Posso dire Don Mazza che abbiano iniziato nel 1996 quando io ero Assessore regionale del turismo ha portato qui a Verona gli approfondimenti sul turismo religioso, la Conferenza Episcopale, di questo credo sia personalmente



Scaricare 0.5 Mb.
Pagina2/10
24.01.2018
Dimensione del file0.5 Mb.
1   2   3   4   5   6   7   8   9   10

Mons. Carlo Mazza, Direttore Ufficio Nazionale CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport

Il Convegno pone al centro della riflessione i valori del turismo. Non sembri una scelta funzionale al pensiero debole, una sorta di prezzo da pagare per alleggerire l’orizzonte delle nostre responsabilità. Al contrario, dopo la straordinaria esperienza giubilare, il turismo non appartiene alla “leggerezza dell’essere”, all’ideologia dell’evasione fine a se stessa. Riprendere perciò il dialogo con il mondo e le culture del turismo risponde ad una profonda consapevolezza etica che ci rende attenti a scrutare i “significati di vita” palesemente connessi al movimento e al vissuto turistico.


1. La missione della Chiesa nel turismo

1.1. Da parte della Chiesa si riaccende l’interesse verso la condizione umana proprio all’aurora di un nuovo millennio, alla fioca luce della quale si intravedono prospettive di ulteriore intensificazione della mobilità umana.

Si ritorna dunque a parlare di “Pastorale del turismo” perché si è convinti che la Chiesa ha qualcosa da “dire” al turismo, in modo del tutto originale, in quanto è portatrice di una “parola” di valore assoluto e di una tradizione di valori che non possono non arricchire di senso l’uomo del turismo.

Il “dire” della Chiesa riguarda infatti il destino misterioso dell’uomo e il suo eterno camminare verso mete di soddisfazione e di compimento di sé. Questo “dire” risponde ad una istanza intrinseca alla natura stessa della Chiesa, quella di essere comunità della nuova alleanza inviata per comunicare la salvezza di Gesù Cristo all’intera umanità.

Tale istanza rivela l’urgenza di “comunicare il vangelo” al mondo e alle culture che caratterizzano la vicenda attuale della civiltà occidentale. Di questa il turismo ne è parte integrante, nonostante la scarsa opinione e la residuale attenzione da parte dei pubblici poteri.

Mi piace annotare anche che la nostra ricerca si colloca strategicamente nell’orizzonte e nella linea pastorale degli Orientamenti pastorali per il primo decennio del 2000 della CEI: “Comunicare il vangelo in un mondo che cambia”.


1.2. E’ nella prospettiva della missione che la Chiesa incontra il turismo e non può non “fare i conti” con questo turismo nelle sue molteplici tipologie, nelle sue motivazioni e nei contenuti vitali inscritti nel viaggiare, nel visitare, nell’accogliere contemporaneo. Le nostre interiori sensibilità e le nostre visioni del mondo, non si arrestano alle cose turistiche e non si accontentano di osservare la realtà dei flussi e delle statistiche, ma perseguono profili più alti.

Di fatto il Convegno coltiva l’ambizione di mettere a fuoco i processi dinamici delle attuali culture del viaggio che appaiono curiosamente intricate con il bisogno di spiritualità del tutto congenita all’itineranza umana. Cultura e spiritualità non vanno mai disgiunte in quanto rivelano il decisivo e significante plus-valore rispetto al semplice viaggiare. Anzi esse richiedono acuto discernimento perché siano effettivamente garantite nel turismo attuale, diversamente condannato all’insignificanza e alla deriva evasiva dell’uomo.

Al riguardo gioverà tenere in considerazione il recente documento del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti dal titolo “Orientamenti pastorali per il turismo” (2001).


    1. A partire da questo vasto e complesso contesto, la “Pastorale del turismo” è chiamata a cogliere con intelligenza le opportunità di evangelizzazione attraverso un necessario salto di qualità. Essa, nonostante i processi acquisitivi di questi anni, ha bisogno di maturare la propria identità, illuminata e corroborata da una sapiente configurazione teologico-biblica e da un’insostituibile fondamento antropologico-culturale.

L’apporto di queste scienze appare non solo come conveniente apparato di legittimazione e di consenso, ma come ineludibile intelligenza alla stessa azione pastorale della comunità cristiana, tesa a rendere effettiva la salvezza per l’uomo in ricerca di senso e di ritrovamento di sé e non a moltiplicare e gonfiare l’impresa ecclesiale.

Il nostro Convegno perciò giunge in un tempo favorevole e consentirà di far tesoro di ogni elemento di conoscenza e di esperienza, capace di propiziare lo sforzo di “costruzione” di una nuova pastorale del turismo, incentrata sulla progressione della qualità dell’uomo più che sull’iniziativa organizzativa.



2. Per un turismo degno dell’uomo


    1. Un breve sguardo al titolo e alla struttura del Convegno ci rende più avvertiti, fin da ora, della sua importanza. Anzitutto il tema e il suo sviluppo nel titolo. I tre prospetti verbali – “Viaggiare. Visitare. Accogliere” – appaiono indicativi e cogenti; stigmatizzano il fenomeno del turismo; definiscono il paradigma “ontologico” di riferimento e la sua percezione emotiva.

Di fatto sussiste una cultura che informa questi “segmenti” e li induce ad unità nel crogiuolo delle facoltà interiori dell’uomo. A tal punto che il “Viaggio”, la “Visita” e l “Accoglienza” esprimono da un lato il naturale convivere umano e dall’altro i segni, i linguaggi e i gesti della rivelazione cristiana in una sorta di connubio suggestivo e attraente.

Per questo le tre “azioni” verbali concentrano una pluralità di significati e di sfumature che vanno evidenziati, comunicati e interiorizzati in modo che diventino “patrimonio” sedimentato e vissuto. Solo il loro armonioso, dinamico e pieno articolarsi e concatenarsi consentirà al turismo di adempiersi come esperienza di valore, di accumulare valori per la vita personale e sociale, di riscattarsi da un’ideologia consumistica e decadente.


2.2. Il tentativo di un approfondimento sistematico viene posto in evidenza nella prima parte del Convegno. Essa intende indicare la direzione di marcia di un’indagine conoscitiva circa la fascinosa e incalzante polisemia dei tre verbi che, oltre che costituire il fatto del turismo, ripropongono “parabole” e “metafore” capaci di interpretare esigenti dimensioni e bisogni dell’esistenza umana.

Guardare infatti nella direzione dell’uomo turistico da un punto di vista cristiano implica una concentrazione sulla cultura, sull’antropologia, sulla normativa, sulla tradizione bibblica e sull’azione pastorale della Chiesa. Ciò significa render conto di una suggestionante e inesausta ricchezza di contenuti collegati all’esperienza del turismo e sollecita a propiziarli coerentemente nei conseguenti programmi e proposte di azione e di sperimentazione.


2.3. La seconda parte del Convegno è centrata invece su quello che si potrebbe definire il “turismo ad intra”, che si manifesta come la varia e molteplice modalità di iniziativa da parte della Chiesa e del cosiddetto “mondo cattolico” nelle sue forme associazionistiche. La Chiesa, come è noto, fa turismo e lo fa in una prospettiva educativa e ludica.

Le associazioni – che si radicano in una comune ispirazione “cristiana” diversamente coniugata e storicamente attuata e che vantano una larga e meritoria presenza sul territorio nazionale – promuovono turismo con finalità sociali e culturali. Esse rappresentano infatti, con umiltà e dignità, una preziosa risorsa disponibile a servire l’uomo e la società civile attraverso l’offerta di turismo consapevole e finalizzato, contribuendo alla crescita umana, religiosa e culturale del nostro Paese.


2.4. La terza parte del Convegno, caratterizzata da un lavoro comune, evidenzierà il punto della situazione e traccerà le strade del futuro. Nei gruppi di studio la comunicazione sarà diretta e connotata dalle esperienze dei partecipanti. Certamente è la parte del Convegno alla quale conviene l’immagine di “laboratorio”, di “confluenza” di esperienze diverse, di “luogo creativo” per progettare il futuro.



1   2   3   4   5   6   7   8   9   10


©astratto.info 2017
invia messaggio

    Pagina principale