Pierpaolo Coccia



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3. L’ESPERIENZA DEL CARCERE




3.1 L’INGRESSO

Il primo ingresso in carcere per le ragazze e i ragazzi intervistati avviene sempre tra i 12 e i 15 anni, i motivi sono vari: come si rileva nella ricerca di Lutte (2001) possono essere “legali”, quando si viene denunciati dai genitori per l’abbandono della casa familiare, o per furto o per aggressione, ma si verificano, soprattutto arresti ingiustificati o motivati da false accuse, poste con facilità dai poliziotti. In diverse interviste, il ragazzo o la ragazza finisce in carcere, perché si rifiuta di soddisfare le esigenze dei poliziotti, o a volte con l’accusa di scandalo in luogo pubblico o di detenzione di droga, che i poliziotti pongono nelle tasche dei ragazzi prima di portarli in carcere, tutto questo, solo perché appartengono alla strada, come dicono la maggior parte dei ragazzi: “Mi presero, solo per il gusto di prendermi”. Gli intervistati arrivano così a raggiungere dai 5 fino ai 20 ingressi, spesso non riescono a dare una cifra precisa, poiché hanno perso il conto (Lutte, 2001).

La quasi totalità delle ragazze e dei ragazzi intervistati, arrivano in carcere malmenati, spesso derubati, ed in alcuni casi, dopo essere stati rapiti dalle forze di sicurezza, altro volto della repressione delle forze dell’ordine guatemalteche. Al momento dell’arresto, la maggioranza dei ragazzi dichiara di avere diciotto anni, confermando ancora Lutte (2001), poiché sanno che entrando al riformatorio non possono uscire prima di aver raggiunto la maggiore età, mentre in carcere, è sufficiente pagare una multa per essere nuovamente liberi. Nel primo arresto, quindi, spesso si viene portati al carcere preventivo della zona 18, mentre nelle incarcerazioni precedenti o successive, è possibile che il ragazzo o la ragazza, conosca il centro di osservazione o il riformatorio: questo ha determinato una descrizione più accurata, da parte dei ragazzi e delle ragazze, dell’esperienza nel carcere, prendendo il minorile più che altro, come termine di paragone.

Le fasi dell’ingresso nel carcere per adulti, dalla maggior parte degli intervistati, sono vissute con paura e timore, si sentono indifesi, vengono spogliati di tutto ciò che hanno, spesso anche dei vestiti. Le ragazze, in particolare, vivono più la paura per ciò che potrebbe accadere loro, poiché, in realtà, sono accolte con manifestazioni di compassione dalle altre detenute, spesso molto più anziane di loro.

Il sentimento di paura che provano, i ragazzi soprattutto, è molto simile a quello descritto da Serra (1989) e da Gonin (1994): l’individuo, colpito dalle vertigini, poiché privato dei suoi riferimenti abituali, in altre parole, di ogni aspetto che lo legava al suo mondo personale, viene lasciato con un vuoto interiore che verrà presto riempito della paura.




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