Presentazione del libro di Giovanni Salonia


Sentieri che portano lontano



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28.03.2019
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7. Sentieri che portano lontano
- Ci sono tante altre preziose perle di sapienza nel libro. Rimando alla lettura diretta.. Per chiudere, vorrei riprendere due capitoli, che mi sembrano utili per ritornare al messaggio complessivo.

- Anzitutto un capitolo che gioca su un intrigante accostamento tra il filosofo Heidegger e la trasmissione Grande Fratello, ancora una volta indicativo di una saggezza che non si limita a deprecare ma cerca di capire in profondità cosa accade ma anche a cosa siamo chiamati (pagine peraltro che mi fanno pensare alle acute intuizioni colte in incontri che facciamo il sabato sera con Antonio Sichera e Paolo Segreto, per ‘obbedienza’ a padre Lorefice, intrecciando conversazioni sulla fede e sulla vita con alcuni giovani, discutendo liberamente e francamente). “C’è una tendenza diffusa … nel sociale come nella scuola, nei media come nella politica, alla semplificazione e alla provvisorietà, al fare (comunque e in qualsiasi modo) più che al creare, al dire (qualunque cosa) più che al pensare, al fatto più che al senso. Come dire che il rilievo della vita e della soggettività, l’attenzione all’alterità nel suo puro esserci, pone oggi la questione fondamentale di un vivere spinto fino ai margini dell’inconsapevolezza e del non sapere, come se non si riconoscesse che esiste una formazione, una sorta di competenza alla soggettività, necessaria perché il soggetto sia. Ciò che in un primo momento è stato rivendicato come una conquista si rivela, insomma, anche come un compito tragico: inventare o produrre il senso dell’esistenza all’interno di un’infinita molteplicità di possibilità. Il semplice esistere, in altre parole, reclama un evolutivo ‘saper esistere’, perché l’esserci non resti bloccato in un’immagine, esaltante certo, ma senza corpo e senza storia” (pp. 66-67).



- Accosto a questo capitolo le pagine intitolate “Sentieri che portano lontano”. Come sapienza e saggezza ci vogliono nel leggere la realtà con aderenza e lungimiranza, solo sapienza e saggezza possono accompagnare cammini di crescita suggerendo ciò che approssima alla pace, alla felicità, alla dolcezza, alle sane relazioni. Come testimonia questo paragrafo, che possiamo stasera portarci come pane nella bisaccia lungo il cammino della vita: “Di nessun sentimento o sensazione devi vergognarti: sei responsabile solo di ciò che ne farai. E se qualcosa che senti dentro ti darà fastidio, cerca piuttosto di capire cosa vuole dirti. Riascoltati dopo qualsiasi esperienza significativa, per vedere cosa hai appreso sulla vita e su te stesso, al di là del successo e del fallimento. Rinuncia a controllare la vita: la primavera fiorisce, anche se sei seduto e l’aspetti. Non spingere il fiume: scorre da solo. E non pretendere di fermarlo: saresti travolto. Lascia che ognuno sia se stesso, così l’incontrerai nella verità. Dì quello che devi dire: il non-detto si trasforma sempre in una chiusura o in un mostro. Non pretendere di indovinare i pensieri e le motivazioni dell’altro (anche se sei psicologo o direttore spirituale) e non presumere di essere trasparente. Non affannarti a cercare la persona giusta; prova ad essere tu la persona giusta. Se parli con un bambino, chinati alla sua altezza: i suoi occhi diventeranno più luminosi. E se lo incontri per la prima volta, prima di chiedergli il suo nome, digli il tuo. Se qualcosa non ti va dell’altro, limitati a descriverla, non infierire su tutta la persona, sul suo passato o sul suo futuro.Se hai il gusto della bellezza e dell’eleganza nel rapporto con gli altri, conoscerai il calore che è la perla di ogni bellezza. Se non hai avuto tutto quello che volevi, non perdere quello che hai lamentandoti. Non confrontarti e non confrontare: nessuno è stato a lungo felice imitando qualcuno o vincendo i confronti. Rinuncia a vincere sull’altro: è un sentiero che non porta lontano. Se scegli di essere buono, leale, onesto, non aspettare che gli affari ti vadano bene per queste ragioni. Se credi in Dio, cerca di non farlo a tua immagine e somiglianza. Non pensare che la felicità possa percorrere solo le strade del benessere: si trova a suo agio solo sulle strade che portano al cuore. Se il tuo cuore è caldo e accogliente, un giorno la felicità (l’Altro?) verrà ad abitarlo” (pp. 21-23).


Sulla felicità e dintorni
Sentieri che portano lontano



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