Pierpaolo Coccia


LA STRADA: I LAVORI FUORILEGGE E IL MONDO DELLA REPRESSIONE



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28.03.2019
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2. LA STRADA: I LAVORI FUORILEGGE E IL MONDO DELLA REPRESSIONE

L’appartenenza alla strada non rappresenta solo autonomia ed emancipazione per il ragazzo o la ragazza, come ho già detto, ma anche un universo pieno di rischi e di pericoli quotidiani, una vita caratterizzata dalla precarietà e dall’instabilità.

Tutti i ragazzi intervistati trascorrono la propria giornata alla ricerca di denaro, necessario per mangiare e per acquistare la droga.

La principale attività di guadagno, per ciò che riguarda i ragazzi, è il furto, in alcuni casi a questa si affianca l’elemosina, e, in un solo caso la prostituzione, che difficilmente gli uomini confessano per paura di non corrispondere allo stereotipo di “maschio”, che la cultura maschilista del paese impone. L’attività del furto, per buona parte dei ragazzi, è preceduta da quella dell’elemosina, in seguito, quando il ragazzo si è completamente adattato al nuovo ambiente, egli si dedica al borseggio di passanti o a costosi accessori delle auto, che gli permettono un tipo di guadagno maggiore. È eccezionale la distinzione che fa un ragazzo tra chi elemosina e chi ruba: “ Per sopravvivere in strada è sempre meglio elemosinare però per vivere bene pieni di soldi è meglio rubare”.

I dati raccolti confermano, quindi, sia la ricerca di Lutte (1995), sia lo studio dell’Human Rights Watch (1997), dimostrando che il mestiere maggiormente praticato dai ragazzi più grandi, soprattutto nel secondo periodo di adattamento alla vita di strada, è il furto, mentre il lavoro specifico delle ragazze è la prestazione di servizi sessuali: riguardo alle differenze nei sessi, solo in un’intervista è confermata la tesi degli autori, poiché le altre due ragazze intervistate preferiscono elemosinare, e successivamente, partecipare ai furti di gruppo.

Scegliere di rubare, per una ragazza o un ragazzo di strada, significa, però correre il rischio di essere arrestato e incarcerato, ma soprattutto di perdere la vita. La letteratura sulla repressione contro i ragazzi di strada (Lutte, 1995; Human Rights Watch, 1997), denuncia gravi aggressioni, torture, sequestri, nonché esecuzioni extragiudiziali nei loro confronti, con una differenziazione tra i sessi: i ragazzi vengono principalmente malmenati, mentre la violenza contro le ragazze è generalmente di tipo sessuale.

Le interviste sostengono il lato repressivo delle forze dell’ordine, descrivendo l’universo della strada, come un luogo dove si verificano la maggior parte degli arresti nei confronti delle ragazze e dei ragazzi di strada. Infine, si può affermare che, da una parte, la sopravvivenza in strada, possibile solo attraverso la pratica di lavori “illegali”, e dall’altra, la repressione armata dello stato guatemalteco, rendono le ragazze e i ragazzi di strada le principali vittime di incarcerazioni continue ed ingiustificate.




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