma insomma, Bastiano!-

Bas.- ( indifferente) Chi da le carte?-

Lup.- Chi alza la carta piu` alta. E ora se non ti dispiace vorrei dare anch'io una mescolatina alle carte.-

Bas.- E` un tuo diritto, ma stai attento, qui ho dieci occhi! ( si tocca la fronte)-

Lup.- Li` hai solo segatura, e te lo dimostro. Alza dai.-

I due danno corso alla partita. Gestualita` a soggetto.

Musica adatta. I due giocheranno per circa due minuti.

Bas.- Hai visto? quando non bari li buschi, eccome!-

Lup.- Non cantare vittoria. Hai solo tre punti di vantaggio, gioca adesso...-

Bas.- Gioco, gioco. ma non t'innervosire... (sfottente)

Lup.- Non sono nervoso, e vincero`... e se vuoi possiamo mettere una posta...-

Bas.- Facciamo l'azzardo?-

Lup.- Con te? Non ci sarebbe gusto.-

Bas.- Ti faccio una proposta: Ci giochiamo il quadro di Macchisi.-

Lup.- E tu metti quello del tuo Re?-

Bas.- ( ci pensa un po`) E va bene, ci sto. Il mio quadro contro il tuo...( fra se) Mizzica, lo faccio volare

dalla finestra… dopo averlo fatti a pezzettini...-

I due mimano il gioco con fasi alterne. Poi la partita volge a favore di Bastiano, nonostante che Luperchico faccia calcoli complicati.

Bas.- ( contento) Quattro e tre sette, scopa col sette bello. Stavolta e` finita per te, fantasma da quattro soldi.-

Lup.- Non cantare vittoria, vecchio sclerotico!-

Bas.- Sfogati pure… e con questa, la primiera e` mia! Luperchico, fantasma anarchico, hai perso!-

Lup.- Conta, conta, prima di parlare...-

Bas.- Li ho gia` contati: Sei ori e ventidue carte, tre sette, di cui uno d'oro... E cosa credi? Io faccio gioco ragionato...-

Lup.- Conta, conta...- ( scettico)-

Bastiano conta le carte e risultano cinque ori e diciannove carte complessive.

Bas.- Possibile? Devo aver sbagliato. Ricontiamo... ( riconta) E no, e no! Tu hai combinato qualcosa, imbroglione di un fantasma anarchico.-

Lup.- Chi io? ( con aria innocente)-

Bas.- No, me soru! Erano sei ori e ventidue carte, mi ci giocherei la testa!-

Lup.- E la perderesti... poi, vedi che gran perdita sarebbe..-

Bas.- Vale la tua. Avanti tira fuori le mie carte!-

Lup.- Quali carte?-

Bas.- Quelle che mi hai fregate.-

Lup.- Fregate? Vinte, caro mio, vin-te!-

Bas.- Tu hai barato, tintu anarchico.-

Lup.- Bada come parli, mummia realista!-

Bas.- ( alzandosi adirato) Io... Io ti..-

Bussano alla porta.

Lup.- ( per calmarlo) Ehi, Bastiano, calmati, non senti che bussano?-

Bas.- Non cambiare discorso, imbroglione..-

Lup.- Io non cambio nulla, sono loro che bussano!-

Bas.- ( ascoltando) E` vero... ( si reca ad aprire) Ma non e` finita con te, sai?-

Apre la porta, ed entrano due donne: Una tardona, elegante e sculettante, l'altra piu` giovane, miope e bruttina. Sono Grazia D'Antoni e la figlio Nelly.

Gra.- Buon giorno buon uomo ( con aria di sufficienza).. E` in casa l'inquilino di codesta dimora?-

Bas.- Sarei io...-

Gra.- Grazia D'Antoni!- ( lo dovrà pronunziare cosi`: Grazie tantoni.)

Bas.- Prego pregoni. ( inchinandosi)-

Gra.- Ma cosa avete capito? Io ho detto che mi chiamo Grazia D'Antoni, e questa e` mia figlia Nelly. Nelly, saluta il signore.-

Nel.- Buongiorno signore...-

Bas.- Buongiorno a voi signore, io sono Bastiano Villa, per servirvi..( le successive parole, pronunziate da Bastiano, saranno smozzicate e frustrate dal comportamento delle due donne, che sembrano un generale con il suo aiutante in ispezione alla caserma.)... Prego… volete.. accomodarvi?... posso affrirvi… cosa posso fare... per lor signore?-




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