Presentazione pag



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Non so se è capitato anche a voi, a me sì. Ho sovente avuto difficoltà a cogliere gli aspetti degli avvenimenti, delle cose, del reale come facenti parte di un tutt’uno dell'azione di Dio su di me o sulla storia degli uomini. Mi è stato più facile sentire la presenza di Dio in una funzione liturgica che nella lettura del giornale o nell'arrivo di un amico. L'avvenimento di qualunque natura sia, è più muto di un tramonto di sole o di una notte stellata. Specie se è caotico. O doloroso. E su questo tema che misuriamo la pochezza della nostra fede.

(Carlo Carretto)

PRESENTAZIONE pag. 3 A cura del Centro Nazionale MEG

EDITORIALE pag. 4 Il mondo a tutto tondo

(di Flavio Bottaro)

pag. 7 Bibliografia

HANNO DETTO… pag. 8 Mondo e media

INVITO ALLA PREGHIERA pag. 11 Siete il sale del mondo e luce della terra!

ATTIVITÀ PER LE BRANCHE pag. 14 Proposta di attività per Gruppi Emmaus,

Ragazzi Nuovi, Comunità 14, Gruppi pre-

Testimoni

VIVERE CON STILE pag. 19 sono un uomo, nulla che sia umano mi è estraneo

(di Eleonora Polo)

Intenzioni dell’Apostolato della Preghiera
Nel MEG abbiamo imparato a pregare ogni giorno per i problemi che il Papa ci affida, usando una preghiera che ci permette di cooperare con Gesù alla salvezza del mondo, offrendogli la nostra amicizia e le nostre giornate.
Signore Gesù,

che per amore nostro hai il cuore trafitto,

e nell'Eucaristia continui a salvare il mondo,

io ti offro la mia amicizia e la mia vita di oggi,

perché voglio fare la Messa con te,

e con te costruire un mondo nuovo.

Accetta questa offerta per le mani di Maria,

madre tua e madre mia.


Ogni giorno del mese di novembre aggiungiamo:

Perché tutti gli uomini si impegnino nella salvaguardia del creato.

Missione è partire, andare, lasciare tutto, uscire da noi stessi, spaccare la corteccia dell’egoismo che ci rinchiude nel nostro piccolo “io”. È smetterla di girare intorno a noi stessi, come se fossimo noi il centro del mondo e della vita. È non lasciarsi intrappolare dai problemi del mondo piccino al quale apparteniamo…l’umanità e più grande! Missione è accorgersi degli altri, scoprirli e incontrarli come fratelli e sorelle. E se per incontrarli e amarli è necessario solcare i mari e volare i cieli, allora, missione è partire e raggiungere i confini del mondo.”

(Helder Camara)




Care e cari Responsabili,

quello che vogliamo innanzitutto sottolineare in questo secondo numero del sussidio è la necessità, per ogni persona che ha scelto di seguire il Signore, quindi per ogni ragazzo del MEG, di avere uno sguardo globale e attento sul mondo, sulle realtà che si manifestano nei diversi angoli del nostro pianeta.

La vita che conduciamo ci porta spesso ad avere uno sguardo miope e concentrato solo su quello che ci succede intorno, alla nostra vita privata o, al massimo, a ciò che, in qualche misura, ci coinvolge direttamente. Soprattutto per un bambino o un ragazzo questo è abbastanza normale. Ma è importante che fin da piccoli vengano proposti il tempo in cui viviamo e la sua concretezza storica quali stimoli importanti di crescita e di riflessione e campi possibili per esercitare le nostre scelte evangeliche.

Perché questo avvenga c’è necessità di informarsi, leggere i giornali, innanzitutto, guardare i notiziari in televisione e, oggi non se ne può più fare a meno, stabilire un giusto rapporto nell’uso di internet per conoscerne ed usarne le sue molteplici potenzialità proprio di “finestra sul mondo”.

Già da molti anni il MEG ha mutuato le parole di Karl Barth, teologo protestante, che un cristiano dovrebbe andare in giro con "in una mano la Bibbia e nell’altra il giornale”. Questo significa che in questo processo di “apertura” dei nostri occhi sul mondo è importante imparare a non acquisire notizie e informazioni come "spugne" che assorbono tutto indifferentemente, ma divenire capaci di chiederci sempre il perché delle cose e di metterci in movimento con idee, pensieri e fantasia. In particolare per i nostri ragazzi è molto importante crescere nella consapevolezza che non è possibile per un cristiano leggere ciò che accade nel mondo ed intorno a noi, senza lasciare che queste realtà vengano illuminate dalla Parola di Dio. Ma è vero anche il contrario: se la Parola di Dio non diventa criterio per scegliere, per giudicare, per fare un’analisi di ciò che accade ogni giorno, a poco serve una Bibbia chiusa nelle nostre mani.

Buon lavoro!

Il Centro Nazionale MEG


Il mondo a tutto tondo


Flavio Bottaro s.i.

Questione di punti di vista



I
l mondo appare ai nostri occhi così come noi lo vogliamo guardare. Gli eventi che succedono intorno a noi non sono fatti che accadono e basta. Ogni cosa con cui veniamo in contatto, viene da noi percepita «in qualche modo». Non possiamo proprio fare a meno della nostra percezione. Il mondo che conosciamo è il frutto di una continua sequenza di nostre operazioni percettive su di esso. Ciascuno matura nel corso della vita un suo modo peculiare di guardare il mondo. Si può guardare il mondo con curiosità oppure con diffidenza, con speranza oppure con delusione, con risentimento oppure con gioia e così via. Possiamo gettare sul mondo diversi sguardi a seconda di quello che stiamo vivendo di bello o di brutto. Ma è anche vero il contrario: viviamo bene o male a seconda dello sguardo che gettiamo sul mondo. Siamo immersi nel mondo, in questa tensione tra il guardarlo e il viverlo. Si può guardare alla terra come l’origine della nostra vita, oppure come una valle di lacrime. Si possono guardare le cose come strumenti che ci aiutano a vivere meglio oppure come ostacoli che ci intralciano. Posso guardare all’uomo con solidarietà, oppure posso percepirlo come nemico. Sulla base di questa visione, strutturo, talvolta in modo inconsapevole, il mio modo di vivere, il «mio stile» di vita. Se il mondo che mi circonda lo percepisco come ostile, allora organizzerò la mia vita in modo da difendermi. Le cose intorno a me diventeranno armi, le mie relazioni saranno vissute con diffidenza; sono costretto a dubitare di tutto e di tutti per paura di essere “fregato” nel momento in cui meno me l’aspetto. Sono continuamente sollecitato a non fidarmi di nessuno perché prima o poi verrò tradito. Questo atteggiamento mi fa apparire davanti agli altri esattamente come io penso che gli altri siano: tenderò a isolarmi, a pensare a me stesso, a non curarmi di loro. E loro come risposta, non sentendosi accolti, prenderanno le distanze da me percependomi come inaffidabile e scontroso. Ed io non mi sentirò accolto da loro e anzi, confermerò la mia «teoria iniziale» su di loro.

Molto spesso si innesca questo meccanismo terribile che abbrutisce la mia vita e quella degli altri.





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