Presentazione del libro



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b. 3800

Anna Paola Longo, Stefania Barbieri (a cura di)


Insegnare matematica. Esempi di buone prassi in Lombardia


Guerini e associati Milano 2008 € 28,00 Pagine 284

La questione dell’insuccesso scolastico e delle difficoltà in matematica sembra essere diventata un’emergenza nazionale. I mass media, esasperano i risultati di valutazioni nazionali e internazionali e forniscono svariate motivazioni per gli insuccessi italiani, senza valutare il positivo in atto o dare utili indicazioni.

Questo testo esplora una realtà diversa: insegnanti che accettando la sfida del cambiamento, operano con competenza e creatività, ponendo l’attenzione non sull’esito immediato, ma sui risultati stabili di un lavoro a lunga scadenza, consapevoli che la matematica è un pensiero personale e creativo. Incrementano la motivazione guidando gli allievi a esercitare la ragione, mostrando la bellezza della disciplina e facendo sperimentare la soddisfazione del lavoro. Molti sono gli esempi di «reinvenzione guidata», secondo la proposta del matematico Hans Freudenthal, divulgata attraverso la traduzione della sua opera principale, Ripensando l’educazione matematica, fatta nel 1994 da Carlo Felice Manara, Professore Emerito di Geometria presso l’Università Statale di Milano.

Questa raccolta di esempi di «buone prassi» in Lombardia propone una riflessione critica sull’insegnamento della matematica, con particolare riguardo al metodo.

Per sottolineare la relazione tra le buone prassi e la formazione, il volume inizia con l’indicazione di luoghi ed esperienze di ricerca didattica e di formazione. Seguono esemplificazioni didattiche che riguardano tutti gli ordini scolastici.

Seguendo la struttura del testo, si comprende la centralità della scuola primaria, quando attraverso esperienze ricche si educa l’osservazione e la prima formazione di idee matematiche, modulando il linguaggio in modo da aderire all’affettività del bambino. Si comprende anche come si può affrontare in modo positivo una questione veramente rilevante, ma non priva di difficoltà: l’uso di materiali concreti e il riferimento ad azioni reali per produrre la formazione di idee matematiche, senza mai perdere la tensione al pensiero astratto e alla lenta costruzione del linguaggio specifico. Si incontra dunque un’esperienza in atto, che comprende anche esempi significativi di interventi in casi di difficoltà, interventi che evitano di banalizzare il contenuto matematico, avendo come scopo lo sviluppo del pensiero.

La specificità della scuola secondaria di primo grado è legata allo sviluppo degli allievi: le esperienze di tipo operativo costituiscono ancora la base su cui procedere alla concettualizzazione, ma si arricchiscono i contenuti e ci si avvia verso la dimostrazione.

Nella scuola secondaria di secondo grado lo sguardo può spaziare sulla natura della matematica e la sua funzione nella conoscenza.

Se le esemplificazioni relative alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado sono numericamente e qualitativamente rilevanti, poche sono quelle relative alla secondaria di secondo grado, indice delle difficoltà in cui si dibatte l'insegnamento a questo livello di scolarità.

La raccolta documenta dunque che costruire nuove metodologie di insegnamento della matematica non è un sogno irrealizzabile, ma una realtà che si sta già avverando. I criteri per introdursi in questo rinnovamento sono indicati sia nell’introduzione generale che nelle brevi introduzioni alle singole esperienze. Al testo è allegato un cd che raccoglie esperienze e materiali didattici (foto, audio, programmazioni, disegni). I curatori fanno proprio il desiderio espresso da Carlo Felice Manara: «sarebbe molto bello che le nostre scuole trasmettessero non soltanto l’abilità nei calcoli e nella manovra delle procedure, ma anche (e vorrei dire addirittura, soprattutto) queste idee, riguardanti il valore della matematica come chiave di lettura della realtà e strumento insuperabile di conoscenza insieme rigorosa e creativa».


Maria Elisa Bergamasachini






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