Prima parte pratica: disegno di un volto a piacere frontale e laterale seconda parte teorica: IL metodo di william e metodo di lee sezione aurea



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29.03.2019
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  1. PRESENTAZIONE NOSTRA E LORO + LIVELLO DI PARTENZA

  2. 1 PARTE TEORICA: ANTROPOMETRIA

  3. PRIMA PARTE PRATICA: DISEGNO DI UN VOLTO A PIACERE FRONTALE E LATERALE

  4. SECONDA PARTE TEORICA: IL METODO DI WILLIAM E METODO DI LEE

  5. SEZIONE AUREA

  6. SECONDA PARTE PRATICA: RICOSTRUZIONE ARCATA DENTALE DEL VOLTO ESEGUITO

“… dal corpo humano ogni mesura con sue denominationi deriva e in epso tutte le sorti de proportioni e proportionalita se ritrova con lo deto de laltissimo mediante li intrinseci secreti dela natura.”

Luca Pacioli, De divina proportione

L’importanza dell’antropometria nel disegno odontotecnico.

In questa lezione si osserveranno le diverse forme del viso, delle proporzioni facciali e dei punti craniometrici, oltre che le dimensioni e distanze e rapporti tra viso e denti, sino a realizzare delle tavole con volti dei quali verranno ricostruite entrambe le arcate dentarie.

L’approccio all’argomento sarà di tipo interdisciplinare per permettere agli alunni della classe di poter effettuare collegamenti con le altre materie oltre che per fornire una didattica che possa coinvolgerli in modo diverso, aprendoli alla riflessione ed al pensiero divergente, offrendogli una possibilità di comprensione alternativa a quella convenzionale ed una modalità progettuale aperta che li porti a coltivare capacità di analisi insieme a criteri di sintesi, imparando a collegare principi astratti nella produzione di forme e tecniche concrete.

Obiettivi formativi

• Avere conoscenze, competenze ed abilità che siano

di reale supporto nella creazione di protesi totali in Esercitazioni di laboratorio odontotecnico.

• Correlare lo spazio reale con la relativa rappresentazione grafica e convertire la rappresentazione grafica bidimensionale in un modello a tre dimensioni.

Obiettivi di apprendimento

Conoscenze:

• Anatomia topografica specifica e differenziale degli elementi dentali. Anatomia e geometria delle arcate dentali

• Anatomia del viso e dello splancnocranio e relativi punti craniometrici

Dimensioni, proporzioni e rapporti tra viso e dentatura

• Differenze craniometriche

• Antropometria in arte e in ambito odontotecnico

Abilità:

• Ricreare le due intere arcate dentali in occlusione a partire dalle dimensioni del viso.

• Saper utilizzare le tecniche prospettiche e chiaroscurali.

Nella valutazione degli elaborati si terrà conto delle seguenti voci:

• Utilizzo corretto degli strumenti tecnici per il disegno (matite, squadre, fogli, etc)

• Correttezza formale nella presentazione dell’elaborato, correlato da eventuali didascalie esplicative dei passaggi effettuati.

• Comprensione e abilità nell’utilizzo delle tecniche affrontate con acquisizione della competenza.

L’antropometria (dal greco antropos, uomo e metron, misura) è la scienza

che si occupa della misurazione del corpo umano nel suo insieme (statura, peso) e nei suoi segmenti (testa, tronco, arti).

Per l’odontotecnico (ed in particolare per l’odontoiatra) questi studi sono indispensabili per realizzare protesi che si inseriscano nella fisionomia del/della paziente poichè una protesi è tanto più riuscita esteticamente quanto più riesce a mimetizzarsi nella fisionomia generale del viso.

Per mimetizzare la protesi, si dovrà cercare di integrarla nella fisionomia dei pazienti

in modo che ripristinino i rapporti proporzionali originali del viso, e sarà pertanto

necessario conoscere i rapporti che in genere intercorrono tra le varie strutture craniali,

intervenendo poi nei casi specifici con le necessarie individualizzazioni.

L'antropometria non nasce nel contesto delle scienze biomediche, ma nel campo dell'arte, durante il Rinascimento, in particolare con gli studi di Leonardo da Vinci.

Alcuni artisti che hanno utilizzato l’antropometria in arte…

Klein, l’antropometria come impronta energetica

Nelle Anthropométries realizzate con il corpo umano: "Le mie modelle sono state i miei pennelli (viventi- pinceaux vivants).

Le ho fatte imbrattare di colore e ho fatto imprimere la loro impronta sulla tela.

In questo caso la “misurazione del corpo” è un pretesto

per un discorso che è prettamente spirituale e si esprime attraverso l’arte, attraverso il corpo.

Il moderno uomo vitruviano: il Modulor di Le Corbusier

Le Corbusier ricercò una proporzione standardizzata del corpo umano per la dimensione architettonica-abitativa, che culminò nell’introduzione di un nuovo sistema proporzionale chiamato Modulor.

Il “Modulor” è dunque "una gamma di misure armoniose per soddisfare la dimensione umana,

applicabile universalmente all'architettura e alle cose meccaniche".

MODIFICARE LE LEZIONI PRECEDENTI E INSERIRE QUI TUTTA LA PARTE DI ANTROPOMETRIA, METODO DI LEE E DISEGNO DEL VISO (INSERIRE UN VOLTO RITAGLIABILE)

DOPO RIPRENDERE CON LA TEORIA NELLA RICOSTRUZIONE DELLE ARCATE CON METODO DI WILLIAMS E CON SEZIONE AUREA PER CREARE UNA ARCATA PROPORZIONATA AL VISO E ANCHE BELLA E PIACEVOLE.

RIDURRE ANCHE LE SUCCESSIVE LEZIONI

La divina proporzione. Un percorso interdisciplinare verso la ricostruzione di un’arcata dentale.

La bellezza e le proporzioni del corpo

Il bello intelligibile presuppone che vi siano, in qualche modo, dei canoni oggettivi di bellezza.

Per secoli il bello è stato qualcosa di misurabile e quindi riconoscibile da tutti in base a misure o a calcoli,

tanto quanto lo era l’arte, che poteva ritenersi tale solo se legata a misure, regole e proporzioni.

Sin dagli antichi greci, la perfezione e la bellezza sottostanno ad un rapporto aureo.

La cosiddetta proporzione aurea (VI. secolo a.C.) , rappresentata dalla lettera greca Phi (Φ),

ed approssimativamente uguale a 1,618, è stata considerata da molti “bella”. Venne anche chiamata la “divina proporzione”.

Anche le proporzioni del volto e dei denti sarebbero guidate dalla cosiddetta "regola aurea".

Questa proporzione, sia per le sue proprietà geometriche e matematiche (sequenza di Fibonacci)

che per la frequente riproposizione in svariati contesti naturali e culturali,

ha impressionato nei secoli la mente dell'uomo, che le ha assegnato gli appellativi di "aurea" o "divina", proprio a dimostrazione del fascino esercitato.

La sezione aurea o rapporto aureo o numero aureo o costante di Fidia o proporzione divina,

nell'ambito delle arti figurative e della matematica, indica il rapporto fra due lunghezze disuguali,



delle quali la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la somma delle due. In formule, se a è la lunghezza maggiore e b quella minore, b:a=a:(a+b)


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