Pratica progressiva



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A. BEAUDENOM
PRATICA PROGRESSIVA DELLA CONFESSIONE
Volume primo

Visto: Nulla osta alla stampa.

Casale, 4 Aprile 1953.

Can. Teol. LUIGI BAIANO, Rev. Eccl.

Imprimatur.

Can. L. ODDONE, Vic. Gen.

PROPRIETÀ LETTERARIA (lI-IV-1953).

PRATICA PROGRESSIVA

Della Confessione e della Direzione spirituale
Secondo il metodo di S. Ignazio di Loyola e lo spirito di S. Francesco di Sales
Vol. 1

Dalla tiepidezza al fervore
PREPARAZIONE IMMEDIATA ALLA CONFESSIONE

DISPOSIZIONI PRELIMINARI

Nessuna dissipazione andando a confessarci. – Se siamo obbligati a parlare, facciamolo con riserbo e sottovoce. - Evitiamo di guardar troppo in giro.

Entrando in chiesa, camminiamo con pesantezza, prendiamo l'acqua benedetta con devozione, scegliamoci un posto tranquillo. – E’ molto ben fatto avvicinarsi il più passibile al Santo Tabernacolo. Dopo ciò mettiamoci alla presenza di Dio e domandiamogli la grafia, di fare una buona confessione.
La Presenza di Dio.
Come evocare la vostra immagine, o mio Dio? Una anima tiepida e un'anima, per la quale Voi rimanete velato, Essa può ammettere la vostra presenza, non ne sente però l'impressione. D'altra parte nel corso della vita, il pensiero di Voi è così poco familiare!

Come potrei trovarvi? io non vi cerco... senza dubbio Voi non mi siete un nemico, ma, ohimè, Voi mi siete quasi uno straniero. La ragione mi dico che noi viviamo in Voi come un uccello vivo nella luce e il pesce in seno al mare. La fede m'assicura che ad ogni istante Voi mi date la vita, il moto e finanche la forza di esistere: che io sono più intimamente unito a Voi che a me stesso; che niente sfugge al vostro sguardo, che niente è indifferente al vostro Cuore. Ma.. queste sono per me della verità senza luce, qualche cosa di fittizio, delle idee entrate passivamente nella mia mente, il cui intimo senso mi sfugge.

Neppure in questo momento in cui vi domando d'aver pietà di me, di concentrare il mio spirito, di farmi sentire la vostra presenza, io non trovo uno slancio di sublime desiderio per Voi!

Deh! che almeno la mia miseria e la mia sincerità vi commuovano! Che le mie necessità suscitino la misericordia di un Cuore che non fu invocato indarno mai!

La vostra immensità mi avvolge, la vostra maestà è librata sopra di me. Gli angeli che vi contemplano fa meravigliano della mia insensibilità. Oh! almeno penetratemi dell'intima convinzione che Voi siete qui per darmi udienza, posando sopra di me il vostro sguardo ed inclinando il vostro orecchio per intendere la mia voce.

“Fate passare nella mia carne un fremito del vostro santo timore ”. Respingete lontano da me il turbine invadente dei vani pensieri. Prendete le mie facoltà, impadronitevi della mia memoria e della mia attenzione, fissatele unicamente sopra quest'atto importante, che deve trasformare la mia anima e renderla al vostro amore.

O Gesù! Voi siete veramente in questo Tabernacolo che io vedo sopra l'altare. Voi ci vivete. Giorno e notte Voi ci restate per me. Ed io quando vengo qui, non penso che proprio Voi siete qui, e che mi aspettate. Entro, mi inginocchio, e me ne vado spessissimo senza avervi
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parlato! Io vi tratto come una statua, un'immagine che ricordi una perdona assente. La vostra reale presenza disgraziatamente mi sfugge!

O Gesù, che mi amate al punto di passare sopra queste dimenticanze mie, sopra questi disprezzi della mia indifferenza, amatemi tanto ancora da farvi sentire al mio cuore! Eccomi in ginocchio. Voi lo vedete, io vi adoro, riconosco la mia miseria, il mio nulla; io chino la fronte confessando i miei torti. Deh! penetratemi del sentimento della vostra presenza, penetratemi di una impressione di realtà che s'impadronisca di me e che investa tutto il mio essere.
2a Domandare aiuto.
Che cosa voglio? Io voglio fare una confessione seria, veder chiaramente nella mia coscienza, conoscere bene i miei peccati, lo stato dell'anima mia. Voglio pentirmi e riparare, voglio uscire da questa vita tiepida in cui languisco. Ahimè! Spesso io faccio una ricerca superficiale delle mie colpe; ciò non è sufficiente per conoscermi! Io impiego troppo poco tempo e uso troppo poca cura per eccitarmi al dolore, e questo non basta per mutare vita! No, non è così che potrò uscire dalla mia tiepidezza.

Ma, Dio mio, quando si è tiepidi, si e incapaci di ben esaminarsi, di pentirsi a dovere, si è incapaci perfino di sinceramente volere. Ciò che io non posso, lo può vostra grazia: essa può tutto. Voi avete promesso ogni cosa alla preghiera, e la mia preghiera in questo momento supplica, reclama, spera.


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In qual modo discernere le mie colpe? Io mi esamino tanto poco! In qual modo avvertirne la malizia! Ho la coscienza così poco delicata! Quando non si tratta di peccato grave, niente mi sembra male. L'abitudine di commettere il peccato veniale mi ha fatto perdere la sensibilità che se ne commuove, e persino la coscienza che lo condanna!

Io non vi domando, o mio Dio, di darmi da Voi, solo da Voi, il conoscimento e il dolore delle mie colpe, io vi domando di aiutarmi a conseguirli. Si! voglio ricercare me stessa fra le tenebre dei giorni passati, voglio provocare il mio cuore a protestare e la mia volontà a reagire! Illuminatemi, sostenetemi!

O Gesù, fate, di grazia, che oggi io vi consoli. Io voglio soprattutto considerare la vostra pena, voglio innalzarmi sino alla speranza dì divenire migliore, affinché voi siate contento. Sono povero ed instabile, è vero, ma non voglio perdere il coraggio. Voglio avere una confidenza filiale. Voi mi aprirete il vostro cuore ove tanti sentimenti palpitano in mio favore. Il cuore del padre del figliuol prodigo era meno indulgente e meno tenero del vostro; esso non era che una languida immagine del vostro.

O Gesù, voi siete migliore d'ogni altro! Io ho fiducia nel vostro soccorso, dal momento che il mio buon volere vi rende libero di operare in me!
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Invocazione allo Spirito Santo.
O Spirito Santo, lume infinito, rivelatemi lo stato della mia anima. O Spirito Santo, fuoco creatore, rianimate i buoni sentimenti che possono essere in me concedetemi dall'alto quelli che mi mancano. Ve lo domando in nome di Maria, in nome di Gesù, in nome Vostro, in nome della vostra missione che è quella di trasformarci; in nome della grande opera vostra, della quale io sono, benché indegno, un agente predestinato.

Fate risplendere la vostra luce, affinché io comprenda; scuotetemi coi movimenti della vostra santa grazia, affinché io senta! In ordine alla fede io non posso apportare che il mio desiderio e la mia preghiera, ed anche in ciò per desiderare e per pregare, ho bisogno di una grazia…Deh! mostratemi Gesù con le sue mani trafitte, col suo cuore aperto, e fatemi sentire che quelle ferite sono opera mia!


Invocazione a Maria.
O Maria, se per una supposizione impossibile, voi aveste opposta alla grazia la più leggera resistenza, ditemi che avreste provato, che avreste fatto? Quali lacrime vi sarebbero sembrate sufficienti per lavare quella mancanza? quali espressioni strazianti avrebbe trovato il vostro dolore? Qual aumento di tenerezze nuove non avreste voi fatto sgorgare dal vostro Cuore?

O Maria, che siete in Ciclo e tenete gli occhi vostri fissi sulla terra, riguardate a questa povera creatura, compatitela, non risparmiate nulla per salvarla.


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Forse che una madre fa dei calcoli? Voi tutto potete; io non chiedo che di toccare due cuori, il cuore di Gesù e il cuor mio. Non è vero che i due figli vostri debbono essere riuniti, e riuniti da Voi?


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ESAME
Avvisi generali.
Per una persona che si confessa spesso, l’esame deve essere corto e senza preoccupazione; — corto, altrimenti invade il tempo riservato all’opera più importante della riforma, — senza preoccupazione, poiché infine l'accusa dei peccati veniali è facoltativa (1).
1° Cominciate dal richiamare alla niente quei peccati che, nella confessione precedente, vi siete proposto specialmente di evitare; questo consiglio è d'una importanza capitale, è la base del nostro metodo, fondato interamente sull'esame particolare.

2° Esaminatevi poi sulle colpe relativamente gravi che avete potuto commettere.

3° Fatto ciò percorrete uno dei seguenti esami che qui appresso esponiamo.

— Non vogliate tenere conto di tutte quelle accuse che s'applicano a voi in una maniera qualsiasi. – Limitatevi a quelle che vi riguardano in modo speciale e più particolarmente a quello che sono certe ed importanti.

Diffidate dell'abitudine; siccome le colpe abituali si presentano da se stesse alla mente, prima di accusarle, accertatevi se realmente le avete commesse.
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ESAME PER LO STATO DI TIEPIDEZZA
I. — Colpe che privano di tenore la vita spirituale.

(Comuni a tutte le anime tiepide).


1° Preghiere del mattino o della sera omesse, accorciate, dette troppo in fretta (abitualmente? spesso? qualche volta?) — Non essermi raccolto prima d'incominciarle. (Segno al quale si riconosce di averle dette male: io sento di non aver realmente parlato con Dio!).

2° Messa della domenica. L'ho sentita senza spirito di fede — senza profitto — senza valermi dell'aiuto di un libro o leggendolo trascuratamente. — Sconvenienze: sguardi curiosi, parole inutili. (Segno al quale si riconosce di non aver ben ascoltata la messa: io non ho pensato che N. S. G. C., vivo e vero era sull'altare e si offriva per me all’Eterno Padre. Io non ho riportato alcun sentimento religioso, alcun desiderio d'essere migliore). Io non ho fatto in questo giorno nessun'altra pratica di pietà. Io mi sono permesso dei lavori proibiti (specificarli).

3° Io ho fatto grasso nei giorni di magro, per questa, o quella ragione. — Mi sono lasciato dominare dal rispetto umano. — Mi sono permesso qualche scherzo sulla religione, sui sacerdoti...

4° Ho tralasciato il tale e tal altro esercizio di pietà: letture spirituali, rosario, visite al SS. Sacramento (per dimenticanza? per tiepidezza?) – li ho fatti distrattamente – l’esame della sera l’ho fatto in modo troppo vago e superficiale. (Segno al quale si riconosce l’importanza delle omissioni che si fanno: un certo malcontento di sé – un languore generale).

5° La vita di unione con Dio nel corso della giornata è stata quasi nulla; di rado ho pensato a Lui; di rado ho operato per piacere a Lui; trascuro di ricorrere a Lui nel momento della tentazione. Il pensiero del Cielo e dell’inferno mi è quasi estraneo. (Questo silenzio dell’anima è segno di indebolimento spirituale).

6° Invece di pregare e di rialzarmi dopo la colpa, ho abbandonato tutto; mi sono perso di coraggio per meno ancora: per es. per piccole contrarietà o per mancanza di gusto nelle cose spirituali.

7° Ho trascurato di prendere un proposito serio nella mia ultima confessione – ho fatto una comunione senza fervore e senza profitto per mancanza di sforzo – (soprattutto se si omette la preparazione nei giorni precedenti e il ringraziamento nei giorni seguenti).
II. Colpe compromettenti la vita dell’anima
a) ESAME SPECIALE PER I COLLEGIALI E LE EDUCANDE
1° Stato di dissipazione che allontana il pensiero di Dio e rende indifferenti alle cose serie, come lavoro, doveri del proprio stato, rispetto, ecc. – Disturbo recato in classe. (Responsabilità del cattivo esempio), - Perdita di tempo, disattenzione , pigrizia. – (Conseguenze personali: scontento, irritabilità, dopo i rimproveri e le punizioni meritate).
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2° Indisciplinatezza riguardo le persone superiori. — Sentimenti di avversione. — Risposte scortesi e mormorazioni. — Disobbedienza. — Scherzi irriverenti (Il rimedio sarebbe: vedere Dio nei superiori). Mancanza di riconoscenza e di affetto (cosa appena avvertita!).


3° Conservo affetti pericolosi od eccessivi — vi penso troppo — sono agitato dalla gelosia, dalla irrequietezza, dalla collera.... — Cattivi pensieri, desideri cattivi (conservati con avvertenza o scacciati debolmente, senza uno sguardo al Signore, senza cercare di distrarmene). — Conversazioni pericolose. — Letture sconvenienti. — Sguardi e libertà colpevoli, ecc. (Ed ora per tutto ciò che precede sono risoluto a troncare?).
4° Litigi fra compagni. — Parole ingiuriose. — Piccole vendette verso una persona che non è simpatica (fare la spia, mettere la discordia). Penso mai a far piacere agli altri? a sacrificarmi per loro? — Faccio elemosina ai poveri?
6° Vanità e presunzione. —Disprezzo per gl'inferiori. — Gelosia per chi è più stimato di me. — Amor proprio eccessivo. — Suscettibilità e, in conseguenza di ciò, tristezze esagerate, ecc.
6° Bugie. (Specificate il motivo: ho mentito per vantarmi, por scusarmi, per nuocere a qualcuno!).
6) ESAME DI COSCIENZA PER LE PERSONE DI ETÀ MATURA.
1° Per la castità, ciascuno esamini lo tentazioni a cui va sottoposto. I pensieri cattivi sono da temersi a qualsiasi età. — Colpe rese quasi inevitabili dalle occasioni o dallo abitudini. (Trascurare i mezzi di fuggire lo occasioni, è acconsentire alla ricaduta). — E’ un errore il credere che a una certa età si possano leggere i libri cattivi e si possa parlare di qualunque cosa. — Per ciò che riguarda i divertimenti, interrogare la propria coscienza: se turbano, se danno emozioni pericolose, si ha il dovere di moderarli, forse anche di fuggirli. — Certi desideri di piaceri aventi un carattere malsano. Accusatevi dei difetti di gola, di mollezza, di sensualità. (Essi dispongono a difetti più gravi).
2° Antipatie, avversioni, odio; vi è qualcuno che detesto — tutto quello che fa mi è antipatico — dico male di lui — gli amareggio la vita — tutte le volte che penso a lui, mi sento di cattivo umore. Si tratta d'una persona che dovrei amare e rispettare.
3° M'inquieto facilmente per le contrarietà e le pene della vita e quando sopraggiungono mi rivolto contro il Signore. — Prego e se non sono esaudito mi abbandono alla sfiducia, al dubbio…Talvolta non ho reagito contro letture e conversazioni che mi conservavano questa impressione di scoraggiamento.
4° Vivo molto di amor proprio: (specificare: orgoglio per la posizione sociale. per la scienza, il lusso, la bellezza, ecc.), e perciò spesso cerco di abbassare il merito altrui, valendomi per ciò di futili ragioni.
5° La mia vita è agitata, dissipata, non ho tempo di esanimarmi e di pregare, non faccio sforzi per modificarla.
6° Gl'interessi materiali mi preoccupano talmente che le cose dello spirito, poste al paragone, mi sembrano insignificanti. — La mia posizione sociale mi irrita, e ne accuso il Signore.
7° Mi permetto facilmente di giudicare la condotta altrui e le altrui intenzioni. Parlo con piacere dei difetti del prossimo e li metto spesso in ridicolo.
8° Ho detto alcune bugie. (La causa della bugia è più importante a dirsi della bugia stessa).
9° Ore assolutamente perdute. — Mollezza. — Pigrizia. — Doveri trascurati. — Poca sorveglianza o trascuratezza nel comandare ai sottoposti.—Cattivi, esempi dati loro.





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