Presentazione



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ALBERGHIERO TRENTINO

Istituto di Formazione Professionale Alberghiero


Progetto d'Istituto
(Art. 18 della L.P. 7 agosto 2006, n. 5

Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino)

Contenuti


  1. PRESENTAZIONE




  1. L’IDENTITÀ DELL’ISTITUTO

    1. Gli obiettivi cardine della crescita di ciascun allievo

    2. Verso una comunità educante

    3. Le scelte operative conseguenti

      1. Orientamento

      2. Progetto educativo Progetto Campus




  1. L’ORGANIZZAZIONE




    1. Le figure di staff

      1. Coordinatore della didattica

      2. Coordinatore di classe

      3. Coordinatore di Campus

      4. Coordinatore TPO sala-bar

      5. Coordinatore TPO cucina

      6. Coordinatore degli stage

      7. Responsabile dell’orientamento

      8. Coordinatore dell’accoglienza stranieri

      9. Coordinatore BES

      10. Analista fabbisogni formativi




    1. L’attuale organico

      1. Organigramma della scuola

      2. La ripartizione dell'orario

      3. Criteri per la formazione delle classi




  1. L’OFFERTA FORMATIVA

    1. Le figure professionali

      1. L’operatore di gastronomia e arte bianca

      2. L’operatore dell’accoglienza e dell’ospitalità

      3. Il tecnico dell’accoglienza e dell’ospitalità

      4. Il tecnico di gastronomia e arte bianca

      5. Il tecnico superiore dei servizi ricettivi e turistici



    1. Gli standard formativi e i piani di studio

      1. Operatore di gastronomia e arte bianca

      2. Operatore dell'accoglienza e dell'ospitalità

      3. Tecnico di gastronomia e arte bianca

      4. Tecnico dell’accoglienza e dell’ospitalità




  1. METODOLOGIA DIDATTICA E DI VALUTAZIONE

    1. Fondamenti metodologici

      1. Personalizzazione dell’offerta

      2. Il valore dell’esperienza

      3. La centralità dell’adulto

    2. Strategie didattiche

      1. Strategie vincenti per l’apprendimento

      2. Strategie vincenti per il rispetto delle regole

    3. Il ristorante didattico

      1. Principi pedagogici di riferimento e operatività didattica

      2. La scelta dei clienti

      3. Il tirocinio e l’alternanza

    4. La definizione dei livelli di apprendimento

    5. La valutazione delle competenze trasversali

    6. Il bilancio sociale




  1. PROGETTI E ATTIVITÀ PER STUDENTI CON BES




  1. INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI




  1. PROGETTI SPECIALI

    1. Cooperativa scolastica




  1. COINVOLGIMENTO DELLE FAMIGLIE

    1. Incontri con i genitori

    2. Associazione dei genitori




  1. PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI




  1. PRESENTAZIONE

Il presente Progetto d’Istituto è stato redatto in conformità a alle indicazioni dell’art. 18 della L.P. 7 agosto 2006, n. 5 Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino e presenta i principi di riferimento, le scelte educative, il quadro dell’offerta formativa, le opzioni metodologiche e di valutazione dell’Istituto Alberghiero Trentino.

La sua vigenza è pluriennale: il Progetto viene costantemente aggiornato e modificato solo nel caso di variazioni significative dell’offerta formativa. Lo scopo del documento è quello di formalizzare in termini esaustivi la carta d’identità dell’ente per costituire il punto di riferimento principale per i tutti i Soggetti implicati: personale, allievi, famiglie, stakeholder.


  1. L’IDENTITÀ DELL’ISTITUTO

Benché la scuola sia un’istituzione i cui fini anche educativi siano dati per assodati e impliciti, apprestandosi a mettere a punto il progetto d’istituto dell’Alberghiero Trentino, appare tutt’altro che superfluo richiamare, seppur sommariamente, alcuni principi di fondo, semplici ma irrinunciabili, sui quali poggia il senso e l’intero lavoro del fare formazione realmente a beneficio dei giovani.

È sempre più frequente, non solo nei corridoi delle scuole, ma anche in quelli delle università – per dire del luogo in cui prende forma la cultura – imbattersi in una concezione della mission della scuola prevalentemente come dispensatrice di conoscenze e abilità e, di queste, sintetizzate in competenze, vero mantra della scuola 2.0.

Che questa impostazione abbia un certo valore è indiscutibile, ché allineare l’unità di misura degli apprendimenti agli standard comunitari è un’operazione che facilita il riconoscimento dei livelli scolastici e uniforma lessici e categorie altrimenti destinati a produrre sterili bizantinismi pedagogici. Quindi ben venga tutto ciò che aiuta la semplicità e il dialogo.

Queste pur giuste ed utili istanze, hanno però spesso finito per riconoscere e attestarsi sulla loro valenza strumentale, perdendo di vista il fatto che al centro della scuola non ci sono gli apparati concettuali - i contenuti, i metodi, i programmi - ma i ragazzi, ossia persone che si affacciano alla vita matura con una domanda – spesso nascosta, timida, eppur urgente e cogente – sul significato della loro vita, sul lavoro per cui stanno preparandosi, sul senso di apprendere e su come sia possibile interagire con la realtà con un’ipotesi positiva, su quale gusto possa esserci nel fare le cose al meglio delle proprie possibilità, come tutto ciò possa essere espressivo della propria personalità e, nel tempo, di portare a compimento la propria umanità.

Di tutto ciò vuole quindi occuparsi, in prima istanza, il progetto d’istituto dell’Alberghiero Trentino, che pone esplicitamente a fondamento della propria azione un’antropologia positiva, un’idea di uomo costruttore, cooperatore, creatore, non già in funzione di un’affermazione di sé senza limiti, ma per contribuire al bene comune. Ciò non ingenuamente riferendosi all’idea di un homo naturaliter bonus, ma partendo proprio dall’esplorazione e dalla condivisione del limite come sguardo realistico e non pessimistico sull’uomo.

Se c’è un principio pedagogico che la scuola deve fare proprio in un’epoca in cui è così pervasivo il relativismo nichilista, che diffonde quel cinismo che rende anche i giovani già vittime di una rassegnazione senza respiro, è l’urgenza di allearsi con il desiderio di questa generazione: desiderio di sperimentare qualcosa per cui valga pena impegnarsi, qualcosa all’altezza delle loro aspettative già infrante (anche in famiglia, anche tra gli amici e nelle relazioni più prossime). Non c’è del resto un’alleanza possibile con il desiderio di un altro che possa rimanere principio astratto: c’è bisogno di far vedere, di condividere, di accompagnare, di far sperimentare senza mediazioni.

Un istituto come l’Alberghiero è una risorsa formidabile per fare tutto ciò se si ha il coraggio di accettare la sfida dell’alleanza con quel desiderio che alberga in tutti i ragazzi: prendere sul serio anzitutto questo – e costa fatica – e usare delle discipline, dei saperi, dei metodi, della didattica come veicoli per far fiorire la loro umanità, e non per affermare l’intrinseca valenza di ciò che deve rimanere strumentale. Non avrebbe senso formare allievi iperspecializzati e ipercompetenti sul piano professionale, ma immaturi e fragili, ancora ripiegati su di sé, vittime di un’impotenza appresa sul piano umano. È necessario guidare un processo – dove guidare significa voler guidare, progettare, presidiare – in cui l’allievo possa sviluppare le proprie potenzialità, la propria individualità attraverso l’apprendimento, a cui però non deve essere ridotto, confinato, persino abbandonato.

Non è quindi né velleitario né obsoleto richiamare alla funzione educativa della scuola, il che è un tutt’uno con la responsabilità educativa di ciascun docente (ma anche di ciascun adulto). Formare persone realmente competenti significa pre-occuparsi ovvero fare attenzione dello sviluppo del suo io, della sua persona come presenza a sé del significato del percorso di apprendimento che gli viene proposto. Senza che un ragazzo possa dire “mio” a ciò che apprende, egli resta estraneo all’avvenimento della conoscenza, le cose scivolano via da sé, estranee o solo momentaneamente ripetute mnemonicamente. Avallare, o perlomeno consentire questa concezione meramente additiva (sommativa) dei contenuti di apprendimento, non solo impedisce che diventino realmente competenze agite, mobilitate cioè in funzione di una mandato preciso, fatte interagire con la situazione, ma taglia fuori il soggetto, lo riduce a contenitore di nozioni di cui non riesce a riconoscere l’utilità per la vita.

L’istituto Alberghiero Trentino fa proprio un tentativo corale e condiviso di lavorare, invece, per sollecitare, far emergere, rafforzare e poi accompagnare il protagonismo positivo di ciascun allievo, offrendogli costantemente un’ipotesi positiva da verificare su di sé e sulla realtà.




    1. Gli obiettivi cardine della crescita di ciascun allievo

L’Istituto considera centrale la riflessione sul significato dell’esperienza che viene proposta a ciascun allievo durante la sua permanenza a scuola, in anni tanto decisivi per la formazione della propria personalità.

Ciò equivale a chiedersi e a mettere a tema la questione dell’efficacia e dell’incisività intenzionalmente attribuita all’azione della scuola, nelle sue varie componenti. A porsi cioè con determinazione il problema degli obiettivi educativi e formativi a cui tendere e delle aspettative sugli esiti auspicati. Rispetto a questo compito l’Istituto assume come inscindibili - nell’azione quotidiana – le dimensioni educativa e formativa. È condiviso infatti l’assunto che l’educare è propedeutico e veicolo di ogni possibile praticabilità dell’azione formativa, altrimenti si corre il rischio di adottare una concezione meramente adattiva e additiva dei processi di apprendimento.

Per questa ragione è stato definito un criterio di identificazione degli obiettivi che in quanto coerenti con il Pecup di riferimento e i programmi di qualifica, potesse costituire un riferimento irrinunciabile verso cui portare ciascun allievo. Gli obiettivi sono stati organizzati in tre ambiti complementari:




  1. educativi, concernenti la crescita e la maturazione personale

  2. formativi, correlati all’apprendimento delle competenze professionali

  3. orientativi, relativi cioè al passaggio al mondo del lavoro.



    1. Verso una comunità educante

Recentemente un gruppo di lavoro formato da docenti di varie discipline ha messo a punto un patto educativo. Si tratta di un’iniziativa tra adulti che, vivendo professionalmente un responsabilità educativa, hanno deciso di condividere questa sfida allo scopo di fa convergere questa unitarietà di intenti in un impegno comune.

I cardini di tale corresponsabilità, che è avvertita come costitutiva sia della funzione docente, sia della condizione di adulto in quanto tale, sono stati formalizzati nei seguenti obiettivi specifici:


  • riportare l’alunno al centro dell’attenzione, spostando il focus dalla propria prestazione al percorso di maturazione personale dell’allievo e utilizzando la didattica per valorizzarne le risorse;

  • adottare metodologie formative facilitanti l’apprendimento dell’allievo, con riguardo tanto allo sviluppo del suo percorso professionalizzante, quanto alla sua crescita personale;

  • considerare i percorsi formativi per l’acquisizione alla qualifica come un’opportunità, mantenendo quindi la necessaria flessibilità, evitando di farsi irrigidire nell’unico scopo di portare a termine i programmi;

  • impegnarsi personalmente con costanza per recuperare tra docenti un’unità di intenti in termini di coerenza della proposta educativa per poter essere più incisivi e per facilitare la percezione di una proposta che è unitaria;

  • orientare la propria attività didattica alla valorizzazione del positivo di ciascun ragazzo, sapendo considerare adeguatamente il suo bisogno di essere tutelato e protetto, accompagnandolo alla migliore possibile sintesi tra attitudini personali e vocazione professionale;

  • aiutarsi reciprocamente tra colleghi a favorire e mantenere un clima di ascolto e accoglienza, sapendo ricondurre le varie fasi positive e negative dell’allievo al valore del suo percorso e della sua esperienza;

  • impegnarsi reciprocamente a chiedere e offrire aiuto, rinnovando e mantenendo desta questa nuova sfida, che si fonda sulla stima per il proprio e l’altrui lavoro e ha come scopo il consolidamento dell’alleanza sulla mission.



    1. Le scelte operative conseguenti

L’Istituto di Formazione Professionale Alberghiero sviluppa e promuove costantemente varie iniziative per favorire il successo scolastico. L’obiettivo centrale delle prassi educative e didattiche è incoraggiare e sviluppare la motivazione. Un elemento importante per la crescita della motivazione ad apprendere è lo sviluppo della percezione di competenza e di efficacia: i ragazzi in particolare avvertono molto forte l’esigenza di sentirsi capaci di svolgere le attività proposte, ha bisogno di provare un solido senso di efficacia per impegnarsi e riuscire in un compito. Pertanto l’obiettivo primario è di incoraggiare i ragazzi e nutrire fiducia e stima nei loro confronti. Occorre avere ben presente le loro “diversità”: ognuno porta con sé un bagaglio esperienziale e culturale differente; ognuno ha capacità, attitudini, stili e tempi di apprendimento diversi, eppure tutti possiedono un certo grado di curiosità, interesse, desiderio di migliorare, motivi per imparare.

Lo sviluppo di sé è condizionato anche dalle interazioni con gli altri: ognuno di noi, infatti, si crea un’immagine dell’altro, che, consciamente o inconsciamente, incide sulla personalità del soggetto per cui opinioni positive degli altri rafforzano l’autostima, viceversa, valutazioni negative la indeboliscono. Inoltre, dato che non sempre gli studenti posti di fronte ad un argomento si impegnano e non tutte le discipline scolastiche possono far nascere interesse spontaneo, bisogna puntare su una didattica motivante mediante mediatori didattici, attività ludiche, laboratoriali e di gruppo.

L’Istituto Alberghiero intende far emergere la voglia di imparare, di scoprire, di crescere e di migliorare, per vincere la dura battaglia contro insuccessi, abbandoni, fuoriuscite precoci dal circuito scolastico. A questo scopo le attività e le iniziative che sono proposte per favorire il successo scolastico sono:




      1. Orientamento




        1. Prima dell’iscrizione (accoglienza)

Vengono svolti colloqui preliminari con i ragazzi di terza media tra giugno e settembre. Servono per acquisire una profilazione più completa e precisa di ciascun ragazzo, che possa adeguatamente integrare il dato informativo formale (pagella + eventuali certificazioni). Ciò consente inoltre di progettare alcune ipotesi di nuove classi prime con criteri di omogeneità ed equilibrio. Prima dell’iscrizione

L’istituto organizza varie iniziative rivolte agli alunni della scuola media e alle loro famiglie al fine di promuovere scelte più consapevoli. In particolare vengono organizzati incontri con gli alunni presso le scuole medie inferiori e incontri con le famiglie e gli alunni presso il nostro Istituto:

- iniziative di orientamento presso le scuole secondarie di I grado;

- open day;

- progetti ponte;

- laboratori esperienziali e mentoring (partecipazione a lezioni di laboratorio in collaborazione con i docenti e gli allievi dell’Istituto).





        1. Durante l’anno scolastico

Sono proposte attività di socializzazione gestite dallo staffi di Campus che prendono avvio all’inizio della scuola e poi proseguono durante l’anno scolastico. Centrale è la figura del tutor che ha il compito di creare condizioni di rapporto positivo tra l’allievo e gli adulti della scuola

Orientamento in ingresso: accoglienza

Tra giugno e settembre vengono svolti colloqui preliminari con i singoli ragazzi iscritti e i loro genitori. Questi servono per accogliere in maniera più diretta le famiglie e ottenere una più completa e precisa serie di informazioni su ciascun ragazzo che possano integrare il dato informativo formale (pagella + eventuali certificazioni). Ciò consente inoltre di progettare alcune ipotesi di nuove classi prime con criteri di omogeneità ed equilibrio.

Nei primi giorni di scuola i ragazzi vengono suddivisi in gruppi. Si organizzano attività di vario tipo con l’osservazione attenta dei ragazzi per meglio equilibrare le dinamiche di gruppo e cercare di creare classi equilibrate.
Durante l’anno scolastico

Sono proposte attività che prendono avvio all’inizio della scuola e poi proseguono durante l’anno scolastico. Centrale è la figura del docente tutor che ha il compito di colloquiare individualmente con il ragazzo per creare condizioni di rapporto positivo tra l’allievo e gli adulti della scuola e per prevenire eventuali situazioni di disagio.

Soprattutto durante i primi mesi dell’anno scolastico vengono promosse attività di ri-orientamento attraverso colloqui con le famiglie e gli alunni che intendono riesaminare il loro percorso scolastico.

Inoltre vengono organizzati incontri con ex-allievi e rappresentanti del settore per avvicinare gli alunni al mondo del lavoro.


Orientamento in uscita: scuola e mondo del lavoro

L’orientamento in uscita mira a favorire una scelta professionale consapevole da parte degli studenti dell’ultimo anno, a facilitare il loro passaggio dalla scuola professionale alla scuola d’istruzione e ad aiutarli a entrare nel mondo del lavoro.

Di particolare importanza risultano essere

- i colloqui informativi con gli alunni e le famiglie

- i concorsi e le manifestazioni del settore

- gli stage



      1. Progetto Campuseducativo


Campus Il Progetto educativo nasce dalla necessità di agire sull’emergenza educativa che vivono le istituzioni scolastiche di oggi. I nostri ragazzi certamente crescono bene, apprendono e sono capaci di progettare e realizzare molte cose, ma, al contempo, mostrano crescenti difficoltà ad accogliere limiti e regole, ad accettare il normale setting formativo, le regolarità orarie e di impegno (portare bene a compimento consegne, compiti, opere intraprese).

Si riscontrano difficoltà nel riconoscere le differenze di ruolo, la guida adulta, nel costruire legami stabili con adulti e tra pari, nel “dare parola” e comunicare problemi, bisogni, sofferenze, propositività, aspirazioni, speranze.



Il progetto Campus è finalizzato a creare procedure che siano in grado di mettere a fuoco le problematiche dei ragazzi che non riescono a contenersi in modo da aiutarli a ricostruire la propria autostima e ad apprendere strategie che consentano loro di comportarsi in modo costruttivo e di limitare o fermare il circuito del danno mettendo a fuoco le potenzialità di ogni ragazzo.

Strategie vincenti per il rispetto delle regole e miranti al potenziamento della maturità individuale

  1. Richiamare l'attenzione dell'intera classe alla necessità di condividere delle regole, ragionare spesso con loro, anche a costo di risultare piuttosto ripetitivi. perdere tempo, apparentemente.

  2. Instaurare rapporti, con il gruppo classe in modo autorevole gestendo con tempestività e fermezza gli eventuali conflitti tra pari e con l’insegnante.

  3. Motivare la regola, con il singolo e il gruppo.

  4. Sostenere la motivazione con l’assegnazione di piccoli compiti di responsabilità, attività di tutoraggio tra pari, creazione di uno spirito di gruppo

  5. Stimolare l’alunno alla riflessioni e alla valutazione delle conseguenze dei propri comportamenti;

  6. Stimolare la collaborazione tra pari e con l’insegnante;.

  7. Stimolare l’interazione e il rispetto verso l’ambiente scolastico come ambiente comune con richiami, note e annotazioni sul libretto personale.

  8. Dare rispetto e pretenderlo; fissare delle regole precise all’inizio di ogni laboratorio lezione, concedere autonomia nelle singole mansioni con il controllo assiduo dell’insegnante.

  9. Coerenza ed esempio: non tralasciare nulla e soffermarsi ad ogni lezione per parlare di regole, rispetto in modo da affrontare le competenze di cittadinanza, chiedere spiegazioni dei comportamenti non corretti e come ultima arma “infliggere” dei compiti aggiuntivi a chi non si comportava bene.

  10. Cercare comunque sempre di affrontare ogni situazione con ironia e dimostrandosi disponibili all’ascolto.

  11. Dare l’esempio che le regole valgono per tutti (anche per gli insegnanti), essere credibili in quello che si dice (non smentirsi), in quello che si fa (per esempio, essere puntuali nella consegna delle verifiche) e dare rispetto per poi pretendere di averlo!

  12. Mantenere continuo il dialogo e l’attenzione a non esasperare i conflitti e le provocazioni, stimolando invece la reciproca fiducia e il senso del dovere.

  13. È utile il dialogo e la negoziazione di regole condivise, fermo restando che alcune regole della convivenza civile e altre imposte dal Regolamento scolastico sono imprescindibili.

  14. Mantenere costante il passaggio di informazioni e la collaborazione tra i docenti del consiglio di classe;

  15. Fare in modo che il controllo e il rispetto delle regole parta da una personale autovalutazione e condivisione, dando Attribuire responsabilità ai singoli e al gruppo nei compiti di controllo del rispetto del regolamento e valutazione ai singoli per poi condividerla con il gruppo classe.

  16. Educare al rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente in cui si opera, incoraggiandoli per esempio a tenere un comportamento civile e collaborare nel mantenere ordinata e pulita la classe;

  17. Educare all'autocontrollo, alla tolleranza e al rispetto della diversità, incoraggiando l’ascolto e il rispetto delle opinioni altrui;

  18. Mantenere un comportamento rispettoso delle regole scolastiche, rispettando orari, norme in classe e in altri spazi della scuola;

  19. E’ importante trasmettere il messaggio che Ogni docente ha un ruolo educativo per ben preciso, riconosciuto come “esperto” al quale è stato attribuito il compito di trasmettere competenze. Tale realtà favorisce la percezione della figura dell’insegnante come dotato di propria autorevolezza e quindi l’insegnante può esercitare un positivo trasferimento di conoscenze che costituiscono la base per la crescita professionale.

  20. Per ottenere un maggior rispetto delle regole è decisivo farne capire l’importanza, evitando di utilizzare un comportamento aggressivo e di esprimere delle accuse e cercando di capire i motivi che spingono il ragazzo a comportarsi in modo sbagliato. Fare delle domande ai ragazzi aiutandoli a riflettere sul comportamento e a capire quando è sbagliato.

  21. Ribadire l’ importanza del patto formativo e non svolgere i lavori di gruppo, le simulazioni, le discussioni se non c’è silenzio

  22. Insistere sulle regole richieste all’inizio dell’anno, mantenere la coerenza e soprattutto non farsi sopraffare dai modi di fare agli allievi


        1. Le procedure

Nel corso dell'estate (a giugno o a settembre, prima dell'inizio scuola) si contattano le famiglie per fissare il colloquio e procedere poi alla firma del patto educativo. E' importante stabilire gli impegni e i contenuti della proposta educativa e dell'offerta formativa che l'Istituto fa ad ogni ragazzo iscritto e alla sua famiglia e definire quali sono le regole e i confini entro i quali ogni ragazzo è chiamato a stare per poter frequentare con successo.


        1. Accoglienza

È strutturata per gli allievi delle classi prime attraverso i colloqui e il campo scuola prima dell'inizio della scuola a settembre. Si tratta di attività d’accoglienza che comportano anche azioni di orientamento al metodo di studio, alla raccolta delle informazioni cui sono invitati tutti gli allievi iscritti al primo anno.

Il giorno o le giornate sono pensate in modo strutturato:



  • momenti legati alla cura degli spazi e dei compiti comuni (cucina, pulizie, organizzazione pasti..)

  • momenti legati all'esercizio fisico ( gite a piedi, esperienze di gioco-movimento, esercizi di ginnastica e respirazione,...)

  • momenti legati a uno specifico progetto da portare a termine con un gruppo di compagni e mostrare, come prodotto finito, al termine del campo (esempio: una cena, una recita, una produzione canora, un video, dei cartelloni ....)

  • momenti di libertà conviviale.




        1. Tutoraggio

Ogni allievo delle classi prime sarà affiancato da un docente che, in aggiunta alle sue funzioni, sarà la sua figura di riferimento a scuola per favorire il successo e la crescita educativa e formativa.


        1. Momento di decompressione

Lo scopo di tale azione è quello di decomprimere l’animo dell’allievo invitandolo a riflettere con l’educatore; passato il momento di forte tensione l’allievo va aiutato ad una rilettura dell’accaduto cercando di creare consapevolezza e pratica riflessiva al fine di un equilibrato rientro in classe.


        1. Affiancamento educativo ( presidio del limite “area gialla”)

Periodo di varia durata successivo o preventivo a provvedimenti disciplinari gravi ( sospensioni) a carattere prevalentemente riflessivo - educativo, caratterizzato da due momenti specifici: quello del fare con attività di tipo laboratoriale all'interno o all'esterno dell'Istituto (ad esempio pulizie, giardinaggio, ripristino dei danni arrecati ) e quello dello studio, dedicato al recupero scolastico (visto che l'allievo durante il periodo di permanenza in area gialla non sarà con la propria classe).


        1. Affiancamento psicologo: Spazio ascolto

Si tratta di alcuni incontri, preventivamente autorizzati dalla famiglia, per accompagnare l'alunno che presenta situazioni di disagio durante l'anno scolastico o per un breve periodo, svolgendo anche attività di ri-orientamento professionale, se necessario o di affiancamento e sostegno.


        1. Area verde

Dispositivi che mirano a premiare coloro che hanno un buon comportamento e buoni risultati (es: costituzione della cooperativa scolastica, partecipazione ad attività extra-scolastiche, sportive, giornalino, musicali, partecipazione ad esperienze di carattere professionale ecc..... ) e a offrire opportunità di recupero per coloro che si trovano in condizione di debito.


        1. Area rossa

Percorsi scuola-lavoro possibilità di isolare un caso e approfondire, prevenire l'abbandono scolastico, favorire il successo formativo, potenziare l'acquisizione di competenze professionali, orientare verso un inserimento in pre-apprendistato.


  1. L’organizzazione
    Le figure professionali
    Strategie didattiche



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