Preparazione prossima e remota La preparazione “remota”



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01.06.2018
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Preparazione prossima e remota




La preparazione “remota”


Ricorda che una componente importante del successo di un’interrogazione consiste nel modo in cui si è ascoltata a scuola la spiegazione dell’argomento.

Capire a scuola ciò che viene detto e spiegato, significa capitalizzare un patrimonio di conoscenze che potrai far fruttare con il migliore esito durante la preparazione e lo studio a casa e al momento dell’interrogazione.

In sintesi, quando l’insegnante spiega devi:


  • Attivare la tua attenzione e indirizzarla verso l’insegnante e l’argomento presentato, evitando di essere distratto dai “rumori di fondo” dell’aula e dei compagni di classe;

  • Concentrarti con motivazione e interesse sull’argomento, sforzandoti di entrare in sintonia con esso, anche se non ti appare di immediato interesse o lo ritieni difficile;

  • Se è possibile, seguire nel libro di testo gli argomenti trattati, sottolineando alcuni concetti-chiave e integrando in forma di appunti le informazioni mancanti;

  • Seguire l’insegnante che spiega cogliendone anche le espressioni del volto e i gesti, che sono importanti segnali per sottolineare ciò che è più rilevante nell’esposizione;

  • Integrare le informazioni nuove con quelle già possedute, anche se di altre discipline, annotando in forma di appunti gli opportuni collegamenti;

  • Chiedere chiarimenti e spiegazioni all’insegnante quando non capisci qualcosa.


A casa si devono riprendere al più presto gli appunti e le annotazioni realizzati in classe, per completarli, integrarli e renderli funzionali allo studio e al ripasso.

Devi esercitarti ripetendo ad alta voce molte volte il contenuto della lezione o l’argomento della verifica, utilizzando tutti gli aiuti di cui disponi (sottolineature, appunti, schemi, grafici e altro).

Nel ripetere, sforzati di trovare le parole giuste e corrette per esprimere i concetti, per collegare gli argomenti, per essere chiaro e preciso nell’esposizione.

Quando vengono interrogati altri compagni conviene prestare molta attenzione a come vengono formulate le domande, a quali sono gli argomenti cui l’insegnante attribuisce maggiore importanza, allo “stile” dell’interrogazione, cioè se sono più apprezzate risposte sintetiche o analitiche, se vengono ben valutati gli inquadramenti generali, se sono previste da parte dello studente domande di chiarimento e così via.

Su questa base durante la preparazione si può prevedere lo svolgimento dell’interrogazione vera e propria, immaginando le possibili domande dell’insegnante. Nello stesso tempo è utile ipotizzare gli eventuali collegamenti con altri argomenti della materia o di discipline affini.

Molti studenti, infatti, si dimostrano pronti e preparati durante l’interrogazione soltanto se viene loro chiesto di esporre il contenuto di questo o quel capitolo del manuale, oppure di un paragrafo; se l’insegnante invece abbandona lo schema del testo, oppure pone una domanda più generale, che presuppone capacità di astrazione e di collegamento, anche gli “studiosi” sembrano perduti e non sanno più rispondere in modo adeguato.

E’ questo il risultato di uno studio esclusivamente mnemonico e quindi errato.




La preparazione prossima: il ripasso


In genere il giorno prima dell’interrogazione conviene operare un ripasso dell’argomento. Se la preparazione remota è stata molto accurata e consolidata, questo controllo delle acquisizioni potrà essere anche breve. Comunque è necessario, soprattutto per accertarsi di saper esporre ciò che si è appreso, di saper organizzare un discorso, di “trovare” le parole specifiche adatte all’argomento.

Ecco le fasi necessarie per il ripasso:




  • Rilettura veloce del testo, ripetendo mentalmente i dati più importanti;

  • Revisione e confronto con il testo di appunti, schemi o mappe preparate nella fase di studio;

  • Ripetizione ad alta voce per conto proprio;

  • Ripetizione, discussione sull’argomento, preparazione di domande e di risposte ed eventualmente simulazione dell’interrogazione insieme a un compagno.

Quest’ultimo punto è particolarmente utile perché consente di verificare la propria capacità di esposizione, di colmare eventuali lacune, di problematizzare l’argomento, di “mettersi in situazione” riducendo almeno in parte la cosiddetta “emozione” che spesso impedisce di esporre in modo fluente argomenti che si conoscono.


Poco prima dell’interrogazione è il momento di rivedere mentalmente, come in una sequenza filmica accelerata, l’intero percorso di studio effettuato a casa e di riproporti mentalmente i concetti-chiave di ciò che hai imparato.

Tratto da Franzi-Damele, Il nuovo italiano per comunicare, Archimede


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