Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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2. L’INTERVISTA



Processo di callejizaciòn
Conoscenza, transizione e scelta della strada

Ebbi dei problemi, cioè non problemi, ma il mio patrigno mi picchiava molto e mia madre faceva lo stesso. Io mi disperai e me ne andai di casa quando avevo otto anni. Quando andai in strada venni direttamente qui, non conoscevo nessuna persona della capitale. Poi fui ospitato al Rifugio di Casa Alianza; lì conobbi alcuni amici e me ne andai in strada con loro, mi fecero conoscere la droga.



La strada



Il gruppo

Alloggiavamo vicino al mercato centrale, lì compravano tutto quello che noi portavamo, per questo dormivamo lì. Poi, però, nacque un problema, si sfasciò tutto e noi passammo verso il Parco. Eravamo venti ragazzi e dodici ragazze.


La giornata e la sopravvivenza

Nella mattina, ti racconto delle forme di vita: c’è una forma che è quella di elemosinare, colui che chiede soldi vive in un modo e colui che ruba vive in un’altra maniera. Per quello che chiede soldi nella mattina se ha denaro la prima cosa che fa è andare a mangiare qualcosa, poi va ad elemosinare per la droga, compra la sua droga, si droga e va a pranzare, se vuole un altro tipo di droga va un’altra volta a chiedere soldi. Nella sera ha raccolto molto denaro per avere droga per tutta la notte e per svegliarsi con alcuni centesimi. Quello che ruba si sveglia presto con i soldi, dice agli altri “adiamo a mangiare”, poiché quello che ruba va sempre con altre due o tre persone e poi, dice “andiamo a comprare la droga, a prendere una birra” e poi o rimangono senza soldi o vanno a rubare un’altra volta, così è la loro vita, significa rubare tutto il giorno. Qualunque ora è buona per rubare anche se generalmente è meglio la notte. C’è un momento in cui i poliziotti cambiano i turni e la strada rimane senza di loro, tra le sei e le sette di sera, allora a quell’ora c’eravamo noi. Entravamo nelle macchine aprendole con un pezzo di forbice e rubavamo radio, casse e tutto il resto e poi un’altra cosa era rubare soldi alla gente, assaltarli. Per sopravvivere in strada è sempre meglio elemosinare però per vivere bene pieni di soldi è meglio rubare.


La polizia

Alcune volte uscivano soldati, vestiti da civili, noi stavamo dormendo nella Concha, quando andiamo a vedere, loro cominciarono a disturbarci, questo però fu la prima volta. Dopo due o tre giorni passarono un’altra volta, però noi eravamo già pronti con pezzi di bottiglia all’interno della Concha, avevamo una cassa di bottiglie da una parte e quando li vedevamo arrivare salivamo sopra e cominciavamo a tirargliele. C’era un poliziotto che era il capo che si portava via chiunque anche se non stavi facendo nulla. Questo succedeva per tutti quelli del gruppo. Tutti lo conoscevano. Una volta eravamo tutti uniti e lui arrivò con un mucchio di poliziotti e ci presero tutti. La polizia di adesso è diversa da quella di prima: quelli di prima non ti facevano niente, non ti davano problemi. Questi di adesso ti chiedono soldi e se uno non li ha lo arrestano e lo picchiano, una volta andavano in giro con un bastone “elettrico”. Una volta ero con il P., scesero verso il Portal, arrivarono con una macchina e scesero quattro uomini armati, ci fecero salire sulla jeep e ci portarono al secondo corpo, ci misero in una stanzetta, pensavano che fossimo di una mara e ci chiesero di quale fossimo. Io “di nessuna” gli dissi e “pum” mi misero un cappuccio e “pum pum” nello stomaco mi picchiarono forte, erano tanti, tantissimi contro noi due e poi in carcere senza che avessimo fatto niente.





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