Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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La comunità carceraria
La violenza come strumento di appropriazione del potere sull’altro (Catemario, 1996) non viene solo subita, da Raul, si adegua anche lui alla regola della sopravvivenza carceraria: durante un affronto vince su uno dei detenuti più rissoso e più odiato del settore, in questo modo si guadagna il rispetto di tutti i compagni e aumenta anche il suo potere, salendo di un gradino nella scala gerarchica della comunità carceraria. Altro momento di grande violenza è quando Raul assiste ad un tentativo di fuga con ammutinamento di tutti i settori, ci fa notare come la sorveglianza sui detenuti venga esercitata da altri che decidono di collaborare con gli agenti: a placare la sommossa sono gli incaricati dei settori (detenuti con la pena più lunga).

Un’altra regola che Raul è costretto ad apprendere, è l’omertà nei confronti della polizia, come massima di un “codice” dei detenuti, che secondo Sykes e Messinger (1960), ha la funzione di alleggerire il peso delle sofferenze detentive e rafforza la coesione tra i detenuti. Raul è obbligato a aderire al codice, come fa ogni giorno costretto alle regole della sopravvivenza, è il suo unico modo per proteggersi dagli abusi degli agenti e degli incaricati.


L’uscita

Quando Raul esce di prigione è arrabbiato, torna a rubare ed entra per la terza volta in carcere. La rabbia che ha Raul, è quella accumulata durante tutto il periodo di detenzione, ma non è il motivo che spinge Raul a rubare, ma è piuttosto la necessità, il fatto che se è difficile sopravvivere normalmente in strada, lo è ancora di più appena usciti di prigione: quando si esce dal carcere, se non si ha una famiglia, le difficoltà nella ricerca di una forma di sostentamento aumentano (Damoli, Lovati, 1994).

Nei confronti del movimento, Raul pensa di cambiare, infatti, comincia a partecipare alle attività e sarà uno dei fondatori del movimento, insieme a tutto il suo gruppo. È importante come il movimento sia per Raul, una speranza, un modo per cambiare la propria vita, per uscire dalla strada.

Proposte d’intervento

Quando chiedo a Raul di come si potrebbero migliorare le condizioni di vita in carcere, non è per nulla ottimista, non vede alcuna prospettiva di cambiamento, dalle sue parole si comprende la sua rassegnazione alle regole dell’istituzione. Rispetto all’aiuto del movimento, per ora lo esclude all’interno del carcere, pensa che si possa limitare al sostegno che già danno per uscire dalla strada.



Cap. VI





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