Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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La vita in carcere
La giornata

Ci svegliavano alle quattro: “Ehi ragazze, è ora di svegliarsi!”, tutte poi a lavarsi, io trovai alcuni donne poliziotte, che erano incaricate del settore, che mi aiutarono, io in cambio lavavo i loro vestiti o facevo le pulizie dove loro mi dicevano e così, mi trattarono bene e non mi tolsero nulla. La pulizia si faceva nella mattina, prima della colazione, e prima di pranzo. Nella notte c’è la tv, però l’incaricata che c’era era cattiva e non permetteva agli altri di guardarla, solo lei poteva vederla, lei ed un’altra, quella che avevano più potere e la pena più lunga.


Il cibo

Il cibo era buono, a volte le poliziotte mi davano un po’ di cibo extra.


La sopravvivenza

Molte fanno pupazzi di pezza, molte fanno bambole e poi le vendono per un quetzal alle altre detenute.


Le regole e le punizioni

Si ci sono regole: all’ora in cui tutti devono dormire, devi dormire così per la sveglia c’è un’ora per tutti. Dovevi lavarti e ripiegare le coperte sul tuo letto, e metti che non ti alzavi o la coperta era malmessa, le incaricate ti punivano.


I diritti

Nessuno mi parlò dei miei diritti. Non ho mai avuto o visto un avvocato. Tutte le volte che sono stata in carcere non ho mai visto un giudice o subito una specie di processo.


La sessualità

Orribile, succedeva spesso che alcune detenute si nascondevano, facendo delle capanne con le lenzuola, tra un letto e un altro. L’incaricata non diceva nulla, anzi era lei stessa che lo faceva, lei si metteva con quelle che lo facevano. Non ci sono mai state violenze sessuali.



Le amicizie

Solo con le poliziotte, come ti ho detto, avevo un’amica, tra loro e mi dava il turno delle pulizie quando mi faceva più comodo.


La solitudine

Ci sono stati dei momenti in cui mi sono sentita sola. Vedevo tutto quello che avevo davanti, e volevo uscire. Una volta eravamo tutte nella cappella ad ascoltare la messa, un ragazza salì sulle reti di recinzione, le incaricate si arrabbiarono con lei e cominciarono a gridarle di scendere, lei cadde…poi entrarono le guardie, uomini, perché c’era stato un tentativo di fuga, la vennero a prendere a mezzanotte, e quando fece giorno era morta…gli stessi poliziotti che l’avevano presa, la violentarono…doveva uscire dal carcere il giorno dopo, ma uscì morta. Ebbi molta paura quella volta, ero disposta a fare qualunque cosa, pur di non essere portata via di notte.


I rapporti con l’esterno

Da fuori non veniva nessuno a visitarmi. Il Movimento neppure, ancora non lo conoscevo, l’ho conosciuto quando già ero uscita dalla strada.


La gerarchia

Comandavano sole le incaricate, e poi tutte le detenute dovevano rispettare gli ordini.



La violenza

A volte le incaricate ti picchiavano o ti isolavano in una stanza se non rispettavi qualche regola. A me non mi è mai successo nulla.


I rapporti con gli agenti di custodia

All’interno del settore c’erano solo donne, fuori c’erano anche poliziotti che facevano la guardia. Il controllo all’interno lo gestivano le incaricate. Era l’incaricata che ti diceva di fare la pulizia.






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