Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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4. TECNICHE DI RILEVAZIONE

Ho utilizzato vari tipi di tecniche per la ricerca qualitativa sull’esperienza carceraria per le ragazze e i ragazzi di strada:




  1. Ricerca di documentazione

  2. Osservazione partecipante

  3. Intervista semi-strutturata

  4. Colloquio clinico

  5. Interviste a testimoni privilegiati

Ho scelto queste tecniche e non altre rispetto alla realtà instabile della strada e ai tempi circoscritti che potevano dedicarmi ragazze e ragazzi. Adesso farò una breve descrizione di ogni singolo strumento.
Ricerca di documentazione
La ricerca di documentazione passa per tre fasi: la ricerca delle fonti, la raccolta e la sistematizzazione dei dati e delle informazioni ed infine la lettura e la selezione delle informazioni (Guala, 1991).

Ho consultato documenti sul tema della “strada” di varie organizzazioni come l’Unicef, Avancso, CALDEH, la Mision de Verificacion de las Naciones Unidas en Guatemala (MINUGUA), la Procuardoria de los Derechos Humanos de Guatemala (PDH), Casa Alianza e dello stesso Movimento, inoltre studiare le storie di vite di ragazze e ragazzi di “strada” raccolte dal Prof. Lutte, mi ha dato diversi spunti, confermando alcuni aspetti che lui stesso aveva colto in precedenza grazie alla sua larga esperienza sul campo. Tutto ciò che ho potuto apprendere in più sulla realtà della strada, è stato grazie al contatto diretto e quotidiano con la strada stessa e con le ragazze e i ragazzi che vi abitano: lavorando con loro dentro la casa del Movimento, andando a visitarli nei loro spazi quotidiani. I loro racconti informali, a volte più spontanei di un’intervista mi hanno chiarito molti dubbi e hanno colmato lacune che carte e documenti non erano riusciti a fare.

Per avere un quadro generale e complessivo della situazione carceraria in Guatemala, mi sono rivolto all’Instituto de Estudios Comparados en Ciencias Penales de Guatemala (ICCPG), alla Defensoria del recluso y del debido proceso, all’interno di PDH e i rapporti sul sistema penitenziario elaborati da MINUGUA. Ho potuto anche fare una visita al carcere per adulti, El Pavon, grazie alla Defensoria del Recluso y del Debido Proceso, ed una al TOM, centro di osservazione per minori, tramite la Defensoria de los Derechos de la Ninez. Nella visita al carcere per adulti, pur non essendo potuto entrare all’interno dei settori ed aver avuto solo pochi momenti per parlare con i detenuti, inoltre, in presenza delle guardie, ho osservato la struttura edilizia e ho raccolto tutte le informazioni possibili nella spiegazioni che la guardia ci forniva mentre ci faceva da guida. Differente, invece è stata la visita al centro minorile, dove siamo potuti entrare sia nei dormitori, osservare le attività svolte dai ragazzi reclusi e parlare con loro senza la presenza delle guardie.

Infine, posso affermare che sono state molto più valide e meglio di qualsiasi visita nel carcere, alcune chiacchierate con gli avvocati della Defensoria del Recluso, che mi hanno accompagnato nella visita e sono stati anche i miei “testimoni privilegiati”.





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