Pierpaolo Coccia



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28.03.2019
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La strada
La giornata

…quando ci svegliamo, andiamo a elemosinare a chiedere i soldi e quelli che rubano si svegliano presto e tutto serve per consumare droga, per mangiare o per vestirsi… nel gruppo dove io stavo, andavamo in piscina…E ogni giorno andavamo a fare la spesa compravamo di tutto, per fare qualcosa tra di noi e ci aiutavamo e io mi rendevo conto di questo, cosa che non vedevo degli altri gruppi... la notte la passavamo in maniera tranquilla, era tutto più tranquillo, ci si divertiva, si elemosinava nell'auto market, arrivava qualcuno e ti dava cinque o anche venti quetzales, però non tutti andavamo, rimanevano lì come in otto, tutti fumando piedra, in quel periodo io non fumavo, lasciai la piedra, io ho anche fumato piedra però grazie a Dio la lasciai... quando avevamo il grande capannone, e la casa dietro, ognuno aveva il proprio letto, però già eravamo pochi, come 30, gli altri scomparivano poiché venivano da altre parti, da altri gruppi, per questo eravamo sempre diversi, a volte venivano dagli altri gruppi, come il Terminal, il Concordia, il Centrale o il Colon, questo successe quando il gruppo stava diminuendo, rimanevamo come in 30 o in 25, qualcosa così, e tutti tranquilli, ce la passavamo bene... però ce la siamo sofferta, a volte a uno non va di fare nulla, soffre la fame o non riesce a saziarsi con le proprie droghe, a volte uno è tutto ubriaco...


La sopravvivenza

…quello che mi piaceva di più era rubare, io rubavo per non elemosinare, solo rubare, rubare, però per consumare droga, anche cibo, però avevo sempre i miei soldi nelle tasche… mi abituai a chiedere cibo al mercato e me ne davano moltissimo, più o meno sono vissuto in strada, però è duro, la vita di strada è dura, perché se uno ha problemi con qualcun altro, solo facendo a botte riuscivo a vivere, anche con i miei stessi compagni, io prendevo chiunque, anche le ragazze, arrivavo a picchiare anche le ragazze però era per la mia pazzia... io sono vissuto in strada, né bene né male, perché a volte stavo bene perché avevo tutto, però stavo male quando mi picchiavano, quando mi arrestavano, quando mi portavano lì, dove io avevo sofferto, perché la mia famiglia non si poteva più interessare di me, mi lasciavano lì e nessuno mi poteva vedere.


Il gruppo

Appartenevo al gruppo della parrocchia, eravamo come 50, 50 o 60 quando eravamo uniti ci aiutavamo e stavamo bene. Quando dovevamo entrare a Casa Alianza o al movimento, e qualcuno era tutto sporco, come quando qualcuno entrava nel gruppo della parrocchia, lo vestivamo, andavamo a comprare i vestiti, nella notte andavamo a fare cacha, e gli mettevamo le sue scarpe affinché non andasse scalzo ed era tutto bene sistemato, però sempre con il problema della droga…


I gruppi di strada

Avevamo dei problemi con il Concordia, perché noi abbiamo sempre avuto problemi con il Concordia fino ad ammazzarci, una volta mi presero tutti quelli del Concordia, e cominciarono a picchiarmi... un ragazzo una volta, esce correndo per andare a difendere G. perché era incinta, allora era bella grassottella e le diedero un cazzotto nello stomaco e la L. lo stesso, e io anche mi misi a tiro e uno che lo chiamano Barba, uno della Linea, mi presero con il Rata, cominciai a picchiare e quando vidi, che si venivano uomini e donne e bambini di 10 anni, che cominciano a tirarmi mattoni, non so da dove li avessero presi, forse da una costruzione lì vicino, io tento di coprirmi e grazie a un professore riesco a salvarmi altrimenti mi avrebbero ammazzato... con quelli del Colon, arrivavano a fare problemi lì da noi, e noi li cacciavamo, e non avevamo problemi solo con loro ma anche con i camionisti della zona, con quelli della Palencia... io ero il più rissoso e mi trovavo sempre a fare a botte, una volta stavamo facendo a botte e sentii tutti quelli della Palencia, correre dietro di me, tirandomi bottiglie, pietre, di tutto, allora io chiamai tutti e cominciammo... e avevamo anche problemi con il mercato, siccome avevamo ragazzini piccoli appena arrivati ne approfittavamo, di loro la gente non ha tanta paura, e bambini ne hanno molta...


La polizia

La polizia all'inizio ci sopportava, ci dicevano di non fare certe cose e noi gli davamo attenzione, c'erano due poliziotti che erano tranquilli, forse ce n'erano anche 10 tranquilli: ci lasciavano il pane fresco, ci davano consigli, e alle cinque di mattina cominciavano a suonare la sirena della moto e a svegliarci tutti per farci fare degli esercizi e non so cos'altro... sì, erano tranquilli, però ce n'erano anche tanti che non lo erano, non ci volevano, non volevano vederci lì perché noi eravamo quelli di che facevamo più cacha... i ragazzi non li vogliono, generalmente li picchiano...





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