Preghiera per IL servizio



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31 dicembre 2005

Basilica delle Grazie


VEglia di preghiera per la pace

NELLA VERITA’ LA PACE

CANTO INIZIALE


COME FUOCO VIVO
Come fuoco vivo si accende in noi

un'immensa felicità

che mai più nessuno ci toglierà perché tu sei ritornato.

Chi potrà tacere, da ora in poi,

che sei tu in cammino con noi,

che la morte è vinta per sempre,

che ci hai ridonato la vita?
Spezzi il pane davanti a noi

mentre il sole è al tramonto:

ora gli occhi ti vedono, sei tu!

Resta con noi.


E per sempre ti mostrerai

in quel gesto d'amore:

mani che ancora spezzano

pane d'eternità



Esposizione dell’Eucarestia
Introduzione

Gesù è la nostra pace; è Lui che abbatte i muri di separazione per fare di tutti gli uomini una sola famiglia. Di fronte a lui, questa sera presentiamo la nostra giornata, oggi ma anche tutto l’anno che sta per concludersi. Nella preghiera, come accade ogni sera, c’è il preludio del mattino; per noi c’è la speranza antica e sempre nuova che la storia, nelle mani di Dio ha la direzione della salvezza nella fraternità tra gli uomini e le donne o ogni lingua, popolo, nazione e razza. Una speranza tante volte crocifissa con Gesù, ma con la sua grazia restituita a nuova vita in ogni tempo.




Preghiera
Cel.: O Dio Creatore e Padre, che con immenso amore guardi la vita di ogni uomo su questa nostra terra, ispira sentimenti di giustizia e di pace a tutti coloro che invocano il tuo nome perché siano nel mondo testimoni credibili della tua misericordia e diffondano in ogni luogo la speranza di un’umanità riconciliata nell’amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo...
Preghiera corale


Siamo qui dinanzi a te, o Spirito Santo,

sentiamo il peso delle nostre debolezze,

ma siamo tutti riuniti nel tuo nome:

vieni a noi, assistici, scendi nei nostri cuori:

insegnaci tu ciò che dobbiamo fare,

mostraci tu il cammino da seguire,

compi tu stesso quanto da noi richiedi.
Sii tu solo a suggerire e a guidare

le nostre decisioni, perché tu solo,

con Dio Padre e con il Figlio Suo,

hai un nome santo e glorioso: non

permettere che sia lesa da noi la giustizia,

tu che ami l'ordine e la pace,

non ci faccia sviare l'ignoranza,

non ci renda parziali l'umana simpatia,

non ci influenzino cariche o persone.
Tienici stretti a te col dono della tua grazia,

perché siamo una sola cosa in te,

e in nulla ci discostiamo dalla verità.

Fa' che riuniti nel tuo Santo nome, sappiamo contemperare bontà e fermezza insieme

così da far tutto in armonia

con te, nell'attesa che per il fedele

compimento dei dovere ci siano dati

in futuro i beni eterni. Amen!


S.Isidoro di Siviglia,
VII secolo



CANTO:

PACE SIA, PACE A VOI
Pace sia, pace a voi”:

la tua pace sarà

sulla terra come nei cieli!

pace sia, pace a voi”:



la tua pace sarà

gioia nei nostri occhi, nei cuori.

pace sia, pace a voi”,



la tua pace sarà

luce limpida nei pensieri.

pace sia, pace a voi”:



la tua pace sarà

una casa per tutti!
“Pace a voi”: sia il tuo dono visibile.

“Pace a voi”: la tua eredità.

“Pace a voi”: come un canto all’unisono,

che sale dalle nostre città!


Pace sia, pace a voi”…
“Pace a voi”: sia un’impronta nei secoli.

“Pace a voi”: segno di unità.

“Pace a voi”: sia l’abbraccio tra i popoli,

la tua promessa all’umanità!


Pace sia, pace a voi”…

Prima parte


(a cura dell’AGESCI)

Introduzione


Il 1° gennaio 1968 Papa Paolo VI iniziava la tradizione di celebrare la Giornata mondiale della pace. In questa trentanovesima Giornata Papa Benedetto XVI ci offre il suo primo messaggio dal titolo: “Nella verità, la pace”.
Il suo primo pensiero è proprio rivolto a coloro che lo hanno preceduto:
“Vorrei subito rendere un sincero tributo di gratitudine ai miei Predecessori, i grandi Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, illuminati operatori di pace. Animati dallo spirito delle Beatitudini, essi hanno saputo leggere nei numerosi eventi storici, che hanno segnato i loro rispettivi pontificati, il provvidenziale intervento di Dio, mai dimentico delle sorti del genere umano. A più riprese, quali infaticabili messaggeri del Vangelo, essi hanno invitato ogni persona a ripartire da Dio per poter promuovere una pacifica convivenza in tutte le regioni della terra. Nella scia di questo nobilissimo insegnamento si colloca il mio primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace: con esso desidero ancora una volta confermare la ferma volontà della Santa Sede di continuare a servire la causa della pace” (cfr. n. 2).
Lo scopo della preghiera è sempre la pace.
I rabbi dicevano: “Chiunque cerca la pace è sicuro che la sua preghiera non ritorna a lui senza essere esaudita”. “Chi prega e non ha di vista la pace non viene esaudito”.
Vogliamo ora, insieme, accogliere questo messaggio, pregare e invocare il dono della pace, lasciandoci guidare dal Dio della pace.



Per la Pace (a cori alterni)
Signore Dio di pace, che hai creato gli uomini, oggetto della tua benevolenza, per essere i familiari della tua gloria, noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie: perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio amatissimo; hai fatto di Lui nel mistero della sua Pasqua, l’artefice di ogni salvezza, la sorgente di ogni pace, il legame di ogni fraternità.
Noi ti rendiamo grazie per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni che il tuo Spirito di pace ha suscitato nel nostro tempo, per sostituire l’odio con l’amore, la diffidenza con la comprensione l’indifferenza con la solidarietà.
Apri ancor più i nostri spiriti e i nostri cuori alle esigenze concrete dell’amore di tutti i nostri fratelli, affinché possiamo essere sempre più dei costruttori di pace.
Ricordati, Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena, soffrono e muoiono nel parto di un mondo più fraterno.
Che per gli uomini do ogni razza e di ogni lingua venga il tuo Regno di giustizia, di pace e di amore,.
E che la tua terra sia ripiena della tua gloria! Amen

Per la pace (Paolo VI)


Prima tappa:

LO SPLENDORE DELLA VERITA’
Scrive il Papa:

“Il tema di riflessione di quest’anno – “Nella verità, la pace” – esprime la convinzione che, dove e quando l’uomo si lascia illuminare dallo splendore della verità, intraprende quasi naturalmente il cammino della pace. La Costituzione pastorale Gaudium et spes del Concilio Ecumenico Vaticano II, chiusosi 40 anni or sono, afferma che l’umanità non riuscirà a “costruire un mondo veramente più umano per tutti gli uomini su tutta la terra, se gli uomini non si volgeranno con animo rinnovato alla verità della pace” (n. 77). Ma quali significati intende richiamare l’espressione “verità della pace”? Per rispondere in modo adeguato a tale interrogativo, occorre tener ben presente che la pace non può essere ridotta a semplice assenza di conflitti armati, ma va compresa come “il frutto dell’ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore”, un ordine “che deve essere attuato dagli uomini assetati di una giustizia sempre più perfetta” (n. 78).
Delinata in questo modo, la pace si configura come dono celeste e grazia divina, che richiede, a tutti i livelli, l’esercizio della responsabilità più grande, quella di conformare – nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell’amore – la storia umana all’ordine divino” (Cfr. nn. 3 e 4)
Per riflettere:
Per Israele e per la Chiesa, la pace è vivere l’alleanza con Dio e, quindi, con gli uomini.

La pace è offerta-dono fra gli uomini: dall’uomo al suo simile, dall’amico all’avversario, dall’ospitante all’ospite. Soprattutto, però, è dono di Dio all’uomo: al bisognoso, al debole, al decaduto, al peccatore, al suo popolo.


Il simbolo della luce che viene da Betlemme rappresenta la pace vista non come uno stagno di acque morte ma come fiamma che sale, popolo che cammina controcorrente, che non si lascia andare, che non rinuncia a sperare, che non fa della tranquillità la propria realizzazione quotidiana.

La pace è una Persona, non sentimento, non astrattezza.



Preghiera comunitaria : Cristo Salvatore
Rit. Sei la luce dentro me,

sei la via davanti a me.

Nella storia irrompi tu,

io ti accolgo mio Signor.
Cristo, Tu sei l’unico Salvatore,

nulla si può fare senza di Te.

Dove non sei Tu, vi è oscurità:

Tu sei la luce del mondo



Rit.
Dove non sei Tu,

è la confusione, l’odio, il peccato;

Tu sei la Vita

Tu il Maestro,

Tu l’amico

Tu il Pastore buono.

Tu il fondamento della Pace.

Tu la speranza del mondo.



Rit.
Tu devi essere il nostro modello,

Tu il nostro ideale,

Tu la nostra forza.

Rit.

(Paolo VI)

Seconda tappa:

LA MENZOGNA, IMPEDIMENTO ALLA PACE
Scrive il Papa:

“E allora,chi e che cosa può impedire la realizzazione della Pace? A questo proposito, la Sacra Scrittura mette in evidenza nel suo primo Libro, la Genesi, la menzogna, pronunciata all’inizio della storia dall’essere dalla lingua biforcuta, qualificato dall’evangelista Giovanni come “padre della menzogna” (Gv 8,44). La menzogna è puro una dei peccati che ricorda la Bibbia nell’ultimo capitolo del suo ultimo Libro, l’Apocalisse, per segnalare l’esclusione dalla Gerusalemme celeste dei menzogneri: “Fuori...chiunque ama e pratica la menzogna!” (22,15). Alla menzogna è legato il dramma del peccato con le sue conseguenze perverse, che hanno causato e continuano a causare effetti devastanti nella vita degli individui e delle nazioni. Basti pensare a quanto è successo nel secolo scorso, quando aberranti sistemi ideologici e politici hanno mistificato in modo programmato la verità ed hanno condotto allo sfruttamento ed alla soppressione di un numero impressionante di uomini e di donne, sterminando addirittura intere famiglie e comunità. Come non restare seriamente preoccupati, dopo tali esperienze, di fronte alle menzogne del nostro tempo, che fanno da cornice a minacciosi scenari di morte in non poche regioni del mondo? L’autentica ricerca della pace deve partire dalla consapevolezza che il problema della verità e della menzogna riguarda ogni uomo e ogni donna, e risulta essere decisivo per un futuro pacifico del nostro pianeta”. (cfr. n. 5).
Breve silenzio
Ogni tre strofe cantiamo il canone

Misericordias Domini in aeternum cantabo.

Salmo 50

E’ il salmo più celebre di tutto il salterio perchè moltissimi credenti si sono identificati nell’esperienza di conversione del salmista.

Questa preghiera, pur esprimendo un vivissimo senso di colpa e una pressante richiesta di perdono, contiene soprattutto l’esperienza della grazia, la gioia della riconciliazione, l’incontro con Dio “lento all’ira e grande nell’amore, ricco di misericordia e di grazia”.



Perdonami, Signore, perdonami

secondo la misura del tuo amore;

la tua infinita misericordia

sommerga le mie infedeltà


Cancella in me ogni traccia

dei miei molti peccati ed egoismi;

purificami, lavami, mondami,

rinnova questo cuore incancrenito.


Riconosco le mie vigliaccherie;

le ho ben presenti e te le confesso.

Non cerco attenuanti o “non sapevo”,

non piango lacrime di coccodrillo.


Contro te, proprio contro di te

ho rivolto il mio stupido disprezzo:

Non sono affari miei, non mi interessa,



non m’importa di Dio e degli altri.
Io penso solo a me stesso;

voglio arricchirmi, avere successo,

impormi alla società ad ogni costo,

soddisfare ogni più piccolo desiderio.
Sono i bigotti a farsi tanti scrupoli,

i paurosi ad osservare tutte le leggi

e a tener conto del giudizio della gente.

Solo i furbi si godono la vita!”.
Non tener conto, Signore, di questi discorsi,

non rinfacciarmi quello che mi merito;

ascolta il tuo cuore di Padre,

supera la giustizia con l’amore.


Fragile è l’uomo ed egoista

fin da quando viene alla luce

e l’ambiente che impara a conoscere

non lo aiuta certo a migliorare.


Ma questo peccato d’origine, Signore,

non è certo una scusante per me

perchè molti sono i doni e gli esempi

che ho avuto in contrappeso di grazia.


Quanto è duro e scarnificante, Signore,

spogliarsi di ogni difesa,

guardare in faccia i propri errori,

stare nudi e disarmati davanti a te.

Ma questo tu chiedi ed apprezzi in chi vuole sentirsi tuo figlio;

questa verità tu cerchi nell’intimo

di chi chiede sinceramente perdono.
Non ti interessano gli elenchi minuziosi

del dove, del come e del quando

un uomo ha svilito il suo onore

e calpestato il rapporto con te.
Basta il pianto e il rimorso sincero,

il desiderio di essere accolto,

la sete di una parola di luce,

la nostalgia della casa paterna.


Tutto il resto è solo un inciampo,

un bisogno di sicurezza dell’uomo

che non sa ancora fidarsi di Dio,

di un amore che ha già perdonato.


Perdonami, Signore, perdonami,

te lo grido dal profondo del cuore;

mi abbracci la tua tenerezza

e cancelli il tormento che ho dentro.


Non sono certo i sensi di colpa,

il martoriarsi in mille rimorsi

a redimere che ha molto peccato:

è il tuo amore la vera salvezza!
La conversione è un cambiamento profondo,

è un rinascere nuovi dall’alto

per un dono che viene dallo Spirito.

Inondami del tuo Spirito Santo!
Rinnovami, Signore, convertimi,

cambiami il cuore e la testa;

piega questa mente orgogliosa,

rabbonisci questo cuore irruente.
Fammi gustare l’indescrivibile gioia

di sentire rivolte a me

quelle tue rassicuranti parole:

“Va’ in pace, i tuoi peccati li ho già perdonati!”.


Sarà un’esperienza così liberante

che avrò voglia e bisogno di comunicarla

ad ogni persona prigioniera del male

perchè possa riconciliarsi alla vita.


Liberami dalle interminabili catene

di rancori, violenze e ricatti

che così spesso imprigionano i rapporti.

Fa che diventi un costruttore di pace!


Ravvivami l’intelligenza per gustare

la saggezza della tua Parola di vita.

In risposta a questo dono di grazia

ti loderò con tutte le mie forze.
Tu non chiedi penitenze e riparzioni

in sconto dei molti peccati;

non ti interessano ceri ed offerte

o interminabili filastrocche di preghiere.
E’ l’amore riconoscente e operoso,

il perdono di tutte le offese,

la riconciliazione e il servizio ai fratelli

che tu chiedi come vera risposta.
Accogli, Signore, e benedici

ogni singolo peccatore che si pente

e tutta la comunità dei credenti

che si mette in atteggiamento di conversione.


Così gradirai la liturgia quotidiana

e le solenni celebrazioni annuali;

così tutti i sacramenti della Chiesa

profumeranno della verità del tuo amore.


S. Carrarini, Salmi d’oggi, Mazziana




Terza tappa:

PACE COME CONVIVENZA
“La pace è anelito insopprimibile presente nel cuore di ogni persona, al di là delle specifiche identità culturali. Proprio per questo ciascuno deve sentirsi impegnato al servizio di un bene tanto prezioso, lavorando perchè non si insinui nessuna forma di falsità ad inquinare i rapporti. Tutti gli uomini appartengono ad un’unica e medesima famiglia. L’esaltazione esasperata delle proprie differenze contrasta con questa verità di fondo. Occorre ricuperare la consapevolezza di essere accomunati da uno stesso destino, in ultima istanza trascendente, per poter valorizzare al meglio le proprie differenze storiche e culturali, senza contrapporsi ma coordinandosi con li appartenenti alle altre culture. Sono queste semplici verità a rendere possibile la pace; esse diventano facilmente comprensibile ascoltando il proprio cuore con purezza di intenzioni. La pace appare allora in modo nuovo: non come semplice assenza di guerra, ma come convivenza dei singoli cittadini in una società governata dalla giustizia, nella quale si realizza in quanto possibile il bene anche per ognuno di loro. La verità della pace chiama tutti a coltivare relazioni feconde e sincere, stimola a ricercare ed a percorrere le strade del perdono e della riconciliazione, ad essere trasparenti nelle trattazioni e fedeli alla parola data. In particolare, il discepolo di Cristo, che si sente insidiato dal male e per questo bisognoso dell’intervento liberante del Maestro divino, a Lui si rivolge con fiducia ben sapendo che “Egli non commise peccato e non si trovò inganno sulla sua bocca” (1 Pt 2,22; cfr Is 53,9). Gesù infatti si è definito la Verità in persona e, parlando in visione al veggente dell’Apocalisse, ha dichiarato totale avversione per “Chiunque ama e pratica la menzogna” (22,15). E’ Lui a svelare la piena verità dell’uomo e della storia. Con la forza della sua grazia è possibile essere nella vertià e vivere di verità, perchè solo Lui è totalmente sincero e fedele. Gesù è la verità che ci dà la pace” (cfr. n. 6).
Per riflettere:
“Ogni volta all’inizio dell’anno, il bilancio ci consente di enumerare ben pochi vantaggi nei confronti dell’anno precedente. Anche questa è schiavitù: viene meno, nel clima culturale in cui respiriamo tutti, quello slancio vitale per cui gli anni futuri erano visti come spazio astratto da riempire di conquiste e di cose. Invece il tempo futuro si carica di ombre come un cielo che minaccia temporale. E’ un dato di fatto che scandisce in maniera molto nuova la nostra schiavitù storica. Forse anche semplicemente la memoria personale ci permette di risalire ad anni in cui il futuro appariva in luce più promettente: oggi, invece, esso ci appare sempre di più come minaccia. La cronaca si incarica di anticipare con fatti traumatici questo carattere globale del futuro, che non è più ormai il luogo della speranza tranquilla, ma è piuttosto il luogo della minaccia sicura. Questa è schiavitù. L’uomo che si sentiva artefice del proprio futuro oggi è portato a riconoscere che il futuro gli viene incontro come una minaccia. ... Abbiamo lavorato, abbiamo faticato, abbiamo fatto molte conquiste: l’ultimo risultato è che è aumentato nel mondo il pericolo, è aumentata la fame e la tristezza. Quindi ci siamo ingannati. Questo dell’inganno è un po’ lo stato d’animo complessivo, che è anche uno stato d’animo paralizzante, in quanto ci potrebbe anche persuadere di tirare i remi in barca, di disegnare attorno a noi un piccolo orticello di piccole soddisfazioni e piccole gioie senza guardare troppo lontano. ... Come faremo a resistere? Come faremo a mantenere al dialogo umano la freschezza, la creatività, il calore necessario, ora che tutte le parole diventano come metallizzate, svuotate di contenuti specifici e personali e inserite in una specie di lessico impersonale in cui un principio solo domina: quello del vantaggio, dell’utilità materiale? Chi ci restituirà il cuore? il calore? gli occhi negli occhi? l’afflato dell’esistenza comune? chi ce lo darà? come lo salveremo? ... Detto questo, voglio fare reagire questa presa di coscienza con la Parola della libertà. .... Il dialogo con Dio – a cominciare da quello di Maria, della serva del Signore – non è un dialogo da schiavi. .... Dio si fa compagno del nostro viaggio nel fratello nostro Gesù Cristo e ci dice parole umane e così mette in moto la libertà dell’uomo. ... Si vive in un mondo in cui Dio è come un fratello che ci sta accanto, come un compagno di viaggio. ...

Abbiamo finalmente capito che, o noi ci comportiamo da figli e non da schiavi, oppure il nostro destino è la perdizione. Non solo nel senso spirituale, ma nel senso totale.

Noi dobbiamo porci il programma di sapere che significa vivere da figli e non da schiavi, non solo dinanzi al mistero del male, ma dinanzi al governo, all’economia, alla tecnologia militare, alla tecnologia informatica...”
Tratto da: E. Balducci, Il vangelo della pace, Borla.

(momento di silenzio)

Preghiera semplice – preghiera dei R/S e capi scout in servizio educativo
O Signore, fa’ di me

uno strumento della tua pace.

Dov’è odio, ch’io porti l’amore.

Dov’è offesa, ch’io porti il perdono.

Dov’è discordia, ch’io porti l’unione.

Dov’è dubbio, ch’io porti la fede.

Dov’è errore, ch’io porti la speranza.

Dov’è disperazione, ch’io porti la verità.

Dov’è tristezza, ch’io porti la gioia.

Dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.


O Signore, fa’ ch’io

non cerchi tanto di essere consolato,

quanto di consolare;

di essere compreso, quanto di comprendere;

di essere amato, quanto di amare.
Poiché donando, si riceve;

perdonando, si è perdonati;

morendo, si risuscita a vita eterna. Amen
Seconda parte

(a cura del Movimento dei Focolari)


CANTO:

VERBUM PANIS
Prima del tempo

prima ancora che la terra

cominciasse a vivere

il Verbo era presso Dio.

Venne nel mondo

e per non abbandonarci

in questo viaggio ci lasciò

tutto se stesso come pane.


Verbum caro factum est

Verbum panis factum est. (2V.)
Qui spezzi ancora il pane

in mezzo a noi

e chiunque mangerà

non avrà più fame!

Qui vive la tua Chiesa

intorno a Te,

dove ognuno troverà

la sua vera casa!
Verbum caro factum est

Verbum panis factum est.

Verbum caro factum est

Verbum panis
Prima del tempo

quando l’universo

fu creato dall’oscurità

il Verbo era presso Dio.

Venne nel mondo,

nella sua misericordia

Dio ha mandato il Figlio Suo,

tutto se stesso come pane.


Verbum caro factum est

Verbum panis factum est. (2V.)
Qui spezzi ancora il pane

in mezzo a noi

e chiunque mangerà

non avrà più fame!

Qui vive la tua Chiesa

intorno a Te,

dove ognuno troverà

la sua vera casa! (2V.)
Verbum caro factum est

Verbum panis factum est. (2V.)


Dal discorso di Chiara Lubich a Rimini il 22/06/2002 al convegno “Pace, solidarietà e fraternità: una diversa cooperazione per l’unità dei popoli.
Fraternità, pace e unità, ecco tre parole tremendamente attuali su cui dovrei soffermarmi. Attuali perché, dopo il fatidico 11 settembre del 2001, la loro assoluta necessità è emersa, paradossalmente, nella coscienza di molti, come tre splendidi fiori sbocciati da una chiazza di sangue, come una speranza impensata da un immenso sconforto. Quel che è successo quel giorno a tutti noi è noto. Sgomento infinito negli USA e non solo. Ma, ecco, da quel groviglio di dolore, da quella notte piombata in piena luce, apparire un fenomeno inconsueto: una gara di solidarietà mai vista: muri d'indifferenza sciolti in una valanga di aiuti concreti, di conforto, di prontezza a far qualcosa che allevi i dolori degli altri. New York è trasformata.

Così gli Stati Uniti, Paese multi-religioso, multi-etnico, multi-culturale, ha presentato al mondo, in una sua città, un modello di solidarietà, di unità. E' stato come se gli occhi di un popolo si fossero spalancati e avessero visto l'assoluta necessità che si instauri la fraternità e non solo fra gli americani. Quest'esigenza poi è emersa in tutta la sua urgenza nei mesi successivi, quando si sono approfondite le varie possibili cause del terrorismo. Fra queste, fondamentale, quella dello squilibrio, sul nostro pianeta - come è stato detto - fra Paesi poveri e Paesi ricchi, squilibrio che ha reclamato maggior condivisione di beni; cosa che non sarà possibile finché l'umanità non sia percorsa da un ardente desiderio e da un forte impegno di fratellanza universale.

(Ci sono poi altri numerosi esempi, più recenti di fatti analoghi, Pakistan, Iran, Londra, madrid, solo per citarne alcuni…)
Pausa di riflessione (stacco musicale)
(Continua dal discorso di Rimini)

Oggi il mondo tende all'unità. L'unità è un segno dei tempi: molti fattori religiosi, sociali e politici lo stanno a dimostrare. Ma occorre precisare: oggi, il mondo tende ad un'unità universale, ad un'unità globale; ce lo fanno capire situazioni, esigenze, aspetti importanti della realtà contemporanea. I mezzi di comunicazione rendono presenti gli uni agli altri persone e popoli materialmente lontanissimi; tanto che, per esempio, nelle scelte personali di un giovane occidentale, può avere un peso decisivo ciò che accade in Asia o in Africa. Nessuno ci è più estraneo, perché lo "vediamo", perché sappiamo di lui. Inoltre, la globalizzazione economica e finanziaria ha intrecciato tutti i nostri interessi, che non sono più separati fra di loro: ciò che accade in un Paese può avere ripercussioni materiali immediate in molti altri Paesi.

Ancora: esistono problemi che interessano l'umanità nel suo insieme, che nessun popolo può affrontare separatamente dagli altri. Basti pensare ai grandi temi che coinvolgono la comunità internazionale in questo periodo: la questione ambientale e in particolare l'ecologia umana, lo sviluppo e l'alimentazione, le problematiche riguardanti il patrimonio genetico dei diversi gruppi umani.

Oggi non è più l'epoca dei soli diritti individuali, né solo dei diritti sociali di una categoria: la nostra è l'epoca dei diritti e dei doveri dei popoli e dell'umanità. Viviamo dunque in un mondo che davvero è diventato un villaggio: complesso e nuovo, ma un villaggio. L'umanità vive oggi come fosse un piccolo gruppo. Ma, a differenza dei piccoli gruppi di una volta, non è ancora riuscita a sviluppare sufficientemente un pensiero capace di rispettare le distinzioni, mentre comprende la fondamentale unità. I concetti tradizionali di razza, religione, cultura, Stato, si infrangono davanti alla complessità delle situazioni.


Pausa di riflessione (stacco musicale)
Da La dottrina spirituale – Chiara Lubich – Mondadori – p.277-278
Se un giorno gli uomini, ma non come singoli bensì come popoli, se un giorno i popoli sapranno posporre loro stessi, l’idea che essi hanno della loro patria, i loro regni, e offrirli come incenso al Signore, re di un regno che non è di questo mondo, guida della storia, e questo lo faranno per quell’amore reciproco fra gli Stati, che Dio domanda, come domanda l’amore reciproco tra i fratelli, quel giorno sarà l’inizio di una nuova era, perché quel giorno, così come è viva la presenza di Gesù fra due che si amano in Cristo, sarà vivo e presente Gesù fra i popoli, messo finalmente al suo vero posto di unico re, non solo dei cuori ma delle nazioni: sarà il Cristo Re.

I popoli cristiani, o i rappresentanti di essi, dovrebbero saper stimolare il loro io “collettivo”. Questo è il prezzo. Del resto non di meno si chiede a ciascuno di noi per la consumazione dei nostri animi in unità. Sono questi i tempi in cui ogni popolo deve oltrepassare il proprio confine e guardare al di là; è arrivato il momento in cui la patria altrui va amata come la propria, in cui il nostro occhio ha da acquistare una nuova purezza. Non basta il distacco da noi stessi per essere cristiani. Oggi i tempi domandano al seguace di Cristo qualcosa di più: una conoscenza sociale del cristianesimo, il quale edifichi non solo la propria terra secondo la legge di Cristo, ma aiuti la edificazione di quelle altrui col gesto universale della Chiesa, con l’occhio soprannaturale donatoci da Dio Padre, che dal Cielo vede le cose in modo tanto diverso da noi. Occorre vivere il Corpo mistico di Cristo in modo così eccellente da poterlo tradurre in corpo mistico sociale.

La storia non è fatta che di guerre e noi bambini, dai banchi di scuola, abbiamo quasi imparato che le guerre sono buone, sono sante, quasi la salvaguardia della propria patria. Può essere così ed alcune volte è stato così.

Ma se noi sentiamo riecheggiare nel nostro animo gli appelli dei Papi, …, sentiamo quanto essi paventassero per l’umanità la guerra e come essi scendessero, chiamati o no, tra i governanti a cercare di placare le ire e gli interessi e ad allontanare la terribile sciagura della guerra con la quale tutto si perde mentre con la pace tutto è guadagnato.

E questo perché la storia è una sequela di lotte fratricide fra popoli fratelli cui è stato dato dall’unico Padrone del mondo un pezzo di terra per coltivarla e viverci.

Egli benedice la pace perché la pace ha impersonato. Noi che vediamo come il Signore si stia conquistando a uno a uno i cuori dei figli suoi di tutte le nazioni, di tutte le lingue, tramutandoli in figli dell’amore, della gioia, della pace, dell’arditezza, della forze, noi speriamo che il Signore abbia pietà di questo mondo diviso e sbandato, di questi popoli rinchiusi nel proprio guscio a contemplare la propria bellezza – per loro unica – limitata e insoddisfacente, a tenersi coi denti stretti i propri tesori – anche quei beni che potrebbero servire ad altri popoli presso cui si muore di fame -, e faccia crollare le barriere e correre con flusso ininterrotto la carità tra terra e terra, torrente di beni spirituali e materiali.

Speriamo che il Signore componga un ordine nuovo nel mondo, egli, il solo capace di fare dell’umanità una famiglia e di coltivare quelle distinzioni fra i popoli, perché nello splendore di ciascuno, messo a servizio dell’altro, riluca l’unica luce di vita che abbellendo la patria terrena fa di essa un’anticamera della Patria eterna.

Forse quanto si va dicendo può apparire un sogno. Ma –a parte il fatto che, se il rapporto fra i cristiani è il mutuo amore, il rapporto fra popoli cristiani non può non essere il mutuo amore, per quella logica del Vangelo che non cambia – c’è un vincolo che già unisce i popoli fortemente e che voce di popolo, di ogni popolo, ha già proclamato, quella voce di popolo che è così spesso voce di Dio. Questo vincolo nascosto e custodito nel cuore di ogni nazione è Maria.



CANTO a Maria

SIGNORA DELLA PACE
Dolce Signora vestita di cielo,

Madre dolce della speranza,

gli uomini corrono senza futuro,

ma nelle loro mani

c’è ancora quella forza

per stringere la pace

e non farla andare via,

dal cuore della gente.


Ma tu portaci a Dio.

Nel mondo cambieremo

le strade e gli orizzonti

e noi apriremo nuove vie

che partono dal cuore

e arrivano alla pace

e noi non ci fermeremo mai

perché insieme a te

l’amore vincerà.
Dolce Signora vestita di cielo,

Madre dolce dell’innocenza

libera il mondo dalla paura,

dal buio senza fine

dalla guerra e dalla fame,

dall’odio che distrugge

gli orizzonti della vita,

dal cuore della gente. Rit.



Meditazione da “La Dottrina spirituale” – Chiara Lubich – Mondadori p. 247
(lettura con sottofondo musicale)
Un giorno, ecco una luce.

“Come – dissi a me stessa – tu cerchi la verità? Non c’è forse uno che ha detto di essere lui stesso la verità in persona? Non ha detto Gesù di sé: “IO sono la Verità”?”.

E fu questo uno dei primi motivi che mi spinsero a non cercare tanto la verità nei libri, quanto in Gesù.

E mi proposi di seguirlo.

In seguito – eravamo nel ’43 – la Provvidenza ha fatto germogliare quello che sarebbe stato il Movimento dei Focolari.

Io continuavo gli studi presso un’università laica e per ben quattordici volte mi trovai, per il lavoro sempre crescente nel neonato Movimento, a sospenderli e a riprenderli. Finché un giorno posi decisamente i miei stimatissimi libri in soffitta.

Un libro, però, mi è rimasto: il Vangelo.

Sotto l’infuriare della guerra lo portavo con le mie amiche nei rifugi, lo leggevamo.

Ed ecco la meraviglia: quelle parole, sentite tante volte, acquistavano un senso profondo, un insolito splendore, come se sotto una luce le illuminasse tutte.

Erano parole diverse dalle altre, anche da quelle che si possono leggere nei migliori libri spirituali. Erano universali, quindi adatte a tutti: giovani, adulti, uomini, donne, italiani, coreani, ecuadoriani, nigeriani…; erano eterne, quindi per ogni epoca, anche per la nostra. E si potevano mettere in pratica. Anzi, scritte con divina scultoreità, spronavano le persone a tradurle in vita.


Giovanni nel suo Vangelo ci dice “Amiamo con le opere e nella verità”. Non: “facciamo opere e diciamo verità”



Pausa di riflessione (stacco musicale)
Dal messaggio di Papa Benedetto XVI per la giornata mondiale della pace 2006 “Nella verità, la pace”
Dinanzi ai rischi che l'umanità vive in questa nostra epoca, è compito di tutti i cattolici intensificare, in ogni parte del mondo, l'annuncio e la testimonianza del « Vangelo della pace », proclamando che il riconoscimento della piena verità di Dio è condizione previa e indispensabile per il consolidamento della verità della pace. Dio è Amore che salva, Padre amorevole che desidera vedere i suoi figli riconoscersi tra loro come fratelli, responsabilmente protesi a mettere i differenti talenti a servizio del bene comune della famiglia umana. Dio è inesauribile sorgente della speranza che dà senso alla vita personale e collettiva. Dio, solo Dio, rende efficace ogni opera di bene e di pace. La storia ha ampiamente dimostrato che fare guerra a Dio per estirparlo dal cuore degli uomini porta l'umanità, impaurita e impoverita, verso scelte che non hanno futuro. Ciò deve spronare i credenti in Cristo a farsi testimoni convincenti del Dio che è inseparabilmente verità e amore, mettendosi al servizio della pace, in un'ampia collaborazione ecumenica e con le altre religioni, come pure con tutti gli uomini di buona volontà.”

Dalla Parola di Vita del Gennaio 2004 – Chiara Lubich

«Vi do la mia pace» (Gv 14, 27).

Sono circa 30 i conflitti oggi nel nostro pianeta. Alcuni sono sotto gli occhi di tutti, altri sono dimenticati, ma non per questo meno crudeli. Violenza, odio, atteggiamenti litigiosi spesso sono presenti anche in quei Paesi che vivono "in pace".


Ogni popolo, ogni persona avverte un profondo anelito alla pace, alla concordia, all’unità. Eppure, nonostante gli sforzi e la buona volontà, dopo millenni di storia ci ritroviamo incapaci di pace stabile e duratura.
Gesù è venuto a portarci la pace, una pace - ci dice - che non è come quella che "dà il mondo" , perché non è soltanto assenza di guerra, di liti, di divisioni, di traumi. La "sua" pace è anche questo, ma è molto di più: è pienezza di vita e di gioia, è salvezza integrale della persona, è libertà, è fraternità nell’amore fra tutti i popoli. Lui stesso è la nostra pace, per questo può dirci: «Vi do la mia pace»
E cosa ha fatto Gesù per donarci la "sua" pace? Ha pagato di persona. Proprio mentre ci prometteva pace, veniva tradito da uno dei suoi amici, consegnato nelle mani dei nemici, condannato ad una morte crudele e ignominiosa. Si è messo in mezzo ai contendenti, si è fatto carico degli odi e delle separazioni, ha abbattuto i muri che separavano i popoli. Morendo sulla croce, dopo aver sperimentato per amore nostro l’abbandono del Padre, ha riunito gli uomini a Dio e tra di loro, portando sulla terra la fraternità universale.


Dal messaggio di Papa Benedetto XVI per la giornata mondiale della pace 2006 “Nella verità, la pace”

Al giorno d'oggi, la verità della pace continua ad essere compromessa e negata, in modo drammatico, dal terrorismo che, con le sue minacce ed i suoi atti criminali, è in grado di tenere il mondo in stato di ansia e di insicurezza. I miei Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II sono intervenuti più volte per denunciare la tremenda responsabilità dei terroristi e per condannare l'insensatezza dei loro disegni di morte.”


Esperienza di Chiara Bertoni
Continua dalla Parola di Vita del Gennaio 2004 – Chiara Lubich

«Vi do la mia pace» (Gv 14, 27).

Anche a noi la costruzione della pace richiede un amore forte, capace di amare perfino chi non contraccambia, capace di perdonare, di superare la categoria del nemico, di amare la patria altrui come la propria. Essa domanda di trasformarci da persone pusillanimi, concentrate magari sui propri interessi e sulle proprie cose, in piccoli eroi quotidiani che, giorno dopo giorno, servendo i fratelli e le sorelle, sono pronti a donare persino la vita in loro favore. Essa ancora esige da noi cuore e occhi nuovi per amare e vedere in tutti altrettanti candidati alla fratellanza universale.


Ci possiamo chiedere: "Anche nei condòmini litigiosi? Anche nei colleghi di lavoro che intralciano la mia carriera? Anche in chi milita in un altro partito o in una squadra di calcio antagonista? Anche nelle persone di religione o di nazionalità diverse dalla mia?"
Sì, ognuno mi è fratello e sorella. La pace inizia proprio qui, dal rapporto che so instaurare con ogni mio prossimo.

Il mondo cambia se cambiamo noi. Dobbiamo certamente lavorare, secondo le possibilità di ciascuno, per risolvere i conflitti, per elaborare leggi che favoriscano la convivenza delle persone e dei popoli. Ma soprattutto, mettendo in rilievo ciò che ci unisce, potremo contribuire alla creazione di una mentalità di pace e lavorare insieme per il bene dell’umanità.


Testimoniando e diffondendo valori autentici quali la tolleranza, il rispetto, la pazienza, il perdono, la comprensione, gli altri atteggiamenti, che contrastano con la pace, si allontaneranno da sé.

Preghiera:

Signore Gesù,

come tu hai detto “vi lascio la pace, vi do la mia pace” (Gv 14,27)

fa che possiamo sperimentare oggi la tua luce e la tua forza in mezzo a noi.

Fa che attraverso il nostro amore reciproco

possiamo meritarci i frutti della tua presenza fra noi,

l’amore, la gioia e la pace.

Amen


CANTO

Hopes of peace

Senti il cuore della tua città:

batte nella notte intorno a te

sembra una canzone muta che

cerca un'alba di serenità.

Semina la pace e tu vedrai

che la tua speranza rivivrà

spine tra le mani piangerai

ma un mondo nuovo nascerà. (2v)
Sì, nascerà il mondo della pace,

di guerra non si parlerà mai più.

La pace è un dono che la vita ci darà,

un sogno che si avvererà.
Open wide the vision of your world,

feel the love that reigns in everything;

now is your chance to start again,

breathe in hopes of peace, of light, of love.


Sì, nascerà il mondo della pace...
Abre el horizonte entorno a ti,

siente el latido del amor;

ahora es el momento de empezar

una senda de paz, de luz y de amor.


Sì, nascerà il mondo della pace...
Semina la pace e tu vedrai

che la tua speranza rivivrà

spine tra le mani piangerai

ma un mondo nuovo nascerà. (2v)

Un mondo nuovo nascerà.
Terza parte

(a cura delle Suore Operaio della S. Casa di Nazareth)


Canto: E’ pace intima
Le ore volano via,

il tempo s’avvicina,

lungo la strada canto per Te.

Nella tua casa so che t’incontrerò

e sarà una festa trovarti ancora.
È pace intima la tua presenza qui,

mistero che non so spiegarmi mai.

È cielo limpido, è gioia pura

che mi fa conoscere chi sei per me.
Sembra impossibile ormai

pensare ad altre cose,

non posso fare a meno di Te.

Sembrano eterni gli attimi che non ci sei

ed aspetto solo di ritrovarti.
È la più bella poesia

dirti il mio sì per sempre

e nel segreto parlare con Te.

Semplici cose, parole che Tu sai,

note del mio canto nel tuo silenzio.

1) “State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie, questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”. (1 Ts 5,16-18)


Dal messaggio del Papa per la giornata della pace

“Guardando all’attuale contesto mondiale, possiamo registrare con piacere alcuni promettenti segnali nel cammino della costruzione della pace. Penso, ad esempio, al calo numerico dei conflitti armati. Si tratta di passi certamente ancora assai timidi sul sentiero della pace, ma già in grado di prospettare un futuro di maggiore serenità, in particolare per le popolazioni martoriate della Palestina, la Terra di Gesù, e per gli abitanti di talune regioni dell’Africa e dell’Asia” (n.12).


Pausa di riflessione
Preghiera tra voci femminili e voci maschili
Signore, Dio di pace,

che hai creato gli uomini,

oggetto della tua benevolenza,

per essere i familiari della tua gloria,

noi ti benediciamo e ti rendiamo grazie;
Noi ti rendiamo grazie

perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio,

hai fatto di Lui, nel mistero della sua Pasqua,

l’artefice di ogni salvezza,

la sorgente di ogni pace,

il legame di ogni fraternità.


Noi ti rendiamo grazie

per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni

che il tuo Spirito di pace

ha suscitato nel nostro tempo,

per sostituire l’odio con l’amore,

la diffidenza con la comprensione,

l’indifferenza con la solidarietà.
Noi ti rendiamo grazie

perché sei il silenzio dove si fonde ogni voce,

sei l’oceano di tutte le voce,

lo spazio spirituale dove finisce ogni nostra divisione e contrasto:

il punto di fusione dell’universo.

E sei presenza d’amore:

Spirito e vita che lega ogni vita.

Canto

GRANDI COSE
Grandi cose ha fatto

il Signore per noi,

ha fatto germogliare fiori

fra le rocce.

Grandi cose ha fatto

il Signore per noi,

ci ha riportati liberi

alla nostra terra.

Ed ora possiamo cantare,

possiamo gridare

l'amore che Dio

ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte,

hai sollevato il nostro viso dalla polvere.

Tu che hai sentito il nostro pianto,

nel nostro cuore

hai messo un seme di felicità.
Grandi cose…

2) “Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male”. (1 Ts 5,19-22)


Preghiere di intercessione

“Non si può dimenticare che proseguono ancora sanguinosi conflitti fratricidi e guerre devastanti che seminano in vaste zone della terra lacrime e morte” (dal messaggio del Papa per la giornata della pace n.13).


Ti preghiamo, Signore, per tutti i popoli che vivono la tragedia della guerra: l’odio e la violenza non spengano in essi il desiderio della pace.
Rit. Dona la pace, Signore, a chi confida in te.
Dona, dona la pace Signore, dona la pace.
“Non si possono non registrare con rammarico i dati di un aumento preoccupante delle spese militari e del sempre prospero commercio delle armi. Quale avvenire di pace sarà mai possibile, se si continua a investire nella produzione di armi e nella ricerca applicata a svilupparne di nuove?” (dal messaggio del Papa per la giornata della pace n.14).
Ti preghiamo, Signore, per tutti coloro che lavorano alla costruzione di armi: la verità del Vangelo illumini le loro coscienze.
Rit. Dona la pace, Signore, a chi confida in te.
Dona, dona la pace Signore, dona la pace.

“I primi a trarre vantaggio da una decisa scelta per il disarmo saranno i Paesi poveri, che reclamano giustamente, dopo tante promesse, l’attuazione concreta del diritto allo sviluppo un tale diritto è stato solennemente riaffermato anche nella recente Assemblea Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, che ha celebrato quest’anno il 60° anniversario della sua fondazione” (dal messaggio del Papa per la giornata della pace n.15).


Ti preghiamo, Signore, per l’ONU, per i diversi organi della Comunità Internazionale, per i governi: promuovano nel mondo i valori della giustizia, della solidarietà e della pace.
Rit. Dona la pace, Signore, a chi confida in te.
Dona, dona la pace Signore, dona la pace.

3) “Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo!”. (1 Ts 5,23-24)


Dal messaggio del Papa per la giornata della pace

“Ascoltando il Vangelo, cari fratelli e sorelle, impariamo a fondare la pace sulla verità di un’esistenza quotidiana ispirata al comandamento dell’amore” (n.16).



Preghiera a cori alterni

Ci impegniamo noi e non gli altri

unicamente noi e non gli altri,

né chi sta in alto né chi sta in basso,

né chi crede né chi non crede.

Ci impegniamo

senza pretendere che altri si impegnino,

con noi o per suo conto,

come noi o in altro modo.
Ci impegniamo

senza giudicare chi non si impegna,

senza accusare chi non si impegna,

senza condannare chi non si impegna,

senza disimpegnarci perché altri non si impegna.

Ci impegniamo

perché non potremmo non impegnarci.

C’è qualcuno o qualche cosa in noi,

un istinto, una ragione, una vocazione, una grazia, più forte di noi stessi.
Ci impegniamo

a portare un destino eterno nel tempo,

a sentirci responsabili di tutto e di tutti,

ad avviarci, sia pure attraverso un lungo errare, verso l’amore.


Ci impegniamo

non per riordinare il mondo,

non per rifarlo su misura, ma per amarlo;

per amare anche quello che non possiamo accettare,

anche quello che non è amabile, anche quello che pare rifiutarsi all’amore,

poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore

c’è, insieme a una grande sete d’amore,

il volto e il cuore dell’amore.


(insieme)

Ci impegniamo

perché noi crediamo all’amore,

la sola certezza che non teme confronti,

la sola che basta per impegnarci perpetuamente.

(da Primo Mazzolari)





Pausa di silenzio

Litanie a Maria, donna di pace (cantate)
Padre del cielo, Dio della pace abbi pietà di noi

Figlio redentore, che porti al mondo la pace

Spirito Santo, che unisci gli operatori di pace
Santa Maria, Madre di Dio, fonte di pace prega per noi

Madre del Principe della pace

Madre della grazia divina che genera la pace

Mediatrice della pace

Motivo della nostra pace

Signora della pace

Maestra di pace

Donna di pace

Stella che irradi la pace

Aurora di pace

Via della pace

Dono di pace

Vergine della pace

Madre che doni la pace

Madre nel cui cuore trova rifugio chi cerca la pace

Regina degli angeli, messaggeri di pace

Regina di quanti sono morti per la causa della pace

Regina della pace


Padre Nostro (recitato e cantato)

CANTO: PANE DEL CIELO





Pane del cielo sei Tu, Gesù,

Via d'amore: tu ci fai come Te.
No, non è rimasta fredda la terra

Tu sei rimasto con noi per nutrirci di Te,

Pane di vita;

ed infiammare col tuo amore tutta l'umanità.


Sì, il Cielo è qui su questa terra:

Tu sei rimasto con noi, ma ci porti con Te

nella tua casa

dove vivremo insieme a Te tutta l'eternità.


No, la morte non può farci paura:

Tu sei rimasto con noi. E chi vive di Te

vive per sempre.

Sei Dio con noi, sei Dio per noi, Dio in mezzo a noi.




BENDIZIONE EUCARISTICA

CANTO FINALE:


RESTA ACCANTO A ME
Ora vado sulla mia strada

con l’amore tuo che mi guida,

o Signore, ovunque io vada

resta accanto a me.

Io ti prego, stammi vicino

ogni passo del mio cammino,

ogni notte, ogni mattino

resta accanto a me.
Il tuo sguardo puro sia luce per me

e la tua parola sia voce per me,

che io trovi il senso del mio andare solo in te,

nel tuo fedele amare il mio perché.


Fa che chi mi guarda non veda che te,

fa che chi mi ascolta non senta che te

e chi pensa a me, fa che nel cuore pensi a te

e trovi quell’amore che hai dato a me.








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