Pierpaolo Coccia



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3. COMMENTO




3.1 Processo di callejizaciòn

Carla conosce la strada attraverso l’amicizia con alcune ragazze, grazie a loro apprende a sopravvivere e si adatta al nuovo ambiente: impara a rubare e, in un secondo momento, sarà iniziata al solvente. La scelta della strada resta sempre, per tante ragazze e ragazzi di strada, la conquista di un’autonomia spesso negata, non solo all’interno della famiglia, ma nella società tutta (Lutte, 2001). Certo, come accade per Carla, a questa scelta possono contribuire altri fattori aggiuntivi: i maltrattamenti e le carenze affettive che Carla vive all’interno dell’ambiente familiare, da una parte, e la conoscenza di alcune ragazze che già vivono in strada. Spesso il ragazzo o la ragazza, conosce già la strada, è un ambiente familiare per la classe sociale alla quale appartengono i ragazzi di strada, la vivono sin dalla loro infanzia (Molinas, Yagenova e Monròy, 1998): i genitori di Carla che non possono permettersi di comprarle dei giocattoli, abituano la bambina a racimolare quelli rotti che trova buttati in strada.

Quando Carla va via di casa è minorenne, ha dodici anni, la madre denuncia la sua scomparsa alla polizia, verrà, poi, arrestata e portata in un centro di osservazione per minori. È questo uno dei tanti motivi per i quali, un ragazzo o una ragazza di strada, si ritrova in carcere (Lutte, 2001).




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