Presentazione del libro di Giovanni Salonia


Tempo benedetto, tempo maledetto



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28.03.2019
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6. Tempo benedetto, tempo maledetto
- Sul tempo, nel nostro tempo appiattito su un eterno e vuoto presente, vale la pensa soffermarsi ancora, seppur sinteticamente. Il tempo del giocare e il mettersi in gioco, allargando il contesto all’interezza del tempo, rimanda al mistero della vita e della morte, alla vita come cammino verso la morte. “La vita è un cammino: solo se con paura e coraggio (L. Perls) percorreremo le strade che ci si aprono davanti, potremo gustare con pienezza il mistero dell’esistenza entro il quale siamo stati consegnati” (p. 184).

- A questo punto troviamo (come accade spesso) pagine veramente liriche sulla maledizione e benedizione del tempo. Concluse da un interrogarsi pensante: “Maledizione o benedizione il tempo che passa? Forse non esiste una risposta preconfezionata; forse la risposta nasce man mano dalla fatica e dalla ricerca; forse la risposta si trova custodita e nascosta dentro l’ostrica del ‘tempo vissuto’. Solo chi vive il tempo a certe condizioni trova la propria risposta, sente il tempo come benedizione, tempo propizio o kairòs. Ma come si fa a trasformare il tempo vissuto in kairòs? Forse possiamo solo condividere sommessamente i percorsi personali. Vivere in pienezza il tempo presente. Vivere, cioè, il qui-e-adesso senza rimandare al futuro le scelte e senza chiuderci nella nostalgia del passato (sciocco chi sostiene che i tempi passati erano migliori). Solo se nell’incontro con l’altro il tempo è stato vissuto con pienezza sentirò il tempo ‘giusto’: il tempo è sempre insufficiente quando non siamo totalmente presenti al qui-e-adesso dell’esperienza” (p. 191).




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