Piero della Francesca, Piero della Francesca



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23.05.2018
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Piero della Francesca,

  • Piero della Francesca,

  • Annunciazione. Storie della Vera Croce.

  • Affresco, conservata nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo

  • 1452-1458 (329x193cm)

  • L'Annunciazione è un affresco  di Piero della Francesca, facente parte delle Storie della Vera Croce nella cappella maggiore della basilica di San Francesco ad Arezzo, databile al 1452-1458.

  • Maria riceve l'annuncio dall'Angelo, inviato, sullo sfondo del cielo chiaro, Dio Padre sotto forma di raggi che scaturiscono dalle sue mani. Maria sta ruotando il corpo sorpresa dall'Angelo. Nella mano sinistra tiene il libro, che simboleggia le Sacre Scritture che si avverano, mentre con la destra fa un gesto di sorpresa. Le palpebre abbassate la caratterizzano nella posa ella cogitatio (riflessione). La posizione delle colonne separa verticalmente la scena in due metà; la prospettiva è quindi, in questo caso, messa al servizio del tema cristiano.

  • La luce proviene con incisività da sinistra 







Il doppio ritratto dei duchi di Urbino è un olio su tavola. Vi è dipinto il ritratto dei due coniugi Federico da Montefeltro e Battista Sforza. Creato attraverso la tecnica dello spolvero. Grazie al contatto con i pittori fiamminghi, Piero della Francesca impara ad utilizzare la tecnica ad olio. Oggi i dipinti sono separati, ma anticamente collegati da una cornice. La pittura fa pensare ad un oggetto privato più che a un ritratto pubblico. I sovrani sono rappresentati di profilo in un’immobilità solenne. In quest’opera, l’infinitamente e l’infinitamente vicino si fondono dando origine ad una realtà superiore e ordinata. La luce è calda ed ha un’unica provenienza: alle spalle di Federico.

  • Il doppio ritratto dei duchi di Urbino è un olio su tavola. Vi è dipinto il ritratto dei due coniugi Federico da Montefeltro e Battista Sforza. Creato attraverso la tecnica dello spolvero. Grazie al contatto con i pittori fiamminghi, Piero della Francesca impara ad utilizzare la tecnica ad olio. Oggi i dipinti sono separati, ma anticamente collegati da una cornice. La pittura fa pensare ad un oggetto privato più che a un ritratto pubblico. I sovrani sono rappresentati di profilo in un’immobilità solenne. In quest’opera, l’infinitamente e l’infinitamente vicino si fondono dando origine ad una realtà superiore e ordinata. La luce è calda ed ha un’unica provenienza: alle spalle di Federico.





Presenta una colorazione chiara e candida, tipica dell’etichetta del tempo simbolo di nobiltà.

  • Presenta una colorazione chiara e candida, tipica dell’etichetta del tempo simbolo di nobiltà.

  • La fronte è molto alta

  • Acconciatura elaborata intessuta di gioielli.

  • Brillantezza delle perle: tecnica delle velature a olio.



Ritratto naturalistico

  • Ritratto naturalistico

  • Figura possente incorniciata dal colore rosso della veste

  • Sguardo fiero

  • Costante ritratto di profilo (intento di coprire la cicatrice sul naso che si era procurato durante un torneo)

  • Pelle dipinta nei minimi particolari con distaccata oggettività






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