Pierpaolo Coccia



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3.2 La strada

Manuel vede nella strada una madre e un padre, una famiglia, e allo stesso tempo un rifugio, dove un marciapiede può essere un letto ed un cartone un tetto. La visione che Manuel ha della strada, presente in tanti ragazzi di strada (Lutte, 2001), è dovuta alla mancanza di un affetto e di una casa familiare, che possa proteggerlo dal freddo e da ogni pericolo: la strada è certamente una scelta di autonomia, ma anche di sofferenza, di adattamento alle dure leggi della sopravvivenza, rischiando ogni giorno la vita (ibidem).

Prima di entrare nel gruppo della Parrocchia, che poi sarà la sistemazione definitiva, Manuel vive al ponte dell’Incenso, dove apprende le prime strategie di sopravvivenza, rubando biciclette, ed entra a far parte della mara della 18. Quando Manuel arriva alla zona 6, e inizia ad integrarsi nel gruppo della Parrocchia, i ragazzi incontreranno subito dei problemi con i venditori del mercato vicino, che destabilizzeranno la banda.

La polizia è per Manuel il problema più grave in strada: i poliziotti spesso abusano sessualmente delle ragazze e se i ragazzi tentano di difenderle vengono minacciati di essere arrestati se non uccisi, a volte li prendono in strada solo per gusto, perché non li vogliono vedere in giro. Arresti illegali, violenze fisiche, sequestri e torture nei confronti dei ragazzi, sono opera della polizia nazionale civile e degli agenti di sicurezza (Human Rights Watch, 1997; Lutte, 2001).

Un altro volto della guerra contro i ragazzi di strada sono le sette religiose (Lutte, 2001), Manuel viene rapito da una delle più potenti, Sendas Nuevas: viene picchiato e torturato continuamente, fino a quando diventa “incaricato”, e da quel momento, scatena tutta la sua rabbia, vendicandosi sui “nuovi adepti” dei soprusi subiti. L’esperienza all’interno di Sendas Nuevas, è traumatica per Manuel, il trattamento che subisce quando entra lo cambia completamente, perde ogni punto di riferimento e il forte senso di frustrazione che vive, lo porta ad impersonare la figura del carnefice, dopo aver vissuto quella della vittima. In un secondo momento, Manuel capisce che vivendo in quel modo non sarebbe giunto da nessuna parte, riconosce di essere diventato una persona chiusa nelle relazioni interpersonali, “che teneva le sue cose dentro”, perché non crede che avrebbe mai potuto avere un amico. L’autostima di Manuel è stata fortemente danneggiata dall’esperienza traumatica di Sendas Nuevas, non crede più in se stesso, tanto da non credere più nell’amicizia, ma è cosciente di ciò che ha subito e di come è stato usato, per questo abbandonerà la setta.




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