Piano dell'Offerta Formativa



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Indice del POF




PRESENTAZIONE DELL’ ISTITUTO


PAG. 2

PRINCIPI E FINALITA’ DELLA SCUOLA

PAG. 6

ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ DIDATTICHE

PAG. 8

METODOLOGIA DIDATTICA

PAG. 9

LA VALUTAZIONE

PAG. 9

COMPETENZE IN USCITA

PAG. 11

LA SCHEDA DI VALUTAZIONE

PAG. 12

VALUTAZIONE DI SISTEMA

PAG. 12

CONTINUITA’ FRA SCUOLA E FAMIGLIA

PAG. 12

CONTINUITA’ FRA SCUOLE

PAG. 13

ORGANIZZAZIONE DELLA VITA SCOLASTICA

PAG. 14

ANALISI DEI BISOGNI:ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE E DIDATTICA

PAG. 18

LABORATORI NELLA DIDATTICA

PAG. 18

PROGETTO: Gioco sport

PAG. 18

PROGETTO: Let me tell you a story

PAG. 23

PROGETTO: Let me tell you a story

PAG. 26

PRESENTAZIONE DELL'ISTITUTO

L’Istituto "SS. VERGINE DI POMPEI E S. FRANCESCO DI PAOLA"

si distingue per due connotazioni strutturali:

essere una scuola paritaria e perciò "scelta" o da scegliere da parte delle famiglie;

essere una scuola cattolica e, pertanto, ispirata ai valori cristiani, quindi a quei valori "forti" che non solo la Chiesa, ma anche una società improntata da alto senso umano e civile porta avanti.

La popolazione scolastica, in relazione all’ambiente socio-culturale di provenienza, è molto eterogenea: alcuni alunni sono sostenuti da famiglie culturalmente elevate, molti da famiglie di media cultura, altri ancora provengono da ambienti deprivati culturalmente e socialmente. Per tutti gli alunni, ma soprattutto per l’ultima fascia, la scuola ha posto in essere, ormai da anni, delle attività opzionali aggiuntive atte a sviluppare e/o far scoprire inclinazioni e attitudini, ad ampliare conoscenze e orizzonti culturali oltre le unità di apprendimento.

L’iter metodologico che questo Istituto adotta è il seguente:



  1. preventiva analisi della situazione riferita ai bisogni del territorio, all’ambiente di provenienza degli alunni, alle risorse umane disponibili, agli spazi e alle attrezzature.

  2. definizione degli obiettivi educativi;

  3. definizione di conoscenze, abilità che la scuola si prefigge di sviluppare organizzazione dei contenuti e delle attività da promuovere in relazione agli obiettivi stabiliti e condivisi anche dagli utenti del servizio scolastico;

  4. individuazione delle metodologie, degli strumenti e dei materiali necessari;

  5. criteri da utilizzare per le verifiche e, soprattutto, per le valutazioni;

  6. individuazione delle offerte formative laboratoriali o opzionali che la scuola vuole condurre, anche d’intesa con genitori.

  7. verifica dei risultati ottenuti.

 L’Istituto è fornito di ampi spazi interni ed esterni ed offre ambienti per incontri di studio, anche al di fuori dell’orario scolastico. Gli spazi usati nelle attività laboratoriali comprendono:





  1. aule spaziose e luminose;



  1. una palestra attrezzata;



  1. un laboratorio scientifico;



  1. un laboratorio informatico;


  1. un’aula con televisore e videoregistratore, usata come "aula proiezioni";

e inoltre:


  1. un'ampia zona all'aperto attrezzata con giochi per bambini in età prescolare;



  1. un ampio cortile piastrellato per giochi di squadra guidati;



  1. uno spazio per il parcheggio



PRINCIPI E FINALITA’ DELLA SCUOLA
Le scelte educative della scuola primaria si pongono come obiettivo finale la formazione

unitaria del fanciullo nei suoi aspetti di



IDENTITA’ AUTONOMIA COMPETENZA

e offrono sollecitazioni culturali, operative e sociali che si propongono di educare, istruire e

formare la “ persona ”.

Fin dalla scuola dell’infanzia i bambini costruiscono la loro identità, conquistano una loro



autonomia e sviluppano le loro competenze interagendo con gli altri in un ambiente

ricco e stimolante.


La scuola primaria è chiamata a predisporre “piani di studio personalizzati” capaci di rispondere all’esigenza di percorsi di apprendimento e di crescita degli alunni che rispettino le differenze individuali in rapporto ad interessi, capacità, ritmi e stili cognitivi, attitudini, carattere, inclinazioni, esperienze precedenti di vita e di apprendimento.


La pratica didattica mirerà a

  • fornire a tutti uguali opportunità di apprendimento

  • elevare gli standard di apprendimento

  • contenere il rischio di insuccesso scolastico

Per quanto riguarda gli aspetti educativi, la scuola primaria del nostro Circolo promuove i seguenti obiettivi formativi per classe:



CLASSE PRIMA


  • Conoscere sé e gli altri per realizzare relazioni interpersonali positive.

  • Sapersi organizzare autonomamente nella vita scolastica risolvendo le semplici problematiche che si presentano.

  • Conoscere l’ambiente che ci circonda.

  • Conoscere e accettare le regole di convivenza impegnandosi a rispettarle.



CLASSE SECONDA


  • Conoscersi reciprocamente e identificare se stessi attraverso l’analisi delle proprie emozioni.

  • Relazionarsi con gli altri e con la realtà circostante nel rispetto reciproco e nello spirito di collaborazione.

  • Acquisire gli strumenti per gestire in modo adeguato le conoscenze.

  • Riflettere con spirito critico su fatti ed eventi e comprenderne le conseguenze.



CLASSE TERZA


  • Avere consapevolezza delle proprie attitudini e capacità per potenziare i propri metodi di apprendimento e per vivere positivamente le esperienze scolastiche.

  • Acquisire e mantenere strumenti, strategie, conoscenze ed abilità per risolvere situazioni problematiche.

  • Riflettere con spirito critico su fatti ed eventi personali ed esterni.


CLASSE QUARTA


  • Comunicare ed esprimersi attraverso vari tipi di linguaggio.

  • Relazionarsi con gli altri nel rispetto reciproco, nello spirito di collaborazione e nell’ attenzione alle diversità.

  • Riflettere con spirito critico in modo consapevole.

  • Avere consapevolezza delle proprie attitudini e capacità per potenziare i propri metodi di apprendimento e per vivere positivamente l’esperienza scolastica.

  • Acquisire e maturare strumenti, strategie, conoscenze, abilità per interpretare la realtà e risolvere situazioni problematiche.


CLASSE QUINTA


  • Riflettere su se stessi al fine di valutare il proprio processo di crescita chiedendo aiuto quando occorre.

  • Sapere affrontare situazioni nuove con opportune strategie.

  • Porsi in atteggiamento critico di fronte alla realtà.

  • Essere consapevoli di appartenere al proprio ambiente naturale e sociale e che si può personalmente contribuire alla realizzazione di un futuro migliore.

Per arricchire ed ampliare l’offerta formativa, in particolare per promuovere e stimolare le potenzialità proprie di ogni alunno, per consolidare i legami con il territorio, per rimuovere condizioni di disagio e per favorire l’integrazione di ciascuno, la nostra scuola attiva i seguenti progetti interdisciplinari:




  • Gioco sport ( triangolare di calcio)

  • Let me tell you a story



Organizzazione delle attività didattiche

nella scuola primaria
Le Indicazioni Nazionali definiscono gli obiettivi di apprendimento per le diverse classi ma lasciano ampio margine alla costruzione dei concreti percorsi formativi.

Peraltro lo stesso Regolamento in materia di autonomia scolastica (DPR n. a base delle reali esigenze formative degli alunni.


L’attività didattica si sviluppa secondo criteri consolidati da tempo nella migliore pratica didattica e fatti propri dalla stessa ricerca pedagogica:


  • sviluppo di attività di ricerca, individuale e di gruppo, che insegnino a responsabilizzarsi e ad organizzare il pensiero, capacità cruciali nel moderno mondo della comunicazione e del lavoro;




  • promozione delle attività laboratoriali come luogo di acquisizione di competenze intese come sintesi di sapere e saper fare;




  • acquisizione di competenze trasversali trasferibili e utilizzabili in ambiti diversi del sapere;




  • riferimento alla pratica del gioco come invito a proporre contesti didattici all'interno dei quali l’apprendere sia esperienza piacevole e gratificante;




  • promozione degli aspetti emotivi ed affettivi nei processi di conoscenza;




  • impiego degli strumenti multimediali che, oltre ad essere estremamente motivanti,danno il senso di disporre di risorse per il saper fare e consentono di non disperdere, ma valorizzare le diverse forme di intelligenza.



METODOLOGIA DIDATTICA
Le attività didattiche possono essere organizzate e svolte con modalità diverse allo scopo di rendere più efficace l'intervento formativo, senza trascurare la necessità di personalizzare gli interventi formativi rivolti agli alunni
"lezione" collettiva a livello di classe

La lezione frontale al gruppo classe rimane il modello privilegiato per l’attività di insegnamento/apprendimento nella scuola primaria. Trova la sua migliore applicazione quando si vogliano trasmettere nozioni comuni, informazioni uguali per tutti o si utilizzino mezzi audiovisivi o altri strumenti e spazi (palestra) fruibili contemporaneamente da un grande gruppo.


attività di piccolo gruppo

Il lavoro di gruppo, visto come alternativa all'insegnamento collettivo, è essenziale per la sua funzione formativa (sia sul piano dell'apprendimento che sul piano relazionale). Si basa sulla condivisione e sulla disponibilità.


interventi individualizzati

L'individualizzazione come trattamento differenziato degli alunni è una strategia che consente di soddisfare le necessità di formazione di ciascuno.



LA VALUTAZIONE
La valutazione riveste un ruolo determinante nello sviluppo dell’azione educativa della scuola anche in rapporto alle diversità individuali e alla promozione di tutte le opportunità educative.

Essa, nella complessità dei suoi aspetti formativi, cognitivi, relazionali, è parte integrante della progettazione, non solo come controllo del raggiungimento degli obiettivi e degli apprendimenti da parte degli alunni, ma come verifica dell'intervento metodologico-didattico, al fine di operare con flessibilità sul progetto educativo.


Nella scuola primaria l’efficacia dell’azione didattica programmata viene costantemente verificata dagli insegnanti, sia collegialmente sia individualmente.

Molta attenzione viene dedicata al livello di partenza di ciascun alunno.

Per l’analisi della situazione iniziale vengono proposti test d’ingresso elaborati.

I risultati emersi conducono alla stesura di una progettazione didattica aderente alle potenzialità della classe e alla programmazione di interventi individualizzati, di recupero, consolidamento e potenziamento, i cui tempi e modi di attuazione vengono definiti nelle programmazioni disciplinari dai singoli docenti.

Anche alla fine di ciascun quadrimestre vengono somministrate verifiche disciplinari concordate a livello di ambito.

Oltre alle prove strutturate che propongano standard normativi e/o criteriali, è importante individuare prove formative, non legate solamente alla conoscenza (sia essa di contenuti o di procedure) ma che verifichino competenze, che mettano cioè in atto, anche in contesti diversi, ciò che l’alunno ha imparato (dimostrare cosa si sa fare con quello che si sa).


Strumenti per la valutazione dell’alunno:

. verifiche scritte, pratiche e grafiche

. verifiche orali (interrogazioni, conversazioni, esposizioni orali…).

. esecuzioni vocali e strumentali

. verifiche di conoscenze ed abilità motorie
Il Collegio Docenti ha approvato criteri di valutazione e misurazione comuni per rendere più omogeneo il processo valutativo.

Gli insegnanti possono avvalersi, per la misurazione delle prove di verifica disciplinari, di griglie (cartacee ed operative-excel) che attribuiscono un voto in decimi in rapporto al numero degli items esatti sul totale degli items proposti.

Precisi criteri di misurazione sono stati predisposti anche per l’attribuzione del voto in decimi alle produzioni non analizzabili quantitativamente in items, quali il testo scritto di italiano, la risoluzione del problema, l’elaborato grafico, il manufatto, le prove orali.
Gli strumenti strutturati di valutazione saranno costantemente accompagnati da una osservazione attenta e mirata dei comportamenti relazionali in situazioni di apprendimento e di produzione e in situazioni formali o informali.
Nella valutazione si terranno presenti i seguenti criteri:

. raggiungimento degli obiettivi formativi concordati

. conseguimento degli obiettivi didattici di ciascuna disciplina

. esito delle prove di verifica

. evoluzione rispetto ai livelli di partenza

. caratteristiche individuali



COMPETENZE IN USCITA (termine dell’ultimo anno scuola primaria)
A partire dal 2004/2005, (Riforma Moratti - legge n° 53 - in particolare decreto n° 59) la progettazione delle attività didattiche ed educative ha dovuto tener conto di significative innovazioni. La legge parla di “piani di studio personalizzati”: ciò significa che i programmi dovranno essere adattati a ciascun alunno tenendo conto delle sua capacità, dei suoi ritmi e delle sue modalità di apprendimento oltre che di suoi specifici interessi.

Continuiamo quindi a sviluppare un’ attività di progettazione che prevede l’elaborazione di un progetto che, in un'ottica di formazione globale, espliciti con chiarezza, precisione e consapevolezza le varie fasi del processo educativo, tenendo conto sia delle reali condizioni sociali, culturali, ambientali in cui si opera sia delle risorse disponibili.


La sua pianificazione prevede:

  • l'analisi della situazione iniziale;

  • la definizione di obiettivi generali di tipo pedagogico,

  • di obiettivi disciplinari efficaci alla formazione e all'apprendimento dell'alunno;

  • la selezione dei contenuti tenendo presenti le esperienze e le competenze già maturate dai bambini;

  • la selezione delle metodologie e delle strategie;

  • la ricerca di procedure di verifica e di valutazione.

Al termine del percorso educativo-didattico, l’alunno deve essere in grado di:




  • Comunicare ed esprimersi attraverso vari tipi di linguaggio

  • Risolvere situazioni problematiche utilizzando strumenti, strategie, conoscenze e abilità acquisite

  • Relazionarsi con gli altri nel rispetto reciproco e nello spirito di collaborazione

  • Riflettere con spirito critico su fatti ed eventi personali ed esterni

  • Verbalizzare conoscenze acquisite con il lessico proprio della disciplina


LA SCHEDA DI VALUTAZIONE
Dall’anno 2008-2009, per effetto dell’articolo 3 del D.L. 137/2008, poi convertito nella legge 169 del 30 ottobre 2008, la valutazione periodica e annuale degli apprendimenti disciplinari viene effettuata mediante l’attribuzione di voti numerici espressi in decimi.

Il Collegio Docenti a maggioranza ha deliberato che nella scheda di valutazione, viene redatta a scansione quadrimestrale, le discipline curriculari vengano valutate con voti dal 5 (unico voto che esprima l’insufficienza) al 10. Ha deliberato invece che la valutazione del “Comportamento” venga espressa con la seguente misurazione: NON RISPETTA LE REGOLE DELLA CLA SSE , RISPETTA LE REGOLE DELLA CLASSE.

La valutazione della Religione Cattolica viene espressa con la seguente scala di misurazione: NON SUFFICIENTE, SUFFICIENTE, BUONO, DISTINTO, OTTIMO, ma su scheda separata come prevede il D.L. 297/94.
LA CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE
Il decreto n. 22 del 19 agosto 2009 regolamenta e rende operativa, in materia di valutazione, la legge 169/2008, introducendo prescrittivamente l’elaborazione di una CERTIFICAZIONE DELLE COMPETENZE per gli alunni in uscita dalla scuola primaria.

La certificazione di una competenza è la descrizione e la relativa valutazione di un SAPER FARE INTENZIONALE, EFFICACE E CONTESTUALIZZATO che richiede l’uso di diverse abilità e conoscenze.

La certificazione così intesa costituisce un documento integrativo alla scheda di valutazione.

Spetta ad ogni singola scuola approvare in collegio docenti forme e modalità di certificazione.



VALUTAZIONE DI SISTEMA

Per l’anno scolastico in corso si prevede la partecipazione delle classi seconde e quinte alle rilevazioni dell’INVALSI per la valutazione del sistema scolastico nazionale.



Continuità fra scuola e famiglie
Una scuola che si propone come servizio pubblico non può prescindere dall'identificare la propria utenza, dal rappresentarsene i bisogni, dal riconoscerne i diritti, dal sollecitarne ed accoglierne le proposte.

La famiglia entra nella scuola quale rappresentante dei bambini e come tale partecipa al contratto educativo condividendone responsabilità e impegni nel rispetto reciproco di competenze e ruoli.

E' compito dell'istituzione scolastica:


  • formulare le proposte educative e didattiche




  • fornire in merito ad esse, informazioni chiare e leggibili




  • valutare l'efficacia delle proposte




  • rendere conto periodicamente degli apprendimenti dei singoli alunni e del loro progredire in ambito disciplinare e sociale

L'informazione viene attuata con:



  • il colloquio individuale, al quale si attribuisce una funzione primaria:




    1. per la raccolta di tutte le conoscenze necessarie all'elaborazione di un'immagine del bambino;

    2. per comunicare, in un clima disteso e nei modi più accessibili, la situazione socioaffettiva e conoscitiva del bambino;

    3. per costruire, con le famiglie, possibili itinerari per il superamento delle difficoltà.



CONTINUITA’ TRA SCUOLE
Al fine di garantire la continuità tra i vari ordini di scuole, si realizzano incontri fra docenti per

· scambi di informazioni su alunni

· scambi e confronti sulle progettazioni

· promozione di iniziative comuni.


Nel nostro Istituto si possono individuare due momenti significativi per la continuità:

· Incontro insegnanti uscenti di classe quinta della scuola primaria con gli insegnanti dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia (raccolta dati per la formazione delle classi

prime e scambio di informazioni sul livello di maturazione raggiunta dai bambini e sulla programmazione didattica).
· Incontro insegnanti uscenti di classe quinta con gli insegnanti della scuola

secondaria di primo grado (progettazione e sintesi globale di ciascun alunno).



ORGANIZZAZIONE DELLA

VITA SCOLASTICA


Insegnanti della Scuola Primaria





Cognome e Nome


Qualità


Classi

De Stefano Carmelina


Insegnante

3^/4^

Cacha Maria Joy

Insegnante

3^/4^

Meazzoni Clelia

Insegnante

1^/2^/ 5^

Lubiano M.Karina


Insegnante

1^/2^/ 5^

De Seta Sara

Insegnante

1^/2^/ 5^

Soria Daniela

Insegnante

1^/2^/ 5^

Polillo Marilisa


Insegnante

1^/ 2^/ 3^/ 4^/ 5^

Ciannameo Erika


Prestazione d’opera

1^/ 2^/ 3^/ 4^/ 5^

Santo Antonietta

Coordinatrice

1^/ 2^/ 3^/ 4^/ 5^



Composizione del Consiglio d'Interclassi






Insegnanti

Classi: 1^- 2^-5^

Genitore - Classe




Insegnanti

Classi: 4^- 5^

Genitore - Classe


Meazzoni Clelia

Santoro Margherita 1^


Cacha Maria Joy

Marcelli Angelina 3^

Lubiano M.Karina


Ciannameo Teodolinda 2^

De Stefano Carmelina

Liparoti Stefania 4^

De Seta Sara

Calomino Marianna 5^

Ciannameo Erika



Soria Daniela




Santo Antonietta



Polillo Marilisa





Polillo Marilisa



Ciannameo Erika











Santo Antonietta










Numero degli alunni




Classe

N. alunni

I Classe

33

II Classe

32

III Classe

32

IV Classe

26

V Classe

21

STAFF DIRIGENZIALE



DIRIGENTE SCOLASTICO

PROF.SSA ESTER PERROTTA


GESTORE

SR. ANTONIETTA SANTO


CONSULENTE

RAG. NICOLA FIORDALISI








CALENDARIO DELL'ORARIO DI RICEVIMENTO



Cognome e Nome


Giorno

Ore

1. CLELIA MEAZZONI

Sabato

9,30 – 10,30

2. MARIA KARINA LUBIANO

Venerdì

11,30 - 12,30

3. MARIA JOY CACHA

Martedì

11,30 - 12,30

4. CARMELINA DE STEFANO

Mercoledì

11,30 - 12,30

5. SARA DE SETA

Mercoledì

11,30 - 12,30

7. SORIA DANIELA

Venerdì

12,30 - 13,30

8. CIANNAMEO ERIKA

Giovedì

10,30 – 11,30

9. POLILLO MARILISA

Mercoledì

10,30 – 11,30

10. SANTO ANTONIETTA

Sabato

8,30 - 9,30


Commissioni Scuola Primaria


Revisione del P.O.F.




1. CLELIA MEAZZONI

5. SANTO ANTONIETTA

2. MARIA KARINA LUBIANO

6. CARMELINA DE STEFANO

3. MARIA JOY CACHA




4. SARA DE SETA




Revisione Programmazione


1. CLELIA MEAZZONI

5. SARA DE SETA

2. MARIA KARINA LUBIANO

6. CARMELINA DE STEFANO

3. MA. JOY CACHA




4. SORIA DANIELA





Progetti


1. CARMELINA DE STEFANO

5.MARIA KARINA LUBIANO

2. CLELIA MEAZZONI

6. POLILLO MARILISA

3. SARA DE SETA




4. MARIA JOY CACHA



Composizione del Consiglio d'Istituto

Scuola d'Infanzia e Scuola Elementare

Triennio 2009 - 2012

( D.P.R. 416/74 e O.M. n.215/91)


Componente

Personale Docente

Componente

Genitori

Componente

Personale ATA

Membri di

Diritto



DE STEFANO CARMELINA







Il Gestore:

Antonietta Santo


DE SETA SARA

BENESATTO FABIO




Il Dirigente Scolastico:

Ester Perrotta


CACHA M. JOY

CROCICCHIO CATIUSCIA








MEAZZONI CLELIA

SANTORO NATALINA








RAYMUNDO RIZALINE

SORANNA LIBERATO








VANZILOTTA ASSUNTA

VITA CARINO VINCENZO








ANALISI DEI BISOGNI: ORGANIZZAZIONE STRUTTURALE E DIDATTICA

Anche per la scuola primaria l'orario più utile all'utenza prevede un impegno didattico distribuito in sei giorni settimanali (dalle 8.30 alle 13.20 dal lunedì al venerdì e dalle 8.30 alle 12.30 il sabato).

Su esplicita richiesta di alcune famiglie, si garantiscono nell’orario extrascolastico delle attività opzionali-facoltative. 

LABORATORI NELLA DIDATTICA

PROGETTO "GIOCO SPORT"

Triangolare di calcio

Disciplina: Corpo Movimento e Sport
Titolo : Gioco Sport: triangolare di calcio
Periodo di svolgimento : anno scolastico 2011/2012; Ottobre – Maggio
Ore curricolari : 2 x settimana
Destinatari : alunni delle classi 5^ scuola primaria e classi 1^e 2 scuola Secondaria di I Grado
Insegnanti : Polillo Marilisa – Roveto Roberto

Materiali: porte di calcio, n° 2 palloni, n° 150 bandierine, 1 fischietto

Luogo: Palestra

Premessa

Il progetto intende valorizzare l’educazione motoria, fisico e sportiva degli alunni della scuola primaria e secondaria di I grado con il calcio.


Il calcio è un giocosport educativo, formativo, di movimento e collettivo.
È una delle attività più consigliate nel periodo dell’età evolutiva che va dai cinque ai dodici anni.

Il calcio si adatta molto bene al bambino e costituisce un’attività motoria divertente, compensativa, educativa e competitiva.



Finalità

  • Promuovere lo sviluppo delle capacità relazionali e senso-percettive; e non solo, sviluppa anche le capacità condizionali e coordinatrici;

  • consolidare e affinare gli schemi motori statici e dinamici;

  • concorrere allo sviluppo di coerenti comportamenti relazionali mediante la verifica, vissuta in esperienze di gioco e avviamento sportivo, dell’esigenza di regole e di rispetto delle regole stesse, sviluppando anche la capacità di iniziativa e di soluzione dei problemi;

  • promuovere l’alfabetizzazione motoria perché ognuno possa acquisire un sapere motorio minimo garantito.

Obiettivi

  • Miglioramento della postura corporea, educazione degli schemi motori di base, capacità di elaborare risposte motorie corrette, sviluppo dell’autocontrollo e rispetto delle regole;

  • sviluppo della lealtà, passaggio dallo stadio egocentrico alla dimensione collettiva, scoperta, conoscenza e controllo del primo fondamentale del calcio (il palleggio, cambi di velocità, cambi di direzione, colpi di testa e molti altri), giochi individuali e collettivi.

  • Consolidamento della fiducia in se stessi, capacità di vincere la paura in situazioni nuove, conoscenza dell’attrezzo palla e suo utilizzo (in situazioni statiche e dinamiche), educazione alla socializzazione attraverso giochi di squadra (staffette), strutturazione spazio-tempo, richiamo del palleggio e conoscenza e controllo del secondo fondamentale del calcio (il tiro), l’educazione respiratoria.

  • Educazione e sviluppo delle capacità coordinative e di mobilità articolare, scoperta, conoscenza e controllo del terzo fondamentale del calcio (il passaggio).

  • Riconoscere il valore educativo dello sport, conoscenza degli effetti benefici che lo sport produce sul corpo umano, analizzare criticamente le problematiche legate al mondo dello sport: il doping, la violenza sugli spalti, rapporto tra sports, ricchezza e povertà.


Metodologia

La figura dell'insegnante

L'insegnante ha un ruolo fondamentale e delicato in quanto diventa per i bambini un modello da imitare, un educatore a tutti gli effetti che può aiutarli a crescere ma può anche traumatizzarli mediante comportamenti inadeguati e superficiali.



Non è sempre facile essere un modello da imitare . Bisogna analizzare in maniera critica il proprio comportamento per notare ed evitare gli atteggiamenti dannosi e poco professionali. L'educatore deve:


  1. stabilire delle regole ben precise per dare sicurezza ai bambini. Senza regole infatti sono spesso irrequieti, sviluppano paure, diventano provocatori e tiranni; con le regole i bambini imparano gradualmente a governare la propria vita e le proprie azioni;

  2. dire sempre la verità, i bambini sopportano meglio ogni situazione se viene detto loro come stanno realmente le cose;

  3. dare sicurezza al bambino e cercare di ottenere spontaneamente, senza forzature, che il bambino abbia fiducia nell'insegnante:

  4. essere convinto di ciò che comunica e di come lo fa, in quanto il bambino possiede un'intuizione particolare per i segnali mandati dal nostro corpo ( se tenteremo di convincerli a parole di qualcosa di cui noi stessi non siamo convinti, saranno il timbro della nostra voce e la mimica facciale a tradirci);

  5. riuscire a mettersi nei panni del bambino per cercare di comprendere ciò che può provare in un determinato momento;

  6. non ridicolizzare mai il bambino soprattutto davanti agli altri e cercare sempre di essere complici dei più debole;

  7. non usare mai il proprio potere e la propria superiorità per farsi ubbidire dai bambini( non dire mai " se non ti vieni ad allenare a fine lezione sarò costretto a dirlo a tua madre")

  8. rispettare la libertà del bambino che non vuole più continuare l'allenamento, spiegandogli solamente l'importanza di ciò che sta facendo ( se il bambino si stanca o non ha più voglia di allenarsi è inutile obbligarlo, è molto più giusto spronarlo a continuare, facendogli capire l'importanza di ciò che fa, e lasciare a lui la decisione ultima di riprendere l'allenamento oppure mettersi in disparte e riposarsi.

In questo modo il bambino acquista sicurezza e potere decisionale su cosa fare, diventa responsabile per se stesso e, facilmente, torna ad allenarsi contento e fiero di se per aver preso una decisione da solo). I bambini, infatti, a cui viene raramente imposto un qualcosa sono più disposti a rispettare alcuni obblighi opportunamente motivati; se invece sono circondati da ogni tipo di imposizione tenderanno a sottrarsi;


  1. essere sensibili ed affettuosi, se trattiamo i bambini con cortesia, gentilezza e premura, essi impareranno da soli le regole del comportamento sociale e il rispetto per gli altri;

  2. dare la giusta importanza a tutti bambini in maniera equa, evitando di " dimenticare" qualcuno di loro o di privilegiare troppo qualcun altro; fare in modo che ogni bambino abbia un po’ di potere "positivo" ( quel giusto potere che li rende non aggressivi e li responsabilizza).


Prodotto Finale
I bambini sono il nostro futuro.

Sono meravigliosi esseri viventi desiderosi di conoscere, di imparare, di crescere, di amare, di socializzare, di giocare, di vivere. Bisogna aiutarli a crescere in maniera sana e positiva senza creare in loro blocchi che alterano l'equilibrio psico – fisico.

Essenziale è indirizzare l'infante a una vita sana, alla positività, allo sport, alla corretta alimentazione, alla socializzazione: aiutarlo a sviluppare la forza di volontà, il coraggio e la determinazione nell'affrontare e superare i vari ostacoli che la vita ci presenta.

I bambini hanno bisogno di coerenza, sono abitudinari, hanno bisogno di sicurezza e hanno paura dei cambiamenti; tutte queste cose che non aiutano lo sviluppo del piccolo, creando dentro di lui insicurezze. Ogni bimbo dovrebbe riuscire a capire quali sono le sue potenzialità e i suoi bisogni per poi creare la sua identità. L'autostima del bambino dipende dalle condizioni esterne, quindi è enormemente importante prenderli seriamente, sia quando sono felici che quando sono preoccupati, ed apprezzare i loro lati positivi, per fare in modo che loro creando in ciò che sono e che fanno, e per fargli acquisire sicurezza.

L'opinione che i bambini hanno di loro stessi dipende dai giudizi degli altri, per questo hanno bisogno di stima e di riconoscimenti.

Inoltre è necessario comunicare loro che la sana attività sportiva è sempre accompagnata da una corretta nutrizione.


Fargli ben comprendere che mangiare bene vuol dire crescere , bene ed elencare loro i cibi da evitare e quelli da assumere:


  1. CIBI DA ASSUMERE: cereali integrali (ricchi di vitamine del gruppo B), frutta e verdura di stagione, latte, yogurt, formaggi freschi, uova fresche, miele, zucchero di canna, marmellata, dolci fatti in casa, carni bianche, pesce.

  2. CIBI DA EVITARE: cibi in scatola con conservanti e coloranti, frutta e verdura fuori stagione, zucchero bianco, merendine, carni rosse, fritti.


Alimentazione

Durante le normali giornate di allenamento, l’alimentazione deve essere suddivisa in tre pasti principali intervallati da due spuntini (mattino – pomeriggio):



COLAZIONE:

  • una tazza di latte parzialmente scremato dolcificato con zucchero o miele;

  • pane o biscotti con burro e miele o marmellata;

  • un frutto;

SPUNTINO:

  • un frutto

PRANZO:

SPUNTINO:

  • un frutto oppure una fetta di pane con marmellata;

CENA:

  • minestrone di verdure;

  • un secondo a scelta tra carne o pesce o uova;

  • pane possibilmente integrale;

  • un frutto o un dolce senza crema;

N.B. L’ultimo pasto prima della gara non deve essere molto abbondante, per evitare di sottrarre energie alla possibilità di prestazione.



PROGETTO D’INGLESE

LET ME TELL YOU A STORY…

Premessa:

Il progetto d’Inglese quest’anno, vuole essere un mezzo per conoscere meglio la lingua inglese attraverso attività abbastanza impegnative ma nello stesso tempo divertenti. I lavori, infatti, si articoleranno in momenti di ascolto, ripetizioni di dialoghi e delle attività manuali, attraverso i quali, i bambini arricchiscono la drammatizzazione di alcune fiabe già conosciute in italiano. Inoltre, attraverso un lavoro più dettagliato, l’insegnante aiuterà i bambini ad arricchire il propri bagaglio linguistico e grammaticale. Contemporaneamente, per facilitare l’apprendimento della lingua, sarà applicata una metodologia basata sul gioco, semplice e strutturato. Il progetto, inoltre, si avvale soprattutto del metodo TPR (Total Physical Response) per rendere piacevole e incisiva l’apprendimento della lingua inglese.


Disciplina: Inglese

Titolo: Let me tell you a story…

Periodo di svolgimento: A.S. 2011-2012

Ore curriculari: 1 x settimana (ottobre-maggio)

Destinatari: alunni della classe 2^ scuola primaria

Insegnante: Lubiano Maria Karina
Unità d’apprendimento N°1 : A FABLE: “THE UGLY DUCKLING”
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Saper leggere, copiare e cogliere il significato immediato delle parole.

  • Saper condurre un dialogo in lingua.

Contenuti: La storia del “Brutto anatroccolo” sia in inglese che in italiano

Strumenti: lettore CD, CD, DVD, computer, materiali di cancelleria e cartoleria

Tempi: ottobre- novembre

Metodologie: attività di ascolto e di gioco TPR – lettura della storia seguendo il poster- ripetizione dei dialoghi, curando soprattutto la pronuncia e l’espressività – costruzione delle maschere dei personaggi della fiaba – memorizzazione dei dialoghi-cogliere il significato più profondo della fiaba attraverso il dialogo.

Verifica: test: fare una traduzione simultanea di una parola – saper impersonare i personaggi della fiaba

Gioco: Who is it? (I bambini saranno invitati ad indovinare il personaggio che parla, e a turno, ripetendo essi stessi le parole, ognuno chiamerà un altro compagno ad indovinare.)


Unità d’apprendimento N°2 : LET’S ANALYZE THE TEXT
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Conoscere gli aggettivi all’interno della storia

  • Saper formulare semplici frasi

  • Conoscere le quattro stagioni

Contenuti: lessico relativo alle quattro stagioni – gli aggettivi qualificativi – la struttura della frase minima

Strumenti: lettore CD, CD, computer, flashcards, poster, materiali di cancelleria e cartoleria,

Tempi: dicembre-gennaio

Metodologie: attività di ascolto – spiegazione degli aggettivi qualificativi e della frase minima (l’insegnante dopo la spiegazione, insieme ai bambini devono evidenziare gli aggettivi presenti nel testo e dividerli in qualità astratta e fisica; infine, con l’ausilio dell’insegnante i bambini dovranno formulare frasi semplici

Attività manuale: i bambini dovranno disegnare le quattro stagioni e scriveranno a fianco le parole che si addicono ad ogni stagione.


Verifica: test: conoscere il significato degli aggettivi e saperli usare in frasi semplici. Conoscere il lessico delle stagioni.
Unità d’apprendimento N°3 : LITTLE RED RIDING HOOD
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Saper leggere, copiare e cogliere il significato immediato delle parole.

  • Saper condurre un dialogo in lingua.

Contenuti: La storia di “Cappuccetto Rosso” sia in inglese che in italiano.

Strumenti: lettore CD, CD, DVD, computer, flashcards, poster, materiali di cancelleria e cartoleria

Tempi: febbraio - marzo

Metodologie: attività di ascolto e di gioco TPR – lettura della storia seguendo il poster- ripetizione dei dialoghi, curando soprattutto la pronuncia e l’espressività – costruzione delle maschere dei personaggi della fiaba – memorizzazione dei dialoghi-cogliere il significato più profondo della fiaba attraverso il dialogo.

Verifica: test: fare una traduzione simultanea di una parola – saper impersonare i personaggi della fiaba

Gioco: Who is it? (I bambini saranno invitati ad indovinare il personaggio che parla, e a turno, ripetendo essi stessi le parole, ognuno chiamerà un altro compagno ad indovinare.)


Unità d’apprendimento N°4 : LET’S ENRICH OUR VOCABULARY!
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Conoscere le parti del corpo.

  • Conoscere il lessico relativo ai cibi.

  • Conoscere il lessico relativo alla famiglia e casa.

  • Conoscere alcune strutture linguistiche.

Contenuti: lessico relativo alle parti del corpo, ai cibi, alla famiglia e casa; strutture linguistiche: interiezioni e il genitivo sassone.

Strumenti: lettore CD, CD, DVD, computer, flashcards, materiali di cancelleria e cartoleria

Tempi: aprile - maggio

Metodologie: spiegazione di alcuni valori come l’obbedienza– memorizzazione dei vocaboli nuovi – attività di ascolto – gioco (Where’s your…….?) – traduzione simultanea del significato delle parole – memorizzazione dei dialoghi..

Verifica: test: conoscere i significati delle parole nuove apprese; saper leggere i dialoghi con la giusta intonazione e espressività. Saper recitare la storia.
Obiettivi formativi:

  • Sviluppare atteggiamenti positivi nei confronti della lingua straniera

  • Consolidare la comunicazione tra gli alunni

  • Promuovere lo sviluppo spontaneo di competenze linguistiche

  • Sviluppare nei bambini il sentimento di tolleranza e condurre loro a proiettarsi agli ideali e valori positivi

Prodotti finali:

  • Maschere dei personaggi delle fiabe.

  • Cartelloni con l’analisi del testo, delle quattro stagioni, le parti del corpo.

  • Recitazione delle fiabe in lingua.


PROGETTO D’INGLESE

LET ME TELL YOU A STORY…

Premessa:

Il progetto d’Inglese quest’anno, vuole essere un mezzo per conoscere meglio la lingua inglese attraverso attività abbastanza impegnative ma nello stesso tempo divertenti. I lavori, infatti, si articoleranno in momenti di ascolto, ripetizioni di dialoghi e delle attività manuali, attraverso i quali, i bambini arricchiscono la drammatizzazione di alcune fiabe già conosciute in italiano. Inoltre, attraverso un lavoro più dettagliato, l’insegnante aiuterà i bambini ad arricchire il propri bagaglio linguistico e grammaticale. Contemporaneamente, per facilitare l’apprendimento della lingua, sarà applicata una metodologia basata sul gioco, semplice e strutturato. Il progetto, inoltre, si avvale soprattutto del metodo TPR (Total Physical Response) per rendere piacevole e incisiva l’apprendimento della lingua inglese.


Disciplina: Inglese

Titolo: Let me tell you a story…

Periodo di svolgimento: A.S. 2011-2012

Ore curriculari: 1 x settimana (ottobre-maggio)

Destinatari: alunni della classe 3^ scuola primaria

Insegnante: Cacha M. Joy
Unità d’apprendimento N°1 : A FABLE: “SLEEPING BEAUTY”
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Saper leggere, copiare e cogliere il significato immediato delle parole.

  • Saper condurre un dialogo in lingua.

Contenuti: La storia del “La Bella Addormentata nel bosco” sia in inglese che in italiano

Strumenti: lettore CD, CD, DVD, computer, materiali di cancelleria e cartoleria

Tempi: ottobre- novembre

Metodologie: attività di ascolto e di gioco TPR – lettura della storia seguendo il poster- ripetizione dei dialoghi, curando soprattutto la pronuncia e l’espressività – costruzione delle maschere dei personaggi della fiaba – memorizzazione dei dialoghi-cogliere il significato più profondo della fiaba attraverso il dialogo.

Verifica: test: fare una traduzione simultanea di una parola – saper impersonare i personaggi della fiaba

Gioco: Who is it? (I bambini saranno invitati ad indovinare il personaggio che parla, e a turno, ripetendo essi stessi le parole, ognuno chiamerà un altro compagno ad indovinare.)


Unità d’apprendimento N°2 : LET’S ANALYZE THE TEXT
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Conoscere gli aggettivi all’interno della storia

  • Saper formulare semplici frasi

  • Conoscere le quattro stagioni

Contenuti: lessico relativo alle quattro stagioni – gli aggettivi qualificativi – la struttura della frase minima

Strumenti: lettore CD, CD, computer, flashcards, poster, materiali di cancelleria e cartoleria,

Tempi: dicembre-gennaio

Metodologie: attività di ascolto – spiegazione degli aggettivi qualificativi e della frase minima (l’insegnante dopo la spiegazione, insieme ai bambini devono evidenziare gli aggettivi presenti nel testo e dividerli in qualità astratta e fisica; infine, con l’ausilio dell’insegnante i bambini dovranno formulare frasi semplici

Attività manuale: i bambini dovranno disegnare le quattro stagioni e scriveranno a fianco le parole che si addicono ad ogni stagione.


Verifica: test: conoscere il significato degli aggettivi e saperli usare in frasi semplici. Conoscere il lessico delle stagioni.
Unità d’apprendimento N°3 : CINDERELLA
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Saper leggere, copiare e cogliere il significato immediato delle parole.

  • Saper condurre un dialogo in lingua.

Contenuti: La storia di “Cenerentola” sia in inglese che in italiano.

Strumenti: lettore CD, CD, DVD, computer, flashcards, poster, materiali di cancelleria e cartoleria

Tempi: febbraio - marzo

Metodologie: attività di ascolto e di gioco TPR – lettura della storia seguendo il poster- ripetizione dei dialoghi, curando soprattutto la pronuncia e l’espressività – costruzione delle maschere dei personaggi della fiaba – memorizzazione dei dialoghi-cogliere il significato più profondo della fiaba attraverso il dialogo.

Verifica: test: fare una traduzione simultanea di una parola – saper impersonare i personaggi della fiaba

Gioco: Who is it? (I bambini saranno invitati ad indovinare il personaggio che parla, e a turno, ripetendo essi stessi le parole, ognuno chiamerà un altro compagno ad indovinare.)


Unità d’apprendimento N°4 : LET’S ENRICH OUR VOCABULARY!
Obiettivo comunicativo disciplinare:

  • Conoscere le parti del corpo.

  • Conoscere il lessico relativo ai cibi.

  • Conoscere il lessico relativo alla famiglia e casa.

  • Conoscere alcune strutture linguistiche.

Contenuti: lessico relativo alle parti del corpo, ai cibi, alla famiglia e casa; strutture linguistiche: interiezioni e il genitivo sassone.

Strumenti: lettore CD, CD, DVD, computer, flashcards, materiali di cancelleria e cartoleria

Tempi: aprile - maggio

Metodologie: spiegazione di alcuni valori come l’obbedienza– memorizzazione dei vocaboli nuovi – attività di ascolto – gioco (Where’s your…….?) – traduzione simultanea del significato delle parole – memorizzazione dei dialoghi..

Verifica: test: conoscere i significati delle parole nuove apprese; saper leggere i dialoghi con la giusta intonazione e espressività. Saper recitare la storia.
Obiettivi formativi:

  • Sviluppare atteggiamenti positivi nei confronti della lingua straniera

  • Consolidare la comunicazione tra gli alunni

  • Promuovere lo sviluppo spontaneo di competenze linguistiche

  • Sviluppare nei bambini il sentimento di tolleranza e condurre loro a proiettarsi agli ideali e valori positivi

Prodotti finali:

  • Maschere dei personaggi delle fiabe.

  • Cartelloni con l’analisi del testo, delle quattro stagioni, le parti del corpo.

  • Recitazione delle fiabe in lingua.




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