Pierpaolo Coccia



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3.3 L’esperienza del carcere



L’ingresso
Oliver entra in carcere per la prima volta quando ha 16 anni, viene portato al Progreso, alla Etapa 2, scontando una pena di due mesi, per non aver fatto nulla, come lui stesso dice: “Mi presero per l’aria”, come accade per tanti ragazzi di strada, arrestati solo per il fatto che sono della strada (Lutte, 2001). Farà altri cinque ingressi al minorile, ognuno con vissuti differenti, a seconda della presenza o meno di componenti della mara, la 18 alla quale Oliver appartiene. La prima volta incontrerà diversi ragazzi della 18 che lo proteggeranno dagli attacchi della mara opposta, la MS. Nel secondo ingresso, non parla della presenza di una mara o dell’altra, ma comunque subisce diverse violenze, uscendo con il petto sfondato. Il terzo ingresso è il più drammatico, Oliver incontra solo ragazzi della MS, avrà un trattamento “speciale”: dove passare per due file di detenuti, facendosi colpire da tutti senza poter reagire, cosa che dovrà ripetere per 13 volte e con i detenuti di tutti i settori, in totale otto o nove. Negli altri tre ingressi, Oliver incontra ragazzi che non appartengono a nessun tipo di mara, avrà solo problemi con i professori, soprattutto quando tenta di fuggire, viene preso a bastonate su tutto il corpo.

Notiamo come, i sei ingressi di Oliver al centro di osservazione, sono caratterizzati dai suoi legami con la mara, la sua condizione di marero annulla la sua soggettività, la sua vita dipende completamente dalla mara alla quale appartiene. Un aspetto che riguarda in alcuni casi, i ragazzi di strada è il passaggio dalla banda di strada alla mara, quest’ultima ha un’organizzazione completamente diversa da quella del gruppo di strada, con gerarchia interna e regole rigide (Lutte, 2001): Oliver, quando entra in carcere appartiene già ad una mara, ma dentro percepisce ancor più il peso della condizione di marero.

Gli ingressi, invece, nel carcere per adulti, vengono descritti in maniera differente: Oliver entra cinque volte nel preventivo della zona 18, questa volta non li distingue l’uno dall’altro, durante gli arresti viene picchiato violentemente e arbitrariamente della polizia, che in alcuni casi, minaccia di ammazzarlo se avesse provato a denunciarli. Quando entra la prima volta, viene messo in una stanzetta di due metri per uno insieme ad altre venti persone, viene assegnato ad un settore dove l’incaricato (del settore) lo perquisisce, fortunatamente per lui non “accuratamente”, come per altri, ai quali viene ispezionato anche l’ano, e tutto ciò che si ha, droga o soldi, diviene proprietà dell’incaricato. Oliver diventa un oggetto da modellare, attraversando ogni fase dell’ingresso, perde lentamente la sua soggettività, in modo che poi l’istituzione potrà plasmarlo a suo piacimento (Goffman, 1968).




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