Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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Proposte d’intervento
La possibilità di organizzarsi dentro e fuori dal carcere per migliorare le condizioni di vita, difendere i propri diritti

Non so, adesso è cambiato tutto in carcere, non è come prima. Prima, per cinque quetzales, “tieni, lasciami andare in quel posto”, adesso con cinque quetzales che dai ad una guardia, ti picchia per corruzione. Adesso non si può più comprare tutto, adesso se io ti compro, metti che tu sia un poliziotto ed io sono un detenuto, tu lo vai a dire al giudice che ti sto comprando con del denaro. Bene, se si può fare qualcosa, si può andare a visitare i rusos, a persone che veramente necessitano, però a volte non si può con il Governo.


L’aiuto e l’appoggio del movimento dentro e fuori dal carcere

Ti voglio parlare con sincerità, se tu vuoi ascoltare la verità se no io non voglio parlare con te: la verità è che non ci appoggiano. Bene, mentre io ero qui al movimento e c’erano persone detenute, due o tre volte andarono a visitarli, e venivano a dirci che non avevano tempo, che non so che cosa, che le riunioni … allora quello che, per quello che riuscivo a capire con i ragazzi che uscivano dal carcere, che il Movimento è solo una vera scocciatura, solo pura merda, perché non ci possono venire a visitare … insomma alla fine non ci appoggiano, non è un appoggio sicuro. Metti che sei detenuto e ti vengono a visitare una volta ogni due mesi o passano due, tre mesi, bisogna uscire a visitarli, però stando sempre attenti a loro, chiedere come stanno o qualcosa così, senza abbandonarli. Quelli che escono dal carcere, affinché possano entrare un’altra volta nel Movimento devono parlare con loro, devono passare un processo in strada e se non lo fanno non entrano nel movimento. Allora a che serve il movimento se non ci sono i ragazzi? Poi il movimento se si chiama movimento dei ragazzi di strada e non ci sono i ragazzi, è chiaro che non è un movimento. Che può fare il movimento? Appoggiarli di più e parlare maggiormente con loro, dargli dei consigli, lavorare con più impegno con loro perché quello che necessitano è un orientamento. Si perché quello che hanno dentro è un trauma, di stare in carcere di vedere quello che succede dentro, di vedere soffrire, di stare a dormire sul pavimento o dormendo su un materasso o qualcosa così … questo è quello di cui hanno bisogno, come essere i loro psicologi o parlare con loro.





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