Primož Bizjak/ Alpi Apuane, Carrara, cap- centro Arti Plastiche dal 21 luglio al 31 ottobre 2018



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12.11.2018
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Primož Bizjak/ Alpi Apuane, Carrara, CAP- Centro Arti Plastiche dal 21 luglio al 31 ottobre 2018




Primož Bizjak/ Alpi Apuane

Con testo critico di Simone Menegoi

Dal 21 luglio al 31 ottobre 2018

Vernissage 21 luglio ore 18

Carrara, CAP- Centro Arti Plastiche

Via Canal del Rio 1

Orari da martedì a domenica, dalle ore 11:00 alle 20:00 e da venerdì a sabato (nei mesi di luglio, agosto e fino al 16 settembre) dalle ore 11:00 alle 23:00.

Dal 1 ottobre da Martedì a Domenica 10:00-12:30/15:00-17:30

Biglietti: Fino al prossimo 31 luglio, biglietto cumulativo per visitare i tre musei cittadini CAP, CARMI e Civico del Marmo, intero € 5,00; ridotto € 3,00.

Dal prossimo 1 agosto Museo del Marmo, CAP e CARMI biglietto intero per singolo museo € 5,00; biglietto intero cumulativo per visita dei tre musei € 10,00; biglietto ridotto per singolo museo € 3,00; biglietto ridotto cumulativo per visita dei tre musei € 6,00.

Riduzioni per ultrasessantacinquenni, comitive di almeno 10 persone, possessori del biglietto della mostra in corso a Palazzo Cucchiari, del biglietto trenino turistico, dell'abbonamento a CTTNORD, soci Unicoop Tirreno.

Gratuito: bambini al di sotto dei 6 anni, disabili, accompagnatori di comitive, membri ICOM, guide turistiche e giornalisti.


Ogni prima domenica del mese ingresso gratuito.
Inaugura sabato 21 luglio alle ore 18 a Carrara, presso il CAP-Centro Arti Plastiche, la mostra fotografica Alpi Apuane, con testo critico di Simone Menegoi, personale dell’artista Primož Bizjak, organizzata dal Comune di Carrara in collaborazione con Galerija Gregor Podnar di Berlino. Per questa occasione le sale del museo ospiteranno sette foto di grande formato eseguite tra il 2014 e il 2017.

L’opera di Bizjak, realizzata con tempi di posa prolungati e con l’uso della tecnica fotografica analogica, è il frutto di una lunga esplorazione attraverso le Apuane alla scoperta di cave nascoste, alcune abbandonate, che vengono svelate agli occhi dello spettatore catturandone, gradualmente, l’attenzione. Il grande formato delle foto, fino a 3 metri di base, invita il fruitore a instaurare un rapporto meditativo con l’immagine, immergendosi e concentrandosi su dettagli quasi invisibili agli occhi.


Scrive Simone Menegoi nel testo critico che accompagna la mostra: “ Bizjak lavora lentamente. Ha cominciato a esplorare e a fotografare le cave nel 2014, ritornandovi a intervalli regolari negli anni seguenti. Quattro anni dopo, il ciclo

dedicato alle cave conta qualche decina di scatti, di cui appena sette sono diventati stampe […]. Prima di produrre anche un solo scatto, Bizjak studia lungamente, nel corso di sopralluoghi successivi, il sito che vuole fotografare; prova e riprova la posizione della camera, la sua angolazione, il taglio dell’inquadratura. Prima di imprimersi sul negativo, l’immagine, dice, deve formarsi nella sua mente. Una frase che riecheggia quella celeberrima di Leonardo, secondo cui la pittura “è prima nella mente del suo speculatore” (Libro di pittura, I, 29). Non è una coincidenza. Da ex studente di

pittura all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Bizjak considera tuttora la pittura come un riferimento significativo per il suo lavoro”.
Dimensioni, senso del colore e della composizione sono, nella serie Alpi Apuane, portati alle estreme conseguenze, evocando le incisioni del Piranesi, la pittura meditativa di Friedrich e, più vicini a noi, l’Espressionismo Astratto americano, l’Informale europeo e l’opera di Gerard Richter.
E’ uno scenario maestoso, sublime e neo-romantico, quello narrato da Bizjak che rapisce chi guarda e lo obbliga a un cambio di messa a fuoco che spazia dalla bellezza del paesaggio ai dettagli e alle sfumature che rivelano le tracce dell’intervento umano su un territorio da secoli fortemente segnato dalle attività estrattive: le sette foto in mostra presentano, così, un ritratto monumentale delle Alpi Apuane ma, al tempo stesso, denunciano la fragilità di un territorio a rischio di distruzione.

Nelle opere esposte Bizjak raggiunge un senso di immediatezza e di intimità con le Apuane, accentuata dal fatto che le foto non hanno subito alcun intervento di manipolazione digitale: è solo attraverso un’accurata selezione dei punti di vista dello scatto che l’artista ha elevato la realtà a un livello sublime e quasi surreale, dimostrando, in tal modo, che, se attentamente osservata ed esperita, la realtà è spesso più forte dell’immaginazione.


Primož Bizjak è nato a Šempeter pri Gorici, in Slovenia, nel 1976. Dopo la laurea in Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Venezia ha vissuto a Madrid. Attualmente vive e lavora a Monaco di Baviera. Le sue opere sono state presentate in numerose mostre personali e collettive a livello internazionale, soprattutto in Spagna, Slovenia, Croazia e Italia, dove ha partecipato alla 54a Venezia Biennale (2011) e a Isola Mondo, un evento collaterale della 53a Biennale di Venezia (2009).Tra le mostre personali più recenti si ricordano: Mudanzas y reflejos , presso Tasman Projects a Madrid (2016), Primož Bizjak: Il Sava, il Danubio e la Drina, al Museo di arte contemporanea Metelkova a Lubiana (2015), Dos miradas sobre Venezia, presso l'Istituto Italiano di Cultura a Madrid (2013), Seconda possibilità - Elbasan, alla Torre di Porta Nuova presso l'Arsenale di Venezia (2012) .
In collaborazione con Galerija Gregor Podnar- Berlin

Monica Zanfini

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