Pierpaolo Coccia


Sindrome di prigionizzazione e forme di adattamento allo stato carcerario



Scaricare 0.67 Mb.
Pagina157/177
28.03.2019
Dimensione del file0.67 Mb.
1   ...   153   154   155   156   157   158   159   160   ...   177
Sindrome di prigionizzazione e forme di adattamento allo stato carcerario
In parecchi momenti Francisca si è sentita sola, ogni volta che pensa a ciò che ha davanti tutti i giorni, ha solo voglia di andare via, di uscire. Non sono mancati i momenti di forte paura, una volta dopo un tentativo di fuga di una detenuta, entrano i poliziotti, che secondo il regolamento non possono stare nel settore, la portano via. Il giorno dopo, la ragazza è morta, nella notte è stata violentata e uccisa dai poliziotti. Francisca si sente indifesa, ha molta paura, tanto che farebbe qualunque cosa pur di non essere portata via di notte dalle guardie.

Francisca si adegua alle regole e alle gerarchie del carcere, ad esempio, quando ottiene un trattamento privilegiato dalle incaricate in cambio di alcuni favori, ma il ricordo di che cos’è la vita libera, non svanisce nei meccanismi dell’istituzione.

Una volta in carcere il detenuto deve sacrificare i propri valori e atteggiamenti individuali per accettare, in misura minore o maggiore, la cultura generale del penitenziario, un processo che Clemmer (1940), definisce prigionizzazione. Questo processo porta alla spersonalizzazione e alla destrutturazione del Sé del detenuto, un fenomeno che si sviluppa quanto sono minori i contatti con il mondo extracarcerario (Serra, 1998).




Condividi con i tuoi amici:
1   ...   153   154   155   156   157   158   159   160   ...   177


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale