Presentazione dell’alunna



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03.12.2017
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ISTITUTO……………….

ANAMNESI alunna: ………………………………………

a.s. 2006/07



Presentazione dell’alunna

S. è una ragazza di sedici anni e frequenta il terzo anno dell’indirizzo di …………………………………………………E’ una ragazza curata nell’aspetto e attenta alla moda, allegra e socievole anche se ritrosa, emotiva e sensibile alle esigenze dell’altro, in costante ricerca di conferme ed incoraggiamento.

S. è stata colpita all’età di quattro anni da ischemia cerebrale che ha determinato la paresi dell’emisfero destro. I ripetuti incontri con S. hanno permesso di delineare l’immagine di una ragazza consapevole della sua disabilità, la quale è accettata con serenità e con forte motivazione a fare progressi, soprattutto in ambito scolastico.

La scuola rappresenta per S. una parte molto importante della sua vita, a cui dedica tempo ed energie, in cui investe molto soprattutto a livello emotivo e relazionale. Come tutti gli studenti, mostra maggiore interesse per alcune discipline trascurandone altre: tra le sue preferite ci sono Diritto e Metodologia della ricerca. La voglia di fare bene talvolta la induce a evitare prove o momenti di confronto in cui sa di non potere ottenere il massimo, ad attribuire la colpa di eventuali insuccessi ad altri.

S. ama il contatto con i coetanei, anche se la sua ritrosia e insicurezza la portano ad attendere l’iniziativa altrui. Le piace esprimere il suo punto di vista e non ricusa il confronto, soprattutto su tematiche sociali e di costume, a cui è molto interessata.

In ambito scolastico, un elemento che frena il confronto con i coetanei è il testo scritto. Poiché S. mostra difficoltà nella lettura, le prassi didattiche incentrate sul libro sono per lei motivo di frustrazione e disorientamento. Come lei stessa riferisce, se non opportunamente guidata, si ‘perde’ nella pagina: questo la porta a evitare di collaborare con i compagni, rimanendo in disparte.

Al di fuori della scuola, S. non svolge attività che esulino dagli interventi riabilitativi (logopedici). Sarebbe invece importante che scoprisse e coltivasse le sue passioni in maniera disinteressata, ad esempio quella del disegno in cui è molto portata. L’impegno in attività extrascolastiche sarebbe inoltre un ulteriore canale di socializzazione. Questo sarebbe utile per l’elaborazione del Progetto di Vita, che ancora non è stato delineato.

La famiglia

S. vive con il padre, militare, la madre, casalinga, una sorella più grande e una più piccola ed un fratello. Come si evince dai colloqui, queste ultime sono per lei figure determinanti, con cui ricerca lo scambio di opinioni (attualità, relazioni personali, ambizioni future, etc.) e consigli. La madre è rappresentata dalla ragazza come apprensiva, sempre pronta a porre regole da rispettare, a limitare le attività che si ritiene possano crearle disagio.




Il percorso scolastico

Poche sono le informazioni inerenti al percorso scolastico di S., dal momento che la scuola in cui è attualmente iscritta non possiede tutta la documentazione in materia.

La ragazza stessa racconta che ha ottenuto il sostegno a partire dalle elementari, e che i suoi rapporti con i vari insegnanti di sostegno sono stati sempre abbastanza positivi, dal momento che lei ha sempre visto in loro delle figure di riferimento importanti.

S. ha frequentato le elementari a Roma e in prima media si è trasferita a Viterbo, dove ha ottenuto il sostegno ed è stato deciso di elaborare un PEI per cercare di valorizzare i suoi potenziali d’apprendimento.



La classe

S. è inserita in una classe di 20 studenti (L. n. 448/98, art. 26 c. 12)– 19 ragazze e un ragazzo- con altre due ragazze in situazione di disabilità, a cui sono stati assegnati due insegnanti di sostegno.

La maggior parte degli studenti provengono da famiglie di livello socio-culturale basso, disgregate, che prestano scarsa attenzione al processo di apprendimento dei figli. Avendo ripetutamente sperimentato l’insuccesso scolastico, la maggior parte dei ragazzi vivono passivamente la scuola.

L’approccio didattico tradizionale (lezione frontale) e i contenuti proposti vengono generalmente investiti da un giudizio di estraneità, essendo ritenuti scollegati dalla realtà di tutti i giorni .

Segnali e indicazioni operative per mutare la tendenza sono giunti da due esperienze: gli interventi in classe degli psicologi del SERT e il tirocinio presso una scuola dell’infanzia. Tali modalità didattiche hanno prodotto una buona risposta in termini di partecipazione, rivelando interesse per le problematiche sociali.

Il rapporto di S. con la classe è generalmente buono. Nei confronti di tutti si dimostra disponibile, anche se talvolta suscettibile. Tra i motivi di attrito ci sono l’attitudine dei compagni verso lo studio e la disciplina, dal momento che S. non ne condivide la mancanza di impegno e di rispetto nei confronti degli insegnanti.

All’interno della classe S. è posizionata lateralmente accanto alle due compagne disabili, ma talvolta si sposta verso alcune compagne con cui ha un rapporto privilegiato. In tali occasioni l’atteggiamento è apparso più rilassato, potendo alternare momenti ‘pieni’- e momenti di relax. Al contrario, nell’altra dislocazione, S. trova più difficile mantenere l’attenzione, poiché non sono previsti momenti ‘vuoti’ essendo quasi sempre presente almeno uno degli insegnanti di sostegno assegnati alla classe.

Il rapporto con i docenti è caratterizzato dalla trasparenza. La responsabilizzazione della ragazza nei confronti del suo percorso scolastico si è rivelata una modalità di interazione valida, sebbene con alti e bassi.




L’insegnante di sostegno

Il rapporto di S. con l’insegnante di sostegno evolve costruttivamente. L’i.s. si propone come figura autorevole, trasmettendo sicurezza, dando ascolto alle sue esigenze e valorizzando le sue iniziative (es. suggerimenti per organizzare il lavoro nelle varie discipline). Le situazioni problematiche sono sempre affrontate attraverso il dialogo, dal momento che la ragazza è vista come interlocutrice privilegiata. uestaE. nutre un sentimento di profonda stima per la docente, che considera una figura chiave per la sua formazione.

Strategie chiave dell’azione docente sono il confronto con i colleghi e gli specialisti, l’aggiornamento costante, soprattutto per adeguare gli input alle effettive capacità.

Gli interventi didattici si attuano prevalentemente in classe, dove l’insegnante cerca di guidare S. nella comprensione di concetti chiave delle lezioni, nella loro localizzazione nei testi. In alcune discipline in cui il libro è il mediatore centrale -ad esempio lingua e letteratura italiana, storia- le lezioni dell’insegnante curriculare e quelle dell’i.s. si svolgono in parallelo.

Si ricorre all’intervento in laboratorio quando c’è la necessità di rinforzare l’input con materiali didattici integrativi, e soprattutto quando la mancanza di disciplina della classe impedisce la concentrazione.


La Diagnosi Funzionale

S. è stata presa in carico dal Servizio Materno Infantile nell’anno scolastico 2003/2004, a seguito del trasferimento della famiglia da Roma a Viterbo. In tale occasione è stata elaborata una nuova D.F. frutto della collaborazione dello psicologo e della logopedista della locale Asl.

La diagnosi clinica è di ‘funzionamento intellettivo limite con inibizione affettivo-relazionale ed emiplegia spastica con emiparesi dell’emisfero dominante.’


  1. Aree di compromissione

S. presenta esiti di emiparesi dell’emisfero dominante determinata da ischemia cerebrale verificatasi a quattro anni: mentre il deficit di funzionamento dell’arto inferiore destro è ben compensato, l’arto superiore è usato solo con funzione di sostegno. Il mancinismo obbligato compensa tale situazione.

Nell’area neuro-psicologica si segnalano attenzione e motivazione limitate di fronte a compiti di tipo scolastico, percezione visiva di segni grafici e riproduzione equivalente a quella di un bambino dei primi anni delle elementari; difficoltà nell’analizzare grafemi simili, inadeguate capacità di organizzazione e pianificazione, difficoltà nell’individuare sequenze temporali.

Nell’area cognitiva si rileva un livello al limite inferiore della norma, con risultati scarsi nelle prove di tipo verbale e una mediocre organizzazione dei processi di pensiero.

Nelle aree del linguaggio e dell’apprendimento si segnalano la lettura stentata e sillabica che non consente la comprensione del periodo, la predilezione per la coordinazione, i frequenti errori ortografici e l’incapacità di svolgere i compiti scolastici in autonomia. Si segnala che le scarse capacità dialettiche e nell’espressione delle idee possono penalizzare E. nelle attività scolastiche.
b) Capacità e competenze

Si evidenzia la completa autonomia in tutte le aree della vita personale e sociale, una buona manualità e grafia, buona percezione e riproduzione di stimoli uditivi e ritmi. Adeguata la capacità di ragionamento logico. Nell’area affettivo-relazionale si segnala la motivazione ai rapporti interpersonali, soprattutto con gli adulti.



c) Comportamenti problema

Si sottolinea la ricerca del rapporto esclusivo con una figura di riferimento per compensare sentimenti di inadeguatezza, scarsa autostima e inadeguata percezione di sé, determinando notevoli difficoltà nell’inserimento sociale.


Osservazioni

Tra gli aspetti degni di attenzione si evidenzia il legame di causa-effetto che intercorre tra emotività, la percezione di sé e autostima evidenziate da S. e le relazioni interpersonali, i risultati ottenuti sul piano degli apprendimenti.

Non è presente il codice di riferimento ICF che identifica la diagnosi. Sono inoltre assenti riferimenti e rimandi agli interventi prima della presa in carico da parte dei servizi territoriali della nuova città di residenza, nonché all’evoluzione della ragazza durante la crescita.


Il Profilo Dinamico Funzionale

Il PDF di S. è stato redatto al momento del passaggio alla scuola secondaria di secondo grado, ed è frutto della collaborazione tra lo psicologo e il precedente I.S., tutt’ora operante nella classe, il quale ha raccolto le rilevazioni degli insegnanti curriculari.



Di seguito è riportata la descrizione degli assi, corredata da osservazioni e riflessioni incentrate su tre nuclei fondamentali desunti da diagnosi e osservazione diretta: affettività/emozioni, comprensione, gestione autonoma del processo di apprendimento.
Asse cognitivo

  1. Livello di sviluppo cogntivo.(1). Si evidenziano compromissione del normale processo di apprendimento di letto-scrittura, difficoltà di astrazione, memoria e attenzione prolungata. (2). Astrazione, memoria e attenzione sono considerate capacità che si sviluppano ‘naturalmente’ nei soggetti. In realtà possono essere educate e guidate attraverso strategie di e facilitatori, ad esempio strategie di organizzazione concettuale, uso di mediatori graduati che prevedano il passaggio per l’esperienza diretta e l’analogia; lo span attentivo può essere incrementato introducendo nelle lezioni sequenze di attività brevi e variate.

  2. Strategie. (1). Deve essere guidata affinché elabori adeguati piani operativi. Propone strategie di apprendimento in casi in cui è molto motivata. (2). Deve saper verificare in itinere il proprio percorso di apprendimento ed elaborare strategie personalizzate di apprendimento. Deve essere capace di utilizzare dei facilitatori che compensino i suoi svantaggi.

  3. Uso integrato di competenze diverse. (1). Non ha acquisito un valido bagaglio di strategie di elaborazione delle conoscenze, né la capacità di integrare apprendimenti nuovi con quelli precedenti. (2) Avviamento alla costruzione di schemi mentali per l’organizzazione dell’informazione, di dati e apprendimenti.

Asse affettivo relazionale

  1. Area del sé (1). Le difficoltà di apprendimento interferiscono con lo sviluppo della personalità, rendendola vulnerabile a livello psicologico. (2). Impiego di strategie di rinforzo, valorizzazione dei traguardi raggiunti. Si suggerisce di agire sull’autoefficacia.

  2. Rapporto con gli altri (1) La consapevolezza delle proprie difficoltà determina timore del confronto e frustrazione, che stanno però ridimensionandosi (2) Coinvolgere l’alunna in progetti di apprendimento cooperativo, per favorire i rapporti interpersonali.

  3. Motivazione al rapporto (1) La motivazione al rapporto appare adeguata, sia con i compagni sia con gli adulti (2) Arginare le strategie di esitamento, sia a livello emotivo che cognitivo.

Asse comunicazionale

  1. Mezzi privilegiati (1) Preferenza per il canale verbale. Migliorata la capacità di elaborare messaggi chiari e efficaci. (2) Graduale incremento delle capacità di strutturazione razionale del linguaggio verbale e del repertorio lessicale.

  2. Contenuti prevalenti (1) Non riportati. I temi più ricorrenti sono gli impegni scolastici, le consegne, esperienze personali, attenzione agli altri, i successi e gli insuccessi scolastici, l’attualità. (2) Espressione delle sensazioni legate all’apprendimento e al confronto con gli altri, come strategia educativa e modalità di autovalutazione.


Asse linguistico

  1. Comprensione scritta-orale (1). La comprensione è adeguata se le tematiche sono adeguate e semplificate dall’insegnante. La lettura è difficoltosa. (2) Individuazione nei testi di titoli, frasi e parole chiave, struttura argomentativa. Trascrizione e revisione dei testi (di livello adeguato) di interesse personale. Si suggerisce l’analisi del testo come insieme di codici integrati (layout, carattere, dimensione carattere, immagini, etc.).

  2. Produzione scritta-orale (1). La produzione orale è buona ma presenta problemi di fluidità verbale fonologica e semantica. Produzione scritta non bene connessa; buona grafia. (2) Graduale miglioramento delle capacità di strutturazione del linguaggio verbale, attraverso l’analisi della frase e del lessico.

  3. Uso comunicativo (1). Adeguata la comunicazione verbale e non verbale. (2) Favorire la produzione linguistica sia orale che scritta, indipendentemente dalla presenza di errori.

  4. Uso di linguaggi alternativi e integrati. (1) Crescente capacità nell’uso integrato dei linguaggi. (2) Uso del computer come mediatore della comunicazione in cui è possibile integrare linguaggi in modo creativo (caratteri, dimensioni, layout, immagini, didascalie, colori, emoticons, clipart, animazioni, etc.).


Asse sensoriale: Funzionalità normale.

Asse Motorio-prassico

  1. Esclusione dell’arto superiore destro; buon controllo degli schemi fondamentali, motricità fine impacciata; buone prassie semplici e complesse. Lieve difficoltà ideativi. (2) Utilizzo del modello come guida


Asse Neuropsicologico

  1. Capacità mnesiche (1)La memoria è adeguata. La memorizzazione di lunghe sequenze di informazioni è fonte di fatica (2) Utilizzo delle strategie mnemoniche per favorire l’apprendimento delle conoscenze.

  2. Capacità attentive (1)Attenzione adeguata ma puòpresentare distraibilità in relazione alle richieste.. (2) Riconoscimento dei segni di distrazione e ripristino dei processi attentivi.

  3. Organizzazione spazio-temporale. Compatibile con il deficit motorio. Adeguata relativamente al vissuto; difficoltà di astrazione. (2) Non riportato.

Asse dell’autonomia

  1. Autonomia personale. (1) Autonoma nelle operazioni della sfera quotidiana, prende sempre più spesso decisioni personali. (2) Graduale diminuzione in ogni attività degli aiuti concreti, a favore dell’avviamento ad affrontare da sola il lavoro scolastico.

  2. Autonomia sociale. (1) Si attiene alle norme del vivere comune, affronta le attività comuni con timidezza e poca autostima. (2) Sostenere e incoraggiare le attività di socializzazione, rendendola cosciente delle sue potenzialità.


Asse dell’apprendimento

  1. Letto-scrittura. (1) Non adeguate ma in miglioramento, soprattutto la scrittura. Lettura lenta, basata prevalentemente sulla sillabazione e lettura sottovoce (fonologica) con molti errori, soprattutto legati allo scarso lessico mentale, spesso attivato in modo erroneo. (2) Graduale consolidamento della lettura lessicale, attraverso l’ampliamento del lessico mentale.

  2. Uso spontaneo delle competenze acquisite (1) Poco sviluppato, avendo difficoltà a comprendere i testi. (2) Non riportato.

  3. Apprendimenti curriculari(1) Non riportato. (2) Favorire attraverso il sostegno, l’utilizzo di strategie alternative per la comprensione del testo. Mediazione dell’insegnante di sostegno, prevalentemente fondati sull’ascolto, sull’apprendimento di sequenze sia attraverso collegamento logico sia attraverso la memorizzazione.



    1. Riflessioni

L’elemento fondamentale che ricorre nelle ipotesi di sviluppo è la volontà di ‘pensare S. adulta’, ponendo l’accento sulle metacompetenze, vale a dire sulla consapevolezza dei vari processi di apprendimento, delle strategie di azione e organizzazione del proprio operato, fondamentali per conseguire l’autonomia nella gestione del proprio apprendimento. Inoltre l’ipotesi di sviluppo si fonda sull’implicito passaggio dalla semplificazione – la quale implica una modificazione di contenuti e obiettivi- alla facilitazione –la quale conserva gli obiettivi fondamentali che vanno perseguiti attraverso strategie alternative che compensino gli svantaggi.

Il documento è informato dai principi di economicità e flessibilità. Tali principi consistono nella presenza di facilitatori e strategie efficaci trasversali a una pluralità di ambiti (strategie di memoria, visualizzazione e utilizzazione di più linguaggi

Per quanto concerne i contenuti curriculari, sarebbe auspicabile agire sulla programmazione e enucleare i contenuti ritenuti utili sia dal punto di vista della formazione professionale sia della crescita personale e sociale.


PROGETTO DIDATTICO


Obiettivi educativi

    • rispetto spontaneo delle regole scolastiche e sociali

    • potenziamento dell’autonomia nell’affrontare gli impegni e del senso di responsabilità nel portarli a termine

    • potenziamento dell’autostima e della percezione di sé rispetto all’ambiente circostante

Obiettivi didattici

Area linguistica

    • potenziamento della capacità di ascolto

    • potenziamento della produzione linguistica orale e scritta. Produzione di elaborati scritti che sappiano esprimere con chiarezza opinioni, narrazione di eventi, semplici argomentazioni.

    • Potenziamento della correttezza grammaticale e della coesione testuale.

    • potenziamento dello scambio dialettico con insegnanti e compagni

- comprensione del testo

Letteratura

Contenuti:

Le origini della lingua italiana

Dante Alighieri e suoi contemporanei

Lettura della Divina Commedia per ragazzi

Sviluppo di linee tematiche (l’amore , la guerra ….

…………………………………



Storia

    • Saper collocare gli avvenimenti nel tempo

    • Lettura guidata del testo e schemi riassuntivi semplificati

    • Esame di eventi storici

    • Compilazione di semplici questionari.

Area logico-matematica

    • Potenziare l’uso del numero come strumento di misurazione, quantificazione ordinamento del reale.

    • Potenziamento della capacità di saper risolvere situazioni problematiche.

Contenuti:

Logica, Statistica, Probabilità, Informatica

Problemi di compravendita

Calcoli con percentuali

Calcoli con lo sconto

Calcoli con la media

Problemi di geometria

Cenni di geometria analitica
Inglese

    • apprendimento delle funzioni comunicative inerenti agli scambi linguistici relativi alle sfere personale, familiare e scolastica. Ampliamento del lessico di base.

Igiene (scienze umane)

    • conoscenza del corpo umano e delle sue funzioni

Contenuti:

Organizzazione e struttura del corpo umano

Protezione, sostegno e movimento

Alimentazione e salute

La respirazione

Inquinamento dell’aria e igiene ambientale

Sistema nervoso e percezione sensoriale

La riproduzione e lo sviluppo

Igiene e prevenzione
Diritto e legislazione

    • Comprendere in modo semplificato le regole del circuito monetario

    • Conoscere i compiti di alcune Organizzazioni (OMS- UE)

    • Comprendere cosa sono i servizi pubblici e i doveri amministrativi del cittadino

Contenuti:

Banca, sistema bancario: elementi organizzativi, domanda e offerta

La moneta

Ordinamento sanitario nazionale: il diritto alla salute

La Comunità Europea

Imposte e tasse

Principi giuridici e amministrativi delle imposte
Psicologia

Obiettivi

-Far comprendere le dinamiche di relazione educatore-bambino

-Far comprendere le basi teoriche degli interventi degli insegnanti della scuola dell’infanzia

-Far comprendere le caratteristiche del linguaggio verbale e non verbale

-Favorire la conoscenza dello studio dei cambiamenti fisici e mentali dell’individuo
Contenuti:

La realtà educativa del nido


  1. l’organizzazione dello spazio

  2. i tempi della vita nel nido

  3. le caratteristiche e le funzioni dell’educatore nel nido

La realtà educativa della scuola dell’infanzia

  1. le finalità della scuola dell’infanzia

  2. Il profilo psicologico del bambino dai 3 ai 6 anni

  3. i campi di esperienza

La comunicazione

  1. linguaggio verbale e non verbale

Il corso della vita

  1. L’adulto e l’anziano

  2. l’individuo nella realtà sociale


Metodologie operative
Obiettivi:

- Conoscenza del ruolo dell’operatore sociale e dei suoi metodi di lavoro

- Conoscenza dei servizi socio-educativi-assistenziali

- Sviluppo della capacità di osservazione e di risoluzione di situazioni problematiche (attraverso l’esperienza del tirocinio formativo)

- Sviluppo della manualità

- Apprendimento di semplice tecniche per la realizzazione di lavori manuali, individuali e di gruppo


Contenuti:
Il terzo settore e il volontariato

La terza età

Le disabilità

Le dipendenze

Il tirocinio – I metodi di lavoro – L’utente e il servizio

Attività di tirocinio formativo

Uso creativo di materiali poveri

Realizzazione di semplici oggetti decorativi

I mezzi e gli strumenti sono, per alcune discipline, comuni alla classe, per altre scelti per interventi mirati, oltre a questionari e schede strutturate.

Gli interventi devono essere attuati nel pieno rispetto dei tempi di apprendimento della ragazza.



LA VALUTAZIONE

Le verifiche previste sono svolte in itinere e finali, come stabilito dal consiglio di classe, concordate e condivise con l’insegnante di sostegno. La valutazione è riferita ad una programmazione differenziata (OM 90 2001)
FIRME
La famiglia……………………………………..
Il Consiglio di Classe ………………………………………………………………………………………………………………………….

………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………



Educatore / assistente
Il referente ASL………………………………..
Il Dirigente scolastico…………………………….


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