Pre-scrittura e scrittura



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03.06.2018
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Pre-scrittura e scrittura

Training di potenziamento delle abilità fini-motorie della pre-scrittura

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Età 3-4 anni

Definizione degli obiettivi

OBIETTIVO GENERALE – Sviluppare la dissociazione e la coordinazione delle dita e rinforzarne i muscoli intrinseci.

OBIETTIVI SPECIFICI – Predisposta la situazione di apprendimento o proposta l’attività, il bambino sarà in grado di lavarsi e massaggiarsi bene le mani con il sapone, abbottonarsi e sbottonarsi la giacca, infilare e sfilare le scarpe e le ciabatte, aprire una chiusura lampo, utilizzare e tenere correttamente le posate, utilizzare la forchetta per dividere in pezzettini cibi teneri, scartare caramelle …



Prerequisiti

Nessuno


Attività di gioco (piccolo gruppo)

STEP 1: Attività che si possono proporre quotidianamente e che, oltre ad affinare la motricità fine, aiutano i bambini a raggiungere l’autonomia e a sviluppare semplici abilità manuali: - lavarsi e massaggiarsi bene le mani con il sapone;

  • abbottonarsi e sbottonarsi la giacca;

  • infilare e sfilare le scarpe e le ciabatte;

  • aprire una chiusura lampo;

  • utilizzare e tenere correttamente le posate;

  • utilizzare la forchetta per dividere in pezzettini cibi teneri (ad esempio polpette, stracchino, lasagne, uovo strapazzato…).

Ed ancora:

  • scartare caramelle;

  • aprire barattoli e scatoline;

  • infilare perle o bottoni;

  • fare collane con la pasta;

  • mescolare, versare, travasare…

  • spianare la pasta di sale con un mattarello; - utilizzare la pittura a dito.

Sono tutte attività preliminari e trasversali, che inizialmente si fanno insieme ai bambini, insegnandogli i piccoli trucchi per riuscire a fare da soli. È chiaro che non si pretende un’acquisizione immediata di queste abilità, le si propone presto per dare ai bambini il tempo necessario per raggiungerle, accompagnandoli nelle loro conquiste e sostenendo i loro tentativi anche quando non portano al risultato perfetto, lasciandoli provare e riprovare ed accogliendo positivamente qualunque “Faccio da solo!”.

STEP 2: Attività di manipolazione con pongo, das, pasta di sale, argilla, plastilina.

L’utilizzo regolare della plastilina permette di sviluppare tutte quelle funzioni importanti quali



  • rinforzare i muscoli intrinseci delle dita;

  • migliorare l’opposizione e la stabilità del pollice;

  • sviluppare la dissociazione e la coordinazione delle dita;

  • sviluppare gli archi della mano;

  • aumentare l’estensione funzionale del polso;

sviluppare la coordinazione visuo-motoria e bimanuale che sono fondamentali per l’utilizzo corretto ed efficace degli strumenti (la matita, le posate, le forbici, lo spazzolino da denti ma anche i freni della bicicletta).

Inoltre ci sono tutta una serie di attività quotidiane che, oltre a preparare alla scrittura, rendono autonomo il bambino ed è proprio questa spinta al raggiungimento dell’autonomia che motiva il bambino e lo spinge a provare e riprovare, anche se ci mette tanto tempo, anche se non svolge subito correttamente.



STEP 3 : Strappare pezzi di carta di vario spessore (da quella velina a quella di giornale, dalla carta standard al cartoncino).

STEP 4: Proporre la pittura su cartellone verticale con tempere colori a dita, gessetti, colori a cera.

Eventuali recuperi individualizzati di potenziamento

Come sempre vengono proposte all’intero gruppo, dedicando maggiore attenzione a quei bambini che si vedono un po’ in difficoltà, soprattutto sulle attività relative allo sviluppo delle autonomie (infilare scarpe e ciabatte, felpe, giubbotti…).Anche nello STEP 1, il primo passo sarà osservare chi, di fronte alla proposta dell’attività, ci si cimenta subito con disinvoltura e chi invece si blocca dicendo “Non so fare!”.

L’insegnante farà leva sulla motivazione dei bambini a provare a fare da soli perché stanno diventando grandi, ed affiancherà provando e riprovando con i bimbi che hanno bisogno di aiuto.

Verifica

Forse ancora di più rispetto agli altri tre percorsi, qui l’osservazione diventa lo strumento fondamentale di “valutazione”. Non si valuta un prodotto, bensì un processo ed un atteggiamento nei confronti delle proposte, un processo fatto di iniziali incertezze, di paure, di sguardi sul compagno per capire cosa e come sta facendo quella cosa



Età 4-5 anni

Definizione degli obiettivi

OBIETTIVO GENERALE – Familiarizzare con i tracciati ed associare suoni a segni.

OBIETTIVO SPECIFICO – Osservando i gesti ed ascoltando le indicazioni fornite verbalmente dall’insegnante, il bambino sarà in grado di imitarli ed eseguirli.

Prerequisiti


  • Saper utilizzare correttamente gli strumenti per l’attività grafico pittorica (pennelli, acquarelli, tempere, gessetti, colori a cera, pastelli colorati e pennarelli).

Attività di gioco da fare in piccolo gruppo

STEP 1: Attività di distensione e di dissociazione motoria – (tensione e distensione)

Gioco dell’ALBERO VIVO o del GATTO CHE SI SVEGLIA per sciogliere la muscolatura

(alzare piano piano le braccia ed andare su su…il più possibile);

Gioco dell’ALBERO MORTO (abbandonare le braccia);

Gioco del MULINO (per la rotazione con le spalle);

Gioco del TERGICRISTALLO (per l’avambraccio);

Gioco del PUPAZZO CHE SALUTA (per il polso)

STEP 2: Proposta di creazione di piste su materiali diversi (sabbia, farina bianca e gialla, terra, sassolini, acqua, sale grosso, impasti..).

STEP 3: Proposta di attività grafiche e tracciati rettilinei in verticale, utilizzando lavagna e gessetti, oppure cartelloni e pennarelli o pennelli e tempere. Il passo successivo è proporre piste colorate, da percorrere con il dito o con una macchinina.

Eventuali recuperi individualizzati di potenziamento

Se si vede un bambino in difficoltà su questi movimenti, lo si può accompagnare facendo con lui, guidando la sua mano.



Verifica

Rimane fondamentale anche in questa fase l’osservazione dei feedback dei bambini alle proposte. Come negli altri percorsi e per le altre fasce d’età, l’attività non viene proposta una volta e poi basta, viene riproposta, magari apportando lievi modifiche affinché non risulti noiosa, e comunque a più riprese.

Nelle abilità motorie specializzate e nella fini motricità, ma il discorso potrebbe essere esteso anche ad altri tipi di apprendimento, il bambino parte dall’osservazione di ciò che fa l’adulto, per poi passare alla comprensione del compito, alla memorizzazione dello stesso, all’esecuzione, all’autocorrezione, alla ripetizione ed infine alla generalizzazione. Sono tutti processi tutt’altro che immediati per cui è necessario dare ai bambini tutto il tempo di cui hanno bisogno.

Età 5-6 anni

Definizione degli obiettivi

OBIETTIVO GENERALE – Favorire una corretta prensione e pressione dello strumento.

OBIETTIVO SPECIFICO – Predisposta la situazione di apprendimento, il bambino sarà in grado di utilizzare una corretta impugnatura per disegnare e dipingere, e di coordinare in modo efficiente le proprie dita.

Prerequisiti


  • Distinguere mano destra e mano sinistra (per il “Twister”),

  • Conoscere e discriminare i colori primari e secondari (per il “Twister”)

Attività di gioco da fare in piccolo gruppo

STEP 1: Per allenare la grafo motricità si può creare un “Twister per le dita”. Ogni bambino può creare il proprio e portarlo poi a casa, mentre uno potrebbe rimanere disponibile a scuola tra i giochi da tavolo della sezione.

STEP 2: Il gioco del SIGNOR GOLOSONE è utile per sviluppare la destrezza manuale e le manipolazioni all'interno della mano che, in base a recenti ricerche scientifiche, sono correlate alle abilità grafomotorie e alla leggibilità della scrittura dei bambini di età scolare. Il gioco è molto semplice da fabbricare e, come il precedente, può essere realizzato dal bambino stesso con l’aiuto di un adulto. Basta una pallina da tennis cui si pratica un’incisione (che diventerà la bocca del signor golosone) e si disegnano due occhi con un pennarello nero. Affinché la pallina si apra, il bambino dovrà afferrare bene la pallina e schiacciarla con pollice, indice e medio ai lati.

Potrà diventare un mini salvadanaio, un posto in cui nascondere segreti…



STEP 3 : Tra le attività quotidiane: allacciarsi le scarpe (magari creando una scarpa di allenamento in cartone con un laccio), aprire e chiudere una cerniera lampo, utilizzare correttamente forbici e punteggino.

STEP 4: Gioco del GHIOTTONE – Si trasforma la mano del bambino in uno scoiattolo che cerca di fare provviste per l’inverno. Dovrà prendere un’uvetta alla volta con la punta di pollice ed indice (pinza) e metterla al sicuro nel palmo della mano. Vince lo scoiattolo che riuscirà a fare più provviste per l’inverno.

STEP 5: Ginnastica delle dita

Si fanno appoggiare ai bambini le mani sul tavolo con i palmi all’ingiù. Si chiederà poi di sollevare un dito per volta, in sequenza dal mignolo della mano sinistra a quello della mano destra. - Arrotolare un elastico attorno alle dita chiuse e cercare di aprirle.



STEP 6: Gioco del “PRONTI? VIA!” – è un gioco che può essere fatto sempre, prima della di iniziare l’attività grafica vera e propria. Si crea così una routine che ha come obiettivo principale quello di insegnare la corretta impugnatura e prensione dello strumento (Metodo Venturelli). Si parte facendo il cannocchiale con le dita (opposizione pollice-indice), poi si propongono le opposizioni in sequenza (pollice-indice, pollice-medio, pollice-anulare, pollice-mignolo).

Si appoggia poi la matita sul tavolo in posizione orizzontale, con la punta orientata verso la mano che scrive, disegna… Si prende poi la matita a circa due cm dalla punta con pollice ed indice (come nel gioco del cannocchiale) e tenendo la matita sempre nello stesso modo, senza farla cadere, si può fare il direttore d’orchestra, la pioggia che cade, la nuvola, il pittore…

Infine si fa passare il medio sotto la matita e si ha l’impugnatura corretta.

Eventuali recuperi individualizzati di potenziamento

La proposta viene fatta all’intero gruppo, prima di iniziare l’attività grafico-pittorica vera e propria. Per quanto riguarda gli step 1, 2 e 4, i giochi possono essere proposti anche nei momenti di gioco libero, magari con l’aiuto di un adulto “supervisore” almeno per le prime volte. Anche chi in questi giochi può aver mostrato difficoltà spesso si interessa ad essi e li vuole ripetere e riprovare, anche perché un gioco nuovo è sempre accattivante e ben accetto!

In queste fasi, in cui il clima è più disteso ed il bambino può sentire meno su di sé la pressione del risultato da conseguire, vivendo più serenamente il gioco, si può osservare quali dita siano più “deboli” ed ipotizzare giochini semplici a sostegno e potenziamento (anche il gioco del mimo con le dita può andare benissimo, oppure il proporre di raccogliere sassolini o giochi utilizzando solo pollice e il dito “debole”).

Per quanto riguarda invece lo step 3, la scarpa di allenamento (o una maxi scarpa in cartone da appendere in sezione) possono essere utili per riproporre l’esercizio.



Verifica

Sempre fondamentale l’osservazione e la documentazione attraverso foto e video delle dinamiche di gioco e di risposta alle proposte.



RIFLESSIONI, CONSIDERAZIONI SUI QUATTRO PERCORSI ED AGGANCI CON I PREDITTORI

I precursori degli apprendimenti scolari comprendono specifiche abilità mnestiche, linguistiche, percettive e prassiche.



LETTURA e SCRITTURA

Nell’imparare a leggere e a scrivere, si è facilitati dal possesso di alcune competenze dette prerequisiti. Alcune importanti competenze sono:



  • la DISCRIMINAZIONE VISIVA per riconoscere i grafemi da altri segni grafici e per differenziarli tra loro, sulla base del diverso orientamento spaziale, pur senza sapervi attribuire un nome,

  • la DISCRIMINAZIONE UDITIVA per riconoscere le caratteristiche fonetiche di un messaggio e quindi poterlo ricordare e riprodurre fedelmente (solo se il bambino riesce a discriminare i fonemi della lingua può imparare ad associarli ai grafemi corrispondenti e poterli fondere per produrre la parola),

  • la MEMORIA FONOLOGICA A BREVE TERMINE per mantenere in memoria una corretta sequenza fonologica, individuare i singoli fonemi e poterli convertire in grafemi,

  • la CONSAPEVOLEZZA METAFONOLOGICA che comprende la capacità di fusione (capacità di riconoscere una parola dopo averne ascoltato i fonemi o le sillabe in modo separato) e la capacità di segmentazione (capacità di scomporre una parola nei suoni che la costituiscono quali sillabe e fonemi),

  • la COORDINAZIONE OCULO-MANUALE che rappresenta lo strumento di esecuzione grafica della scrittura,

  • l’ASSOCIAZIONE VISIVO-VERBALE e l’ACCESSO LESSICALE RAPIDO in quanto saper nominare velocemente figure, oggetti e simboli precede il saper attribuire il corretto nome alle parole o il saper associare rapidamente il grafema al fonema corrispondente,

  • l’ELABORAZIONE SEMANTICA DI ANTICIPAZIONE per facilitare e velocizzare i processi di lettura e scrittura.

Se pensiamo a quali meccanismi, a quali abilità sottostanno alla scrittura manuale, ci rendiamo conto che sono necessari:

  1. sviluppo cognitivo (e quindi la corrispondenza suono-segno, la percezione delle lettere che dipende dalla capacità del cervello di tradurre un’informazione raggiunta dall’organo sensoriale, l’abilità di seguire le istruzioni dell’insegnante, l’attenzione, la memoria visiva, verbale e motoria e l’abilità di ordinare in sequenza);

  2. sviluppo percettivo ( e quindi la consapevolezza sensoriale tattile e propriocettiva e visiva, la coordinazione oculo-manuale e l’integrazione visuo-motoria);

  3. sviluppo motorio ( e quindi controllo e stabilità della postura, stabilità del busto, della testa, l’equilibrio, forza e resistenza degli arti superiori, lo sviluppo prossimo-distale, la programmazione motoria);

  4. controllo della mano ( e quindi la dominanza destra o sinistra, la presa dello strumento grafico, lo sviluppo e la tonicità della muscolatura della mano, la stimolazione sensoriale, la stabilità degli archi e del polso, l’integrazione bilaterale della mano, l’abilità di manipolazione – traslazione, spostamento, rotazione –, la dissociazione delle dita, l’opposizione pollice-indice).

LA SCRITTURA

Premessa

La scrittura è un mezzo di comunicazione, un codice basato su regole e convenzioni definite dalla cultura di appartenenza, un’abilità fine motoria specializzata, ma anche un’espressione d’identità soggettiva tramite la calligrafia ed una traccia per la memoria.

Quest’abilità, insieme alla lettura e allo sviluppo del linguaggio, rappresenta quindi un traguardo importantissimo per la formazione di ogni persona e permette non solo di comunicare, ma anche di accedere alla conoscenza.

La capacità di scrivere è una competenza complessa, risultato di processi che richiedono una precisa organizzazione cerebrale e che coinvolgono anche funzioni importanti come l’attenzione, la motivazione e la memoria.

Il processo della scrittura coinvolge infatti sia il sistema linguistico, sia il sistema motorio unitamente alle loro interconnessioni con le aree sensoriali (percezione visiva e uditiva) e propriocettive.

Quest’abilità, infine, è strettamente interconnessa con quella di lettura con la quale condivide diversi meccanismi e modalità elaborative.



La scrittura e le sue componenti specifiche e generali

Con scrittura strumentale si intende la capacità di scrivere scorrevolmente in seguito a dettatura o autodettatura con lo scopo di comunicare conoscenze, bisogni o stati d’animo. Il raggiungimento della capacità di scrittura strumentale avviene attraverso l’apprendimento di abilità che sono interdipendenti e in cui ogni abilità fa da prerequisito per l’apprendimento di quella successiva.

Per raggiungere la capacità di scrittura strumentale è necessario innanzitutto aver acquisito e padroneggiare l’abilità visuo-motoria di copia. Infatti, nella prima fase del percorso di apprendimento della scrittura, l’alunno deve guidare visivamente il movimento della mano attraverso il controllo della prestazione. Per sviluppare quest’abilità è necessario aver acquisito le sottoabilità del controllo fine-motorio sugli effettori del movimento, che permette una prensione corretta dello strumento utilizzato per scrivere e un movimento armonioso della mano e del braccio, e l’analisi visivo-grafemica dello stimolo che dovrà essere riprodotto.

L’abilità visuo-motoria di copia è prerequisito per il raggiungimento dell’abilità visuo-motoria di riproduzione. Allo sviluppo di questa capacità intervengono anche la memoria visiva, la memoria uditivo-fonemica e l’analisi uditivo-fonemica.

Il percorso di apprendimento della scrittura strumentale si conclude con la capacità tecnica di scrittura e la produzione di un testo nel rispetto delle regole grammaticali e sintattiche. Quest’abilità prevede l’elaborazione di sequenze uditivo-fonemiche, il controllo dei modelli esecutori, la competenza lessicale e l’acquisizione delle regole ortografiche.

L’apprendimento è un processo che consente un cambiamento, relativamente permanente, di una capacità o del comportamento per effetto dell’esperienza. Esso avviene quando una variazione significativa delle condizioni ambientali determina una modificazione reale e permanente delle modalità di risposta del soggetto.

Le variabili generali che intervengono nel processo di apprendimento sono l’attenzione, la memoria e la motivazione, condizioni essenziali perché l’apprendimento possa avvenire.

Quindi anche nel processo di apprendimento della scrittura non entrano in gioco solamente abilità specifiche come la coordinazione oculo-manuale e l’elaborazione visuo-percettiva, ma anche queste componenti cognitive generali, che diventano presupposti basilari affinchè tale apprendimento possa realizzarsi.

Con attenzione s’intende l’atto della concentrazione e la capacità di suddividere le risorse attentive su più oggetti o attività contemporaneamente. Scegliere tra stimoli diversi, elaborare particolari associazioni ideative, controllare i propri programmi d’azione e comportamento sono tutte funzioni che si realizzano attraverso l’attenzione. Essa incide sull’apprendimento scolastico, poiché le prestazioni di carattere intellettivo sono sensibili a un livello di attivazione che sia intermedio, non troppo basso, vicino alla sonnolenza e non troppo alto, vicino all’eccitazione.

Possiamo distinguere tra processi automatici che non richiedono sforzo attentivo, sono rapidi e meccanici e avvengono in maniera parallela e simultanea, e processi controllati, che si basano sulla consapevolezza e richiedono sforzo attentivo, presuppongono l’intenzionalità di raggiungere un certo scopo e richiedono un tempo e uno sforzo maggiore di quelli automatici.

Non esiste una dimensione unica dell’attenzione, ma ci sono diverse dimensioni attentive.

Le principali sono:



  • lo shift attentivo o orientamento e ri-orientamento attentivo, cioè la capacità di spostare l’attenzione a seconda delle richieste del compito;

  • la selettività o focalizzazione e inibizione di stimoli distraenti, cioè la capacità di inibire stimoli esterni, pensieri, emozioni, comportamenti distraenti;

  • la capacità o gestione di stimoli molteplici o complessi, cioè la capacità di raccogliere e gestire più informazioni rilevanti per il compito;

  • la vigilanza o mantenimento dell’attenzione sul compito, cioè la capacità di mantenere l’attenzione nel tempo;

  • il controllo o preparazione dell’output motorio, cioè la capacità di bloccare le risposte inadeguate e focalizzare l’attenzione a quelle corrette.

La memoria è la funzione che ci permette di codificare, conservare nel tempo e recuperare le informazioni tratte dalla nostra esperienza quotidiana. Attraverso il processo di codifica l’informazione in entrata viene trasformata nel codice specifico, con il processo d’immagazzinamento l’informazione codificata viene mantenuta in memoria, infine l’informazione viene rintracciata in memoria attraverso il processo di recupero.

I sistemi di memoria sono i seguenti:



  • il Registro Sensoriale che immagazzina le informazioni per brevissimo tempo, quanto basta per permetterne il riconoscimento;

  • la Memoria a Breve Termine (MBT) trattiene le informazioni per circa 10/30 secondi, il tempo necessario per essere elaborate o utilizzate;

  • la Memoria a Lungo Termine (MLT) non ha limiti né temporali né di capacità, in essa le informazioni e le conoscenze sono depositate e archiviate permanentemente;

Nel 1974 Baddeley e Hitch analizzarono il concetto di memoria a breve termine, al quale sostituirono quello di Working Memory, cioè Memoria di Lavoro. Gli autori definirono la Memoria di Lavoro come un sistema per il mantenimento temporaneo e per la simultanea manipolazione dell’informazione durante l’esecuzione di differenti compiti cognitivi complessi, come la comprensione, l’apprendimento e il ragionamento. Quindi essa ci permette di svolgere

contemporaneamente diverse operazioni, anche complesse. E’ un sistema articolato, gerarchicamente organizzato, in cui una Centrale Esecutiva con funzioni di supervisione e coordinamento, dirige e controlla autonomi sottosistemi, responsabili dell’immagazzinamento e dell’elaborazione di informazioni specifiche (verbali, visive, spaziali e motorie). Questa centrale esecutiva controlla i compiti di ragionamento e decisione ed ha due sottosistemi: uno per immagazzinare e elaborare materiale verbale (liste di parole e di numeri) e uno che svolge una funzione simile ma con informazioni di tipo visivo e/o spaziale.





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