Posso dire Don Mazza che abbiano iniziato nel 1996 quando io ero Assessore regionale del turismo ha portato qui a Verona gli approfondimenti sul turismo religioso, la Conferenza Episcopale, di questo credo sia personalmente



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Nella prospettiva di un turismo dal volto umano


Viaggiare. Il senso e l’esperienza del viaggio definiscono simbolicamente l’esistenza umana e l’intero percorso cristiano. Esiste una tradizione ricchissima alle nostre spalle che ci spinge a non materializzare e demotivare il viaggio, comunque esso sia sperimentato. Ma c’è un viaggio che si manifesta determinante, di cui ogni altro è parabola, il viaggio verso la meta ultima della vita.

Occorre “saper viaggiare” per essere più uomini e per saper tendere alla meta trascendente.


Visitare. La conoscenza e l’esplorazione di un territorio – nella sua multiforme sedementazione – esprimono quella “curiositas” in cui sta l’inizio della sapienza. Visitare implica incontro con le persone, gli ambienti, le culture; significa riconoscimento, apertura, dialogo. Ma c’è anche un essere visitati: da Dio che “visita il suo popolo”. E’ la presenza di un progetto creativo e di benevolenza per rendere tutti gli uomini “popolo ben disposto” alla salvezza.

Occorre saper visitare e lasciarsi visitare per sperimentare il limite e la grandezza dell’uomo.


Accogliere. La prima appartenenza all’unica umanità consiste nell’accoglienza e ne è prova il mito della “casa comune” proprio di tutte le civiltà. La parola di rivelazione illumina, più incisivamente sul suo senso profondo: “Chi accoglie voi accoglie me”. L’accoglienza è evento di relazione e di rivelazione; è un fatto di reciprocità e di tolleranza, di civile convivenza, di scambio fecondo e rispettoso delle identità.

Occorre saper accogliere e lasciarsi accogliere per arricchirsi in umanità e testimoniare i valori umani e cristiani.


Nella prospettiva degli “Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000


Da alcune citazioni è possibile trarre qualche considerazione per il rapporto “Chiesa-turismo”.


  1. Compito primario della Chiesa è testimoniare la gioia e la speranza originate dalla fede nel Signore Gesù Cristo, vivendo in compagnia degli uomini” (Orientamenti pastorali, “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”, 1).

Nel turismo emerge in forza e, a volte, con accenti trasgressivi il desiderio di felicità e di autenticità, perenne anelito dell’uomo. Questo è bello e positivo, ma non può essere totalizzante ed escludente altre dimensioni dell’umano. Il puro desiderio di gioia e di emozioni nuove non basta. E’ necessario integrarlo con il riconoscimento degli altri, della storia, del trascendente (cfr. CVMC, 37). Questo porta ad un impegno nel turismo che faccia crescere oltre che i valori corporei, emotivi, estetici, quelli radicati nella dimensione spirituale (ivi, 38).


Sappiamo d’altra parte che è solo dalla comunione profonda e personale con “il mistero del Dio vivente e vero, fonte di gioia e di speranza” (ivi, 44) che si esaudisce il desiderio umano e trovano compimento le attese dello spirito.


  1. La vita umana acquista senso quando vi sono tempi e spazi di riposo e di gratuità, destinati alla relazione tra gli esseri umani” (ivi, 48).

Nel tempo del turismo è l’umanità dell’uomo ad essere protagonista nel suo anelito di benessere totale, valorizzando il tempo in funzione di un ordinato riconoscimento e potenziamento di tutta la persona in se stessa e delle sue necessarie relazioni con il prossimo, a partire dalla famiglia alle forme dell’amicizia e della cittadinanza.
3. E’ necessario “prestare attenzione a questa conversione culturale in modo che il vangelo sia incarnato nel nostro tempo per ispirare la cultura e aprirla all’accoglienza integrale di tutto ciò che è autenticamente umano” (ivi, 50).

Nel turismo la persona acquista una nuova dimensione di conoscenza, di approfondimento delle proprie istanze interiori, del proprio essenziale radicamento nella tradizione, nella memoria storica, nei beni culturali di un passato eloquente e ricco di risonanze.


Il Convegno ha dunque raggiunto le finalità che si era date?

Siete voi che dovete dare risposte. Io sottolineo che:



  1. è stato ripreso ancora una volta il dialogo con il mondo e le culture del turismo e ha permesso di comunicare ciò che la Chiesa ha da dire in correlazione con la sua missione di annuncio, di testimonianza e di missione;

  2. ha permesso alla Chiesa di misurarsi con questo turismo che si manifesta con varie tipologie, non rinunciando a proporre un viaggiare sensato ed offrendo la sua spiritualità dell’itineranza per rendere il viaggiare un visitare e un accogliere;

  3. ha auspicato una pastorale del turismo più matura, più attenta a strutturare sapientemente i suoi strumenti teologico-biblici ed antropologici.


Concludendo

Questi giorni sono stati vissuti come tempo e luogo nei quali avete patrimonializzato ogni elemento di conoscenza e di esperienza, dai quali non mancheranno di sortire nuovi impulsi ad una nuova pastorale del turismo, incentrata sull’uomo più che sull’iniziativa organizzativa.

Avete osservato il ruolo importante dell’Associazionismo e la necessità di confrontarsi, pur mantenendo la diversità dei vostri carismi, ponendo sempre la persona al centro.

Avete espresso il desiderio di avere vicina la Chiesa locale dal momento che quella del turismo non è una pastorale cenerentola, anche se a volte è frammentata e impegna, forse, eccessive forze che si disperdono all’interno delle chiese locali. Se non si disperdessero tali energie in mille rivoli, ci si accorgerebbe che la somma dei viaggi, che vengono organizzati in una diocesi durante un anno, non è una parte insignificante del lavoro dei parroci. Sarebbe necessario che tutti questi frammenti diventassero uno, dopo averli avvicinati.

Infine avete detto che la formazione dei dirigenti operatori è punto qualificativo del vostro modo di fare turismo.

Siano questi non solo auspici, ma impegni per tutti.

Per concludere mi pare di poter dire che questi giorni li avete vissuti come tempo e luogo nel quale avete patrimonializzato ogni elemento di conoscenza e di esperienza, dai quali, io mi auguro, non mancheranno di uscire nuovi impulsi alla pastorale del turismo, incentrata sull’uomo più che sulle iniziative organizzative.

Indice


Presentazione Pag. 2
Saluto inaugurale

S.E. Mons. Flavio Roberto Carraro “ 4


Prolusione

S.E. Mons. Luigi Bressan “ 6


Presentazione

Mons. Carlo Mazza “ 16


Le ragioni del Forum delle associazioni

Dr. Angelopiero Bafundi “ 21



Le lezioni per capire e agire “ 26
Viaggiare, visitare e accogliere. La prospettiva culturale

Armando Torno “ 27


Viaggiare, visitare e accogliere. La prospettiva antropologica

Don Gianni Colzani “ 38


Viaggiare, visitare e accogliere. La prospettiva normativa

Giampaolo Maria Cogo “ 47


Viaggiare, visitare e accogliere. La prospettiva dell’opera lucana

Don Augusto Barbi “ 54


Viaggiare, visitare e accogliere. La prospettiva pastorale

Mons. Sergio Lanza “ 68


Viaggiare, visitare e accogliere nella Chiesa. Modalità,

metodi, organizzazione

Mons. Paolo Doni “ 94



Chiesa e associazionismo turistico di ispirazione cristiana “ 99
Viaggiare, visitare e accogliere nelle Associazioni turistiche. Stili,

strumenti, contenuti

Alberto Ferrari “ 100

Marisa Baroni “ 102

Arrigo Dalfovo “ 104

Roberto Scacchi “ 106

Antonio Inchingoli “ 108

Lanfranco Massari “ 109

Don Roberto Guarino “ 113


Intervento conclusivo

Norberto Tonini “ 115


Gruppi di Studio: Confronto di idee e proposte “ 118

Don Romeo Maggioni (primo gruppo) “ 119

Nazzareno Giarola (secondo gruppo) “ 122

Maria Pia Bertolucci (terzo gruppo) “ 127



Proposizioni, Prospettive, Impegni “ 133
Missione della Chiesa nel mondo del turismo. Nuove prospettive

di evangelizzazione e di inculturazione della fede

S.E. Mons. Szilard Keresztes “ 134


Conclusione

S.E. Mons. Dino De Antoni “ 143

NOTIZIARIO
dell’Ufficio Nazionale per la

Pastorale del tempo libero, turismo e sport



N. 7

Settembre 2002




ATTI
Convegno Nazionale

Viaggiare, Visitare e Accogliere.



Per un turismo dei valori”
Verona, 15-17 novembre 2001
(Copertina ultima pagina)

QUADERNI DELLA SEGRETERIA GENERALE CEI


UFFICIO NAZIONALE PER LA PASTORALE DEL TEMPO LIBERO, TURISMO E SPORT


Notiziario n. 7 – Settembre 2002




1Cf E.BACCARINI (ed.), Il pensiero nomade, Assisi 1994

2GS 63.

3Cf CONCILIO VATICANO II, Gaudium et spes [GS], 4.5; GIOVANNI PAOLO II, Redemptor hominis [RH], Christifideles laici [CfL]; C.E.I., Evangelizzazione e testimonianza della carità [ETC].

4J. ANOUHILH, Le voyageur sans bagages, Paris 1942.

5M. BUBER, Il problema dell'uomo, Leumann (Torino) 1983, 35: "Io distinguo nella storia del pensiero umano le epoche in cui l'uomo possiede una sua dimora (Epochen der Behaustheit) dalle epoche in cui egli ne é senza (Hauslosigkeit). Nelle prime, l'uomo abita nel mondo come se abitasse in una casa, nelle altre, egli é come se vivesse in aperta campagna e non possedesse neppure i quattro picchetti per innalzare una tenda".

6 Cf R. MUSIL, L'uomo senza qualità, Torino 1972.

7 D. HERVIEU-LEGER, Verso un nuovo cristianesimo? Introduzione alla sociologia del cristianesimo occidentale, Brescia 1989, 177.

8PAOLO VI, Discorso al Convengo europeo sulla pastorale dei migranti, AAS 65 (1965) 591.

9CONCILIO VATICANO II, Lumen Gentium [LG], 1.

10LG 4 (citazione di s.Cipriano, De oratione Dominica 23, PL 4,553, ripresa anche da s.Agostino e si Giovanni Damasceno).

11TMA 7.

12GIOVANNI PAOLO II, Tertio millennio adveniente [TMA]. Lettera Apostolica circa la preparazione del Giubileo dell’anno 2000, 13.

13VOLTAIRE, Lettere di Amabed, in Romanzi e racconti, Milano 1970, 639.

14M.L.DE NATALE, Turismo/viaggi, in G.FLORES D’ARCAIS (ed.), Nuovo Dizionario di Pedagogia, Cinisello Balsamo (Milano) 1987, 1285s.

15PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA PASTORALE DELLE MIGRAZIONI E DEL TURISMO, Chiesa e mobilità umana, 16.

16PAOLO VI, AAS 58 (1966) 6; cf LG 1; GS 5.24.

17Cf Gal 3,26-29.

18C.NOSIGLIA, La nuova evangelizzazione ‘cammino di gioia’, in L.ANDREATTA-F.MARINELLI, Il pellegrinaggio, via della Nuova Evangelizzazione, Casale Monferrato 1993, 142.

19PAOLO VI, Populorum progressio, 69.

20 Cf Peregrinans in terris, 10-12.

21 Cf Nicolò Costa, Le radici cristiane dei codici etici del turismo e la regolazione del turismo religioso, in V.Negri Zamagni, M.Mussoni, G.Benzi (edd.), Per un turismo autenticamente umano, FaraEditore, Santarcangelo di Romagna, 2001, 133.

22Cf Es 13, 20-22.

23PAOLO VI, Ecclesiam suam, 06.08.1964 (EV/2, 192).

24 P.Florenskij, La colonna e il fondamento della verità, Rusconi, Milano 1998, 137.

25 G.SCARVAGLIERI, Aspetti socio-pastorali del pellegrinaggio, in L.ANDREATTA-F.MARINELLI, Il pellegrinaggio, via della Nuova Evangelizzazione, Casale Monferrato 1993, 208.

26PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA PASTORALE DELLE MIGRAZIONI E DEL TURISMO, Peregrinans in terra. Direttorio generale per la Pastorale del turismo, Roma 1969, 2.

27PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA PASTORALE DELLE MIGRAZIONI E DEL TURISMO, Chiesa e mobilità umana, Allegato su Pastorale del turismo: “Intesa come momento specifico per la formazione della personalità del cristiano, la pastorale del turismo è una componente essenziale della pastorale ordinaria...”.

28Queste affermazioni non devono essere intese in senso qualunquistico, quasi che basti essere residenti in un determinato territorio per essere considerati cristiani. questa dilavatura - che il cristianesimo sociologico ha di fatto prodotto - pone sul tappeto il problema dell'appartenenza ecclesiale e delle modalità con cui, nel nostro tempo, si diventa cristiani. Ciò tuttavia non vanifica in alcun modo le annotazioni qui prodotte a proposito di quella che abbiamo indicato come ‘cattolicità antropologica’.

29Ha ragione G.ANGELINI, L’immagine concreta della parrocchia: rischi e opportunità di un progetto pastorale, in AA.VV., Chiesa e parrocchia, Leumann (Torino) 1989, 124, di criticare l’insistenza sul carattere neutrale del principio territoriale; il nostro svolgimento, invece, non ha puntato sulla neutralità psicosociale, ma sulla non sovradeterminazione teologica del territorio sotto il profilo della fede e accoglienza cristiana. Del tutto pertinente anche la seconda istanza critica, che l’Autore espone verso la tesi di “una forma ‘naturale’, o meglio ‘storico-civile’ - in ogni caso precristiana - di relazione sociale, che la parrocchia avrebbe il compito di reinterpretare e valorizzare in prospettiva cristiana”. Si tratta, invece, della prospettiva specifica della inculturazione della fede e della presenza culturale sul territorio, che nella parrocchia trovano un luogo ottimale, difficilmente sostituibile, e quindi pastoralmente (voglio dire: per criteriologia teologico-pastorale) necessario.

30PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA PASTORALE DELLE MIGRAZIONI E DEL TURISMO, Chiesa e mobilità umana, 20.

31K.GABRIEL, “Messung” pastoraler Erfolgs - religionssoziologisch, in J.HORSTMANN (ed.), Erfolgreiche - nicht-erfolgreiche Gemeinde, Padeborn 1981, 87s.

32Non riteniamo valida l’assimilazione immediata e acritica tra comunità e gruppo, come p.e. in N.METTE-H.STEINKAMP, Scienze sociali e teologia pratica, Brescia 1993, 68: “Comunità e gruppi di base sono perciò il luogo privilegiato dell’apprendimento e della pratica comuni dell’essere cristiani”.

33PAOLO VI, Discorso al Convengo europeo sulla pastorale dei migranti, AAS 65 (1965) 591.

34GIOVANNI PAOLO II, I compiti della Chiesa di Roma in ordine al Giubileo del 2000..., 342.

35Cf PONTIFICIA COMMISSIONE PER LA PASTORALE DELLE MIGRAZIONI E DEL TURISMO, Chiesa e mobilità umana, 29a: “...questo tipo di apostolato, anche se richiede prestazioni e persone qualificate, non può essere opera esclusiva di specialisti. Questi non potrebbero supplire responsabilità ché incombono a tutti nella Chiesa, né potrebbe essere efficace la loro azione senza il sostegno e l’apporto di tutti”.

36TMA 16. E’ il primo punto che il Papa propone all’esame di coscienza dei cattolici: “Tra i peccati che esigono un maggiore impegno di penitenza e di conversione devono essere annoverati certamente quelli che hanno pregiudicato l’unità voluta da Dio per il suo Popolo... dolorose lacerazioni che contraddicono apertamente alla volontà di Cristo e sono di scandalo al mondo” (TMA 34).

37Cf PONTIFICIO CONSIGLIO PER IL DIALOGO INTERRELIGIOSO/CONGREGAZIONE PER L’EVANGELIZZAZIONE DEI POPOLI, Dialogo e annuncio. Riflessioni e orientamenti sul dialogo interreligioso e l'annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, nel XXV della Nostra Ætate, 19 maggio 1991.

38GIOVANNI PAOLO II, I compiti della Chiesa di Roma in ordine al Giubileo del 2000..., 341.; cf anche TMA 22ss.

39Cf su questo GIOVANNI PAOLO II, enciclica Laborem exercens.

40L’opera, conosciuta come Itinerarium Egeriae, è il resoconto di un viaggio nei luoghi biblici del vicino Oriente compiuto da una donna alla fine del IV secolo. Nella prima parte, l’Autrice descrive la visita la Sinai, al monte Nebo, a Carneas e in Mesopotamia, con ritorno a Costantinopoli e visita al martyrium di s.Tecla; nella seconda parte è presentata con abbondanza di particolari la liturgia (quaresimale e pasquale in specie) della chiesa di Gerusalemme.

41Sulla esigenza della prima evangelizzazione è forte e chiaro il richiamo dei Vescovi italiani: "Di fronte a questa realtà complessa appare anzitutto urgente promuovere una pastorale di 'prima evangelizzazione' che abbia al suo centro l'annuncio di Gesù Cristo morto e risorto, salvezza di Dio per ogni uomo, rivolto agli indifferenti e ai non credenti. Si tratta di un campo in buona parte nuovo per le nostre comunità, la cui pastorale continua spesso a percorrere vie che non danno al primo annuncio lo spazio e l'importanza oggi indispensabile, se si vuole condurre o ricondurre molti uomini e donne all'incontro e all'adesione convinta e personale a Cristo, e alla conseguente vita di fede nella chiesa" (C.E.I., Evangelizzazione e testimonianza della carità, 31).

42Cf G.LOHFINK, Gesù come voleva la sua comunità? La Chiesa quale dovrebbe essere, Cinisello Balsamo 1987, 146: “L’accoglienza di ‘fratelli’ estranei [? trad.] svolge nella chiesa primitiva una funzione molto importante” (Cf Rm 12,13; 16,1-2; Eb 13,2; 1Pt 4,9).

43GIOVANNI PAOLO II, I compiti della Chiesa di Roma in ordine al Giubileo del 2000..., 343.

44TMA 58.



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