Pierpaolo Coccia


IL CAMPIONE DELLA RICERCA



Scaricare 0.67 Mb.
Pagina16/177
28.03.2019
Dimensione del file0.67 Mb.
1   ...   12   13   14   15   16   17   18   19   ...   177

3. IL CAMPIONE DELLA RICERCA

Il campione che ho selezionato per la mia ricerca è composto da ragazze e ragazzi di Città del Guatemala, che vivono, o che hanno vissuto, la scelta della strada e che hanno provato l’esperienza del carcere. Le interviste da me raccolte, sono state, in realtà, 13, ma ne ho selezionate ed inserite solo 10, a causa della ridondanza delle notizie ottenute. Ho avuto la possibilità di intervistare 10 ragazzi e 3 ragazze, una disparità dovuta alle difficoltà che ho incontrato nello stringere rapporti di fiducia con l’altro sesso: in Guatemala, anche durante i momenti di socializzazione, viene operata una netta distinzione tra i sessi, espressione di una cultura palesemente maschilista, aspetto che si accentua, soprattutto quando si conosce una coppia di fidanzati; in questi casi, ho imparato dal mio primo soggiorno, che è sempre meglio, per evitare gelosie, stringere prima, un rapporto di amicizia con il ragazzo e poi con la ragazza. Fortunatamente la pazienza e il lavoro quotidiano in strada e all’interno del Movimento, mi hanno permesso nel periodo finale della mia ricerca, di stringere degli splendidi rapporti di amicizia con buona parte delle ragazze che frequentavano la casa del Movimento, in particolare con le Quetzalitas, il gruppo di ragazze uscite dalla strada. Le tre ragazze intervistate, infatti, appartengono tutte al gruppo delle Quetzalitas, sono uscite dalla strada, tutte e tre sono madri, una ha vissuto l’esperienza della maternità quando era detenuta.

La maggior parte dei ragazzi intervistati sono o già usciti dalla strada o lo stanno facendo, o si trovano nel periodo di “prova”, in altre parole, il Movimento offre loro, vitto e alloggio pagato per un periodo di due mesi, a condizione che non si assuma droga, non si viva in strada e si noti un reale sforzo nella ricerca di un lavoro. In “prova”, in realtà, non significa che abbiano abbandonato completamente la strada, diversi di loro hanno avuto più volte delle ricadute, così come è accaduto per coloro che vivono in una casa e che hanno trovato un lavoro. Solo due ragazzi intervistati vivono ancora in strada e appartengono uno al gruppo della Terminal e uno a quello della zona 11, ma vivono entrambi nella “casona”, un vecchio garage dove sono confluiti ragazzi e ragazze di diversi gruppi. Sei dei ragazzi intervistati frequentano il Movimento e la nostra conoscenza è avvenuta all’interno dell’associazione, quattro di loro li ho conosciuti durante il mio primo soggiorno mentre due mi sono stati presentati dal prof. Lutte. In questo modo sono riuscito ad avere soggetti che appartenevano a generazioni diverse, non tanto per l’età cronologica, ma piuttosto per le condizioni di vita della strada e del carcere che nel tempo sono progressivamente cambiate.

Tutte le intervistate e gli intervistati hanno avuto un’esperienza sia nel carcere minorile sia in quello per adulti, solo per i ragazzi, il numero totale degli ingressi supera facilmente la decina, mentre per le ragazze si riduce notevolmente.

È evidente l’esiguità del campione, le difficoltà materiali, legate alla realtà precaria della strada, hanno impedito di svolgere la ricerca su una campionatura più ampia, e dopo tutto, ribadisco il mio interesse, non tanto a guardare alla quantità dei dati raccolti ma piuttosto alla qualità, dando alla mia ricerca un valore esplorativo, basata su di un’analisi approfondita del vissuto dei partecipanti, rispettando sempre, grazie all’utilizzo delle storie di vita, la loro soggettività.




Condividi con i tuoi amici:
1   ...   12   13   14   15   16   17   18   19   ...   177


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale