Pinocchio sul palcoscenico del mondo



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Stefano Beccastrini

IL PINOCCHIO DI COMENCINI.

BURATTINO O BAMBINO?

PROTETTO DALLA FATA O DA GEPPETTO?
PREMESSA
Le avventure di Pinocchio fu pubblicato a puntate, nel 1881, sul Giornale dei bambini. Carlo Lorenzini, nato a Firenze nel 1826, aveva all’epoca cinquantacinque anni: era grassottello, ancora (come, del resto, anche in seguito) scapolo, attaccatissimo alla madre (le diceva sempre la buonanotte con un tenero bacio e in suo omaggio aveva assunto il “nom de plume” di Collodi, che di lei era stato il paese natale), piuttosto stempiato (portava cappelli d’ogni foggia per mascherare l’incipiente calvizie), sempre vestito con abiti di colore avana (nonché pieni di tasche e taschini in cui teneva di tutto, compreso un taccuino su cui scribacchiava continuamente), abituato a fumare sigari toscani e ad aggirarsi - sostandovi a lungo - per le osterie di Firenze. Appariva, insomma, un curioso connubio tra un buffo toscanaccio già anzianotto e un dandy stancamente elegante. Aveva studiato per farsi prete ma, come tanti all’epoca e anche dopo, si era tenuto gli studi ma aveva rinunciato alla tonaca. Nel 1848 aveva partecipato alla Guerra d’Indipendenza, era poi diventato giornalista e anche scrittore, autore sia di tipici e naturalistici bozzetti di vita toscana (quali Un romanzo in vapore, 1856, I misteri di Firenze, 1857, Macchiette, 1880) sia di opere indirizzate all’educazione morale, civile e persino geografica dei futuri cittadini d’Italia (per esempio, Giannettino, 1877, e Minuzzolo, 1878, libri per la scuola tuttora godibili). Possedeva, tuttavia, anche una vena fiabesca: lo dimostrò, ancor prima di scrivere quella meravigliosa fiaba/antifiaba che fu Le avventure di Pinocchio, con un volume del 1876 intitolato I racconti delle fate, rimaneggiamento vernacolare di varie fiabe del Settecento francese..Morì nel 1890, certamente non immaginando che il burattino di legno partorito dalla sua stralunata fantasia sarebbe diventato, nel corso del Novecento, un clamoroso successo internazionale. Pinocchio, nel suo diventare un personaggio universale, in quanto conosciuto e amato in tutto il mondo, è diventato anche un personaggio intertestuale ossia non soltanto letterario ma, col tempo, anche fumettistico, cinematografico, televisivo e persino degli opuscoli elettorali (lo usò la DC nelle elezioni del 1948 o forse del 1953). Quanto al cinema, fu nel 1911 che Giulio Cesare Antamoro realizzò il primo film tratto dal romanzo collodiano. Da allora a oggi sono state centinaia le versioni filmiche de Le avventure di Pinocchio ma,. in questo articolo, mi occuperò di una sola di esse: quella, del 1972, di Luigi Comencini.



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