Poesia e computer



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01.06.2018
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STUDIO DI CASO: “POESIA E COMPUTER” di Chiara Negri




PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEL CASO


Il caso scelto e analizzato in questo documento riguarda l’uso delle moderne tecnologie a sostegno e sviluppo della didattica nel contesto della scuola primaria. In particolare, la situazione che verrà qui di seguito descritta ed esaminata riguarda un’esperienza realizzata in una classe seconda nel concluso anno scolastico, un’esperienza che ha visto l’inserimento di alcune tecnologie, fotografia e computer (nello specifico il programma Power Point e una semplice ricerca in siti per bambini), in una unità didattica avente per tema “La primavera” e riguardante principalmente la disciplina di lingua italiana. Le tecnologie hanno offerto possibilità di espansione emotiva, operativa, culturale del percorso di apprendimento, catturando più facilmente l’interesse dei bambini e la loro naturale disposizione verso l’affascinante mondo della tecnologia vissuto principalmente come gioco.

Le tecnologie usate sono state in larga parte ben accolte dai bambini perché hanno permesso loro di coniugare l’apprendimento con l’azione, nello stesso tempo si sono sentiti liberi di sbagliare, di provare e riprovare senza che ciò comportasse eccessivi carichi di lavoro (come invece succede con molti lavori eseguiti sui quaderni: risistemare un testo o un elaborato grafico comporta un dispendio di energie e tempo che in genere non è ben tollerato dai bambini, cercare un testo o una poesia tra molti libri cartacei risulta non particolarmente agevole e talvolta poco fattibile); anche la riuscita di un prodotto, alla fine della sua elaborazione, costituisce un elemento di vantaggio nell’uso delle tecnologie nella pratica quotidiana della scuola, perché consentono anche a chi è meno preciso (basti pensare ai bambini graficamente immaturi e a tutta una nutrita schiera di bambini complessivamente classificati come “disordinati”) di bypassare certi limiti personali ottenendo gratificazione dalla consapevolezza concreta ed evidente del vedere realizzato un prodotto gradevole, chiaro, pulito.


MOTIVAZIONI DELLA SCELTA: la scelta dell’oggetto del caso non è stata ovviamente casuale, poiché rientra tra le esperienze che l’attività di tirocinio mi ha permesso di esperire in buona parte direttamente; inoltre il caso in questa sede illustrato è risultato essere non un’attività sporadica o eccezionale nel contesto osservato, bensì piuttosto una tappa del percorso previsto dalla progettazione di classe, relativamente in particolare all’ambito linguistico e al laboratorio d’informatica. Si intende con ciò sottolineare la dimensione di consuetudine nell’uso delle tecnologie, compatibilmente con le dotazioni della classe/scuola e con le concrete competenze, unitamente all’impostazione didattica e più genericamente culturale del docente che ha attuato l’esperienza riportata in questa relazione.

Da non trascurare è la dimensione della fattibilità dell’esperienza oggetto del caso all’interno di una realtà scolastica alla quale è continuamente richiesto di aggiornarsi, di cambiare, di innovare senza trascurare tutti quei contenuti e quelle abilità che competono in primis alla scuola.

Infine è apparsa degna di attenzione la scelta del connubio tra due dimensioni che di primo acchito potrebbero sembrare lontane, ovvero il mondo della poesia, che culturalmente rimanda alle emozioni, ai sogni, all’immaginario, alla creatività e il mondo della tecnologia, che può apparire più freddo e che spesso nella pratica scolastica è abbinato all’ambito matematico-scientifico o tutt’al più all’ambito antropologico.
SOGGETTI: 19 alunni della classe 2a B della Scuola Primaria A. Moro di Via Colombo, Abbiategrasso; è presente un alunno disabile psicofisico assistito da insegnante di sostegno o educatrice comunale.
EVENTO: esperienza didattica di integrazione delle moderne tecnologie con l’apprendimento linguistico ed in particolare l’avvicinamento personale ed emotivo al mondo della poesia.
OBIETTIVI (DEL DOCENTE ATTUATORE):


  • Assumere consapevolezza delle esperienze sensoriali e culturali che si vivono, a porre attenzione ai cambiamenti dell’ambiente circostante con il trascorrere delle stagioni.

  • Ascoltare, comunicare, esprimere, condividere esperienze sia verbalmente, sia graficamente sia attraverso le possibilità offerte dalla tecnologia.

  • Avvicinarsi gradualmente al mondo della poesia, sia come fruitori sia come produttori.

  • Rinforzare il potere evocativo delle parole con quello delle immagini e degli effetti grafici.

  • Compiere scelte espressive consapevoli e finalizzate.

  • Sperimentare le potenzialità espressive della fotografia e del computer.

  • Acquisire gradatamente consuetudine e abilità nell’uso delle tecnologie.

  • Abituarsi ad utilizzare il mezzo informatico per comunicare, creare, produrre.


TEMPO: mesi di aprile e maggio dell’anno scolastico 2009/2010.
AMBIENTE: L’esperienza si è svolta in parte in aula, in parte nel laboratorio di informatica nel quale sono presenti quindici postazioni singole con adeguati supporti e collegamenti per l’attività prevista. In aula la classe ha lavorato prevalentemente in modo compatto, in laboratorio gli alunni hanno lavorato in coppia, organizzazione indispensabile, perché il numero delle postazioni è inferiore al numero degli alunni, e utile al tempo stesso perché ha permesso un più rapido controllo da parte del docente ed ha favorito tra i bambini la collaborazione compensando sensi di insicurezza e inadeguatezza da parte di alcuni.

DESCRIZIONE DELL’ATTIVITÀ

Introduzione


In una bella mattinata di aprile, poco dopo l’accoglienza, l’insegnante di italiano conduce in modo naturale, ma con un pizzico di allegria e teatralità, i bambini a rilevare l’arrivo della primavera e ad esprimere le sensazioni provate.
Insegnante: - Bambini, oggi sono proprio contenta. Sapete perché?

(dopo una pausa per creare un po’ di attesa l’insegnante prosegue)

Perché questa mattina quando mi sono svegliata ed ho schiuso le finestre, ho spalancato gli occhi e mi sono detta “Finalmente!!! Finalmente sei arrivata! Ti aspettavo da parecchio! Chi?!

Alberto e Luca: - La Primavera!

Insegnante: - Esatto! Si è fatta aspettare quest’anno, ma adesso è arrivata. Non vi sembra?

Matteo: Guardando alla finestre dell’aula: - C’è un bel sole…

Silvia: - C’è tanta luce, il cielo è azzurro azzurro…

Annalisa: - Non si vede neanche una nuvoletta piccola piccola.

Ivan: - Io, venendo a scuola ho avuto caldo, mi sono tolto il giacchino e l’ho lasciato alla mamma.

Giulia: - La primavera è iniziata il 21 marzo, ma mi ricordo che era una giornata brutta, non sembrava primavera, sembrava ancora inverno o forse autunno.
La conversazione continua in forma libera.

Alla domanda “Ma a voi piace la primavera?”, dopo rapida indagine risulta che tutti amano la primavera anche se alcuni preferiscono “l’estate perché ci sono le vacanze” e altri l’inverno perché vogliono “sciare e giocare con la neve”.



Fotografare con la mente


A questo punto l’insegnante propone di chiudere gli occhi per qualche minuto, di pensare/vedere la primavera e di scattare mentalmente delle fotografie. Al termine del tempo stabilito la classe condivide le fotografie virtuali: emergono prevalentemente vedute di paesaggi ampi, di campagna…

L’insegnante allora propone di usare lo zoom, spiegando che lo zoom è come una lente d’ingrandimento, permette di avvicinarsi alle cose senza però doversi spostare fisicamente consentendo di vedere meglio i particolari, rendendoli importanti.

“ Ora richiudete gli occhi per un minuto, ammirate ancora il bel paesaggio di prima….Fatto? Bene, adesso usate lo zoom e avvicinatelo a quello che volete… Provate anche a spostarlo e ad inquadrare altri particolari…., sugli alberi, sotto le grondaie, tra i fili d’erba, sotto i sassi….”
Al termine la conversazione riprende:
- Io ho visto tante formiche camminare tutte in fila.

- Io le gemme gonfie gonfie.

- E io le foglioline raggrinzite appena uscite dalle gemme.

- Noi che finalmente torniamo a giocare nel giardino della scuola nel dopomensa.


La conversazione prosegue su questo tono e piano piano emergono diversi aspetti della stagione: tempo meteorologico, fiori, frutti, abbigliamento, risveglio della natura, fine del letargo.

La mappa


L’insegnante alla lavagna realizza una mappa man mano che le nuove fotografie virtuali vengono proposte dai bambini.







La fotocamera


L’insegnante mostra ai bambini una macchina fotografica digitale dotata di zoom e display, quindi, effettuando inquadrature casuali, utilizza lo zoom per avvicinare alcuni particolari.

- Avete visto? Quello che abbiamo fatto mentalmente, con l’immaginazione, la macchina fotografica può farlo concretamente.

Alcuni bambini intervengono per raccontare esperienze personali:

- Mio papà ce l’ha! L’ha usata anche per fotografare un paguro al mare.

- Il mio per fotografare una stella alpina perché è proibito raccoglierle.

- …


Quindi la classe si sposta in giardino (la scuola è fortunatamente circondata da un bel giardino con cespugli e alberi) e ad ogni bambino l’insegnante fa provare a fotografare utilizzando lo zoom.

In classe, collegando la macchina fotografica ad un pc portatile, tutti possono vedere l’effetto delle proprie fotografie e commentare.


Nel fine settimana ogni bambino che dispone di una macchina fotografica digitale deve fotografare un particolare della primavera, meglio se uno di quelli a cui ha pensato personalmente, e possibilmente effettuarne la stampa. Per gli altri la ricerca delle immagini è da compiersi su riviste.

Al rientro i bambini riuniti in cerchio presentano le proprie fotografie con le quali si realizza un cartellone.



La poesia


L’insegnante propone ai bambini una semplice poesia introducendola così:

- Noi abbiamo dentro di noi queste immagini della primavera (indicando il cartellone e la mappa riportata accanto). Ognuno ha immagini diverse perché ciascuno è diverso. Ora vi leggerò una poesia, il suo autore, come noi, volendo parlare della primavera aveva negli occhi alcune fotografie o forse tante, ne ha scelte alcune. Indovinate quali ascoltando le sue parole.

L’insegnante legge per intero due volte:
Non vedi?
Un ciuffo di viole,

tre soldi di sole,

batuffoli gialli

col becco all’insù;

ad ogni goccetta

che scivola giù

un pesco che ride,

un bimbo che stride

e infine il pallone

saetta improvviso

da un vecchio portone,

mi cade tra i piedi

borbotta:- Non vedi?

È già primavera.
Durante la lettura già alcuni bambini alzano la mano; intervengono solo a conclusione della lettura.

- L’autore ha pensato alle viole.

- Ai primi raggi di sole

- ai pulcini ….


Pian piano i bambini estrapolano tutte le immagini usate dall’autore. Si confrontano quindi quelle usate dai bambini e si rilevano somiglianze e differenze.

L’analisi del testo poetico volutamente sorvola altre caratteristiche della poesia (per esempio le personificazioni); ci si sofferma solo per chiarire alcuni passaggi ed accertarsi che tutti abbiano capito i semplici versi della poesia.

Il testo fotocopiato viene consegnato ad ogni bambino: ciascuno ha il compito di inserire intorno al testo dei disegni. Tutti disegnano gli elementi principali della poesia.

In aula informatica


Nel laboratorio di informatica si ripete l’attività: il testo già predisposto in file deve essere arricchito di immagini. L’insegnante opta per le clipart perché sostiene che le ricerche con “Google immagini” hanno creato in passato qualche problema imbarazzante con la comparsa di immagini equivoche quando non provocanti.

Gli alunni si erano già esercitati in precedenza a scrivere frasi con Word variando carattere, dimensione, colore…. e a corredare un testo con immagini.

Ovviamente i computer in dotazione possiedono una valida raccolta di immagini clipart.








Un ciuffo di viole,

tre soldi di sole,

batuffoli gialli

col becco all’insù;

ad ogni goccetta

che scivola giù

un pesco che ride,

un bimbo che stride

e infine il pallone

saetta improvviso

da un vecchio portone,

mi cade tra i piedi

borbotta:- Non vedi?

È già primavera.

Fare poesia

In altro momento in classe l’insegnante propone ai bambini di fare come l’autore della poesia: utilizzare le immagini che ci sono dentro ciascuno per trasformarle in versi, cosicché chi legge seguendo la musica delle parole possa “vedere” le belle cose a cui noi abbiamo pensato. Davanti ai bambini c’è il cartellone con la raccolta di fotografie e la mappa realizzata.

Insieme la classe trova le nuove soluzioni:


Il poeta



Noi

Un ciuffo di viole



Bianche margherite

tre soldi di sole



Nel prato fiorite

batuffoli gialli



Farfalle delicate

col becco all’insù



volan quaggiù

….




…..










Il lavoro prosegue seguendo la struttura della poesia di partenza, ma per ogni verso dato la classe cerca e sceglie una delle proprie immagini trasformate in parole “che hanno musica”. Man mano i bambini trovano il verso “personalizzato” che più soddisfa e risulta efficace, l’insegnante lo scrive alla lavagna.

Alla fine la classe ha prodotto una propria poesia sulla falsariga del testo iniziale.


Arriva la primavera!
Bianche margherite

nel prato fiorite,

farfalle delicate

volan quaggiù;

ad ogni raggio

che giunge fin qui

urla di bimbi

che giocan felici

e infine la rondine

torna da noi,

a lungo ha viaggiato

per dirci così:

la primavera

è già qui.

II B




Power Point


Alcuni bambini chiedono di ripetere con la nuova poesia l’attività svolta con la prima poesia corredandola di immagini al computer. L’insegnante allora suggerisce l’attività nuova:

- Questa volta potremmo fare ancora meglio: potremmo riscrivere la poesia e abbellirla con le immagini che ci frullavano in testa, facendo danzare parole e immagini. Vi piacerebbe?

Come sempre le proposte operative al computer suscitano entusiasmo ed eccitazione.

L’insegnante continua:

- Potremmo usare un programma che si chiama Power Point. Lo conoscete?

Alcuni bambini discutono tra loro cercando di ricordare se il computer di casa è fornito di questo programma, altri mostrano espressioni sconcertate non sapendo di che cosa si tratti.

Affinché i bambini sperimentino subito l’emozione dei versi che si fondono con le immagini grafiche già alla prima lezione (per Power Point) in aula informatica, dopo poche ed essenziali istruzioni, gli alunni sono guidati alla realizzazione della prima diapositiva. L’insegnante preferisce per gli alunni di scuola primaria utilizzare la struttura di diapositiva “VUOTA” perché fornisce maggiore libertà di movimento, di azione prescindendo da spazi già prefissati che possono creare difficoltà di gestione nei bambini e soprattutto in quelli più piccoli.

I bambini lavorano in coppie per sfruttare al meglio la dotazione strumentale, per permettere all’insegnante di intervenire più rapidamente quando i bambini hanno bisogno di aiuto e perché il lavoro in coppie ben bilanciate favorisce la cooperazione e libera alcuni da ansie da prestazione.

Ogni coppia apre una casella di testo sulla dispositiva e vi scrive il primo verso “Bianche margherite”, poi riportando le conoscenze già acquisite nell’uso di Word cambia carattere e dimensione. Quindi nella raccolta di clipart cercano immagini adatte scegliendo la parola chiave del verso; ovviamente per il primo è obbligatoriamente “margherite”.

Quando tutti sono riusciti ad inserire almeno un’immagine adatta (alcuni hanno ripetuto più volte la stessa immagine per …fare il “plurale” di margherita, altri hanno inserito immagini diverse di margherite…), si passa ad animare, a far “danzare” le parole e le immagini seguendo le istruzioni:



  1. Seleziona sulla diapositiva la casella di testo con il verso della poesia

  2. Clicca su presentazione

  3. Scegli animazione personalizzata

  4. Scegli effetto

  5. Prova l’anteprima

  6. Eventualmente scegli un altro effetto e provalo con l’anteprima.

  7. Clicca ok quando hai trovato ciò che ti piace

  8. Ripeti le operazioni (da 1 a 7) per l’altro elemento della tua pagina, cioè l’immagine (se i bambini hanno inserito più immagini di margherite l’insegnante passa a mostrare il comando “Raggruppa”).

Al termine la docente mostra sul computer di una coppia il risultato indicando il percorso da seguire: Presentazione - visualizza presentazione.

L’insegnate preferisce far comparire i vari elementi al clic del mouse anziché automaticamente, perché l’azione rende maggiormente consapevole il bambino dell’effetto da lui prodotto intenzionalmente.

La classe condivide i primi risultati perché ogni coppia mostra agli altri quanto ha realizzato: è occasione per i diretti interessati di vedere riconosciuto il proprio lavoro dai compagni spettatori e nello stesso tempo, una volta assunto il ruolo di spettatori, di imparare dagli altri che hanno trovato immagini, caratteri, effetti più efficaci.

Durante le svolgimento dell’attività i bambini manifestano ripetutamente la loro sorpresa di fronte alle possibilità della tecnologia, il loro grado di grande soddisfazione per la riuscita.

L’attenzione e l’interesse non calano ad eccezione che per una coppia di bambine, nell’aula si avverte un positivo fermento che però è necessario contenere.

Nelle successive lezioni i bambini in coppie proseguono il lavoro sempre secondo lo stesso schema: diapositiva con un verso della poesia, immagine/i adeguata/e, animazione. In queste occasioni i bambini hanno modo di esplorare a lungo la raccolta di clipart, le animazioni possibili, studiando le inquadrature più soddisfacenti.

Al termine si prepara la copertina con il titolo e gli autori, si realizzano in totale otto slide. Quando tutti hanno ultimato i lavori, è il momento della condivisione.

Gli elaborati vengono salvati anche su chiavette o CD personali e portati a casa.

Inutile dire che la classica memorizzazione della poesia è avvenuta anche senza lo studio individuale.



Ricerche in rete


L’ultima attività proposta è la ricerca di poesie sul medesimo tema realizzate da bambini o per bambini.

L’insegnante opta ancora per aree protette per bambini e indica i seguenti siti dove effettuare la ricerca:



www.lagirandola.it

www.filastrocche.it

www.maestrasabri.it

www.infanziaweb.it

Ogni coppia deve scegliere una poesia, leggerla con espressione alla classe e motivare la propria scelta.




ANALISI DELLE CRITICITÀ


Talvolta alcuni computer utilizzati hanno manifestato problemi davanti ai quali i bambini non sapevano ovviamente che cosa fare, pertanto era necessario l’intervento dell’insegnante, costretta però a lasciare soli gli altri bambini e non sempre i problemi erano di immediata soluzione; tutto ciò rimanda al problema della gestione delle macchine in dotazione ad una scuola: se ci sono scuole che possono ritenersi fortunate perché accedendo nel tempo ad agevolazioni e recuperando fondi sono state in grado di fornirsi di uno strumentario tecnologico accettabile, rimane la difficoltà di gestione / manutenzione di tale materiale (tecnico di laboratorio nelle scuole primarie? Servizio di assistenza a contratto con esterni?).

Dati poi i mezzi essenziali (fotocamera e computer nel nostro caso), già di per se stessi costosi, sarebbero state necessarie periferiche sempre funzionanti e rifornite (stampanti per esempio per le fotografie, carte da fotografia e cartucce a colori…), purtroppo tali rifornimenti, si sa, risultano proibitivi per i magri bilanci delle scuole e nell’esperienza descritta non sono state usate a scuola.

L’impegno dell’insegnante in aula computer è stato notevole: i bambini spronati ad operare si sono dati da fare ben volentieri, ma inevitabilmente hanno incontrato difficoltà e hanno chiesto aiuto; riuscire a rispondere, abbastanza tempestivamente alle richieste, alle domande dei bambini ha richiesto una profusione di energie abbondante, pertanto sarebbe stato opportuno che accanto all’insegnante che ha condotto l’attività in laboratorio ci fosse sempre stato un altro insegnante in appoggio.
L’insegnante che ha portato avanti l’attività ha saputo gestire il tutto riconducendo anche l’uso dei mezzi tecnologici ad un fine all’interno di un percorso unitario, tuttavia non si può non considerare il rischio della tecnologia con le infinite possibilità da essa fornite di far perdere la bussola: il bambino prova, sperimenta e comunque impara, ma corre il rischio di diventare dispersivo, perdendo di vista l’obiettivo. A tal fine l’insegnante chiedeva spesso: - Perché hai scelto questa immagine, questo effetto? Ti sembra che si adatti bene a quanto le parole e le “immagini” suggeriscono? Che cosa ti è piaciuto nella poesia che hai scelto?
ANALISI DEGLI ASPETTI POSITIVI

Gli aspetti positivi dell’esperienza, in gran parte già delineati nel corso della presente trattazione, riguardano innanzitutto la dimensione emotivo-comportamentale:



  • il potere dei mezzi tecnologici ha consentito anche ai bambini meno precisi di ottenere risultati gradevoli dal punto di vista formale con un conseguente potenziamento dell’autostima;

  • il ritrovare a scuola strumenti che utilizzano procedure simili a quelle in uso in molti giochi, che ormai la maggior parte dei bambini gestisce, ha permesso loro di avvicinarsi a contenuti anche un po’ ostici avvertendo familiarità;

  • la dimensione operativa dei mezzi tecnologici si è sposata bene con il bisogno dei bambini di fare secondo il metodo “se faccio capisco”, al quale si potrebbe aggiungere “e son contento”;

  • il computer e la fotografia digitale con le infinite e rapide possibilità di modificare, di correggere, di completare l’elaborato in tempi piuttosto rapidi rispetto a quelli necessari nelle elaborazioni con i mezzi tradizionali, che comunque non devono mancare, ha contribuito a disporre più facilmente i bambini all’atteggiamento di revisione, generalmente difficile da sviluppare;

  • il computer ha sviluppato nei bambini un comportamento attivo, creativo, di ricerca.

Considerando invece la dimensione didattica la tecnologia ha fornito altri vantaggi:



  • è riuscita ad avvicinare più rapidamente a testi e immagini, …(ricerca di poesie nel caso trattato);

  • ha agevolato un’esercitazione che altrimenti sarebbe riuscita noiosa (memorizzare una poesia);

  • ha favorito l’apprendimento come gioco;

  • ha sviluppato l’apprendimento come ricerca.



INDICAZIONI PER LA RIPROGETTAZIONE


L’esperienza descritta in questo testo espone un percorso che è risultato efficace e coinvolgente. Sarebbero stati possibili ulteriori sviluppi per esempio con la dimensione musicale, per esempio si sarebbero potute percorrere anche le seguenti strade:

  • Data una serie di brevi brani musicali di vari repertori chiedere ai bambini di sceglierne uno adeguato al contesto;

  • Ascoltare brevi passi della Primavera di Vivaldi e scegliere quello che meglio si adatta alla poesia.

  • L’esperienza dovrebbe essere seguita da un’altra attività simile, più breve nel suo sviluppo, durante la quale i bambini dovrebbero applicare, con buona autonomia, quanto imparato al computer.

  • Effettuare una ricerca internet di dipinti con tema primaverile.

  • Smontare le immagini della primavera con un adeguato programma (anche Paint) e ricomporle in forma fantasiosa, astratta.

  • Eseguire prima dell’attività in ppt un lavoro simile con immagini tratte da riviste con un taglia e incolla non virtuale.

  • Disegnare i particolari pensati della primavera in modo tale da contribuire a liberare il disegno dagli stereotipi.

  • Ricercare in rete informazioni sull’autore, visionare il sito se lo possiede.

A titolo di esempio si allegano due dei file in ppt realizzati dai bambini.


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