Profilo dinamico funzionale



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07.12.2017
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PROFILO DINAMICO FUNZIONALE

(Check list)

Premessa: questa check list vuole essere solo una “guida di massima” che il docente può sfruttare per redigere il proprio PDF; ovviamente, spetta all’insegnante di Sostegno, coadiuvato dal Consiglio di classe, scegliere quali voci riportare, quali omettere e quali integrare in base all’ordine di scuola e alla situazione cognitiva dell’alunno nel momento di stesura del documento.
ASSE COGNITIVO


  1. Livello d sviluppo cognitivo

Normodotazione – ritardo lieve – Ritardo medio – Ritardo grave
La realtà cognitiva può modificarsi elevandosi:

in misura minima – sia pure di poco – in misura apprezzabile – di molto.




  1. Strategie:

  • Per apprendere ha assoluto bisogno di calma e ordine. La vi vivacità del gruppo lo intorpidisce.

  • La tensione con cui affronta ogni fase di apprendimento, riduce e rende discontinui i risultati.

  • Disordinato e impreciso non riesce a risolvere i problemi del quotidiano.

  • Si ferma alla fase di esperienza sensoriale e non riesce a passare alla fase di conoscenza.

  • Si pone a confronto con gli altri e ne trae sgomento e/o senso d’inferiorità (oppure ne trae incoraggiamento e aiuto).

  • Non usa (oppure usa) tutti i canali sensoriali per apprendere.

  • Ha bisogno costante del rassicurante appoggio dell’adulto.

  • Attento (o disattento) a ciò che lo circonda, ne trae (o non) input cui reagisce (o non) attivamente.

  • Si blocca di fronte ad ogni nuova proposta didattica.

  • Nell’apprendimento si arresta alla fase intuitiva (oppure la supera) e difficilmente (o facilmente) passa al ragionamento.

  • Privilegia l’evidenza visiva (o altra).

  • Giunge alla conoscenza soltanto attraverso continue ripetizioni del concetto.

  • Come canale per la conoscenza usa l’osservazione.

  • Riesce (o non) a trasformare le proprie esperienze in conoscenze.

  • Opera in modo dispersivo e con svogliatezza.

  • E’ (o non è) capace di utilizzare le competenze acquisite per attivare altre possibilità di conoscenza.

Successivo sviluppo



  • Si prevede possibile la trasformazione dei limiti verso un’evoluzione positiva per ………………………………………………………………………………………….

  • Difficilmente appare (o appaiono) modificabile/i le seguenti strategie………………………………………………………………………………………………..

Sintesi dell’asse

Rendere efficaci le strategie di apprendimento dell’alunna/o appare:


  • Estremamente difficile.

  • Difficile ma possibile.

  • Faticoso ma potenzialmente fruttuoso.

  • Di non difficile realizzazione.

  • Di sicura modifica al massimo consentito dalla potenzialità.




  1. Uso integrato di competenze diverse:

  • L’uso delle competenze acquisite è contrassegnato da insicurezza.

  • Non è (oppure è) capace di utilizzare le competenze acquisite per attivare esperienze.

  • E’ capace (oppure non è) di usare le diverse competenze realizzate in modo creativo, capace di dar luogo a situazioni nuove impreviste.

  • La scarsa autostima blocca la disinvoltura d’uso delle diverse competenze applicate a situazioni anch’esse diverse.

  • E’ in grado di usare in modo integrato competenze diverse:

scarso – limitato – discontinuo – graduale – contingente – sufficiente – buono – soddisfacente – settoriale.
Successivo livello di sviluppo

  • S’intravede la possibilità di ridurre le insicurezze e aumentare l’autostima al fine di sbloccare i timori di fondo estremamente condizionanti.

  • Si ritiene realizzabile il potenziamento delle capacità di usare le diverse competenze acquisite, per nuove situazioni non affrontate prima.

  • ………



ASSE AFFETTIVO-RELAZIONALE


  1. Area del sé:

  • Le sensazioni non si sono ancora trasformate in percezioni.

  • Non ha (oppure ha) una chiara percezione di sé.

  • Non si percepisce (oppure si percepisce) come entità a sé stante e non riesce ( o riesce) a entrare in contatto con le cose.

  • Non sa ( oppure sa) oggettivare le proprie esperienze e trasformare in concetti, utilizzabili per interagire con le persone che gli sono vicine.

  • Non si avvale ( o si avvale) di tutti i canali sensoriali per comprendere l’ambiente sia fisico sia sociale.

  • Non sa (o sa) usare il proprio corpo come mezzo espressivo.

  • Il sé è percepito in modo confuso, immerso nella realtà che “confonde” e/o “fonde” nella sua

Successivo livello di sviluppo



Si ritiene proficuo un capillare lavoro:

  • Per il rinforzo ( o la realizzazione) della capacità di percepirsi.

  • Per il coinvolgimento di tutti i canali sensoriali al fine di giungere a una sempre migliore conoscenza e comprensione dell’ambiente sia fisico che sociale.

  • Considerando le difficoltà di comunicazione verbale e7o lavorativa, nonché le potenzialità riscontrate nel volersi esprimere usando il corpo, si privilegerà questo mezzo espressivo, pur non tralasciando di lavorare in direzione di tutti gli altri canali d’interazione.




  1. Rapporto con gli altri

  • Cerca il contatto fisico-

  • Evita (o preferisce) il rapporto: con i coetanei – con gli adulti – con persone del proprio sesso (o dell’altro).

  • Nell’arco della stessa mattinata può assumere atteggiamenti contrastanti (dalla collaborazione a categorici rifiuti) che mininano l’equilibrio dei rapporti.

  • Cerca e/o esige di essere costantemente al centro dell’attenzione.

  • L’interazione scolastica risente dei difficili rapporti vissuti all’interno della realtà familiare.

  • E’ aggressivo con i compagni.

  • E’ prepotente con chi è più debole di lui.

  • Subisce passivamente le provocazioni.

  • Non ama (o ama) lavorare da solo.

  • Nelle attività in gruppo: tende a imporsi – assume un ruolo gregario - …

  • Non partecipa (o partecipa) attivamente alle attività comuni.

  • Riesce (o non riesce) a stabilire rapporti paritetici specialmente con ……

  • In impreviste situazioni riesce a controllare le proprie emozioni.

  • Non comprende (o comprende) il significato delle regole e non vi si adegua (o si adegua).

  • Rispetta (o non) : il prossimo – la natura – le cose proprie e/o altrui.

  • Accetta (o non) con facilità nuove amicizie.

  • Ha (o non) costante bisogno di figure di riferimento.

  • Spavaldo e/o offensivo, provoca risentimenti e allontanamento dai compagni.

  • Evidenzia atteggiamenti di rifiuto del ruolo docente.

  • Tra i docenti tende a scegliere la sua figura-guida.

  • E’ sincero e leale.

  • Si sente “perseguitato” da tutti.

  • Prova piacere (o si rifiuta) nell’aiutare il prossimo.

Successivo livello di sviluppo

  • Da un’attenta osservazione sembra emergere la possibilità (ad esempio,

passando attraverso la soddisfazione del bisogno di contatto fisico) di avviarsi verso un incremento della socializzazione.

  • S’impone, ritenendolo implementabile, un lavoro d’impostazione della conoscenza (per il rispetto) delle regole.

  • Difficile da realizzare, per il momento, il coinvolgimento operativo nel gruppo classe, mentre risulta proficuo il lavoro in rapporto uno a uno.

  • Si prevede possibile la trasformazione dei limiti verso un’evoluzione positiva per ………………………………………………………………………………………….

Sintesi dell’Asse



  • L’azione educativa presuppone una costante collaborazione con lo psicologo, quale condizione “sine qua non” per non rendere sterile quanto emerso fino a questo momento nelle interazioni con l’alunno.

  • Le dinamiche venute alla luce rendono indispensabile un’azione concertata sia con lo psicologo sia con l’assistente sociale.

  • L’azione educativo—didattica richiede un costante confronto e adattamento da parte di tutti gli operatori scolastici (docenti, collaboratori scolastici e dirigente).

  • L’azione combinata di tutte le forze operanti vede in primo piano la disponibilità dei coetanei, sia che facciano parte del gruppo classe sia che interagiscano in altri contesti scolastici o extrascolastici.

3)Motivazione al rapporto

- Per la ridottissima autostima, temendo di sbagliare e quindi di evidenziare le sue incapacità, rifiuta di lavorare con la classe.

- Non percepisce “necessaria” l’appartenenza al gruppo.

- In ogni nuova interazione evidenzia paura e insicurezza.

- Nelle situazioni attive s’impunta a non farsi coinvolgere: si sente inadeguato, non “all’altezza”; spesso dice: “Non sono capace!...”

- Maschere le insicurezze con un comportamento aggressivo, esibizionista, ribelle, svogliato.

- Ha paura degli adulti.

- Ha paura dei coetanei.

- La situazione famigliare frena il suo desiderio d’instaurare rapporti.

- Teme, in particolare, le figure maschili ( o femminili).

- gravi carenze affettive condizionano i rapporti interpersonali.


Successivo livello di sviluppo

  • Sembra realizzabile l’obiettivo di: ridurre i timori di fondo – aumentare l’autostima- il coinvolgimento affettivo sia in direzione degli adulti sia dei coetanei

  • Appare difficile la rimozione di alcune paure; in particolare …………………


ASSE DELL’AUTONOMIA


  1. Autonomia personale:

  • Ha ( o non ha) necessità di avere accanto, stabilmente, un adulto.

  • Ha (o non ha9 il controllo sfinterico.

  • Fa ( o non fa) comprendere in modo chiaro i suoi bisogni.

  • E’ autonomo nella gestione di sé dal punto di vista funzionale.

  • E’ motivato all’autonomia personale, sia fisica sia del proprio materiale.

Sintesi dell’asse



  • E’ difficile anche la conquista dei più semplici obiettivi di autonomia.

  • Quest’asse abbisogna di attività nel reale del quotidiano; vista la situazione cognitiva, a nulla servono le sole spiegazioni.

  • E’ indispensabile estendere il progetto educativo al gruppo famigliare; l’azione educativa deve seguire un filo diretto di continuità lungo l’intero arco della giornata.

  • E’ auspicabile, a fianco dell’adulto di riferimento, la presenza, almeno in alcuni momenti della giornata, di un tutor scelto fra i coetanei.



  1. Autonomia sociale

  • E’ in grado (o non) di spostarsi autonomamente nell’ambiente scolastico.

  • Sa gestire (o non) le sue attività sintonizzandosi con il gruppo.

  • Percepisce (o non) le aspettative degli adulti e si sforza (o non9 di adeguarsi.

  • Comprende e corrisponde (o non) agli input che provengono dall’ambiente fisico e sociale.

  • Sa portare (o non) a compimento semplici, o complessi, compiti che gli vengono affidati.

  • Sa (o non) muoversi nel gruppo comprendendo e corrispondendo anche ai messaggi non verbali.

  • Sa (o non) gestire autonomamente l’incarico che gli viene affidato in un lavoro di gruppo.

  • Sa (o non) usare il telefono per comunicare.

  • Di fronte alle situazioni problematiche dal punto di vista relazionale tende a ….

Successivo livello di sviluppo



  • L’abilità di spostarsi nell’ambiente scolastico con cognizione di causa appare: raggiungibile – migliorabile – di difficile conquista.

  • Non è prevedibile un successivo livello di sviluppo per quanto riguarda la possibilità di adeguarsi alle regole comunitarie, in quanto l’attulae livello di maturità raggiunto è caratterizzato da insofferenze e confusioni, che per prime necessitano di interventi mirati.

  • L’autonomia nell’ambiente sociale esterno alla scuola è realizzabile se “vissuta”, ossia se l’alunno potrà immergersi nella realtà “in movimento” delle strade, dei negozi … In tal senso verranno programmate uscite guidate

  • Le relazioni con il prossimo sembrano poter ottenere un miglioramento:

sufficiente – buono – significativo; in particolare …………………………………..
Sintesi dell’asse

  • Gli obiettivi programmati per colmare le lacune relative all’autonomia sociale sono subordinati alla possibilità di “accompagnamento” dell’alunna/o sia all’interno ma soprattutto all’esterno della scuola.

  • In merito all’adeguamento alle regole comunitarie, al fine di far superare insofferenze e confusione, si ritiene indispensabile il supporto dello psicologo.

  • I progressi fin qui ottenuti in merito alle interazioni con gli adulti e/o i coetanei, fanno supporre un ulteriore miglioramento e stabilizzazione relazionale.



ASSE SENSORIALE


  1. Funzionalità visiva:

  • Usa gli occhiali – percepisce la luce ma ne è abbagliato – percepisce solo ombre e luci – il suo campo visivo è molto ridotto – ha una visione tubolare – percepisce gli oggetti a notevole distanza ma non quelli vicini – stabilisce (o non) il contatto oculare – il suo sguardo è attento e curioso – ha (non ha) difficoltà di coordinamento oculo-manuale – la sua attenzione visiva si limita a pochi secondi – sa (non sa) “leggere” la realtà che lo circonda – sa (non sa) “leggere” le immagini – mostra attenzione a semplici proiezioni: diapositive, cartoni animati, brevi filmati – la memoria visiva è: appena sufficiente, discreta, buona, ottima. Riconosce e discrimina (o non) i colori.




  1. Funzionalità uditiva:

  • E’ iperacusico: reagisce con nervosismo a suoni, voci, rumori per lui/lei sempre troppo forti – se richiamato alle spalle, si gira e risponde (o non) – Reagisce alla voce: bisbigliata, sussurrata o solo con tono normale – ad uno stimolo sonoro interrompe l’attività (o non) e si volge verso la fonte dello stimolo stesso – ad occhi bendati sa (o non) dirigersi verso la fonte di un suono prolungato – Sa identificare la voce di chi gli è familiare- Sa (o non) identificare suoni e rumori del quotidiano – Sa (o non) riconoscere le manifestazioni sonore della natura (tuono, pioggia…) – Sa identificare il suono di determinati strumenti musicali: a timpani, a percussione, a fiato, altri strumenti.


ASSE MOTORIO PRASSICO


  1. Motricità globale

Possiede(o non) l’organizzazione dinamica dell’uso del sé corporeo.

  1. Organizzazione nel piano:

è (non è) “educato” all’andatura – sa (o non) strisciare – sa (o non) rotolare – procede (o non) a carponi a schema incrociato – cammina (o non) a schema incrociato – mantiene (o non) l’equilibrio anche su tavole disposte sul pavimento – sa muoversi entro due linee tracciate sul pavimento – sa (non sa) spostare oggetti nello spazio e disporli secondo determinate disposizioni date – sa (non sa) camminare lentamente con ritmo regolare – sa (non sa9 muoversi seguendo un determinato ritmo (battito delle mani, tamburello) – Specificare eventuali abilità particolari possedute.

  1. Organizzazione nello spazio verticale:

sa (non sa) alzarsi, piegarsi, ruotare, oscillare, flettersi – sa (non sa) seguire un oggetto mentre cade e mentre viene lanciato – sa (non sa) adattare lo spazio al fine che si prefigge (delimitare una zona, lanciare un pallone verso un obiettivo specifico) – sa (non sa) vestirsi o svestirsi – sa(non sa)manipolare in modo intenzionale – sa (non sa) tracciare linee secondo disposizioni definite
Sintesi dell’asse

  • Dalle osservazioni sistematiche emerge evidente la necessità della collaborazione con uno psicomotricista.

  • Dalla collaborazione con la famiglia dell’alunno nasce la possibilità di un intervento anche extrascolastico (palestra, piscina, ippoterapia…).

  • Si programma un’interazione tra il docente di educazione musicale e il docente di scienze motorie.

  • Per le inibizioni che frenano l’ulteriore sviluppo, sembra opportuna la collaborazione di uno psicologo.




  1. Motricità fine:

  • Afferra gli oggetti a “mano piena” – prende gli oggetti con più di due dita – riesce a riprendere gli oggetti usando pollice e indice – Sa (non sa) piegare un foglio in due o più parti – Sa (non sa) strizzare una spugna – Sa (non sa) infilare perle grosse e perle fine – Sa (non sa) allacciarsi le scarpe – Sa (non sa) abbottonarsi e sbottonarsi – Sa (non sa) aprire una porta con una chiave e chiuderla – Sa (non sa) avvistare e svitare il coperchi di un barattolo – Sa ( non sa) fare un semplice nodo – Sa (non sa) impugnare e usare un pennello.

Sintesi dell’asse



  • E’ evidente la necessità di esercizio quotidiano e di un’organizzazione del lavoro marcatamente manipolativo.

  • Ogni occasione (anche creata ad arte) privilegerà l’autonomia motoria e, in particolare, la motricità fine (vista la sua importanza anche nello scrivere).




  1. Prassie semplici e complesse:

Ha (non ha) scoperto i diversi elementi corporei e ne ha (non ha) coscienza – Sa (non sa) controllare i diversi segmenti corporei – Ha difficoltà (non ha) nel salire e/o scendere le scale – Sa (non sa) usare le forbici – Sa (non sa) coordinare i gesti per eseguire semplici comandi – Sa (non sa) rilassare i deversi segmenti corporei – Sa utilizzare il fazzoletto in modo corretto – Sa (non sa) muoversi autonomamente in direzione di una meta – Ha (non ha) l’indipendenza delle dita, prensione pressione.

ASSE LINGUISTICO


  1. Comprensione:

Non recepisce alcuna forma di comunicazione verbale – Ha grosse difficoltà di comprensione anche del più semplice linguaggio verbale – Ha problemi semantici: il suo ridottissimo vocabolario porta, come conseguenza, l’incapacità d’interpretazione anche dei più semplici messaggi verbali se i relativi contenuti si scostano dal vissuto quotidiano – Ha (non ha) un sufficiente vocabolario - Quando non capisce ne ha coscienza e chiede –La scarsa educazione e disponibilità all’ascolto conducono a comprensioni frammentarie e sporadiche – Comprende (o non) i linguaggi non verbali – Comprende (o non) quando è il suo turno di parlare, giocare, lavorare. –Ascolta (o non) una semplice storia mostrando di comprenderla – Sa (non sa) raccontare la propria esperienza) -Esegue (o non) subito un ordine che richiede un certo numero di azioni – Sa (non sa) porsi nella posizione che gli viene richiesta – Consegna un oggetto appena lo si richiede – Sa (non sa) leggere: fluidamente, sillabando, lentamente, rispettando (o non) la punteggiatura. – Comprende il significato di parole di uso comune –Comprende il significato di semplici e brevi frasi – Comprende ciò che legge se il brano è chiaro, breve, collegato al suo vissuto esperienziale – Ricorda ciò che ha appena letto – Sa (non sa) riferire ciò che legge: solo a seguito di domande guidate o autonomamente- Si esprime in: italiano, dialetto – In famiglia utilizzano: l’italiano, il dialetto.
Sintesi dell’asse

  • Favorire la comunicazione verbale con i coetanei può favorire processi evolutivi nel senso auspicato.

  • Vista la necessità di un intervento di recupero per la tecnica lettura sia (o per) per la comprensione del testo si a implementeranno le seguenti attività (rapporto uno a uno, piccolo gruppo in classe o fuori classe).




  1. Produzione:

Non comunica spontaneamente - Risponde (o non) alle sollecitazioni – Sa (non sa) far comprendere i propri bisogni – Reagisce solo a domande che prevedono risposte con un “si “ o con un “no”. Il linguaggio è una cacofonia di suoni – Si esprime con frasi nucleari ( soggetto e predicato) – Sa dare il nome a persone, animali e cose… solo se appartengono al suo vissuto personale – Sa (non sa) verbalizzare le proprie esperienze – Sa (non sa) aggettivare i nomi comuni – Ama esprimersi con il canto, indifferentemente dall’essere intonato o meno – Sa (non sa) scrivere – Scrive sotto dettatura: soltanto se lettere vengono scandite, se si detta sillabando, con una nomale dettatura – Scrive: lentamente, abbastanza rapidamente – Commette pochi (o molti) errori ortografici - Si stanca facilmente quando scrive - Sa (non sa) esprimere per iscritto un proprio pensiero – Sa (non sa) svolgere un tema: con l’ausilio di domande guida, autonomamente se legato a esperienze vissute… Riflette (o non) prima di rispondere – Se guidato, dimostra capacità logiche.


  1. Uso comunicativo:

Usa ogni possibile linguaggio per entrare in comunicazione con gli adulti- Il desiderio di comunicare è frenato da timori (o timidezze) per cui l’approccio comunicativo avviene a livello corporeo (avvicinamenti, gesti, offerte silenziose…) – Sa utilizzare il linguaggio musicale per entrare in contatto con gli altri e sentirsi parte del gruppo – Poiché non riesce a comunicare in modo convenzionale, richiama l’attenzione su di sé con grida, pianti, piagnistei… - Stenta a esprimere oralmente un proprio pensiero, ma si sforza di farlo per il forte desiderio di comunicare –Esprime per iscritto un proprio pensiero: in modo illeggibile, in modo comprensibile ma scorretto, in modo sufficientemente corretto… e articolato. – Sa relazionarsi per iscritto: solo in risposta a precise domande, in modo semplice ma corretto.
Sintesi dell’asse

  • Per tutti i linguaggi potenzieremo l’uso passando attraverso la disponibilità del gruppo classe e del territorio (associazioni, parrocchia…)

  • Sono previsti mezzi didattici “su misura” e gli stessi mass media per potenziare le abilità comunicative.




  1. Uso dei linguaggi alternativi:

  • Il linguaggio mimico-facciale (o gestuale) è l’unico usato per comunicare – Integra il limitato linguaggio verbale con una grande espressività corporea – Per sentirsi parte attiva, usa la globalità dei linguaggi – Predilige il linguaggio musicale – Usa il disegno per esprimere ciò che non riesce a “dire”.

ASSE NEUROPSICOLOGICO


  1. Abilità attentive:

  • E’ (o non) interessato a ciò che lo circonda – Il suo sguardo rifugge da ciò che è portato alla sua attenzione – Su richiesta sa dirigere la sua attenzione verso la persona e/o l’oggetto indicato – Si fa (o non) coinvolgere dal contesto in cui vive – Generalmente tende a impegnarsi in un’attività senza distrarsi – Evidenzia notevoli difficoltà a protrarre l’attenzione su un compito: per più di … minuti, all’interno del gruppo classe, anche in rapporto uno a uno. – Si applica su un compito solo se viene costantemente stimolato e sollecitato – Mostra sufficienti/buone/ottime capacità di concentrazione – Se una proposta lo interessa, riesce ad applicarsi con impegno – Per impegnarsi ha bisogno di concretezza o almeno evidenza visiva.

Sintesi dell’asse



  • La premessa indispensabile per un significativo miglioramento delle abilità attentive è nell’organizzazione di attività che lo interessino e “quanto possibile” legate ai suoi desideri.

  • Si ritiene opportuno confrontarsi con lo psicologo per la scelta delle migliori strategie e dei relativi rinforzi.




  1. Abilità mnesiche:

Sa (o non) indicare una persona o un oggetto appena indicatogli, posto tra altre due persone o tra altri due oggetti. – Sa (o non) andare a riprendere qualcosa che è stato appena riposto in sua presenza… o il giorno prima – Sa (non sa) ripetere un’azione vissuta in sua presenza da poco/molto tempo – Ricorda (o non) il posto di ciascuna cosa d’uso comune – Ricorda (o non) il nome delle persone con le quali interagisce – Memorizza (o non) brevi filastrocche.


  1. Organizzazione spazio-temporale:

  • Ha (non ha) la conoscenza e la capacità d’uso dei seguenti concetti topologici: sopra/sotto, in mezzo/intorno, di fronte/accanto, davanti/dietro, il primo/il secondo/l’ultimo, chiuso/aperto, dentro/fuori; in alto/in basso. – Gli spazi aperti lo intimoriscono – Sa (non sa) adattarsi agli spazi, ossia: sa muoversi lungo un percorso semplice, o complesso, con pochi ostacoli, sa (non sa) adattare l’ambiente alle sue esigenze, sa utilizzare in modo corretto gli spazi di un foglio/i quadretti/le righe, è capace di colorare figure senza uscire dagli spazi, possiede (o non) i concetti di “principio” e “fine” nello spazio e sa utilizzarli – Conosce (o non) il significato di “oggi”, “ieri” e “domani” – Comprende il concetto di: presente, passato e futuro – E’ consapevole dei concetti di “lento” e “veloce” – Sa (non sa) riordinare immagini in sequenza logica – Comprende il legame tra causa ed effetto

Sintesi dell’asse



  • L’abilità di organizzazione nello spazio sembrano suscettibili di miglioramento, ma si ritiene ancora indispensabile un’attività coordinata con lo psicomotricista il quale, facendo utilizzare il corpo dell’alunno come veicolo di realizzazione degli obiettivi, rende possibile la miglior evoluzione possibile.

  • E’ evidente che le possibilità di orientarsi sul foglio bianco di carta sono inferiori a quelle di orientarsi nello spazio fisico e sociale; per tale motivo saranno rispettati i tempi necessari perché vi sia un’evoluzione anche dell’orientamento “astratto”.

  • Per consolidare l’organizzazione spaziale raggiunta, si ritiene importante continuare a stimolare l’organizzazione spazio-temporale sia con attività in palestra, o in attività extrascolastiche, sia con esercizi logico-temporali sulla carta.


ASSE degli APPRENDIMENTI
Si riporterà una sintesi degli obiettivi di apprendimento raggiunti nelle diverse aree: logico-linguistica, logico-matematica e delle educazioni.


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