Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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La comunità carceraria

Dionicio si trova in un settore di soli rusos, cioè detenuti che non ricevono visite, dove incontra diversi ragazzi di strada, tra loro si stabilisce un forte legame di solidarietà, soprattutto con i nuovi arrivati: viene offerto un letto se non hanno da dormire o una camicia quando gli è stata rubata, o ancora il giorno di visite, per consolarsi, si organizzano collette per comprare del cibo. L’esperienza di Dionicio conferma, quella che è la specificità delle ragazze e i ragazzi di strada, in altre parole hanno la forza di trasformare un ambiente come quello del carcere, in luogo di solidarietà (Lutte, 2001).

Nei rapporti con gli altri detenuti Dionicio non ha avuto mai grossi problemi, a parte una volta, in cui è costretto ad affrontare un ragazzo: in questi casi l’incaricato concede un diez, viene permesso ai due di picchiarsi liberamente nei bagni. Dionicio ha la meglio e, in questo modo, conquista il rispetto dell’altro ragazzo e di tutto il settore: è questo un degli aspetti che regolano la vita all’interno della società dei detenuti, ciò che Pellegrini definisce, la regola istituzionale: o si esercita un controllo fisico sull’altro, o lo si subisce, non ci sono vie di mezzo.

Ogni aspetto all’interno della comunità carceraria è caratterizzato dalla violenza, non solo fisica, sull’altro, determinando così, una rigida scala gerarchica: l’incaricato della gestione del settore dovrebbe essere eletto dagli stessi detenuti, ma solitamente è nominato dall’alto, le guardie e lo staff dirigente, e rappresenta il recluso con la pena più lunga e con più esperienza. Questo sistema che delega ad altri detenuti la gestione del settore, rafforza la gerarchia interna e quindi, il potere degli agenti e, soprattutto dello staff dirigente. Dionicio, infatti, non ha mai rapporti con la polizia del carcere, addetta solo all’apertura e alla chiusura delle porte.


L’uscita
Quando Dionicio esce dal carcere, viene arrestato di nuovo e comincia per lui una lunga serie di ingressi: i poliziotti lo arrestano a volte, per puro passatempo, e altre con false accuse. Tra il primo e il secondo ingresso, Dionicio nota una differenza, sente di essere maggiormente abituato al carcere, avendo sviluppato dalla prima volta, contatti e conoscenze che gli permettono di adattarsi con più facilità all’ambiente carcerario.

Il fatto che Dionicio venga arrestato appena uscito dal carcere, permette di affermare che il carcere non ha alcun interesse a far riavvicinare il detenuto alla società esterna, ma piuttosto lo allontana per una seconda volta, costringendolo alla marginalità. La differenza che Dionicio avverte tra la prima e la seconda volta, rivela la reale funzione del carcere: il detenuto comincia a vedere il mondo carcerario come familiare, e quello della società libera sempre più estraneo.






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