Principio di autodeterminazione dei popoli e indivisibilità della repubblica: IL caso veneto



Scaricare 29.44 Kb.
Pagina2/4
28.10.2019
Dimensione del file29.44 Kb.
1   2   3   4
Il popolo nell’ordinamento costituzionale italiano: considerazioni generali

Oltre al concetto di territorio, deve essere considerato l’elemento personale (=gruppo di uomoni che vivono stabilmente su di esso). Si presenta con molteplici posizioni:



  • presupposto di fatto: uno Stato non può esistere senza un complesso di persone fisiche.

  • modo d’essere: persona gisica legata allo Stato da un rapporto permanente.

Il collegamento tra popolo e convivenza territoriale quindi non basta a definirlo ( → solo l’affermarsi di un centtro di potere sovrano promuove il sorgere di interessi comuni e ne provoca altri.

Sul piano dommatico, il popolo sarà definito da ciascun ordinamento giuridico statale. A livello costituzionale, facciamo riferimento a due filoni:



  1. popolo sovrano nella comunità ordinaria di governanti e governati → soggetto idealmente unitario capace di esprimere la propria volontà.

  2. compleasso di governati → complesso di idividui, gruppi, associazioni, comunità territoriali.

Hanno entrambe le definizioni trovato riflesso nella Costituzione (art. 1) → comunità organizzata dal diritto.

La Costituzione stessa è atto del popolo, nato dal referendum istituzionale a suffragio universale. L’intenzione dei costituenti era di accettare quant era risultato dalla dottrina costituzionalistica → ovvero popolo legato allo Stato pr un particolare rapporto (cittadinanza).

Il popolo è dverso dal concetto di Nazione che prevede la presenza di requisiti quali: valori sociali, naturali o morali, numero minimo di individui stabilmente organizzati su un territorio.
I popoli regionali e le scelte statutarie. Quando tutto cambia perché nulla cambi.

Nello Statuto della regione Veneto (1999), c’è un espresso riferimento al “popolo veneto” → legge del 2012 n. 1 art. 2 principio di autodeterminazione del popolo veneto (comma 1), nonchè impiego da parte della regione di salvagiardare e promuovere l’identità storica del popolo e della civiltà veneta (comma 2).

Come deve essere valutato? Due poli contrapposti:


  1. già il precedente Statuto (1971) riportava questo riferimento, infatti la legge in merito è rimasta invariata; inoltre il Veneto non è un caso isolato (es. Sardegna e Sicilia con ordinamento differenziato) → alcuni Statuti si sono spinti a voler riconoscere e promuovere un rilievo ultraregionale e/o ultranazionale→ parametri di ispirazione regionali più ampi.

  2. la lettura del concetto “popolo veneto” come un elemento personale dello Stato non è l’unica; in altre Carte Costituzionali esso fa riferimento alle comunità regionali, quindi a esi è ricnosciuto pieno valore giuridico, a patto che il loro significato rimanga all’interno dei confini dell’ordinamento costituzionale. Quindi il concetto di autogoverno è ontologicamente legato a quello di “popolo veneto”, risultando funzionale a proclamare e riconoscere la relativa specificità prettamente identitaria, quindi autonomistica.

Una prima risposta ai movimenti nazionalisti è quella basata sull’art. 5: lo smembramento dello Stato è un fatto rivoluzionario (il sigma unità-indivisibilità non dovrebbe mai essere messo in discussione).

Vedendo il tutto sotto un altro punto di vista, la questione può essere superata, infatti tenendo in considerazione alcuni dati (storici, politici e sociali, tensioni e fratture, minoranze ecc..) è possibile definire i presupposti per andare oltre.

A questo punto il diritto potrebbe trovarsi di fronte all’esigenza di incanalare tutti questi fenomeni sociali nei percorsi legali esistenti, interpretandoli in maniera conforme alle esigenze derivanti dai principi democratici, in questo modo è possibile valorizzare i margini di elasticità delle previsioni costituzionali dei singoli ordinamenti e delle norme internazionali sul tema.

Questa non è una prospettiva attribuibile alla dimensione teorica → Corte Suprema canadese → diritto interno e internazionale in strettissima continuità (il primo si proietta sul secondo), quindi il giudice canadese considera la provincia del Québec come un’unità politica.

Il nazionalismo dominante canadese non avrebbe le forze per dar seguito alla comunità quebecchese, ma dove queste richieste assumono determinati caratteri, questo atteggiamento si traduce in unreasonable intransigence della Federazione e delle Province.

Non mancano quindi itinerari interpretativi per inquadrare questi conflitti interni in maniera giuridica.

Ci troviamo di fronte a scenari problematici e accattivanti (es. Veneto).



Condividi con i tuoi amici:
1   2   3   4


©astratto.info 2019
invia messaggio

    Pagina principale