Presentazione del libro di Giovanni Salonia


Il corpo, la bellezza, la sessualità



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28.03.2019
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3. Il corpo, la bellezza, la sessualità
- Nessun discorso astratto, nessuna predica in questo libro – dicevamo fin dall’inizio. Ma uno sguardo sanante sul cuore dell’esistenza che sono le relazioni, alle quali si accede attraverso l’intreccio delle parole e dei respiri, nella tensione aperta alla crescita nel tempo testimoniata dai rapporti primordiali della vita che si iscrivono nel nostro corpo: “Forse dovremmo partire da questa scena: qualcuno si è preso cura di te con passione e pazienza, con disponibilità e gioia. Oppure, sull’altro versante, qualcuno si prende cura di chi ti sorride e ti guarda con due occhi che ti costringono ad amarlo” (p. 18). “Si tratta di essere attenti al proprio corpo, come luogo in cui continuamente si scrivono e riscrivono i significati dell’esistenza. Ma questi significati non sono subito evidenti: hanno bisogno di essere scoperti dentro le emozioni, le sensazioni, le tensioni” (p. 21). L’invito è a compiere un cammino ritmato da alcuni verbi: ‘vedere il corpo’, ‘sentire’ il corpo (dal ‘di dentro’), ‘pensare’ il corpo (“come velamento e svelamento dell’essere, come apertura e chiusura … come finitudine e superamento”, pp. 27-28), ‘vivere’ il corpo… fino a scoprire il corpo come il luogo della memoria, in cui si conservano le tracce della nostra esistenza, e il respiro come “quel flusso sotterraneo di consapevolezza che in ogni momento ci tiene aggiornati su noi stessi e sul nostro coinvolgimento con l’esistenza e con il mondo” (p. 31).

- Ed è in questo prendersi tempo per lasciar respirare il proprio corpo che si può incontrare la bellezza senza indulgere a vuoti estetismi (cf. il capitolo su “Il fascino indiscreto della bellezza”).. Perché la vera bellezza è questione di grazia, di integrazione (tra corpo, cuore, ragione), cantico (come quello di Francesco composto lentamente, nel tempo). “Saremo salvati dalla bellezza se da essa ci faremo formare: solo dopo lungo cammino si diventa belli, capaci cioè di rendere bella ogni condizione di vita, di far sprigionare l’armonia segreta di ogni uomo e di ogni donna che incontriamo sul nostro cammino” (p. 39). E chi volesse approfondire, può farlo attraverso la prima parte di un altro libro di Giovanni Salonia, Kairòs, che contiene splendide pagine sulla crescita e sull’accompagnamento, oltre a preziose regole sulla comunicazione e sulla comunità.



- Se la bellezza è pienezza, la sessualità è soglia. “Soglia e non dimora: se si smarrisce la dimensione allusiva, intima e costitutiva, si ritorce in impazzimento … Il piacere senza relazione provoca la perdita di senso e diventa rimando ad una ferita inguaribile … Ci si smarrisce se non si sbircia ciò che sta al di là della soglia a cui la sessualità ci conduce, se non ci si accorge che essa porta pienezza quando nel rapporto sessuale non solo si uniscono due corpi, non solo si incontrano due anime, ma l’anima incontra il proprio corpo” (p. 59). Pagine ancora una volta sobrie, dense, capaci di suggerire senza alcun moralismo vie di crescita e di verità sull’interezza della vita.




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