Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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La vita in carcere
La giornata

Ti svegliano alle cinque e mezza, alle sette è l’ora della pulizia, alle otto, la colazione, alle nove e mezza ci toccava l’uscita al parchetto, alcune giocavano a pallone, altre facevano delle attività manuali, molte facevano bambole…io stavo lavorando già dentro, avevo il mio lavoro di tessitura, mi toccava l’ospedale, avevo il mio salario, all’una ci rinchiudevano un’altra volta, all’una e mezzo, ora di pranzo. Alle quattro e mezzo, si rientrava, alle cinque stavamo cenando, alle sei e mezzo stavamo vedendo la televisione…lì uno si addormenta all’ora che vuole.

Uno si annoia perché non può uscire in strada, tutti i giorni a fare le stesse cose.
La sopravvivenza

Attività manuali, bambole, così quando vengono i mariti possono venderle in strada, o alle sorveglianti, che sono le donne che poi le vendono fuori, o si mette un tavolo grande dove si pone tutto quello che hai fatto.


Le regole e le punizioni

Si. In una parete: 1) non mancarsi di rispetto; 2) sopportarsi l’una con l’altra; 3) non rispondere alle sorveglianti; 4) non avere droga dentro. Prendiamo per esempio una signora alla quale hanno trovato marijuana…terminarono con l’azzuffarsi sorvegliante con detenuta, e su questo la punirono, la misero nella cella d’isolamento per un mese, e lì non c’è luce, non c’è niente e sei lontana dal settore.


I diritti

Quando mi presero mi dissero che avevo diritto a una chiamata, ad un avvocato.


La sessualità

Ci sono lesbiche, e detenute che a volte si mettono con i sorveglianti.


La solitudine

Si, mi sentivo sola perché mi mancava la mia famiglia, non avevo mai conosciuto i miei fratelli.


I rapporti con l’esterno

…la signora A. e L., e G., e quando non veniva G. venivano loro, lasciavano dei biscotti e G. che cercava di aiutarmi.


La gerarchia

L’incaricata ordinava direttamente alle detenute, cioè doveva svegliare tutte: “bene, alzatevi, a lavarvi, venite a mettere a posto qui, fate le pulizie” e se c’è un problema lei è l’incaricata di punire.


La violenza

Sì, si azzuffavano e a volte hanno un coltello con il quale minacciano di abusare di te…nel settore dov’erano le pericolose, si azzuffavano, si minacciavano con un coltello però nessuna delle agenti poteva entrare, nessuna si metteva in mezzo…se loro si prendevano a spintoni, o si ammazzavano, nessuno poteva fermarle.


I rapporti con le altre detenute

…mi accettarono bene, avevamo una buona comunicazione, uscivamo al parchetto per una partita di basket, si conviveva bene.


I rapporti con gli agenti di custodia

Ci trattavano bene, perché quando mi toccò dichiarare in tribunale, mi fecero uscire e gli agenti mi dissero di camminare avanti, perché non mi misero manette, mi dissero di no perché era brutto da vedere, che dovevo solo camminare semplicemente, e io camminavo in strada con gli agenti come se nulla fosse.





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