Pierpaolo Coccia


SINDROME DI PRIGIONIZZAZIONE E ADATTAMENTO ALLO STATO CARCERARIO



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28.03.2019
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3.4 SINDROME DI PRIGIONIZZAZIONE E ADATTAMENTO ALLO STATO CARCERARIO

Il sentimento che assale la quasi totalità delle intervistate e degli intervistati, è la solitudine e la nostalgia per il mondo lasciato al di fuori dei cancelli del carcere. Le ragazze e i ragazzi sentono la mancanza della propria famiglia, anche se spesso sono andati via di casa o non l’hanno mai conosciuta, a volte del proprio o della propria partner, ma più in generale della vita di strada: sono tutte manifestazioni che esprimono la sofferenza per la privazione della libertà personale. In particolare, in diverse interviste le ragazze o i ragazzi desiderano essere un uccellino e volare via dalla gabbia, nella quale sono stati rinchiusi: la strada, è una scelta di autonomia e di liberazione da un’oppressione, questa specificità, se da un lato, fa sentire maggiormente il peso della reclusione, dall’altro, è una risorsa in più, che permette di resistere al processo di prigionizzazione, messo in atto dai meccanismi istituzionali. I vissuti della maggior parte degli intervistati, infatti, oscillano tra sentimenti di tristezza e disperazione, e momenti di soddisfazione, anche se solo materiale; le ragazze e i ragazzi vivono, quindi, una confusione, molto simile a quella descritta da Santoloni (1981): l’individuo, per difendersi dalla forzata accettazione della cultura carceraria, costruisce una nuova identità, che sovrapponendosi alla precedente personalità, creerà confusione e destrutturazione del Sé.

Infine, per ciò che riguarda la definizione dell’adattamento allo stato carcerario, le ragazze e i ragazzi di strada non possono essere inquadrati in delle rigide categorie psicologiche. Si può tentare di assimilare l’adattamento della maggior parte degli intervistati, a quello “ideologico”, descritto da Goffman (1968), dove il detenuto accetta o finge di accettare la pena detentiva e la disciplina del carcere, ma la ribellione delle ragazze e dei ragazzi di strada al carcere si manifesta in ogni momento della loro esperienza. La solidarietà e l’appartenenza alla strada, trasformano il vissuto della reclusione di ogni ragazzo o ragazza di strada, in un esperienza unica, e in un certo senso, rivoluzionaria.




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