Pierpaolo Coccia



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3.3 L’esperienza del carcere



L’ingresso
La prima volta che Miguel viene arrestato ha dodici ani, è vittima di una retata della polizia, viene portato al centro di osservazione, il Pregreso, e una volta schedato e portato dal giudice, viene trasferito al Gaviotas. Nel momento dell’ingresso in carcere, Miguel scoppia in lacrime, ha molta paura e soprattutto, vergogna: Miguel è terrorizzato perché sente, che tutto ciò che apparteneva alla sua vita precedente all’ingresso gli è stato strappato, e la vergogna, rappresenta il disadattamento che prova per la “deportazione” forzata in un ambiente estraneo.

Nel Gaviotas, Miguel, trascorre 45 giorni, non viene trattato male, ha la possibilità di studiare, ha la sua razione di cibo giornaliera e tutti i giorni svolge attività fisica. In questo periodo di detenzione, Miguel fa amicizia con una signora, la cuoca del riformatorio, dalla quale imparerà a fare dolci, tortillias e pane.

Diverso è il trattamento che Miguel riceve entrando al carcere per adulti: viene perquisito, deve spogliarsi di tutti i suoi indumenti e vestirsi con quelli gli vengono consegnati. Miguel avverte la differenza con il carcere minorile, anche le punizioni cambiano: quando non si rispettano le regole, si viene picchiati. Miguel, come alcuni ragazzi di strada, intervistati nella ricerca di Lutte (1995), preferisce il riformatorio al carcere: nel Gaviotas, Miguel ha almeno un pasto garantito, la scuola e lo sport.




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