Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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L’esperienza del carcere
L’ingresso

Il periodo di vita


Avevo 13 anni quando entrai la prima volta in carcere e mi portarono al carcere per adulti.

La seconda volta avevo 15 anni, e mi portarono al minorile, per furto, mi misero nella Etapa 2, però da lì scappai, e poi entrai un’altra volta al carcere per adulti, però questa volta fu perché avevo picchiato una ragazza.


L’arresto

La prima volta che fui arrestata, ero nella diciottesima strada, accadde che un signore toccò le natiche ad una ragazza che stava con noi, lei gli toglie la mano e il signore le da un pugno e la sbatte a terra, allora noi pendiamo delle mazze di legno e cominciamo a saltargli addosso, quando arrivò la polizia, cominciammo a correre però mi presero e mi arrestarono…mi diedero un calcio e mi misero su un’auto, io mi impaurii e gli chiesi perché mi avevano preso se non avevo fatto nulla…mi portarono al secondo corpo, c’erano tantissime donne lì, e poi alla zona 18, però non dissi che ero minorenne, perché se vieni portata al minorile poi devi rimanere lì fino ai diciotto anni, e poliziotti si misero a ridere perché non credevano che io avessi diciotto anni…


Le fasi dell’ingresso

Appena arrivata al secondo corpo conobbi una signora che mi chiese come mai fossi lì, io le dissi che non stavo facendo nulla, stavo solo ballando in una caffetteria, allora lei mi chiese di ballare e io cominciai e tutte scoppiarono a ridere…nella zona 18 conobbi una donna che era dentro per traffico di droga, lei mi disse che quello non era un posto per me e che dovevo uscire.

Quando arrivai alla zona 18, avevo un po’ di paura perché mi avevano detto che lì uno entrava e gli toglievano tutto e lo picchiavano, che c’erano lesbiche che ti prendevano una ad una, e io mi misi a piangere, durante la notte, per tutto quello che avevo fatto, e che la mia famiglia sarebbe dovuta venire a visitarmi. Le altre detenute non mi fecero niente, si parlava, ma niente più, mi misero nel settore 10, il settore delle lesbiche era un altro.

Io pensavo che sarei uscita il giorno dopo ma non era così, mi feci una settimana e poi mi pagò la multa mio fratello e mi fece uscire, ma io gli dissi quando uscii: “Ma perché mi vieni a prendere se poi a casa mi maltrattate e mi date sempre la colpa di tutto?”, e mi riportarono a casa con la forza.





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