Proclamare la Pasqua del Signore


Una storia salvata e pasquale



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28.03.2019
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Una storia salvata e pasquale
«Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli e dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti la Chiesa proclama la Pasqua del suo Signore». Con queste parole l’Annuncio della Pasqua del giorno dell’Epifania innesta felicemente il culto dei santi e la preghiera per i defunti nella celebrazione del mistero pasquale di Cristo. È evidente nel sensus fidei del popolo di Dio il legame tra santi/morti e l’intercessione: i santi intercedono per la chiesa e la chiesa intercede per i morti. Invece è poco maturata nei fedeli la consapevolezza che i santi riverberano la forza sanante della Pasqua nella storia di cui sono stati protagonisti e che possiamo pregare per i morti proprio perché anche la loro esistenza può essere rischiarata dalla luce della Pasqua, forza che supera il buio della morte stessa.. Così nei santi rendiamo grazie dopo la loro morte, perché la loro vita ha ‘sanato’ la loro generazione, e per i defunti supplichiamo il Dio dei santi perché nella fraternità battesimale per la quale siamo tutti un corpo solo, nessun membro sia reciso e perduto, cancellato da libro della vita, affinché nessun frammento della generazione degli uomini, quale è una singola vita, si perda nella tenebra della lontananza da Dio.

Ricentrare il culto dei santi sul mistero pasquale significa fare come la liturgia: tenere la loro memoria dentro una tonalità laudativa ed eucaristica. Sono certo modelli e intercessori, e la catechesi farà bene a rimeditarne le biografie, la pietà popolare ad invocarli e le diverse attività assistenziali ad imitarli. Essenzialmente però la vita dei santi è l’eucaristia vivente della chiesa di una precisa generazione che sale al Dio vivente, suscitare dei santi e fonte di ogni santità.

Ricentrare la preghiera per i morti sul mistero pasquale significa fare come la liturgia: tenere la loro memoria dentro l’evento che ha cambiato la storia e di cui ne attendiamo il compimento. La catechesi farà certo bene a farsi carico delle domande dell’uomo sul suo destino dopo la morte; la pietà popolare continui pure a venerare la memoria degli antenati; chi è in lutto approfitti ancora della carità e della solidarietà dei fratelli, ma si sappia anche dare lode al Dio della vita perché nella Pasqua di Cristo ci dà la speranza che la nostra piccola storia non sarà né perduta né inutile.





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